J.R. WARD.
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UN AMORE VIOLATO.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 4.
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Parte 2.
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Titolo originale: Lover Revealed. 2007.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Capitolo 22.
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Butch si lanci verso la porta del bagno e cominci a tirare la maniglia fin quasi a squarciarsi il
palmo. Dall'altra parte sentiva Marissa piangere. Poi lo schianto di qualcosa che andava in frantumi.
Diede una spallata alla porta. Marissa!
Si gett di nuovo contro l'uscio, poi si ferm e si mise in ascolto. Silenzio.
Nient'altro che silenzio. Un terrore selvaggio s'impadron di lui. Marissa?
Vai via. La pacata disperazione nella voce di lei gli fece salire le lacrime agli occhi. Vai...
via.
Lui allarg la mano sul pannello di legno che li separava. Mi dispiace tanto.
Vattene... vattene via. Oh, Dio, devi andartene.
Marissa...
Io non esco di qui finch non te ne vai. Vattene!
Con la sensazione di vivere dentro un incubo, Butch afferr la giacca e usc incespicando dalla
stanza, tutto impiastricciato, in disordine, malfermo sulle gambe. Fuori in corridoio si accasci contro il
muro, sbattendo la testa contro l'intonaco.
Serr le palpebre con forza. Rivide Marissa raggomitolata in quell'angolo, tremante, sulla
difensiva, il vestito che le pendeva sul davanti lasciandole i seni scoperti, come se glielo avessero
strappato via con la forza.
'Fanculo. Lei era una vergine incantevole e lui l'aveva trattata come una sgualdrina, spingendola
troppo oltre e troppo in fretta perch non era stato capace di controllarsi. Cristo, per quanto fosse
eccitata non era abituata a quello che un uomo vuole fare durante il sesso. O a quello che succede
quando un uomo si lascia prendere dall'istinto. Lui lo sapeva benissimo e malgrado ci l'aveva tenuta
ferma per le cosce su quel letto, mentre se la scopava con la lingua.
Picchi di nuovo la testa contro il muro. Dio santo, era cos spaventata che gli aveva addirittura
mostrato le zanne, quasi a difendersi da lui. Con una violenta imprecazione si precipit gi dalle scale,
cercando di lasciarsi alle spalle tutto il disprezzo che provava per se stesso e consapevole del fatto che
non avrebbe potuto correre cos in fretta o cos lontano.
Giunto nell'atrio, qualcuno grid, Butch? Ehi, Butch! Tutto okay?
Usc come una furia, salt in macchina e mise in moto. La sola cosa che voleva fare era scusarsi
con Marissa fino a restare afono, peccato che al momento era l'ultima persona sulla faccia della terra
che lei avrebbe voluto vedere. E non poteva certo fargliene una colpa.
Part a tutta velocit verso il centro, diretto all'attico di V.
Il tempo di parcheggiare la Escalade e salire con l'ascensore fino all'ultimo piano del grattacielo
ed era pronto a buttarsi gi da un ponte, tanto si sentiva di merda. Spalanc la porta dell'appartamento...
Oh, cazzo!
Al fioco chiarore delle candele nere vide Vishous piegato in avanti a capo chino, i fianchi
fasciati di pelle che pompavano avanti e indietro, le spalle nude e le braccia nerborute tese fino allo
spasimo. Sotto di lui c'era una femmina legata al tavolo per i polsi e le caviglie, tutta coperta di cuoio
tranne i capezzoli e il punto in cui V affondava dentro di lei. Malgrado la maschera che le nascondeva
il volto e il bavaglio infilato in bocca, Butch era certissimo che fosse sull'orlo di un orgasmo. Emetteva
come dei miagolii di piacere, quasi a implorare V di non smettere, anche se aveva le guance rigate di
lacrime.
Quando V alz la testa dal suo collo, gli brillavano gli occhi e le zanne erano lunghe come... be',
mettiamola cos, forse quella poveretta avrebbe avuto bisogno di farsi dare dei punti.
Colpa mia, farfugli Butch, uscendo di volata dall'attico.
Frastornato torn gi, ma una volta salito sul SUV non gli venne in mente nessun altro posto
dove andare. Rimase l seduto al volante, la chiavetta inserita nel blocco di accensione, la mano sulla
leva del cambio... rivedendo Vishous che si nutriva del sangue di quella femmina.
Gli occhi luccicanti. Le lunghe zanne. Il sesso.
Gli torn in mente che Marissa non era parsa per nulla preoccupata quando le aveva detto che
sembrava malata. Risent la sua voce che diceva  una cosa che posso sistemare da sola. E poi, Non
voglio farti male.
E se Marissa aveva bisogno di nutrirsi? Forse era quello il motivo per cui lo aveva mandato via.
Lei era una vampira, dannazione, o credeva che quelle belle zanne fossero solo di bellezza?
Chin la testa sul volante. Dio, quant'era meschino, non aveva il diritto di cercare altre
spiegazioni. E poi perch lei non gli aveva chiesto semplicemente se poteva bere un po' del suo
sangue? Lui le avrebbe detto di s. Subito. Senza neanche pensarci.
Che diamine, al solo pensiero gli venne duro. L'idea di Marissa che succhiava, attaccata al suo
collo, era l'afrodisiaco pi potente in cui si fosse mai imbattuto.
Se la figur nuda, sdraiata sul suo petto, il viso affondato contro la sua gola...
Attento, O'Neal. Stai bene attento. Non starai solo cercando una scusa?
Ma lei era eccitata, giusto? Aveva addirittura sentito il sapore dolcissimo della sua eccitazione.
Anzi, quando aveva cominciato ad andarci gi pesante, gli era parso che quel miele fluisse ancora pi
abbondante. Ma allora perch non gli aveva detto semplicemente qual era il problema?
Forse non voleva bere il suo sangue. Forse pensava che, essendo un umano, lui non potesse
farcela.
Forse in effetti non poteva, essendo un umano.
S, 'fanculo. Preferiva morire sfamandola piuttosto di sapere che un altro provvedeva alla sua
donna. La bocca di Marissa sul collo di qualcun altro, i suoi seni premuti contro il petto di qualcun
altro, il suo odore nelle narici di qualcun altro... lei che beveva il sangue di qualcun altro...
Mia.
Quella parola gli esplose nel cervello. Si accorse di avere gi il dito sul grilletto della Glock,
dentro il cappotto.
Premette il piede sull'acceleratore e part alla volta dello Zero-Sum. Doveva calmarsi e
schiarirsi le idee. La gelosia omicida nei confronti di qualche vampiro non rientrava tra le sue priorit.
Il cellulare cominci a suonare dentro la sua tasca. S? disse impugnando il Razr.
La voce di V era bassa. Spiacente di averti fatto assistere a quello spettacolo.
Non ti aspettavo...
V, cosa succede quando un vampiro non si nutre?
Niente di buono, rispose V dopo una pausa. Ti senti stanco, stanco morto.
E i morsi della fame sono atroci. Pensa agli avvelenamenti da cibo, per avere un'idea. Un dolore
che, a ondate, ti attanaglia le viscere. Se ti sfugge di mano diventi un animale. Pu essere pericoloso.
Ho sentito quelle storie sul conto di Zsadist, prima che si mettesse con Bella.
Lui beveva solo il sangue delle umane, giusto? E so per certo che quelle donne non sono morte,
le ho viste con i miei occhi rientrare nel club dopo che si era sfamato.
Stai pensando alla tua ragazza?
Gi.
Senti, stai andando a farti un goccio?
Pi di uno.
Allora ci vediamo l.
Quando Butch entr nel parcheggio dello Zero-Sum, V lo stava gi aspettando davanti al locale,
fumando una sigaretta. Butch scese dalla Escalade e inser l'allarme.
Sbirro.
V. Butch si schiar la gola, cercando di non pensare a come gli era apparso Vishous mentre si
nutriva facendo sesso. Non ci riusc. Lo rivide sopra quella femmina; la dominava, pompando dentro di
lei, muovendo il corpo come un pistone.
Dio, dopo quella scena era costretto a rivedere la sua definizione di sesso hard.
V aspir a fondo dalla sigaretta, poi la spense contro il tacco dello stivale e infil il mozzicone
nella tasca di dietro. Sei pronto a entrare?
Cristo, s.
I buttafuori li lasciarono superare la fila dei clienti in attesa. Si diressero verso l'area VIP
aprendosi un varco tra la calca di gente che si contorceva, sovreccitata e sudata. Pochi istanti dopo,
senza bisogno di ordinazioni, una cameriera port al loro tavolo un doppio Lagavulin e un bicchiere di
Grey Goose.
Il cellulare di V si mise a squillare e il vampiro rispose; nel frattempo Butch si guard intorno...
e subito si irrigid con un'imprecazione. In un angolo, nascosta nella penombra, vide quella femmina
alta e muscolosa. La responsabile della sicurezza del locale lo stava guardando con occhi bramosi,
quasi sperasse in una replica di quello che avevano fatto in bagno.
Escluso. Nella maniera pi assoluta.
Butch abbass gli occhi sul bicchiere proprio mentre V chiudeva il telefonino.
Era Fritz. C' un messaggio di Marissa per te.
Butch alz la testa di scatto. Cosa ha detto?
Che sta bene, ci teneva a fartelo sapere. Dice che stanotte ha bisogno di starsene tranquilla, ma
che domani star meglio. Dice che non devi preoccuparti e che... ehm, che ti ama e che non hai fatto
niente di male quando hai fatto quello che hai fatto, qualunque cosa fosse, V si schiar la gola.
Allora, cos' che hai fatto? O  meglio che non lo sappia?
Meglio per te se non lo sai. Butch butt gi il drink tutto d'un fiato e alz il bicchiere vuoto.
La cameriera arriv immediatamente.
Mentre la ragazza andava a prendergliene un altro, lui si guard le mani. E sent su di s lo
sguardo penetrante di V.
Butch, le servir molto pi sangue di quanto sei in grado di darle.
Zsadist  sopravvissuto bevendo...
Z beveva da un mucchio di umane diverse, tu invece saresti l'unico. Il punto  che il tuo
sangue  troppo debole, Marissa ti dissanguer in men che non si dica perch sar costretta a bere
spessissimo. Poi con un gran sospiro aggiunse, Senti, pu usare me, se vuoi. Tu puoi anche assistere,
cos saprai cosa succede. Il sesso non  obbligatorio.
Butch inclin il capo, mettendo a fuoco la giugulare dell'amico. Poi immagin Marissa attaccata
a quel collo possente, loro due insieme. Avvinti.
V, lo sai vero che ti voglio bene come a un fratello?
S.
Se ti azzardi a nutrirla, io ti taglio la gola, cazzo.
V sogghign, poi sorrise apertamente. Era un sorriso cos largo che fu costretto a coprirsi le
zanne col dorso della mano guantata. Come non detto, amico.
Meglio cos. Non ho mai permesso a nessuno di attaccarsi alla mia vena.
Butch si accigli. Mai?
Gi. Sono vergine dal punto di vista vascolare. Personalmente, odio l'idea che una femmina
possa nutrirsi col mio sangue.
E perch?
Non fa per me. Butch fece per dire qualcosa, ma V alz una mano. Basta cos. Per sappi
che se cambi idea e decidi di sfruttarmi, io sono qui.
Non accadr mai, pens Butch. Mai e poi mai.
Con un profondo sospiro ringrazi Dio per il messaggio di Marissa. Aveva visto giusto: lo
aveva sbattuto fuori perch doveva nutrirsi. Era cos per forza.
Dio, la tentazione di tornare a casa era forte, ma voleva rispettare il suo desiderio di restare da
sola, senza essere troppo invadente. E poi, l'indomani, se il problema fosse stato effettivamente il
sangue... be', allora avrebbe avuto qualcosa per lei, no?
Marissa poteva abbeverarsi alla sua vena.
La cameriera torn con un altro scotch; insieme a lei anche Rehvenge si avvicin al tavolo. Il
fisico massiccio del vampiro bloccava la visuale sul resto del locale, il che significava che Butch non
vedeva pi la responsabile della sicurezza.
Il che significava che poteva tirare il fiato.
Le mie ragazze stanno attente a non lasciarvi a secco? s'inform Rehv.
Butch annu. Altro che.
Ecco cosa mi piace sentire. Il Reverendo scivol nel spar, gli occhi color ametista che
scrutavano attenti l'area VIP. Era tutto in tiro: completo nero, camicia di seta nera, la cresta da moicano
una striscia corta e scura che gli attraversava il cranio da parte a parte. Sono venuto a dirvi la novit.
Ti sposi? scherz Butch, scolandosi met del secondo Lag.
Dove hai fatto la lista nozze? In qualche impresa di pompe funebri? Crate and Bury 'Em?
No, Smith and Wesson, ribatt il Reverendo aprendo la giacca per mostrare il calcio di una
calibro quaranta.
Bella la scacciacani che hai l, vampiro, l'ideale per mettere in fuga un barboncino.
Questa qui ha piantato una bella pallot...
Con voi due  come guardare una partita a tennis, e gli sport di racchetta mi annoiano, lo
interruppe brutalmente V. Qual  questa novit?
Rehv guard Butch.  un fenomeno nelle relazioni interpersonali, eh?
Prova un po' a viverci insieme.
Il Reverendo sogghign, poi torn serio. Parlava muovendo appena la bocca per non farsi
sentire dai tavoli vicini. L'altro ieri sera si  riunito il Consiglio dei Princeps. Il punto all'ordine del
giorno era la sehclusion obbligatoria per tutte le femmine senza un compagno. Il leahdyre vuole che la
proposta venga approvata e sottoposta quanto prima all'approvazione d Wrath.
V fischi sottovoce. Una clausura bella e buona.
Precisamente. Per giustificarla stanno usando come pretesto il rapimento di mia sorella e la
morte di Wellesandra. Roba tosta, com' giusto che sia. Il Reverendo guard dritto negli occhi V.
Messaggio per il tuo capo. La glymera  nera per le continue perdite di civili in tutta la citt. Questa
mozione  un chiaro avvertimento a Wrath e sono decisissimi a farla passare. Il leahdyre mi sta addosso
perch non possono votare se manca anche solo uno dei membri del Consiglio, e io non ci sono quasi
mai. Posso tirare in lungo ancora per un po', ma non all'infinito. In quel mentre un cellulare si mise a
suonare nella sua giacca e il Reverendo lo tir fuori. Guarda guarda, ecco Bella. Ehil, sorellina... Il
vampiro s'interruppe di colpo, cambiando posizione sulla sedia con un guizzo nello sguardo. Tahlly?
Butch si accigli; aveva la netta sensazione che in linea ci fosse una femmina e non del genere
"sorellina": tutt'a un tratto dal corpo di Rehvenge si lev un calore pazzesco, neanche fosse uno di quei
fuochi che covano sotto la cenere.
Dio, veniva da chiedersi che razza di donna avesse il fegato di bazzicare un soggetto come il
Reverendo. D'altronde anche V se n'era trovata una, per cui femmine cos esistevano per davvero.
Un attimo, tahlly, resta in linea, disse Rehv accigliato, alzandosi. Ci vediamo, signori.
Stasera i drink li offre la casa.
Grazie della dritta, disse V.
Sono o non sono un fottuto cittadino modello? scherz Rehv andando a chiudersi nel suo
ufficio.
Butch scosse la testa. E cos il Reverendo ha una squinzia, eh?
La compatisco, grugn V.
A chi lo dici. Butch lasci vagare lo sguardo per il locale e si irrigid. La dura con i capelli
corti aveva ancora gli occhi puntati su di lui.
Te la sei fatta, sbirro? chiese piano V.
Chi?, fece Butch scolandosi il fondo del bicchiere.
Sai benissimo di chi sto parlando.
Non sono affari tuoi, amico.
Mentre attendeva in linea di risentire la sua voce, Marissa si chiese dove fosse Rehvenge. In
sottofondo c'era un gran baccano... musica, voci. Una festa?
Il frastuono si interruppe bruscamente, come se Rehvenge avesse chiuso una porta. Tahlly,
dove sei? Havers ha fatto crittare i telefoni di casa sua?
Non sono a casa.
Silenzio. Poi, Sei dove penso che tu sia? Sei con la confraternita?
Come hai fatto a capirlo?
Lui bofonchi qualcosa, poi disse, C' un solo numero sulla faccia della terra che questo
telefono non riesce a tracciare ed  quello da cui mi chiama mia sorella. Adesso sul display compare la
stessa cosa. Si pu sapere cosa sta succedendo?
Marissa si tenne sul vago, dicendo solo che lei e Havers avevano litigato e che le serviva un
posto dove stare.
Rehv imprec. Avresti dovuto chiamare prima me. Voglio prendermi cura di te.
 complicato. Tua madre...
Non devi preoccuparti per lei. La voce di Rehv si ridusse a un sussurro sensuale. Vieni a
stare da me, tahlly. Devi solo materializzarti nell'attico, poi mando qualcuno a prenderti.
Grazie, ma preferisco di no. Rester qui solo finch non trover un altro posto dove
sistemarmi.
Un altro posto dove sistemar... ma cosa stai dicendo? Allora questa separazione da tuo fratello
 permanente?
Andr tutto bene. Ascolta, Rehvenge, io... ho bisogno di te. Devo riprovare a... Appoggi la
fronte sul palmo. Detestava sfruttare Rehvenge, ma a chi altri poteva rivolgersi? E Butch... Dio,
Butch... le sembrava di tradirlo. Ma che alternative aveva?
Quando, tahlly? grugn Rehvenge. Quando ti servo?
Subito.
Vai a... ah, cavolo, devo vedere il Princeps leahdyre. E poi ho da sbrigare delle faccende di
lavoro.
Marissa strinse convulsamente il telefono. Prolungare l'attesa era una tortura.
Allora domani?
All'imbrunire. A meno che tu non voglia venire a stare da me. In tal caso avremmo... tutta la
giornata a disposizione.
Ci vediamo domani sera, appena fa buio.
Non vedo l'ora, tahlly.
Dopo aver riattaccato, Marissa si stese sul letto, sopraffatta da una stanchezza infinita; il suo
corpo divenne indistinguibile da lenzuola, coperte e cuscini, un altro oggetto inanimato sopra il
materasso.
Oh, al diavolo... forse aspettare fino al giorno dopo sarebbe stato meglio.
Poteva riposarsi e poi parlare con Butch per spiegargli cosa stava succedendo.
Non era impossibile controllarsi in sua presenza, bastava non farsi prendere dall'eccitazione, e
quella era una conversazione che era meglio fare a quattr'occhi: se gli umani innamorati
assomigliavano anche solo in minima parte ai vampiri, Butch non avrebbe preso bene la notizia che lei
aveva bisogno di stare con un altro.
Con un sospiro pens a Rehv. Poi al Consiglio dei Princeps. Poi al suo sesso in generale.
Dio, anche se per qualche miracolo la mozione di sehclusion veniva respinta, non c'era proprio
nessun luogo sicuro in cui potessero rifugiarsi le femmine che a casa subivano minacce e violenze. A
causa della disgregazione della societ dei vampiri e della guerra contro i lesser, per la sua razza non
esistevano servizi sociali. Nessuna rete di salvataggio. Nessuno in grado di aiutare le femmine e i loro
piccoli, se gli hellren che vivevano con loro erano violenti. O se la famiglia voltava loro le spalle
cacciandole di casa.
Misericordia, cosa le sarebbe successo se Beth e Wrath si fossero rifiutati di accoglierla? O se
non ci fosse stato Rehvenge?
Avrebbe potuto benissimo morire.
John fu il primo a entrare nello spogliatoio del centro di addestramento, al termine delle lezioni
che si svolgevano in aula. Si cambi di corsa indossando il sospensorio e il ji, la tenuta di chi pratica
arti marziali, impaziente di esercitarsi nelle tecniche di combattimento.
Cos' tutta questa fretta, John? Oh, aspetta, ti piace collezionare figuracce.
John si volt. Davanti a un armadietto aperto, Lash si stava togliendo una elegantissima camicia
di seta. Il suo torace non era pi robusto di quello di John e le sue braccia erano altrettanto sottili, ma
quando lo guard aveva due occhi di fuoco, neanche fosse grosso come un toro.
John sostenne senza esitare quell'occhiataccia, pronto a passare alle vie di fatto. Sperava proprio
che Lash aprisse bocca per dire qualcos'altro. Anche solo una cosa.
Hai intenzione di svenire di nuovo davanti a tutti, John? Come una donnetta?
Tombola.
John si avvent contro il compagno, ma non and lontano. Blaylock, il rosso, lo intercett e lo
trattenne cercando di scongiurare il pestaggio. Lash per non aveva un'analoga zavorra. Quel bastardo
tir indietro il braccio e sferr un gancio destro cos potente che John sfugg alla stretta di Blaylock,
andando a sbattere contro la fila di armadietti con un gran fragore metallico.
Stordito, senza fiato, John agit le braccia alla cieca.
Blaylock lo trattenne di nuovo. Cristo santo, Lash...
Cosa c'? Voleva picchiarmi.
Perch tu te la sei andata a cercare.
Lash strinse gli occhi. Che cosa hai detto?
Che bisogno hai di fare lo stronzo?
Lash punt il dito contro Blaylock, sotto le luci il suo orologio Jacob & Co.
mandava bagliori accecanti.
Attento, Blay. Stare dalla sua parte non  una grande idea. Lash scosse con forza la mano con
cui aveva sferrato il pugno e si tolse i calzoni. Cavolo, che figata. Per te com' stata, Johnny bello?
John lasci perdere e si liber dalla stretta di Blaylock. Sentiva la faccia pulsare al ritmo del suo
cuore e per qualche assurdo motivo gli venne da pensare al lampeggiatore di un'auto.
Oh, Signore... quant'erano gravi i danni? Barcoll fino alla fila di lavandini e nel lungo specchio
a parete si diede una controllata. Ah, fantastico. Davvero fantastico. Il mento e il labbro si stavano gi
gonfiando.
Alle sue spalle comparve Blaylock con in mano una bottiglia d'acqua gelata.
Mettiti questa sulla faccia.
John prese l'Aquafina ghiacciata premendola sul muso. Poi chiuse gli occhi per non vedere pi
niente, n la sua faccia n il compagno dai capelli rossi.
Avverto Zsadist che stasera non ti alleni?
John scosse la testa.
Sicuro?
Ignorando la domanda, John gli restitu l'acqua e si avvi in palestra. Gli altri lo seguirono in
gruppo, tesi, sopra il tatami azzurro, mettendosi in fila dietro di lui.
Zsadist usc dal deposito attrezzi, vide la faccia di John e and su tutte le furie.
Allungate tutti le mani col palmo in gi. Pass davanti a ciascun allievo fino a fermarsi di
fronte a Lash. Belle nocche. Contro il muro.
Lash attravers la palestra con tutta calma, contento di saltare l'allenamento.
Zsadist si ferm davanti alle mani di John. Voltale.
John ubbid. Ci fu un attimo di silenzio. Poi Zsadist lo afferr per il mento costringendolo ad
alzare la testa. Ci vedi doppio?
John scosse la testa.
Nausea?
John scosse la testa.
Ti fa male? lo incalz Zsadist tirandogli un po' in fuori la mascella.
John trasal. Ma poi scosse la testa.
Bugiardo. Ma era quello che volevo sentire. Z si allontan di qualche passo e, rivolto agli
altri, disse, Venti giri di corsa intorno alla palestra. E ogni volta che arrivate davanti al vostro
compagno di classe, laggi, buttatevi a terra e fate venti flessioni sulle braccia. Stile Marine.
Muoversi.
Si lev un coro di proteste.
Credete che m'importi qualcosa?, sibil a denti stretti Zsadist.
Muoversi
John si mise a correre insieme agli altri; sarebbe stata una nottataccia, ma almeno Lash non
sembrava pi tanto compiaciuto...
Quattro ore dopo fu chiaro che John aveva ragione.
Alla fine della lezione erano tutti distrutti. Z non solo li spremette come limoni sul tatami, ma li
trattenne pi del solito. Un casino pi del solito. Quel dannato allenamento fu cos massacrante che
neanche John ebbe la forza di continuare a fare pratica, quando la classe si sciolse. And dritto filato
nell'ufficio di Tohr e croll sulla poltrona senza neanche farsi la doccia.
Si sarebbe riposato cinque minuti prima di darsi una sciacquata, pens raggomitolandosi con le
gambe contro il petto...
La porta si spalanc. Stai bene? chiese Zsadist.
Senza voltarsi a guardarlo, John annu.
Chieder di espellere Lash dal programma.
John si raddrizz di scatto scuotendo la testa.
Non mi interessa, John.  la seconda volta che ti aggredisce. O devo ricordarti quello che 
successo con i nunchaku qualche mese fa?
No, John non se n'era scordato. Merda, per.
Aveva troppe cose da dire per riuscire a comunicarle a gesti senza che a Z sfuggisse qualcosa,
quindi prese il bloc-notes e scrisse, stando attento a tracciare le lettere in modo molto chiaro: Se Lash
viene espulso gli altri mi vedranno come un debole. Un giorno voglio combattere insieme a questi
ragazzi. Come possono fidarsi di me se mi considerano un pappamolle?
Porse il blocco a Zsadist, che lo maneggi con estrema cura con le sue manone. Il vampiro
chin la testa, accigliato, muovendo leggermente la bocca deturpata nello sforzo di compitare ogni
parola.
Quand'ebbe finito di leggere butt il blocco sulla scrivania. Non voglio che quello stronzetto ti
picchi, John. Non voglio e basta. Per non hai tutti i torti.
Terr Lash sotto stretta sorveglianza. Ma un altro di questi scherzetti e lo sbatto fuori.
Zsadist and all'armadio che nascondeva l'accesso al tunnel, poi si volt.
Ascoltami bene, John. Non voglio che l'allenamento si trasformi in una mischia, quindi non
rispondere alle provocazioni di quel bastardo, anche se se lo merita.
Tieni gi le mani e anche la testa. Ci pensiamo io e Phury a tenerlo d'occhio per te, okay?
John distolse lo sguardo. Quanto avrebbe voluto gonfiare di botte Lash, gi negli spogliatoi.
Anche adesso moriva dalla voglia di farlo.
John? Siamo intesi? Niente risse.
Dopo un lungo momento, John annu lentamente.
Sperando di riuscire a mantenere la promessa.
Capitolo 23
Dopo un'attesa di ore, Butch aveva il sedere cos intorpidito da non sapere pi dove finiva il
pavimento e dove cominciava il suo fondoschiena. Per tutto il giorno era rimasto seduto per terra in
corridoio, fuori dalla porta della stanza di Marissa. Come il cane che era.
Non che fosse stato tutto tempo perso. Aveva avuto modo di riflettere parecchio.
E aveva fatto una telefonata. Era la cosa giusta da fare, anche se durissima da mandare gi:
aveva preso il toro per le corna e chiamato sua sorella Joyce.
A casa non era cambiato niente. A quanto pareva la sua famiglia, gi a South Boston,
continuava a non essere minimamente interessata a riallacciare i contatti con lui. La cosa non lo
infastidiva pi di tanto perch era cos da sempre. Per lo faceva stare male per Marissa. Lei e suo
fratello erano molto legati, quindi venire scacciata da Havers doveva essere stata proprio una brutta
sorpresa.
Padrone?
Butch guard in su, Ehil, Fritz.
Ho quello che mi ha chiesto. Con un profondo inchino il doggen gli porse un sacchettino di
velluto nero. Credo che soddisfi le sue richieste, ma in caso contrario posso cercarne un'altra.
Sono sicuro che sar perfetta. Butch prese il sacchettino, lo apr e si vers il contenuto nel
palmo. La croce d'oro massiccio appesa a una catenina d'oro era lunga otto centimetri, larga cinque e
spessa come un dito. Era esattamente quello che voleva e se la mise al collo soddisfatto.
Era piuttosto pesante, proprio come sperava, una protezione tangibile.
Cosa ne pensa, padrone?
Butch guard sorridendo la faccia grinzosa del doggen, sbottonandosi il collo della camicia e
infilandovi la catenina. Sent la croce scivolare sulla pelle fino a posarsi proprio sopra il cuore. Come
ho gi detto,  perfetta.
Fritz si inchin, raggiante, e si allontan proprio quando, all'altro capo del corridoio, la pendola
cominci a battere le ore. Una, due... sei volte.
La porta della camera di fronte si spalanc.
Marissa gli comparve davanti come un'apparizione. Dopo tutte le ore passate a pensare a lei, gli
si annebbi la vista. Pi che una realt, gli parve un parto della sua disperazione, vestita d'aria invece
che di stoffa, i capelli una magnifica aureola dorata, il viso di una bellezza sovrannaturale. Mentre la
fissava, il suo cuore la trasform in un'icona della sua infanzia cattolica, la Madonna della salvezza e
dell'amore. .. e lui era il suo indegno servitore.
A fatica si tir su da terra, la schiena che scricchiolava nello sforzo di sostenere il suo peso.
Marissa.
Ah, merda, le sue emozioni trasparivano gi tutte in quella voce roca; il dolore, la tristezza, il
rimpianto.
Lei alz una mano. Dicevo sul serio, nel messaggio di ieri sera. Mi  piaciuto tantissimo stare
con te. Ogni istante. Non  per questo che ho dovuto mandarti via e vorrei tanto essermi spiegata
meglio sin dal principio. Dobbiamo parlare, Butch.
S, lo so. Ma ti spiace se andiamo nel salottino l in fondo? Perch non gli andava di avere un
pubblico e, qualunque cosa lei volesse dirgli, di sicuro preferiva evitare di stare da sola in camera con
lui. Era tesa come una corda di violino.
Quando Marissa annu, si avviarono insieme verso il soggiorno in fondo al corridoio; lungo la
strada Butch rimase sconcertato dalla sua debolezza. Si muoveva adagio, quasi non sentisse le gambe,
ed era terribilmente pallida, quasi diafana, per mancanza di energia.
Una volta entrati nella stanza color giallo e pesca, Marissa and alle finestre, lontana da lui.
Butch, disse con un filo di voce, non so come dirtelo...
So gi qual  il problema.
Davvero?
S. Fece per avvicinarsi a braccia spalancate. Non lo sai che farei qualsiasi cosa...
Fermati l, disse lei facendo un passo indietro. Devi starmi lontano.
Butch lasci ricadere le braccia. Hai bisogno di nutrirti, vero?
Marissa sgran gli occhi. Come hai fatto a...
Va tutto bene, piccola, disse lui abbozzando un sorriso. Va tutto molto bene. Ho parlato con
V.
Allora sai gi quello che devo fare? E non ti... dispiace?
Lui scosse la testa. Per me va bene. Pi che bene.
Oh, sia ringraziata la Vergine Scriba, esclam Marissa barcollando fino a un divano e
sedendosi di schianto, come se le avessero ceduto le ginocchia. Avevo paura che ti saresti offeso.
Anche per me sar difficile, ma  l'unico modo sicuro.
E non posso pi aspettare. Dev'essere per forza stanotte.
Quando batt la mano sul sof invitandolo a raggiungerla, Butch, sollevato, si accomod vicino
a lei e le prese le mani. Dio, com'erano gelate.
Io sono prontissimo, disse, gi pregustando il momento. Tutt'a un tratto gli venne voglia di
tornare in camera da letto. Andiamo.
Sul viso di Marissa si dipinse un'espressione strana. Vuoi guardare?
Lui rimase senza fiato. Guardare?
Io, ehm... non sono sicura che sia una buona idea.
Dopo aver assimilato a fatica le sue parole, Butch si accorse del senso di vuoto alla bocca dello
stomaco. Come se qualcuno avesse fatto saltare il tappo a quasi tutti i suoi organi interni. In che senso,
guardare?
Guardare me che bevo dalla vena di un altro maschio.
Marissa si ritrasse di scatto, dandogli un'idea piuttosto precisa di come doveva essere la sua
faccia.
Gi, o forse era una .reazione al fatto che si era messo a ringhiare.
L'altro maschio, disse lentamente Butch, mentre tutti i tasselli andavano al loro posto.
Quello di cui mi hai parlato. Ti sei nutrita da lui.
Lei annu lentamente. S.
Butch balz in piedi di scatto. Spesso?
Ehm... quattro o cinque volte.
Ed  un aristocratico, naturalmente.
Be', s.
E sarebbe un compagno socialmente accettabile per te, giusto? A differenza di uno schifo di
umano. Giusto?
Non  una cosa romantica, Butch. Giuro.
Gi, magari per lei non lo era. Ma era maledettamente difficile credere che un maschio non
volesse andare a letto con lei. Quel bastardo avrebbe dovuto essere impotente o roba del genere. Tu
gli piaci, vero? Rispondi, Marissa. Il ganzo con il plasma da supereroe.,. ti desidera, vero? Vero?
Dio, da dove diavolo saltava fuori tutta quella folle gelosia?
Ma lui sa che io non provo la stessa cosa.
Ti ha baciata?
Quando lei non rispose, Butch fu felicissimo di non conoscere il nome e l'indirizzo di quel tizio.
Non devi usarlo pi. Tu hai me.
Non posso nutrirmi da te, Butch, ti dissang... dove stai andando?
Butch attravers la stanza in due falcate, chiuse la porta e gir la chiave nella toppa. Poi torn
da lei, gett per terra la giacca nera e si spalanc la camicia, facendo volare i bottoni dappertutto.
Buttandosi in ginocchio ai suoi piedi, tir indietro la testa offrendole la gola, offrendole tutto se stesso.
Userai me.
Ci fu un lungo silenzio. Poi l'odore di Marissa, quella meravigliosa fragranza di pulito, si
intensific fino a inondare la stanza. Tremando tutta lei apr la bocca.
Nel vederla sfoderare le zanne, Butch ebbe subito un'erezione.
Oh... s, disse con voce sensuale. Prendimi. Ho bisogno di nutrirti.
No, mugol lei, gli occhi azzurro fiordaliso lucidi di lacrime.
Fece per alzarsi dal divano, ma Butch balz in avanti afferrandola per le spalle e tenendola gi.
Si infil tra le sue gambe, avvinghiandosi a lei. Marissa, tremante, lo spinse via, ma lui la tenne stretta,
strofinando il naso contro di lei, mordicchiandole l'orecchio, succhiandole la mascella. Nel giro di
pochi istanti lei smise di lottare e, afferrandolo per la camicia, lo attir a s.
Ecco, cos, piccola, ringhi lui, Aggrappati a me. Fammi sentire quelle zanne, voglio
sentirle affondare nel collo. Lo voglio.
Prendendola per la nuca, la attir contro la sua gola. Folgorati dalla tensione erotica ansimavano
entrambi, le lacrime e il respiro di lei roventi sulla pelle di Butch.
Poi per Marissa parve tornare in s e si divincol con forza; Butch fece del suo meglio per
tenerla ferma, anche se rischiavano di farsi male entrambi. E anche se lui era destinato ad avere la
peggio, pur pesando quarantacinque chili buoni pi di lei: essendo solo un umano, Marissa era
comunque pi forte.
Prima di restare a corto di energie, tuttavia, Butch sperava che lei gettasse la spugna accettando
di bere il suo sangue.
Marissa, ti prego, prendimi, gemette, la voce arrochita dalla lotta e adesso anche dal tono
supplicante.
No...
Col cuore a pezzi la sent singhiozzare, ma non la lasci andare. Non poteva.
Prendi quello che c' dentro di me. So di non essere all'altezza, ma prendimi lo stesso...
Non costringermi a farlo...
Non posso fare altrimenti. Dio, aveva voglia di mettersi a piangere anche lui.
Butch... fece lei sgroppando in un estremo tentativo di liberarsi. Non ce la faccio a
trattenermi ancora per molto... lasciami andare... prima che ti faccia male.
No, mai.
Accadde in un baleno. Butch la ud gridare il suo nome, poi sent una fitta lancinante al collo.
Le zanne di Marissa che gli affondavano nella giugulare.
Oh... cazzo... s...!  Allent la presa, tenendola abbracciata mentre si attaccava al suo collo.
Url il suo nome appena la sent succhiare dalla sua vena e deglutire il suo sangue. Era cos erotico.
Quando Marissa cambi posizione per riuscire a bere meglio, fu pervaso da un piacere intenso,
dirompente, quasi fosse sul punto di venire. Era cos che doveva essere. Voleva che lei vivesse grazie al
suo sangue...
A un tratto Marissa si stacc da lui, smaterializzandosi tra le sue braccia.
Butch cadde a capofitto nel vuoto in cui prima c'era lei, atterrando con la faccia sui cuscini del
divano. Si tir goffamente in piedi guardandosi intorno frenetico. Marissa! Marissa!
Si lanci verso la porta cercando invano di aprirla.
Dall'altra parte giunse la voce rotta, disperata di Marissa. Cos rischio di ucciderti... Che Dio
mi aiuti, ma cos rischio di ucciderti. .. Ti desidero troppo.
Fammi uscire! implor lui tempestando la porta di pugni.
Mi dispiace... La voce di lei si incrin, poi torn ferma. Quella determinazione lo spaventava
pi di ogni altra cosa. Mi dispiace davvero tanto.
Dopo torner qui da te. Appena avr finito.
Marissa, non farlo...
Io ti amo.
Non mi importa di morire! Non andare da lui! grid Butch accanendosi contro il legno della
porta.
Quando finalmente la serratura cedette, usc come una furia precipitandosi verso le scale.
Il tempo di spalancare il portone d'ingresso e Marissa era sparita.
All'altro capo della citt, nel parcheggio sotterraneo dove si svolgevano i combattimenti
clandestini, Van balz dentro la gabbia di fil di ferro atterrando sulla punta dei piedi. Il rumore dei suoi
esercizi di riscaldamento riecheggiava come un rullo di tamburo per tutti i livelli in cemento armato,
lacerando il silenzio.
Quella sera non c'era la solita calca, erano in tre in tutto. Ma lui era carico come se ci fossero
solo posti in piedi.
Era stato lui stesso a suggerire quel luogo a Mr X e a mostrare agli altri come penetrare
all'interno. Conoscendo il programma degli incontri, era certo che quella sera non ci sarebbe stato in
giro nessuno e una grossa parte di lui voleva il suo momento di gloria, la sua resurrezione l su quel
ring, non in qualche anonimo seminterrato chiss dove.
Tir qualche calcio di prova, pi che mai soddisfatto della propria forza fisica, poi scrut
l'avversario. L'altro lesser era smanioso quanto lui di lanciarsi nel corpo a corpo.
Non fermatevi finch non sar finita, sbrait Xavier dall'altra parte della gabbia. E, Mr D,
"finita" non vuol dire restare immobile al tappeto, chiaro?
Van annu, gi abituato a sentirsi apostrofare con l'iniziale del cognome.
Bene. Xavier batt le mani e l'incontro ebbe inizio.
I due lesser cominciarono a girare in circolo, Van per non aveva intenzione di tirare in lungo
quel lento. Attacc per primo con una raffica di cazzotti a mani nude, costringendo l'avversario ad
arretrare contro la rete. L'altro incass quel bombardamento come fosse stata una pioggerellina
primaverile sulle guance, poi sferr un micidiale gancio destro angolato, che colp Van spaccandogli il
labbro con la facilit con cui si apre una busta.
Gli fece molto male, ma il dolore era una cosa positiva, serviva a rafforzarlo, lo aiutava a
concentrarsi ancora di pi. Van ruot su se stesso facendo scattare in fuori il piede, una bomba
all'estremit di una catena d'acciaio. Come previsto, il calcio al volo mand il lesser lungo disteso per
terra. Van gli balz addosso e lo immobilizz con una presa d'acciaio, torcendogli un braccio dietro la
schiena e mettendo a dura prova le giunture della spalla e del gomito. Ancora un po' e gli avrebbe
staccato...
Con uno scatto a sorpresa l'altro riusc chiss come a mollargli una ginocchiata nelle palle.
Rapido ribaltamento della situazione: adesso era Van a stare sotto.
Un'altra rotolata e si ritrovarono in piedi.
Lo scontro si protrasse a lungo, senza intervalli, senza pause, senza esclusione di colpi. Era
miracoloso, pens Van. Gli sembrava di poter andare avanti per ore, malgrado i colpi ricevuti. Era
come avere un motore dentro, una forza motrice, qualcosa di impermeabile alla stanchezza e al dolore,
non come succedeva al suo vecchio Io.
Quando finalmente si giunse a una svolta, il fattore decisivo fu la sua arma speciale... qualunque
cosa fosse. I due contendenti si equivalevano sul piano della forza fisica, ma Van era un maestro sul
ring e intravide subito lo spiraglio che poteva assicurargli la vittoria. Colp l'altro allo stomaco,
sferrandogli un pugno al fegato che avrebbe fatto cacare sotto un qualunque avversario umano. Poi lo
sollev e lo sbatt con forza sulla pedana, montandogli sopra. Dai tagli intorno agli occhi il sangue
gocciolava sulla faccia dell'avversario come una pioggia di lacrime... lacrime nere.
Quel colore sul momento lo spavent; l'altro lesser approfitt subito di quella distrazione per
rovesciarlo sulla schiena.
Eh no, bello, stavolta non mi freghi. Van cal il pugno sulla tempia dell'avversario con estrema
precisione, tramortendolo. Con un balzo fulmineo si rialz e lo rovesci con un calcio, gli sal a
cavalcioni sul petto e ricominci a tempestarlo di pugni in faccia e in testa fino a fracassargli il cranio.
And avanti cos, imperterrito, ligio al dovere, finch la struttura stessa della faccia dell'altro lesser
cedette, la testa ormai ridotta a un pallone sgonfio.
Finiscilo! lo incit Xavier da bordo ring.
Van guard in su, ansimando senza fiato. L'ho appena fatto.
No... finiscilo!
Come?
Dovresti saperlo! gli occhi smorti di Xavier brillavano, colmi di una strana disperazione.
Devi saperlo!
Van non aveva ben chiaro cosa fare, il suo avversario non poteva essere pi morto di cos, ma lo
afferr per le orecchie e gli torse il collo fino a spezzarglielo.
Poi scese dal cadavere. Pur non avendo pi un cuore che batteva, i polmoni gli bruciavano e
dopo tutto quello sforzo fisico si sentiva piacevolmente fiacco... ma la fiacca non dur a lungo.
Van scoppi a ridere. La forza stava gi tornando: giunta da chiss dove, si riversava dentro di
lui come se avesse mangiato, dormito e riposato per giorni.
Gli stivali di Xavier atterrarono con un tonfo sul ring e il Fore-lesser avanz, furibondo. Ti ho
detto di finirlo, maledizione!
Uh-huh. Va bene. Cristo, Xavier doveva imparare a godersi il momento del trionfo. Hai
paura che possa allontanarsi sulle sue gambe?
Fremente di collera, Xavier estrasse un coltello. Ti ho detto di finirlo.
Van balz in piedi, all'erta, ma Xavier lo ignor, chinandosi sopra quella carcassa di lesser
ormai ridotto a un punching ball, e pugnalandolo al petto. Ci fu un lampo luminoso e poi... sparito.
Sull'asfalto del ring rimasero solo delle sbavature nere.
Van indietreggi fino a sbattere contro la rete. Ma cosa cavolo...
Dall'altra parte del ring Xavier gli punt il coltello dritto al petto. Da te mi aspetto grandi
cose.
Del tipo?
Dovresti saperlo fare..., cos dicendo indic con la lama il segno lasciato dalla disintegrazione
dell'altro lesser, ... da solo.
Allora la prossima volta dammi un coltello.
Xavier scosse la testa, il volto attraversato da un bizzarro lampo di panico.
Cazzo! Si mise a camminare nervosamente per il ring, poi bofonchi, Ci vorr solo un po' di
tempo. Andiamo.
E il sangue? fece Van. Dio, quella viscida roba nera d'un tratto gli dava il capogiro.
Come se me ne fregasse qualcosa! Xavier raccolse la sacca del lesser morto e si allontan.
Van lo segu fuori dal parcheggio; trovava maledettamente seccante che Mr X la prendesse cos.
Lo scontro era stato bello e Van aveva vinto. Lui aveva voglia di godersi quella sensazione.
In un silenzio carico di tensione, i due si diressero verso la monovolume parcheggiata a qualche
isolato di distanza. Lungo il tragitto Van si sfregava la faccia con un asciugamano sforzandosi di non
imprecare. Giunti alla macchina, Xavier, si mise al volante.
Dove andiamo? chiese Van salendo.
Senza rispondere, Xavier mise in moto; Van guard fuori dal parabrezza chiedendosi come fare
a sganciarsi da quel tipo. Aveva il sospetto che non fosse una cosa facile.
Mentre passavano davanti a un nuovo grattacielo in costruzione, guard gli operai impegnati nel
turno di notte. Sotto le luci elettriche, gli uomini brulicavano su tutto l'edificio come tante formiche.
Van prov un senso di invidia, anche se un tempo detestava il lavoro che faceva.
Se fosse stato ancora uno di loro, non avrebbe dovuto vedersela col merdoso atteggiamento di
Mr X.
D'impulso alz la mano destra, quella senza il mignolo, rammentando come l'aveva perso. Era
stato un incidente davvero stupido. Era in un cantiere a tagliare assi con una sega da banco e a un certo
punto aveva deciso di togliere le sicure al macchinario per accelerare il lavoro. Era bastato un attimo di
distrazione, e il dito era volato via come niente. L'emorragia era stata tremenda, il sangue era schizzato
dappertutto coprendolo da capo a piedi, sommergendo la sega, impregnando il terreno. Rosso, non
nero.
Van si mise una mano sul petto e sotto lo sterno non sent battere niente.
L'ansia lo prese alla nuca scendendo in un brivido lungo la schiena, come una processione di
ragni che si intrufolano sotto il colletto. Guard Xavier, l'unica risorsa a sua disposizione. Siamo
vivi?
No.
Per quel tizio  stato ammazzato, giusto? Quindi dobbiamo per forza essere vivi.
Xavier lo guard. Noi non siamo vivi. Fidati.
Cosa gli  successo, allora?
Lo sguardo spento di Xavier cedette alla stanchezza; le palpebre pesanti lo facevano sembrare
vecchio di un milione di anni.
Che cosa gli  successo, Mr X?
Il Fore-lesser non rispose e continu a guidare.
Capitolo 24
Marissa si materializz sul terrazzo dell'attico di Rehvenge e quasi croll per terra. Mentre
barcollava verso la vetrata scorrevole, lui la spalanc.
Marissa, Dio santo, esclam sorreggendola e tirandola dentro.
Sopraffatta dalla sete di sangue, lei si aggrapp ai suoi bicipiti, cos affamata che rischiava di
morderlo l, sui due piedi. Per paura di sgozzarlo si liber dalla sua stretta, ma lui l'agguant di nuovo,
costringendola a voltarsi.
Vieni subito qui! disse gettandola quasi sul divano. Rischi di morirmi tra le braccia.
Accasciandosi sopra i cuscini, Marissa cap che Rehvenge aveva ragione. Si sentiva tutta
sbalestrata, le girava la testa, aveva mani e piedi intorpiditi. Il suo stomaco era un pozzo vuoto e
dolorante, la gola secca come l'inverno, rovente come il mese d'agosto, le zanne pulsavano.
Non dalla gola, riusc a biascicare quando Rehvenge si strapp via la cravatta e si sbotton la
camicia. Non ce la faccio a... non la tua...
Sei troppo affamata per il polso. Non riusciresti a bere abbastanza e ormai non c' pi tempo.
Quasi a conferma di quelle parole, la vista le si appann e Marissa si sent mancare. Con
un'imprecazione Rehvenge la sollev sopra di s, spingendole la faccia contro il proprio collo e...
La biologia prese il sopravvento. Marissa lo addent cos forte da farlo sobbalzare e prese a
succhiarlo guidata dall'istinto, incurante di tutto il resto. Con un ruggito possente la forza di Rehvenge
si rivers nelle sue viscere, diffondendosi in tutte le membra e riportandole in vita.
Bevve disperatamente mentre sul suo viso le lacrime scorrevano in un flusso ininterrotto, come
il sangue di Rehvenge.
Rehvenge la sosteneva senza stringerla troppo; odiava la fame che la divorava. Marissa era cos
frage e delicata. Non avrebbe mai dovuto ridursi in uno stato simile; fece scorrere le mani su e gi per
la sua schiena sottile come un giunco, cercando di calmarla. Mentre lei piangeva in silenzio, lui si
infuri. Cristo, che cos'aveva nella testa quel maschio che le piaceva tanto? Come poteva costringerla a
rivolgersi a un altro per nutrirsi?
Dieci minuti dopo, Marissa alz la testa. Aveva un piccolo baffo di sangue sul labbro inferiore e
Rehv dovette aggrapparsi al bracciolo del divano per non leccarglielo via.
Ormai sazia, ma col volto rigato di lacrime, Marissa si lasci andare contro i cuscini di pelle
all'altro capo del divano, stringendosi le esili braccia intorno al corpo. Chiuse gli occhi e, a poco a
poco, Rehvenge vide le sue guance umide riprendere colore.
Dio, guarda che capelli. Bellissimi. Folti. Perfetti. Quanto gli sarebbe piaciuto farsi avvolgere
da quelle onde bionde, nudo, libero dalle droghe e con l'uccello duro come il marmo. Se non poteva
avere tutto questo, voleva almeno baciarla.
Subito.
Invece allung la mano verso la giacca del completo, prese il fazzoletto dal taschino e si protese
verso di lei. Nel sentirsi asciugare le lacrime, Marissa sobbalz e si affrett a togliergli di mano il
quadrato di lino.
Rehvenge torn nel suo angolo. Marissa, vieni a stare qui con me. Voglio prendermi cura di
te.
Nel silenzio che segu, pens a dove si era trasferita... e gli venne in mente che il maschio di cui
gli aveva parlato doveva vivere al quartier generale della confraternita. Sei ancora innamorata di
Wrath,  cos?
Lei apr gli occhi di scatto. Come?
Hai detto di non poterti nutrire dal maschio che desideri. Wrath  sposato, adesso...
Non  lui.
Phury, allora? Con il suo voto di castit...
No, e non... preferirei non parlarne, se non ti dispiace. Abbass gli occhi sul fazzoletto.
Rehvenge, vorrei tanto stare un po' per conto mio. Posso stare seduta qui per qualche minuto? Da
sola?
Non era abituato a essere congedato, specie da casa sua, ma era dispostissimo ad assecondarla.
Resta finch vuoi, tahlly. Chiudi la vetrata quando te ne vai.
Inserir l'allarme con il comando a distanza dopo che te ne sarai andata.
Si infil la giacca, lasciando la cravatta semislacciata e il colletto sbottonato perch Marissa ci
aveva dato dentro e i segni del morso gli facevano ancora troppo male per coprirli. Non che gliene
importasse qualcosa.
Sei cos gentile con me, disse lei, gli occhi fissi sui suoi mocassini.
In realt no.
Come fai a dirlo? Non chiedi mai niente in cambio...
Marissa, guardami. Guardami. Beata Vergine del Fado, com'era bella.
Specialmente adesso che aveva il suo sangue dentro di s. Non farti illusioni. Io ti voglio
ancora come mia shellan. Ti voglio nuda nel mio letto. Voglio vederti col pancione, con in grembo mio
figlio. Voglio... s, arrivare fino in fondo con te.
Non faccio tutto questo perch sono gentile, lo faccio per fare colpo su di te. Lo faccio perch
un giorno, non so come, spero di convincerti a esaudire i miei desideri.
Vedendo che lo guardava con tanto d'occhi, Rehvenge tenne il resto per s.
Non c'era motivo di dirle che il symphath che c'era in lui voleva insinuarsi nella sua testa per
impossessarsi di tutte le sue emozioni. O confessarle che il sesso con lui sarebbe stato... complicato.
Ah, le gioie della sua natura. E della sua anomalia.
Per voglio rassicurarti su una cosa, Marissa. Non oltrepasser mai il limite se tu non vuoi che
lo faccia.
Senza contare che, con ogni probabilit, Xhex aveva ragione. I mezzosangue come lui stavano
meglio da soli. I symphath non erano pi discriminati come un tempo, potevano accoppiarsi e vivere
come i Normali, tuttavia non avrebbero mai dovuto mettersi con chi non era in grado di difendersi dal
loro lato oscuro.
Si infil la pelliccia di zibellino lunga fino ai piedi. Questo tuo maschio... far meglio a darsi
una svegliata.  un vero peccato sprecare una femmina di valore come te. Ci detto, Rehv prese il
bastone e si avvi verso la porta. Chiamami, se hai bisogno di me.
Butch entr lo Zero-Sum, and al tavolo della confraternita e si tolse l'impermeabile
Aquascutum. Aveva intenzione di fermarsi parecchio. Che poi non era una novit, giusto? Che
diamine, quasi quasi gli conveniva montare una bella canadese e trasferirsi l in pianta stabile.
Non  che mi porteresti tutta la bottiglia? chiese alla cameriera che arrivava con il suo scotch.
Spiacente, non posso.
Okay, vieni qui, disse facendole segno col dito di avvicinarsi. Quando lei si chin, Butch
mise sul vassoio una banconota da cento dollari. Questa  tutta per te. Non lasciarmi mai a secco.
Agli ordini.
Rimasto solo, Butch si port la mano al collo passando i polpastrelli sulle ferite lasciategli dal
morso. Tastando il punto in cui Marissa lo aveva addentato, cerc di non pensare a cosa stava facendo
in quel momento a un altro. Un aristocratico. Un bastardo di buona famiglia molto migliore di lui,
platino a paragone del suo nickel. Oh, Dio.
Come un mantra continuava a ripetersi quello che gli aveva detto V. Che non era una cosa per
forza legata al sesso. Che era un imperativo biologico. Che non c'era altra scelta. Che non... era una
cosa per forza legata al sesso. Ripetendosi quella litania sperava di riuscire a placare il tumulto delle
emozioni, ad accettare quello che Marissa era costretta a fare. In fin dei conti, Marissa non voleva
essere crudele. Era angosciata quanto lui...
In un vivido flash la rivide nuda e non pot fare a meno di immaginare le mani di un altro sui
suoi seni, le labbra di un altro sulla sua pelle. Un altro che, nell'atto di nutrirla, le rubava l'innocenza,
muovendosi eccitato sopra di lei, dentro di lei.
E lei che intanto beveva... beveva a saziet, fino a sentirsi satolla, appagata.
Accudita. Da un altro.
Butch trangugi il suo doppio Lag.
Cristo santo. Stava per spezzarsi in due. Stava per crollare, l, adesso, rovesciando le viscere sul
pavimento; qualche sconosciuto avrebbe calpestato i suoi organi vitali insieme ai tovagliolini da
cocktail e alle ricevute delle carte di credito caduti per terra.
Quell'angelo della cameriera arriv subito con un altro scotch.
Afferrando il secondo bicchiere della serata, Butch si fece la paternale da solo: O'Neal, vedi di
darti una calmata e tira fuori l'orgoglio. Cerca anche di avere un po' di fiducia in lei, Marissa non
andrebbe mai a letto con un altro. Non lo farebbe e basta.
Ma il sesso c'entrava eccome.
Mentre tracannava lo scotch, si rese conto che quell'incubo aveva anche un altro aspetto.
Marissa avrebbe dovuto nutrirsi regolarmente, giusto? Quindi la storia si sarebbe ripetuta all'infinito.
Cazzo. Gli sarebbe piaciuto pensare di essere abbastanza maturo, abbastanza sicuro di s da
gestire la situazione, invece era possessivo ed egoista. La prossima volta si sarebbero ritrovati al punto
di partenza, con Marissa tra le braccia di un altro e lui a bere per conto suo in qualche locale, sul punto
di impiccarsi. Solo che sarebbe stato peggio. E lo sarebbe stato ancora di pi la volta successiva. Il suo
amore per Marissa era cos grande e profondo che avrebbe finito per distruggerli entrambi, e non ci
avrebbe messo molto.
E poi, che razza di futuro potevano avere? Con tutto lo scotch che si era scolato negli ultimi
tempi era fortunato se gli restavano altri dieci anni prima che il fegato gli scoppiasse, mentre invece i
vampiri come lei vivevano per secoli.
Sarebbe stato solo una nota a pi di pagina nella lunga vita di Marissa, una buca sulla strada che
alla fine l'avrebbe condotta verso un compagno adatto a lei, in grado di darle ci di cui aveva bisogno.
Quando la cameriera gli port il terzo doppio whisky, Butch alz l'indice per trattenerla. Vuot
subito il bicchiere intanto che lei aspettava, glielo restituii e lei torn dal barista a farselo riempire.
Quando si ripresent con lo scotch numero quattro, il fichetto biondo tutto pelle e ossa seduto
due tavoli pi in l con il suo trio di bestioni dal collo taurino in stile guardie del corpo cominci a
sbracciarsi per attirare la sua attenzione.
Cristo, veniva l tutti i santi giorni. O forse quell'idiota gli stava talmente sul culo che gli
sembrava di averlo sempre tra i piedi.
Ehi! grid il biondino. Qui dobbiamo ordinare. Vedi di spicciarti.
Un minuto e sono da voi, disse la cameriera.
Subito, sibil quel somaro. Non tra un minuto.
Faccio in un attimo, mormor la ragazza rivolta a Butch.
And a sentire cosa voleva quella mezzasega e Butch vide che la stavano importunando.
Maledetti sbruffoni che non sanno tenere la lingua a posto, pens. Erano solo all'inizio della serata e
non potevano che peggiorare con il passare delle ore.
Il che, del resto, valeva anche per lui.
Ehi, mi sembri un filo aggressivo, Butch O'Neal.
Lui serr le palpebre con forza. Quando riapr gli occhi, la vampira con il taglio da uomo e il
corpo da uomo era ancora di fronte a lui.
Pensi di darci delle rogne, stasera, Butch O'Neal?
Lui avrebbe tanto voluto che la smettesse di chiamarlo per nome. Naa, sono un bravo
bambino.
Negli occhi di lei si accese un guizzo erotico. Oh, questo lo so. Ma siamo realisti. Hai
intenzione di crearci dei problemi, stasera?
No.
Lei lo guard a lungo e intensamente. Poi, con un sorriso a fior di labbra, disse, Be'... ti tengo
d'occhio. Vedi di non scordarlo.
Capitolo 25
Joyce O'Neal Rafferty and incontro al marito sulla porta di casa con il bambino in braccio e la
faccia truce. Fermo al freddo sullo zerbino, Mike aveva l'aria stanca dopo aver fatto i doppi turni sulla
metro, ma a lei non gliene poteva fregare di meno. Oggi ho ricevuto una telefonata da mio fratello.
Butch. Gli hai detto del battesimo, vero?
Suo marito baci Sean, ma con lei non ci prov nemmeno. E dai, tesoro...
Non sono faccende che ti riguardano!
Mike chiuse la porta. Perch lo odiate tanto tutti quanti?
Non ho intenzione di toccare quest'argomento, disse lei voltandosi di scatto.
Non ha ucciso lui tua sorella, Jo, disse lui. Aveva dodici anni. Come avrebbe potuto?
Joyce spost il bambino sull'altro braccio, senza voltarsi. Non  per la questione di Janie. Sono
anni che Butch ha voltato le spalle alla famiglia.  stata una sua scelta, non c'entra niente con quello
che  successo.
Forse siete stati voi a voltargli le spalle.
Lei gli scocc un'occhiataccia da sopra la spalla. Perch lo stai difendendo?
Era mio amico. Prima di conoscerti e di sposarti, Butch era mio amico.
Bell'amico. Quand' stata l'ultima volta che l'hai sentito?
Non ha importanza.  stato buono con me ai tempi in cui ci frequentavamo.
Che gran tenerone sei, disse Joyce avviandosi verso le scale. Vado ad allattare Sean. Ti ho
lasciato la cena in frigo.
Sal a passo di carica e, giunta in cima alle scale, guard in cagnesco il crocifisso appeso alla
parete. Dandogli le spalle, entr nella stanza di Sean e si sedette sulla sedia a dondolo accanto alla
culla. Si scopr un seno e lo avvicin al neonato, che si attacc subito, stringendo con la manina la
mammella mentre succhiava con le ci-glia abbassate sulle guance rosee. Il suo corpicino caldo e
grassottelle scoppiava di salute.
Joyce fece una lunga serie di respiri profondi.
Accidenti. Adesso si sentiva in colpa per aver alzato la voce. E per aver dato le spalle alla croce
del Salvatore. Recit un'Ave Maria e tent di calmarsi contando le dita perfette dei piedini di Sean.
Dio... se fosse successo qualcosa al suo bambino sarebbe morta, il suo cuore non avrebbe pi
battuto come prima, nel vero senso della parola. Come aveva fatto sua madre? Come aveva fatto a
sopravvivere alla perdita di una figlia?
Odell ne aveva persi due, di figli, in realt. Prima Janie e poi Butch. Grazie a Dio ormai era
mezza rimbambita. Liberarsi dei brutti ricordi doveva essere una benedizione.
Joyce accarezz la lanugine scura sulla testolina di Sean e si rese conto che sua madre non era
neanche riuscita a dire addio a Janie. Il cadavere era conciato troppo male per consentire una cerimonia
a bara aperta. Edelie O'Neal, in qualit di padre della vittima, era andato all'obitorio a identificarla.
Dio, se solo Butch in quell'orribile pomeriggio d'autunno avesse ubbidito e fosse corso in casa
ad avvertire un adulto che Janie se n'era appena andata... forse sarebbero riusciti a salvarla. Janie non
aveva il permesso di salire in macchina con dei ragazzi, e tutti, in famiglia, conoscevano le regole.
Butch le conosceva, le regole. Se solo...
Ah, diamine. Aveva ragione suo marito. Tutti in famiglia odiavano Butch.
Non c'era da stupirsi se a un certo punto lui aveva preso ed era sparito.
Con un soffio impercettibile la bocca di Sean si stacc dalla mammella e la manina lasci
andare la presa. Poi per il neonato si svegli di soprassalto e ricominci a succhiare.
A proposito di gente che spariva... Dio santo, sua madre non sarebbe riuscita a dire addio
neanche a Butch. I suoi momenti di lucidit erano cos pochi, ormai, e sempre meno frequenti. Se
anche Butch si fosse presentato in chiesa, domenica, forse non lo avrebbe neanche riconosciuto.
Joyce sent i passi lenti del marito su per le scale.
Mike? lo chiam.
L'uomo che amava e che aveva sposato comparve sulla soglia. Gli stava venendo la pancetta
tipica della mezz'et e cominciava a perdere i capelli in cima alla testa, anche se aveva solo trentasette
anni. Ma guardandolo, adesso, lo vedeva com'era in giovent: l'atleta delle superiori. L'amico di suo
fratello maggiore Butch. Il tronfio giocatore di football americano per cui per anni aveva avuto una
cotta.
S? fece lui.
Scusami. Se mi sono arrabbiata tanto.
Lui abbozz un sorriso.  una cosa difficile. Lo capisco.
Hai ragione tu. Forse avrei dovuto invitare Butch. E solo che... voglio che il giorno del
battesimo sia puro, capisci? Puro... tutto qua.  l'inizio, per Sean, e non voglio che ci siano ombre a
offuscarlo. Butch... si porta dietro quell'ombra e tutti sarebbero nervosi, e con la mamma cos malata,
proprio non me la sento.
Ha detto che viene?
No. Ha.,. Ripens alla conversazione con Butch. Buffo, la voce era sempre la stessa. Suo
fratello aveva sempre avuto una voce stranissima, roca e cavernosa.
Come se avesse un difetto alla gola o nascondesse troppe cose. Ha detto che era felice per noi.
Voleva ringraziarti della telefonata. Sperava che mamma e pap stessero bene, cos ha detto.
Suo marito guard Sean, che si era riaddormentato. Butch non sa che tua madre  malata,
vero?
No. All'inizio, quando Odell aveva cominciato a dimenticare le cose, Joyce e sua sorella
avevano deciso di aspettare di sapere cos'aveva, prima di dirlo a Butch. Ma questo era stato due anni
prima. E comunque sapevano gi quello che aveva, no? Il morbo di Alzheimer.
Dio solo sapeva per quanto ancora la mamma avrebbe retto. La malattia progrediva implacabile.
Sbaglio a non dirlo a Butch, disse piano. Vero? Mi sembra di essere una specie di ladra.
Ti amo, mormor Mike.
Con gli occhi lucidi, Joyce spost lo sguardo dal viso di Sean a quello del suo pap. Michael
Rafferty era un brav'uomo. Un uomo affidabile. Non sarebbe mai stato bello come Hugh Jackman,
ricco come Bill Gates o potente come il re d'Inghilterra. Ma era suo ed era di Sean, e questo bastava e
avanzava. Soprattutto in serate come quella, dopo conversazioni come quella.
Ti amo anch'io, disse.
Vishous si materializz dietro lo Zero-Sum e and in fondo al vicolo fino alla facciata anteriore
del club. Quando vide la Escalade ferma lungo la Decima Strada tir un sospiro di sollievo. Phury
aveva detto che Butch era schizzato via manco fosse Michail Schumacher, e non perch fosse al
settimo cielo.
V entr nel locale e punt dritto verso l'area VIP. Ma venne subito bloccato.
Quella femmina a capo della vigilanza and a piazzarsi davanti a lui sbarrandogli il passo. Le
diede un'occhiata veloce chiedendosi come sarebbe stato legarla. Probabilmente, nel farlo, lei gli
avrebbe lasciato delle cicatrici; sarebbe stato un modo divertente di ammazzare il tempo per un'ora o
due.
Il tuo amico deve andarsene, esordi lei.
 al nostro tavolo?
S, e farai meglio a portarlo via di qui. Subito.
Cos'ha combinato?
Niente, per ora. Si avviarono insieme verso l'area VIP. Ma non voglio che faccia danni, e
siamo proprio al limite.
Mentre zigzagavano tra la folla, V lanci un'occhiata alle braccia muscolose della vampira
pensando al suo lavoro, l al club. Tosto per chiunque, ma specialmente per una femmina. Non pot
fare a meno di chiedersi perch lo facesse.
Ti piace malmenare i maschi? chiese.
A volte, ma con O'Neal preferisco il sesso.
V si ferm di colpo.
La vampira gli lanci un'occhiata da sopra la spalla. Problemi?
Quando te lo sei fatto? Anche se per qualche motivo sapeva che era successo di recente.
La domanda  quando potr stare ancora con lui, ribatt lei annuendo in direzione
dell'ingresso all'area VIP. Non stasera, comunque. Vai a prenderlo e trascinalo fuori di qui.
V strinse gli occhi. Scusa se sono di vecchio stampo, ma Butch  propriet privata.
Ah, davvero? Allora  per questo che viene qui quasi tutte le sere a sbronzarsi? La sua bella
dev'essere un vero tesoro.
Lascialo in pace.
Fratello o no, tu non puoi dirmi cosa fare o cosa non fare, disse torva lei.
V le and sotto a muso duro, scoprendo le zanne. Te lo ripeto, stai alla larga da lui.
Per una frazione di secondo pens che sarebbero passati alle mani, senza scherzi. Non si era mai
gettato in un corpo a corpo con una femmina, ma quella... be', sembrava tutto tranne che una femmina.
Specie quando gli adocchi la mascella come a valutare l'opportunit di sferrargli un montante.
Voi due volete una stanza oppure un ring?
Vishous si volt e vide Rehvenge fermo a meno di un metro di distanza, gli occhi color ametista
che brillavano nella luce soffusa. Sotto i faretti la cresta da moicano era scura come il cappotto di
zibellino lungo fino a terra.
C' qualche problema? chiese Rehvenge, spostando lo sguardo dall'uno all'altra mentre si
toglieva la pelliccia e l'allungava a un buttafuori.
Niente affatto, rispose V. Poi, rivolto alla femmina, Non  successo niente, giusto?
Gi, disse lei in tono strascicato, incrociando le braccia sul petto. Niente.
V spinse da parte i buttafuori davanti al cordone di velluto, puntando dritto verso il tavolo della
confraternita. Oh... cacchio.
Butch era in condizioni pietose, e non solo per via della sbronza. Aveva la faccia scura, gli
occhi semichiusi, la cravatta tutta storta, la camicia mezza sbottonata... e, sul collo, il segno di un
morso che aveva macchiato di sangue il colletto.
E, s, moriva dalla voglia di menare le mani. Guardava in cagnesco il chiassoso tavolo di yuppy
a due divanetti di distanza. Merda, era a un pelo dal saltargli addosso, tutto in tensione e pronto a
balzare in avanti.
Ehi, socio. V si sedette lentissimamente; meglio evitare movimenti bruschi.
Cosa mi racconti?
Butch ingoll il suo scotch senza staccare gli occhi dagli imbecilli di prima categoria seduti l
vicino. Come stai, V?
Benone. Senti, quanti Lag ti sei fatto?
Non abbastanza. Non sono ancora steso.
Ti va di dirmi cosa sta succedendo?
Non particolarmente.
Qualcuno ti ha dato un morso, bello.
Mentre la cameriera portava via il suo bicchiere vuoto, Butch si tocc i segni del morso sul
collo. Solo perch l'ho costretta. Ma poi si  fermata. Si rifiuta di bere il mio sangue. Cos adesso 
con qualcun altro. In questo preciso momento.
Merda.
Il succo  pi o meno questo. Mentre ce ne stiamo seduti qui, la mia donna  con un altro. E un
aristocratico, a proposito, te l'avevo gi detto? Un vampiro tutto sofisticato sta toccando... gi, in ogni
caso... Chiunque sia,  pi forte di me.
Le sta dando quello che le serve. La sta nutrendo. La sta... Butch interruppe bruscamente la
giaculatoria. E a te invece come sta andando la serata?
Te l'ho detto, non  obbligatorio fare sesso mentre ci si nutre.
Oh, lo so. Butch si appoggi all'indietro quando arriv l'ennesimo drink,
Vuoi un bicchierino di Goose? No? Okay... berr io per tutti e due. Si scol met scotch
prima ancora che la cameriera si fosse voltata. Non  solo per il sesso. Non mi va gi che dentro di lei
scorra il sangue di un altro. Voglio essere io a nutrirla. Voglio essere io a tenerla in vita.
Non  logico, amico.
Me ne fotto della logica, esclam Butch guardando il suo scotch. Ges... ma non ci siamo
gi passati?
Come, scusa?
Ma s, cio... Ieri sera eravamo proprio qui. Stesso drink. Stesso tavolo.
Stesso... tutto. Mi sembra di essere prigioniero sempre dello stesso schema e sono stufo. Sono
stufo di me stesso.
Cosa ne dici se ti porto a casa?
Non ho voglia di tornare a c... Butch s'interruppe di colpo, s'irrigid sulla sedia e pos
lentamente il bicchiere sul tavolo.
Allarme rosso. V si mise subito in stato di massima allerta. L'ultima volta che gli aveva visto
quello sguardo da ossesso c'erano dei lesser nascosti tra i cespugli.
Si guard intorno ma non vide niente di speciale, solo il Reverendo che entrava nell'area VIP
diretto al suo ufficio.
Butch? Ehi, socio?
Butch si alz dal tavolo.
Poi si mosse talmente in fretta che Vishous non fece in tempo a bloccarlo.
Capitolo 26
Senza pi controllo sul proprio corpo, che ormai agiva in modo autonomo, Butch attravers di
volata l'area VIP sulle tracce di Rehvenge. Sapeva solo che aveva sentito l'odore di Marissa e quello lo
aveva ricondotto al vampiro con la cresta da moicano. La mossa successiva era stata inseguirlo come se
fosse un delinquente.
Approfittando del fattore sorpresa, placc il Reverendo ruzzolando a terra insieme a lui. Il "Ma
che cazzo! " del vampiro richiam l'attenzione dei buttafuori, che sbucarono da tutte le direzioni.
Appena prima di essere strappato via da Rehvenge, Butch riusc a spalancargli il colletto della camicia.
Eccoli l. I forellini sulla sua gola.
No... cazzo, no... Butch lott contro le mani che lo ghermivano senza troppi complimenti, si
divincol e scalci finch qualcuno gli si piazz davanti, alz il pugno e lo colp dritto sul muso. Il
dolore esplose come una bomba nel suo occhio sinistro e Butch si rese conto che a colpirlo era stata la
tipa addetta alla sorveglianza.
Rehvenge punt il bastone per terra e si tir su, gli occhi viola carichi di violenza. Nel mio
ufficio. Subito.
A quel punto ci fu un parlottio, non che Butch stesse seguendo molto. L'unica cosa che riusciva
a focalizzare era il vampiro davanti a s e le prove evidenti che aveva nutrito Marissa. Vide il suo corpo
massiccio sotto quello di Marissa, che gli affondava il viso nel collo trafiggendolo con le zanne.
Senza dubbio Rehvenge l'aveva soddisfatta. Senza ombra di dubbio.
Perch proprio tu? grid nel mezzo di tutto quel parapiglia. E s che mi stai anche simpatico,
cazzo. Perch proprio tu?
 ora di andare, disse V immobilizzandolo con una presa alla testa. Ti porto a casa.
Neanche per sogno, ringhi il Reverendo. Mi ha aggredito in casa mia. Voglio sapere cosa
cazzo gli  saltato in mente. E farai meglio a darmi una buona ragione per impedirmi di spezzargli tutte
e due le ginocchia.
Tu l'hai nutrita., grid Butch.
Rehvenge lo guard, confuso. Poi si port la mano al collo. Chiedo scusa?
Con un ringhio Butch indic i segni del morso, il suo corpo cerc ancora di liberarsi. Era come
se in lui convivessero due met: una vagamente ragionevole e l'altra partita per la tangente. Indovinate
un po' quale delle due stava vincendo?
Marissa, sibil rabbioso. L'hai nutrita.
Rehv spalanc gli occhi. Allora sei tu? Sei tu quello di cui  innamorata?
S.
Rehv trattenne un'esclamazione, scioccato. Poi si sfreg la faccia e si chiuse il colletto,
nascondendo i segni del morso. Oh... diavolo. Oh... porco diavolo.
Quindi, voltandosi, disse, Vishous, portalo via e fagli passare la sbornia. Ges Cristo, il mondo
 proprio piccolo, stasera, non c' che dire.
Butch ormai non si reggeva pi sulle ginocchia, intorno a lui il club cominci a girare come una
trottola. Cavolo, era molto pi sbronzo di quello che pensava, e il cazzotto sul muso non l'aveva certo
aiutato.
Appena prima di svenire, gemette, Avrei dovuto essere io. Lei avrebbe dovuto usare me...
Mr X parcheggi in un vicolo nei pressi di Trade Street e scese dalla monovolume. La citt si
stava preparando per la notte, i bar avevano gi attaccato con la musica e si stavano riempiendo di
aspiranti ubriachi e drogati.
Il momento giusto per andare a caccia di fratelli.
Chiuse la portiera, sistem le armi e lanci un'occhiata a Van al di sopra del cofano della Town
& Country.
Era ancora deluso da morire dalla sua prestazione sul ring. E spaventato, anche. D'altronde ci
voleva un po' di tempo prima che la forza cominciasse ad agire.
Nessun lesser usciva dall'iniziazione nel pieno delle forze; non c'era motivo di ritenere che Van
facesse eccezione solo perch il suo avvento era annunciato nella profezia.
Cazzo, per.
Come faccio a capire se uno  un vampiro? chiese Van.
Ah, gi. Il lavoro. X si schiar la gola. I civili ti riconosceranno subito dall'odore e tu li noterai
appena si spaventeranno. Quanto ai fratelli,  impossibile sbagliare. Sono pi grossi e pi aggressivi di
qualunque altro essere e saranno loro a colpire per primi. Se ti vedono, ti daranno la caccia.
Camminarono fino a sbucare sulla Trade. Era una serata gelida, quel misto di freddo e umido in
passato aveva sempre rinvigorito X, stimolandolo a combattere. Adesso per il suo obiettivo era
diverso. Doveva scendere in campo perch era il Fore-lesser, ma l'unica cosa che gli premeva era stare
aggrappato alla realt finch Van non fosse giunto a piena maturazione, diventando quello che era
veramente.
Stavano per infilarsi in un vicolo quando Mr X si ferm, volt la testa di scatto e si guard alle
spalle. Poi guard dall'altra parte della strada.
Cosa...
Zitto. Mr X chiuse gli occhi affidandosi all'istinto. Cercando di calmarsi e di astrarsi, protese
le antenne mentali nelle tenebre della notte.
L'Omega era vicino.
Spalanc gli occhi; doveva essersi sbagliato. Il padrone non poteva entrare in quella dimensione
senza il tramite del fore-lesser.
Eppure il Male era vicino.
Mr X fece un giro su se stesso ruotando sugli anfibi. Un'automobile pass lungo la Trade e al di
l di essa vide lo Zero-Sum, quel club techno. Il padrone era l dentro. Decisamente.
Oh, cazzo, c'era stato un cambio di Fore-lesser?
No, in quel caso lui sarebbe gi stato richiamato alla base. Allora forse l'Omega si era servito di
qualcun altro per passare da una dimensione all'altra?
Possibile?
Mr X attravers la strada di corsa in direzione del locale con Van alle costole, ignaro ma pronto
a tutto.
La coda in attesa davanti allo Zero-Sum era piena di umani infreddoliti in abiti vistosi, intenti a
fumare e a parlare al cellulare. Mr X si ferm un attimo. Sul retro... il padrone era da qualche parte sul
retro.
Vishous spalanc con una spinta dell'anca la porta antincendio dello Zero-Sum e trascin di
peso Butch verso la Escalade. Mentre lo issava sul sedile posteriore come un pesante tappeto arrotolato,
si augur che quel figlio di buona donna non si svegliasse cominciando a menare pugni a destra e a
manca.
Stava per mettersi al volante quando avvert una presenza, l'istinto subito all'erta; attivata da
quel campanello d'allarme, la ghiandola surrenale fece entrare in circolo l'adrenalina. Per natura e per
cultura i fratelli non si sottraevano mai allo scontro, ma il suo sesto senso gli diceva di portare Butch
via dal club. Subito.
Mise in moto e part sgommando. Giunto all'imbocco del vicolo, vide avanzare un paio di
uomini, uno dei quali aveva i capelli chiarissimi. Lesser. Ma come diavolo avevano fatto quei due a
sapere che dovevano puntare in quella direzione?
Affond il piede sull'acceleratore e spar insieme a Butch.
Non appena fu certo che nessuno li seguiva, lanci un'occhiata allo sbirro.
Andato. Completamente. Caspita, quella femmina a capo della sicurezza picchiava duro. Ma
anche tutto quel Lagavulin ci aveva messo del suo.
Butch non si mosse per tutto il tragitto fino al quartier generale. Apr gli occhi solo quando V lo
trascin dentro la Tana e lo stese sul letto.
La stanza gira.
Ma va?
Mi fa male la faccia.
Aspetta di vederla e capirai perch.
Butch chiuse gli occhi. Grazie di avermi portato a casa.
Vishous stava per aiutarlo a svestirsi quando suon il campanello.
Con un'imprecazione, and a controllare i monitor di sicurezza alla sua postazione di lavoro.
Non si sorprese nel vedere chi era, ma perdio, al momento Butch non era pronto per andare in onda in
prima serata.
And nel vestibolo e, prima di aprire la porta pi esterna, chiuse l'altra alle sue spalle. Appena
Marissa lo guard, V sent subito l'odore della tristezza e della preoccupazione che si sprigionava dal
suo corpo, un odore come di rose essiccate.
Ho visto arrivare l'Escalade, disse lei a voce bassa, quindi so che adesso  a casa. Ho
bisogno di vederlo.
Non stasera. Torna domani.
Il volto di lei si indur fino a sembrare una raffigurazione marmorea della sua bellezza. Non
me ne vado finch non sar lui a dirmelo.
Marissa...
Non finch non me lo dir lui di persona, guerriero, ripet lei incenerendolo con lo sguardo.
V valut la sua risolutezza e giunse alla conclusione che anche Marissa picchiava duro... un po'
come la muscolosa responsabile della vigilanza, l al club, fatta eccezione per i pugni.
Be', quella era proprio la serata delle femmine con le palle.
Fammelo ripulire un po', almeno, okay? disse scrollando la testa.
Negli occhi di Marissa si accese un lampo di panico. Perch?
Cristo, Marissa, cosa credevi che sarebbe successo quando hai deciso di andare a nutrirti da
Rehvenge?
Lei rimase a bocca spalancata. Come fai a sapere...
Butch lo ha aggredito, al club.
Cosa? Lui... oh, Dio. Poi all'improvviso socchiuse gli occhi, minacciosa. Farai meglio a
lasciarmi entrare. Immediatamente.
alz le mani e apr la porta bofonchiando, 'Fanculo.
Capitolo 27
Marissa entr a passo di carica e Vishous si fece da parte. A conferma della sua fama di tipo
sveglio. Giunta sulla soglia della stanza di Butch, lei si ferm. Al chiarore della luce in corridoio lo
vide supino sul letto. Aveva il vestito tutto in disordine e del sangue sulla camicia. E anche in faccia.
Si avvicin al letto e non pot fare a meno di portarsi una mano alla bocca.
Beata Vergine del Fado...
Butch aveva un occhio gonfio, in procinto di diventare di nuovo nero, e un taglio alla radice del
naso, 3. che spiegava il sangue. E puzzava di scotch bevuto di fresco.
Dalla soglia la voce di Vishous suon insolitamente gentile. Dovresti proprio tornare domani.
Si incazzer di brutto quando sapr che l'hai visto in questo stato.
Chi  stato a ridurlo cos? E se adesso dici che  stato solo uno scontro veloce, giuro su Dio
che mi metto a urlare.
Te l'ho gi detto, ha aggredito Rehvenge. E si d il caso che Rehv abbia un mucchio di guardie
del corpo.
Dovevano essere due armadi, comment Marissa, stordita.
Veramente  stata una femmina a stenderlo.
Una femmina? Oh, ma che importanza avevano i particolari? Potresti portarmi un paio di
asciugamani e un po' d'acqua e sapone? disse spostandosi ai piedi del letto per togliere le scarpe a
Butch. Voglio lavarlo.
Quando V si allontan, Marissa spogli Butch lasciandolo in boxer, poi si sedette accanto a lui.
La grossa croce d'oro che aveva sul petto fu una sorpresa.
Nella frenesia di prima, su in salotto, non ci aveva fatto molto caso, ma adesso si chiese dove
l'avesse presa.
Guard la cicatrice nera sul ventre. Sembrava sempre uguale, n meglio n peggio di prima.
Quando V torn con una bacinella d'acqua saponata e un mucchio di pezzuole di spugna, gli
disse, Metti tutto su questo tavolo, a portata di mano, e poi lasciaci soli, per favore. E chiudi la porta.
Ci fu una pausa. Comprensibilmente. Nessuno si sarebbe mai sognato di comandare a bacchetta
un membro della confraternita del Pugnale Nero, men che meno in casa sua. Ma lei aveva i nervi scossi
e il cuore spezzato e non le importava un accidente dell'opinione altrui.
Stava mettendo in pratica la sua regola numero uno.
Dopo qualche istante di silenzio, tutto venne posato dove lei aveva chiesto e poi la porta si
chiuse con uno scatto. Con un gran sospiro, Marissa bagn una delle pezzuole. Quando la avvicin al
viso di Butch, lui fece una smorfia biascicando qualcosa, Mi dispiace, Butch... ma adesso  finita.
Immerse di nuovo la pezzuola nella bacinella, la inzupp per bene e poi la strizz. Il rumore dell'acqua
che gocciolava risuon alto nel silenzio della stanza. Non  successo niente. Mi sono solo sfamata, lo
giuro.
Gli lav via il sangue dalla faccia, poi gli accarezz i capelli, le folte ciocche ondulate erano
umide. Per reazione lui si mosse, voltando la faccia contro la sua mano, ma era chiaro che era ubriaco
fradicio e ancora in preda ai fumi dell'alcol.
Riuscirai mai a credermi? sussurr lei.
In ogni caso aveva le prove. Era ancora newling, quindi al momento buono Butch avrebbe
saputo con certezza che nessun altro l'aveva
Hai il suo odore addosso, lo sento.
Marissa si volt di scatto al suono aspro della sua voce.
Butch apr lentamente gli occhi; sembravano neri, non nocciola. Ce l'hai dappertutto. Perch
non hai bevuto dal suo polso?
Lei non sapeva cosa dire.. Specie quando lui fiss la sua bocca dicendo, Ho visto i segni sulla
sua gola. Anche lui aveva addosso il tuo odore.
Butch allung una mano e lei si ritrasse, ma lui si limit ad accarezzarle la guancia col l'indice,
leggero come un sospiro.
Quanto  durata? chiese.
Marissa rimase in silenzio, l'istinto le diceva che meno Butch ne sapeva, meglio era.
Lui ritrasse la mano, il volto duro e affaticato. Impassibile. Ti credo. Per quanto riguarda il
sesso.
A vederti non si direbbe.
Scusa, sono un po' distratto. Sto cercando di convincermi che non sono arrabbiato per
stanotte.
Lei abbass gli occhi sulle mani. Anche a me sembrava tutto sbagliato. Ho pianto dall'inizio
alla fine.
Lui inspir a fondo, poi tutta la tensione nella stanza svan. Butch si rizz a sedere e le mise le
mani sulle spalle. Oh, Dio.,, piccola, scusami, sono un tale rompiscatole...
No, scusami tu se ho dovuto...
Shh, non  colpa tua. Marissa, non devi sentirti in colpa...
Per  cos che mi sento...
 colpa mia, non tua. Le sue braccia, quelle meravigliose braccia gonfie di muscoli,
scivolarono intorno a lei, attirandola contro il suo petto nudo. Marissa lo strinse con tutte le sue forze.
Baciandola sulla tempia, Butch mormor, Non  colpa tua. Mai. Vorrei tanto reagire in modo
diverso, davvero. Non so perch faccio tanta fatica ad accettarlo.
Lei si scost di scatto, colta da un'urgenza improrogabile. Butch, vieni a letto con me.
Facciamo l'amore. Subito.
Oh... Marissa... mi piacerebbe tanto, davvero, disse lui accarezzandole i capelli con dolcezza.
Ma non cos. Sono ubriaco e la tua prima volta dovrebbe essere...
Lei lo interruppe baciandolo sulla bocca, spingendolo gi sul materasso; sapeva di scotch e di
maschio. Quando fece scivolare la mano tra le sue gambe, Butch gemette e il pene si irrigid subito nel
suo palmo.
Ho bisogno di sentirti dentro di me, disse brusca lei. Se non pu essere il tuo sangue, allora
sar il tuo sesso. Dentro di me. Subito.
Lo baci di nuovo e quando lui le infil la lingua in bocca, cap di averlo convinto. E, oh,
com'era bravo. La rovesci sulla schiena, facendo scorrere la mano dal collo ai seni, poi segu lo stesso
percorso con le labbra. Arrivato al corpetto si ferm, il volto di nuovo duro. Con ferocia afferr la seta
e strapp di netto il vestito. E non si ferm alla vita, continu a strappare con foga fino all'orlo della
sottana.
Levatelo, disse perentorio.
Marissa fece scivolare gi dalle spalle l'abito a brandelli e, quando sollev i fianchi, lui glielo
strapp via da sotto il sedere, lo appallottol e lo gett in fondo alla stanza.
Poi con occhi di fuoco torn a concentrarsi su di lei, alzandole la sottoveste e spalancandole le
cosce. La rimir da capo a piedi e con voce aspra, disse, Non metterti mai pi quel vestito.
Marissa annu; Butch spinse da parte le mutandine e pos la bocca proprio l, sul suo sesso.
L'orgasmo che le diede fu come la rivendicazione di un diritto, un marchio di propriet; la port al
culmine del piacere fino a lasciarla tremante e priva di forze.
Poi con delicatezza le richiuse le gambe. Era stata lei a venire, eppure si sentiva molto pi
rilassato. Ancora frastornata per quello che le aveva fatto, Marissa non oppose la minima resistenza
quando la spogli nuda e poi si alz per togliersi i boxer.
Vedendo quanto era grosso e realizzando ci che stava per accadere, lei fu colta da un vago
senso di paura. Ma era ancora troppo estasiata per curarsene.
Lui era cos virile, quando torn a letto, un magnifico animale col membro grosso e duro,
pronto a penetrarla, Marissa apr le gambe per accoglierlo, ma Butch si sdrai accanto a lei, non sopra
di lei.
Adesso procedeva lentamente. La baci a lungo, con dolcezza, spostando la mano verso i suoi
seni, toccandola con cautela. Senza fiato, lei lo strinse per le spalle e sotto la pelle calda e morbida sent
i muscoli contrarsi mentre le accarezzava i fianchi e le cosce.
La tocc in mezzo alle gambe, senza fretta, con tenerezza, e attese a lungo prima di infilare un
dito dentro di lei. Una strana tensione interna la fece accagliare, spingendola a ritrarre i fianchi, e Butch
si ferm.
Sai cosa aspettarti? le chiese in un sussurro, le labbra contro il suo seno.
Ehm... s. Credo di s. Ma poi pens alle dimensioni della sua erezione.
Com'era possibile, in nome del cielo, che riuscisse a entrare dentro di lei?
Sar il pi delicato possibile, per... ti far male. Avevo sperato che magari...
So che sar un po' doloroso. Aveva sentito parlare di una leggera fitta, seguita per da
un'estasi meravigliosa. Sono pronta.
Lui ritrasse la mano e rotol sopra di lei, sistemandosi piano tra le sue gambe.
All'improvviso tutto divenne nitidissimo: la pelle calda di Butch, il peso del suo corpo sopra di
lei, la potenza dei suoi muscoli... e, dall'altra parte, il materasso su cui era stesa, il guanciale sotto la sua
testa e l'esatta divaricazione delle sue cosce. Marissa guard il soffitto. Delle luci si mossero, sopra di
loro, come se un'auto fosse appena entrata in cortile.
Si irrigid; fu pi forte di lei. Anche se era Butch e lei lo amava, fu sopraffatta dalla minaccia di
quell'esperienza, dalla sua natura sconvolgente. Trecento anni e, tutt'a un tratto, eccola giunta al
momento fatidico.
Per qualche stupido motivo si ritrov in lacrime.
Piccola, non siamo costretti a farlo, disse Butch asciugandole le guance con i pollici e
ritraendo i fianchi, come a volersi staccare da lei.
Non voglio fermarmi, disse lei trattenendolo per le reni. No... Butch, aspetta. Voglio farlo.
Davvero.
Lui chiuse gli occhi. Poi le affond la testa nel collo e la cinse tra le braccia.
Rotolando di fianco in modo da lasciarla respirare, la tenne stretta. Rimasero a lungo cos,
immobili, avvinti, il pene una lunga verga calda sulla coscia di lei, come un marchio a fuoco. A un
certo punto Marissa cominci a dubitare che Butch avrebbe fatto qualcosa.
Proprio quando stava per chiederglielo, lui si mosse piazzando di nuovo l'inguine solidamente
tra le sue gambe.
La baci. Fu un bacio profondo, inebriante, che la infiamm spingendola a dimenarsi sotto di
lui, a strusciarsi contro i suoi fianchi nel tentativo di annullare ogni distanza tra loro.
E poi accadde. Lui si spost leggermente a sinistra e lei sent la sua erezione, dura e liscia,
contro la vulva. Dopo un'ampia carezza vellutata, ci fu una leggera pressione. Marissa si blocc di
colpo, chiedendosi cosa di preciso stesse premendo contro di lei e dove volesse andare.
Sent Butch deglutire a fatica; aveva le spalle sudate e a un certo punto il sudore cominci a
colare lungo la spina dorsale. La pressione tra le sue gambe, intanto, aumentava e il respiro di lui era
sempre pi affannoso finch ogni espirazione venne accompagnata da un grugnito. Quando Marissa
trasal con violenza, Butch si ritrasse di scatto.
Cosa c'? chiese lei.
Sei molto tesa.
Be', tu sei molto grosso.
Butch scoppi a ridere. Che bello... dici delle cose bellissime.
Vuoi fermarti?
No, a meno che non sia tu a volerlo.
Lei non disse niente; Butch allora ritrov l'ingresso alla sua intimit.
Cerca di rilassarti, se ci riesci, Marissa, disse infilandole i capelli dietro l'orecchio. Cos sar
pi facile, per te. Cominci a muoversi in modo ritmico, avanti e indietro, con delicatezza, dentro e
fuori. Ma ogni volta che cercava di penetrarla un po' di pi, lei faceva resistenza.
Tutto bene? chiese a denti stretti.
Marissa annu, ma tremava. Sembrava tutto cos strano, specialmente perch non stavano
facendo nessun vero passo avanti...
Con una spinta improvvisa, lui fu dentro, scivolando oltre i muscoli esterni fino a incontrare la
barriera che aveva sentito col dito. Marissa si irrigid e con un gemito Butch affond la faccia nel
cuscino, vicino alla sua testa.
Lei sorrise, a disagio, spiazzata da quell'invasione. Io... ehm, mi viene da chiederti se stai
bene.
Scherzi? Credo di essere sul punto di esplodere. Deglut di nuovo, convulsamente. Ma non
voglio farti male.
Allora leviamoci il pensiero.
Pi che vederlo, lo sent annuire. Ti amo.
Con uno scatto deciso, Butch tir indietro i fianchi e spinse con forza.
Marissa reag con un ansito a quella fitta di dolore, spingendolo via per le spalle per impedirgli
di penetrarla pi a fondo. D'istinto si divincol sotto di lui, cercando di trovare una via d'uscita o
quanto meno di staccarsi da lui.
Butch sollev il busto strusciando il ventre contro quello di lei. Entrambi respiravano con
affanno; la pesante croce al collo di Butch dondolava in mezzo a loro; Marissa si lasci sfuggire una
violenta imprecazione. La pressione di poco prima era stata un semplice fastidio. Questa no. Questa
faceva male.
Si sentiva completamente invasa da lui, in suo potere. Dio, tutte quelle chiacchiere femminili
che aveva sentito per caso su quanto fosse meraviglioso, come una chiave che entrava nella serratura,
sulla magia della prima volta, su come fosse tutto cos facile... niente di tutto ci era vero, per lei.
Fu presa dal panico. E se davvero era rotta, dentro? Era questo il difetto che i maschi della
glymera avevano percepito? E se...
Marissa?
... se non fosse mai riuscita ad arrivare fino in fondo? Se ogni volta faceva cos male? Oh,
Ges... Butch era molto virile e aveva le sue esigenze. E se fosse andato a cercarsi altre...
Marissa, guardami.
Si sforz di guardarlo, ma riusciva a sentire solo la voce nella sua testa. Oh, Ges, non avrebbe
dovuto essere cos doloroso, no? Oh, Ges... aveva qualcosa che non andava... era difettosa...
Come stai? chiese brusco lui. Parlami. Non tenerti tutto dentro.
E se non ce la faccio a sopportarlo? sbott lei.
Lui assunse un'espressione distaccata, una deliberata maschera di calma. Non credo che siano
molte le donne a cui  piaciuta la loro prima volta. La versione romantica della perdita della verginit 
una bugia.
O forse no. Forse il problema era lei.
La parola difetto le ronzava nella testa sempre pi veloce, pi assordante.
Marissa?
Volevo che fosse bello, disse disperata.
Segu un silenzio terribile... durante il quale lei sent solo la tensione dell'erezione dentro di s.
Poi Butch disse, Mi dispiace se sei delusa. Anche se non sono affatto sorpreso.
Fece per uscire, e fu allora che qualcosa cambi. Lo sfregamento produsse una sensazione
piacevole. Marissa fu percorsa da un fremito.
Aspetta, disse trattenendolo per i fianchi. Non  tutto qui, vero?
No. Per diventa ancora pi invasivo.
Oh... ma tu non hai finito...
Non ne ho pi bisogno.
Quando l'erezione scivol fuori, Marissa si sent stranamente vuota. Poi Butch rotol via e lei
sent subito freddo. Mentre la copriva con una trapunta, per un attimo sent il pene contro la coscia. Era
bagnato e leggermente afflosciato.
Butch si allung sulla schiena accanto a lei, con gli avambracci sul viso.
Dio... che pasticcio. Adesso che aveva ripreso fiato voleva chiedergli di continuare, ma sapeva
gi cosa avrebbe risposto. Il "no" era nella rigidezza del suo corpo.
Mentre giacevano fianco a fianco, si sent in dovere di dire qualcosa. Butch...
Sono molto stanco e per niente lucido. Dormiamo e basta, okay? Cos dicendo rotol su un
fianco e sprimacci il guanciale con un lungo, profondo sospiro.
Capitolo 28
Marissa si svegli a distanza di qualche ora, sorpresa di essere riuscita a dormire. Ma quando ci
si nutriva era cos. Qualunque cosa accadesse, dopo aveva sempre bisogno di riposare.
Nella penombra cerc il chiarore rosso di una sveglia. Mancavano quattro ore all'alba e per le
cose che doveva fare le serviva tutta la notte.
Si volt a guardare Butch da sopra la spalla. Era supino, una mano sul petto nudo, gli occhi che
si muovevano impercettibilmente sotto le palpebre malgrado fosse profondamente addormentato.
Aveva un'ombra di barba, i capelli tutti scompigliati e sembrava molto pi giovane. Bello, anche, nel
sonno.
Perch era andata cos male, tra loro due? si chiese. Se solo lei avesse tenuto duro un po' pi a
lungo, forse avrebbe avuto maggiori possibilit di riuscita. E adesso doveva andare.
Sgusci fuori da sotto la trapunta e sent sulla pelle l'aria gelida. Muovendosi piano, raccolse
sottoveste, gupire... mutandine..,, dov'erano le mutandine?
Si blocc di colpo guardando in gi, sorpresa. All'interno di una delle cosce scorreva un rivolo
caldo... sangue. Conseguenza del fatto che Butch l'aveva posseduta.
Vieni qui, disse lui.
Lei quasi fece cadere i vestiti per lo spavento. Io... ehm, non mi ero accorta che eri sveglio.
Butch tese la mano e Marissa and da lui. Quando fu vicina al letto, Butch infil il braccio
dietro la sua gamba tirandola sul materasso in modo che tutto il peso gravasse su un ginocchio, poi si
sporse verso di lei. Marissa ansim nel sentire la sua lingua scivolare all'interno della coscia, in una
carezza calda. Butch risal fino alla vulva, leccando e baciando via i resti della sua verginit.
Marissa si chiese dove avesse appreso quella tradizione. Non poteva credere che gli umani la
praticassero sulle donne che possedevano per la prima volta.
Mentre per la sua specie quello era un momento sacro tra due amanti.
Accidenti, le veniva di nuovo da piangere.
Butch la lasci andare e torn a sdraiarsi, osservandola impenetrabile. Per qualche motivo,
Marissa si sentiva completamente nuda davanti a lui, malgrado la sottoveste stretta sui seni.
Prendi la mia vestaglia, disse Butch. Mettitela.
Dov'?
Nell'armadio. Appesa all'anta.
Marissa si volt. La vestaglia di Butch era rosso scuro e impregnata del suo odore, e lei se la
infil con gesti goffi. La seta pesante le pendeva addosso fin sopra i piedi, la cintura cos lunga che
avrebbe potuto avvolgerla quattro volte intorno alla vita.
Guard il vestito tutto strappato sul pavimento.
Lascialo stare, disse Butch. Lo butto via io.
Lei annu. And alla porta. Afferr la maniglia.
Cosa poteva dire per migliorare le cose? Le sembrava di avere rovinato tutto: prima la sua
natura biologica era stata causa di dissapori, e adesso la sua deficienza sessuale era venuta allo
scoperto.
Va tutto bene, Marissa. Puoi andare. Non devi dire niente.
Lei chin il capo. Ci vediamo al Primo Pasto?
S... certo.
Ancora frastornata pass dagli ex alloggi del custode alla grande casa. Quando un doggen le
apr la porta interna del vestibolo, alz leggermente la vestaglia di Butch per non inciampare... e
realizz che non aveva niente da mettersi.
Era giunto il momento di parlare con Fritz.
Trov il maggiordomo in cucina e gli chiese come si andava in garage.
Sta cercando i suoi vestiti, padrona? Posso portargliene su qualcuno io, se desidera.
Preferirei sceglierli di persona. Cos dicendo, lanci un'occhiata ansiosa a una porta sulla
destra e si avvi in quella direzione. Prometto di chiamarti se ho bisogno di te.
Il doggen annu, profondamente deluso.
Appena mise piede nel grande garage a sei posti, Marissa si ferm di colpo, chiedendosi dove
fosse capitata. Non c'erano auto. Non c'era spazio per parcheggiare. Misericordia divina... casse su
casse su casse. No... non casse. Bare?
Ma cos'era quella roba?
Padrona, le sue cose sono da questa parte, alle sue spalle la voce di Fritz era rispettosa, ma
molto ferma, come se tutte quelle casse di pino non la riguardassero. Le spiace seguirmi?
Cos dicendo, la scort verso i quattro bauli armadio, le valigie e gli scatoloni zeppi della sua
roba.  sicura di non volere che le porti su qualcosa?
S, rispose lei, sfiorando la serratura di ottone di uno dei bauli Vuitton. Ti dispiace...
lasciarmi da sola?
Ma naturalmente, padrona.
Marissa attese di sentire la porta che si chiudeva prima di far scattare la chiusura del baule che
aveva davanti. Appena lo apr, dalle due met si riversarono fuori le lunghe sottane, di tutti i colori,
eleganti, bellissime. Marissa ramment di avere indossato quegli abiti alle feste da ballo e alle riunioni
del Consiglio dei Princeps, alle cene con suo fratello e...
Le venne la pelle d'oca.
Pass al baule successivo. A quello dopo. E infine all'ultimo. Poi ricominci dal primo,
passando in rassegna di nuovo il contenuto di ciascun baule. Poi rifece tutto da capo.
Era ridicolo. Che importanza aveva come si vestiva? Scegline uno e basta.
Allung la mano e tir fuori il primo vestito che le capit a tiro... No, quello se l'era messo la
prima volta che era andata da Rehvenge per nutrirsi. E quest'altro? No... quello era il vestito che aveva
alla festa di compleanno di suo fratello. E allora quest...
La rabbia divamp come un incendio. Una furia selvaggia esplose dentro di lei, infiammandole
il sangue. Afferrava i vestiti a caso e li tirava gi dalle grucce imbottite, cercandone uno che non
risvegliasse brutti ricordi, ricordi di quando era soggiogata, ingabbiata, resa fragile in quegli abiti tanto
eleganti. Pass a un altro baule e altri vestiti volarono da tutte le parti, sgualciti, strappati dalle sue
mani.
Le lacrime presero a sgorgare, inarrestabili, e lei se le asciug spazientita... finch, non
riuscendo a vedere pi niente, fu costretta a fermarsi. Si sfreg la faccia con le mani, poi lasci ricadere
le braccia, immobile in mezzo a quel caos multicolore.
Fu allora che scorse una porta a vetri nell'angolo in fondo.
E al di l di essa vide... il prato sul retro.
Rimase a contemplare la neve che, a tratti, cominciava a sciogliersi. Poi si volt a sinistra e vide
il grosso tosaerba parcheggiato vicino alla porta... e la latta rossa posata sul pavimento l accanto.
Continu a guardarsi intorno; c'erano tagliaerba elettrici e bidoni di quello che sembrava fertilizzante,
finch gli occhi le caddero su un fornello a gas con una scatolina posata sopra il coperchio.
Lanci un'occhiata alle centinaia e centinaia di migliaia di dollari di alta moda.
Le ci vollero venti minuti buoni per portare ognuno di quei vestiti fuori in giardino e farne una
catasta, stando attenta a non dimenticare gupire e scialli.
Al chiaro di luna i vestiti avevano un aspetto spettrale, ombre silenziose di una vita a cui non
sarebbe mai pi tornata, una vita di privilegi... di restrizioni... e di degradazioni dorate.
Da quel groviglio di stoffa estrasse una fusciacca e rientr in garage con quella striscia di raso
rosa pallido. Insieme alla latta di benzina prese la scatola di fiammiferi, senza un attimo di esitazione.
Usc di nuovo verso quell'inestimabile montagna di raso e di seta e la innaffi con il liquido
accelerante, trasparente e dall'odore dolciastro. Infine tir fuori un fiammifero, mettendosi controvento.
Diede fuoco alla fusciacca. Poi la gett sulla catasta.
L'esplosione, pi violenta del previsto, la catapult all'indietro ustionandole leggermente il viso
e divampando in una gigantesca palla di fuoco.
Fiamme arancioni e una colonna di fumo nero si levarono da quell'inferno e Marissa grid.
Sdraiato sulla schiena, Butch fissava il soffitto quando scattarono gli allarmi.
Balz gi dal letto, infilandosi in fretta e furia un paio di boxer, e in corridoio and a sbattere
contro Vishous, uscito di volata dalla sua stanza. Insieme si precipitarono verso i computer.
Cristo santo! grid V. Ce un incendio nel prato di dietro!
Spinto dal suo sesto senso, Butch usc immediatamente. Attravers di corsa il cortile, incurante
dell'aria gelida e dei sassi sotto i piedi nudi, tagli per l'edificio principale e corse in garage. Oh, merda!
Dalle finestre in fondo alla stanza vide un grande rogo arancione nel giardino posteriore.
Poi ud le grida.
Mentre si lanciava fuori dalla porta posteriore, fu sopraffatto dal calore e dall'odore dolciastro di
benzina e stoffa bruciata. E dire che era ben pi lontano della figura ferma proprio di fronte a
quell'inferno.
Marissa!
La vide protesa verso il rogo, a bocca spalancata; le sue urla stridule laceravano il silenzio della
notte al pari delle fiamme. Girava intorno al fuoco, come impazzita... adesso si era messa a correre.
No! La vestaglia! Sarebbe inciamp...
Inorridito, Butch assistette alla scena. La lunga vestaglia rosso sangue le si attorcigli intorno a
una gamba facendola incespicare; barcollando in avanti, stava per cadere a faccia in gi tra le fiamme.
Col panico negli occhi Marissa stese le braccia nel vuoto, davanti a s, e a un tratto tutto parve
muoversi al rallentatore: Butch correva a pi non posso, eppure sembrava immobile.
No! grid.
Un attimo prima che lei cadesse tra le fiamme, Wrath si materializz alle sue spalle
sollevandola tra le braccia. Salvandola.
Butch si ferm di colpo, sopraffatto da una debolezza paralizzante che gli spezz le gambe,
neanche fossero di gelatina. Senza pi aria nei polmoni cadde a terra di schianto.
In ginocchio, rimase a fissare Wrath con in braccio Marissa, accasciata contro di lui.
Grazie a Dio mio fratello  arrivato in tempo, farfugli V da un punto imprecisato alle sue
spalle.
Butch si rialz in piedi a fatica, malfermo sulle gambe, come quando si cammina su un terreno
accidentato.
Stai bene? chiese V sorreggendolo.
S. Bene. Butch torn barcollando verso il garage e continu a camminare, incespicando,
varcando porte a caso, andando a sbattere contro i muri. Dov'era?
Ah, s, in cucina. Si guard intorno disorientato... e vide la dispensa. Entr nella stanzetta e si
addoss alle scaffalature, chiudendosi dentro con tutto lo scatolame e le scorte di farina e di zucchero.
Tremava in modo incontrollato, battendo i denti e le braccia come le ali di un uccello. Dio, la
sola cosa a cui riusciva a pensare era Marissa che bruciava. In fiamme. Impotente. Agonizzante.
Se avesse dovuto contare solo sull'aiuto di Butch, se Wrath non avesse visto, chiss come, ci
che stava accadendo e non si fosse smaterializzato per ricomparire proprio dietro di lei, adesso sarebbe
morta.
Lui non sarebbe riuscito a salvarla.
Naturalmente quel pensiero lo riport dritto dritto al passato. Con precisione spaventosa,
immagini di sua sorella che saliva su quell'auto, venticinque anni prima, gli rimbalzarono nella testa.
Merda, non era stato capace di salvare neanche Janie. Non era riuscito a tirarla fuori in tempo da quella
maledetta Chevy Chevette.
Diavolo, forse se all'epoca ci fosse stato Wrath, il re avrebbe potuto salvare anche sua sorella.
Butch si stropicci gli occhi; aveva la vista appannata, ma era colpa di tutto quel fumo, o
almeno era ci che voleva credere.
Mezz'ora dopo Marissa se ne stava seduta sul letto, nella stanza tappezzata di blu, avvolta in
una coltre di mortificazione. Accidenti, aveva preso troppo alla lettera la sua regola numero uno....
Sono cos imbarazzata.
Fermo sulla soglia, Wrath scosse la testa. Non ce n' motivo.
Be', comunque lo sono. Cerc di sorridergli, ma fall miseramente. Aveva la faccia tutta
rigida, la pelle tirata per l'eccessiva vicinanza a tutto quel calore. E i capelli... i capelli puzzavano di
benzina e di fumo. E anche la vestaglia.
Spost gli occhi su Butch che, fuori in corridoio, se ne stava appoggiato contro il muro. Non
aveva proferito parola da quando era comparso, qualche minuto prima, e non sembrava intenzionato a
entrare. Probabilmente pensava che fosse impazzita. Diamine, lei stessa lo pensava.
Non so perch l'ho fatto.
Sei molto stressata, disse Wrath, anche se Marissa non stava guardando lui.
Non  un buon motivo.
Marissa, non fraintendermi, ma non ce ne importa niente. Ci interessa solo che tu sia sana e
salva. Non ce ne frega un tubo del prato.
Lei continuava a fissare Butch, alle spalle di Wrath; il re si volt a guardarlo.
Penso che vi lascer da soli. Cerca di riposare un po', okay?
Wrath usc e Butch gli disse qualcosa che lei non riusc a sentire. Per tutta risposta, il re gli batt
la mano sulla nuca e i due si scambiarono qualche altra parola sottovoce.
Dopo che Wrath se ne fu andato, Butch venne avanti, ma solo fino alla porta.
Posso stare tranquillo? Stai bene?
Ehm, s. Soprattutto dopo che avr fatto una doccia. E una lobotomia.
Okay. Io torno alla Tana.
Butch... Mi dispiace di avere fatto quello che ho fatto.  solo che... non riuscivo a trovare
neanche un vestito che non fosse contaminato dai ricordi.
Capisco benissimo. Ma era chiaro che non capiva. Sembrava completamente intontito, come
se avesse staccato la spina disconnettendosi da tutto quanto.
Specialmente da lei. Allora... abbi cura di te, Marissa.
Vedendolo indietreggiare, lei balz in piedi. Butch?
Non preoccuparti di niente.
Cosa diavolo voleva dire?
Fece per seguirlo, ma sulla soglia comparve Beth con un fagotto tra le mani.
Ehm, ciao, ragazzi... Marissa, hai un minuto?
Non andartene, Butch.
Lui salut Beth con un cenno del capo, poi guard in fondo al corridoio. Ho bisogno di
smaltire la sbornia.
Butch, disse brusca Marissa, mi stai dicendo addio?
Lui le rivolse un sorriso strano. Tu sarai sempre con me, piccola.
Si allontan lentamente, come se il pavimento fosse scivoloso. Oh... Ges...
Beth si schiar la gola. Dunque, ecco, Wrath ha pensato che forse ti avrebbero fatto piacere dei
vestiti. Ti ho portato alcune cose, se hai voglia di provartele.
Marissa moriva dalla voglia di seguire Butch, ma aveva gi dato abbastanza spettacolo, per
quella sera, e lui aveva un gran bisogno di staccare da tutto quel dramma. Ragazzi... sapeva esattamente
come si sentiva Butch, solo che per lei non c'era via d'uscita. Ovunque andasse, non poteva scappare da
se stessa.
Guard Beth; con ogni probabilit quelle erano le ventiquattr'ore peggiori della sua vita. Wrath
ti ha detto che ho dato fuoco a tutto il mio guardaroba?
Ehm... me lo ha accennato, s.
Ho anche lasciato un cratere in giardino. Sembra che ci sia atterrato un UFO.
Non riesco a credere che non ce l'abbia con me.
Il sorriso della regina era dolce. L'unica cosa che non gli va gi  che tu abbia dato a Fritz quel
braccialetto da vendere.
Non posso accettare che voi due paghiate l'affitto della mia nuova casa.
Per la verit, a noi farebbe piacere che tu restassi qui.
Oh... no, siete gi stati anche troppo gentili. In realt stanotte avevo in mente di... S, insomma,
prima di lasciarmi sviare da quella faccenda della benzina e dei fiammiferi, stavo per andare nella mia
nuova casa per cominciare a guardarmi intorno, vedere che mobili dovr comprare.
Praticamente tutto.
Beth si accigli. A proposito. Wrath vuole che Vishous dia una controllata al sistema di
sicurezza, prima che tu traslochi l. Ed  molto probabile che V voglia potenziarlo in ogni caso.
Non credo che sia necessario...
Non  negoziabile. Non provarci nemmeno. Wrath vuole che resti qui almeno finch questa
faccenda non sar sistemata, okay? Marissa?
Marissa pens al rapimento di Bella. Per quanto l'indipendenza fosse tuia gran cosa, non c'era
motivo di essere stupidi. S... io... va bene. Grazie.
Allora, ti andrebbe di provare qualcosa? disse Beth accennando col capo al fagotto che
stringeva tra le braccia. Io non ho molti vestiti, ma Fritz pu procurartene qualcuno.
Sai una cosa? disse Marissa adocchiando i blue jeans che aveva addosso la regina. Non ho
mai messo un paio di pantaloni.
Qui ne ho due paia, se vuoi provarteli.
Be', quella era la notte delle prime volte. Sesso. Incendio doloso. Pantaloni.
Credo proprio che lo far...
Poi per scoppi in lacrime. Perse completamente il controllo. E il crollo fu cos disastroso che
non riusc a fare altro che sedersi sul letto a piangere.
Quando Beth chiuse la porta e si inginocchi davanti a lei, Marissa si affrett ad asciugarsi gli
occhi. Che incubo. Tu sei una regina. Non dovresti stare in ginocchio ai miei piedi.
Sono la regina, quindi posso fare tutto quello che voglio, replic Beth mettendo da parte i
vestiti. Cosa c' che non va?
Gi, l'elenco era lungo.
Marissa?
Penso... penso che mi farebbe bene parlare con qualcuno.
Be', hai qualcuno proprio qui davanti a te. Non vuoi fare un tentativo?
Dio, erano talmente tante, le cose, ma una le premeva pi di tutto il resto.
Per ti avverto, mia regina,  un argomento imbarazzante. Il sesso. Gi, si tratta del... sesso.
Beth si sedette per terra a gambe incrociate in stile yoga. Spara.
Marissa apr la bocca. La richiuse. La apr di nuovo. Mi hanno insegnato che non si parla di
certe cose.
Beth sorrise. Ci siamo solo noi due, in questa stanza. Nessun altro verr a saperlo.
Okay... era il caso di fare un bel respiro. Ehm... io ero vergine. Fino a stanotte.
Oh. Dopo ma lunga pausa, la regina disse, E allora?
Non mi ...
Piaciuto? vedendo che Marissa non ce la faceva a parlare, Beth disse,
Neanche per me  stato un granch, la prima volta.
Marissa la guard. Veramente?
 stato doloroso.
Hai sentito male anche tu? Quando Beth annu, Marissa rimase di stucco. Poi si sent
leggermente sollevata. Non  stato solo doloroso. Voglio dire, quello che c' stato prima era... 
fantastico. Butch mi fa sentire... lui  cos... il modo in cui mi tocca mi fa... Oh, Dio, mi pare incredibile
parlare cos. E non riesco a spiegare cosa provo con lui.
Beth ridacchi. Va tutto bene. So cosa intendi.
Davvero?
Oh, s. Gli occhi blu scuro della regina brillavano. So esattamente cosa intendi.
Marissa sorrise, poi riprese a parlare. Quando  stato il momento di... s, insomma, sai, quando
 successo, Butch  stato dolcissimo e tutto. E io volevo godermelo, sul serio. Solo che mi sono sentita
sopraffatta ed  stato molto doloroso. Credo di avere qualcosa che non va. Dentro.
Non c' niente che non va in te, Marissa.
Ma io... mi ha fatto proprio male. Si strinse le braccia intorno allo stomaco.
Butch ha detto che la maggior parte delle donne fanno fatica, all'inizio, ma io proprio non... Di
sicuro non  quello che dice la glymera.
Senza offesa, so che fai parte dell'aristocrazia, ma io non mi fiderei di quello che dice la
glymera, in nessun caso.
Forse la regina non aveva tutti i torti. Com' andata con Wrath quando voi... ehm...
La mia prima volta non  stata con lui.
Oh. Marissa divenne paonazza. Scusami tanto, non volevo...
Nessun problema. A dire il vero il sesso non mi  mai piaciuto finch non ho conosciuto
Wrath. Prima di lui ero stata con due ragazzi e... be', niente di che.
Insomma, non capivo cosa ci fosse di tanto speciale. In tutta franchezza, comunque, anche se
Wrath fosse stato il primo,  probabile che non sarebbe stato per niente pi facile, viste le dimensioni
del suo... Adesso fu la regina ad arrossire. In ogni caso... sai, il sesso per la donna  un'invasione.
Erotica e meravigliosa, ma pur sempre un'invasione, e ci vuole un po' prima di abituarsi. E per alcune la
prima volta  parecchio dolorosa. Butch sar paziente con te. Lui...
Non  arrivato fino in fondo. Ho avuto l'impressione che... non ci riuscisse.
Se ti ha fatto male posso capire perch ha preferito fermarsi.
Marissa alz le braccia. Dio, mi vergogno cos tanto. Quando  successo sono andata in
confusione.., avevo un mucchio di pensieri per la testa. Prima di andarmene volevo parlargli, ma non
trovavo le parole. Voglio dire, io lo amo.
Bene. Molto bene, disse Beth prendendole la mano. Vedrai che si sistemer tutto, te lo
garantisco. Voi due avete solo bisogno di riprovarci un'altra volta.
Adesso che il dolore  passato non dovresti avere pi problemi.
Marissa fiss gli occhi blu notte della regina. E si rese conto che in tutta la sua vita nessuno le
aveva mai parlato tanto candidamente di un suo problema. In effetti... non aveva mai avuto un'amica.
Perch era cos che vedeva la regina.
Come una... amica.
Sai una cosa? mormor Marissa.
Cosa?
Tu sei molto gentile. Capisco perch Wrath si  innamorato di te.
Come ho gi detto, farei qualsiasi cosa per aiutarti.
 quello che hai fatto. Stanotte... mi hai aiutata tantissimo. Marissa si schiar la gola.
Posso... ehm, posso provarmi i pantaloni?
Ma certo.
Marissa prese i vestiti che le aveva portato Beth, tir fuori dal cassettone un cambio di
biancheria, e and in bagno.
Quando usc, sfoggiava un paio di pantaloni neri attillati e un dolcevita. E non riusciva a
smettere di guardarsi. Il suo corpo sembrava infinitamente pi piccolo senza tutte quelle gonne e
sottogonne.
Come ti sembrano? chiese Beth.
Strani. Leggeri. Comodi, rispose Marissa camminando scalza per la stanza.
Mi sento quasi nuda.
Tu sei pi snella di me, quindi ti vanno un po' larghi. Ma ti stanno benissimo.
Marissa torn in bagno e si guard allo specchio. Credo che mi piacciano.
Tornato alla Tana, Butch barcoll fino alla sua stanza e apr il rubinetto della doccia. Tenne
spente le luci perch non gli interessava vedere com'era ubriaco e stravolto e si infil subito sotto il
getto d'acqua, senza aspettare che si scaldasse, nella speranza che la temperatura antartica lo aiutasse a
smaltire la sbornia.
Con gesti bruschi si insapon tutto e quando arriv alle parti intime non guard in gi. Non ce
la faceva. Sapeva cosa si stava lavando via e gli scoppiava il petto al pensiero del sangue sulle cosce di
Marissa.
Dio... quella vista era stata la fine del mondo. Poi era rimasto scioccato da quello che aveva
fatto. Non sapeva cosa lo avesse spinto a posare la bocca su di lei e perch. Semplicemente, gli era
parsa la cosa giusta da fare.
Oh... cavolo. Non poteva neanche pensarci.
Shampoo veloce. Sciacquata veloce. Poi usc dalla doccia. Senza asciugarsi, and a sedersi sul
letto tutto gocciolante. Sulla pelle bagnata l'aria era ghiacciata e quel gelo gli sembrava la giusta
punizione. Appoggi il mento sul pugno.
Dall'altra parte della stanza, nella fioca luce che filtrava da sotto la porta, vide il mucchio di
vestiti che Marissa gli aveva tolto poche ore prima. Poi, sul pavimento, l'abito che aveva indosso lei.
Riport lo sguardo sui suoi vestiti. Quel completo non era propriamente suo, giusto? Cos come
la camicia... o i calzini o i mocassini. Niente di quello che indossava era suo.
Guard l'orologio che aveva al polso. Se lo tolse. Lo lasci cadere sulla moquette.
La casa in cui viveva non era sua. I soldi che spendeva non erano suoi. Non aveva un lavoro, un
futuro. Era un animale da compagnia ben tenuto, non un uomo. E, per quanto amasse Marissa, dopo
quello che era successo in quel prato era chiaro che tra loro le cose non potevano funzionare. Era un
rapporto decisamente distruttivo, soprattutto per lei: Marissa era sconvolta, si rimproverava per cose di
cui non aveva nessuna colpa, soffriva, e tutto per causa sua, di Butch. Maledizione, Marissa meritava
infinitamente di meglio. Meritava... oh, merda, meritava Rehvenge, quell'aristocratico coriaceo e
imperturbabile.
Rehv s che sarebbe stato in grado di prendersi cura di lei, di darle ci di cui aveva bisogno, di
stare al suo fianco in societ, di essere il suo compagno per secoli.
Butch si alz, and all'armadio e tir fuori una sacca da viaggio Gucci... poi si rese conto che,
andandosene, non voleva portare con s niente di quella vita.
Gett via il borsone e prese un paio di jeans e un maglione, infil i piedi in un paio di scarpe da
jogging e trov il suo vecchio portafoglio e il mazzo di chiavi che aveva portato con s quando si era
trasferito a vivere l insieme a Vishous.
Con gli occhi fissi sul groviglio metallico chiuso nel semplice portachiavi d'argento ad anello,
ricord che a settembre non si era preoccupato di prendere accordi per il suo appartamento. Dopo tutto
quel tempo il suo padrone di casa di sicuro aveva sgombrato da un pezzo la sua roba. Pace amen. Tanto
non voleva tornarci comunque.
Lasci le chiavi nella sua stanza e usc; all'improvviso gli venne in mente che non aveva un
mezzo di trasporto. Si guard i piedi. A quanto pareva doveva camminare fino alla Route 22 e poi
mettersi a fare l'autostop.
Non sapeva bene cosa fare o dove andare. Sapeva solo che doveva lasciare la confraternita e
Marissa, punto. Be', sapeva anche che, se voleva fare sul serio, doveva andarsene via da Caldwell.
Forse poteva trasferirsi all'ovest o roba del genere.
Giunto in soggiorno fu lieto di non trovare V. Salutare il suo coinquilino era terribile quasi
quanto lasciare la sua donna, quindi meglio evitare struggenti scene d'addio.
Merda. Che cosa avrebbero fatto i fratelli una volta scoperto che aveva tagliato la corda? Lui
sapeva molte cose su di loro... Pazienza. Non poteva pi restare, e se questo significava subire delle
ripercussioni, almeno avrebbe posto fine alle sue sofferenze.
E quello che gli aveva fatto l'Omega? Be', non sapeva proprio cosa dire di tutta quella vicenda,
non aveva risposte in proposito, ma se non altro non doveva pi temere di danneggiare i fratelli o
Marissa. Perch contava di non rivederli mai pi.
Aveva gi la mano sulla maniglia quando V disse, Dove stai andando, sbirro?
Butch volt la testa di scatto proprio mentre Vishous emergeva dalla cucina immersa
nell'ombra.
V... me ne vado. Anticipando qualunque reazione da parte dell'amico, scosse la testa. Se
questo significa che devi ammazzarmi fallo in fretta e seppelliscimi alla svelta. E non dirlo a Marissa.
Perch vuoi andartene?
 meglio cos, anche se mi sento morire. Cazzo, se devi liquidarmi mi fai un favore. Sono
innamorato di una donna che non potr mai essere veramente mia.
Tu e gli altri fratelli siete i soli amici che ho e devo rinunciare anche a voi. E cosa cazzo mi
aspetta nel mondo reale? Niente. Non ho un lavoro. Per la mia famiglia sono matto da legare. L'unica
cosa buona  che me ne star per i fatti miei con la mia gente.
V gli and vicino; un'ombra gigantesca, minacciosa.
Merda, forse quella notte sarebbe finito tutto. L. Ora.
Butch, amico mio, non puoi tirarti fuori. Te l'ho detto fin dal principio. Una volta dentro non 
possibile uscirne.
Allora, te l'ho appena detto... eliminami. Prendi un pugnale e fammi fuori.
Ma sia ben chiaro, non rester un minuto di pi in questo mondo da estraneo.
Quando i loro sguardi si incontrarono, Butch non si prepar al peggio. Non aveva intenzione di
lottare. Sarebbe scivolato tranquillamente nelle tenebre per mano del suo migliore amico; una fine
rapida, pulita.
C'erano modi peggiori di andarsene, pens. Molti, moltissimi modi peggiori.
Vishous socchiuse gli occhi, Forse c' un altro modo.
Un altr... V, bello, un paio di zanne di plastica non miglioreranno le cose.
Ti fidi di me? Silenzio. Butch, ti fidi di me? ripet V. S.
Allora dammi un'ora, sbirro. Vediamo cosa posso fare.
Capitolo 29
Il tempo non passava mai e Butch si aggirava intorno alla Tana come un'anima in pena, in attesa
del ritorno di V. Alla fine, incapace di scrollarsi di dosso il torpore dovuto allo scotch e ancora intontito
da morire, entr in casa e and a stendersi sul letto. Chiuse gli occhi pi per smorzare la luce che con la
speranza di dormire.
Nel silenzio di tomba si mise a pensare a sua sorella Joyce e al suo bambino appena nato.
Sapeva dove avevano celebrato il battesimo, quel giorno: lo stesso posto dove era stato battezzato lui.
Lo stesso in cui erano stati battezzati tutti gli O'Neal.
Per lavare il peccato originale.
Si mise la mano sullo stomaco, su quella cicatrice nera, e pens che per lui invece il male era
tornato. Era finito proprio dentro di lui.
Strinse nel pugno la croce d'oro finch il metallo gli scalf la pelle e decise che aveva bisogno di
tornare in chiesa. In modo regolare.
Stava ancora stringendo il crocifisso, quando la stanchezza lo colse alla sprovvista e dissip i
suoi pensieri, sostituendoli con un nulla che gli avrebbe dato sollievo, se fosse stato cosciente.
Qualche tempo dopo si svegli e diede un'occhiata all'orologio. Aveva dormito per due ore di
fila e adesso era nel pieno dei postumi da sbornia, la testa un grande dolore sordo, gli occhi
ipersensibili alla luce che filtrava da sotto la porta. Rotol su se stesso e si stiracchi, facendo
scricchiolare la spina dorsale.
Dal fondo del corridoio gli giunse uno strano lamento.
V? chiam.
Un altro lamento.
Tutto bene, V?
All'improvviso si ud uno schianto, come se fosse caduto qualcosa di pesante.
Poi rumori soffocati, simili a quelli che si fanno quando si sta troppo male per gridare e si 
spaventati a morte. Butch balz gi dal letto e corse in soggiorno.
Cristo santo! V si era buttato gi dal divano ed era atterrato con la faccia sul tavolino,
rovesciando bottiglie e bicchieri. Adesso agitava convulsamente braccia e gambe stringendo forte le
palpebre, la bocca spalancata in un grido silenzioso.
Vishous! Svegliati! Butch lo afferr per le braccia muscolose, ma subito si accorse che si era
tolto il guanto: quella sua mano terribile splendeva come il sole e stava bruciando il legno del tavolino
e la pelle del divano.
Cazzo! Butch balz fuori dalla sua portata, salvandosi per un pelo.
Non pot far altro che chiamarlo per nome mentre Vishous si dibatteva nella morsa di chiss
quale mostro. Alla fine qualcosa riusc a filtrare. Forse il suono della voce di Butch, o forse V si era
agitato abbastanza da svegliarsi da solo.
Quando apr gli occhi, affannato e tremante, era madido di sudore per la paura.
Ehi, socio? Quando Butch si inginocchi e lo tocc sulla spalla, V si ritrasse di scatto,
rannicchiandosi su se stesso. Fu la cosa pi spaventosa di tutte. Ehi... tranquillo, sei a casa. Sei al
sicuro.
Lo sguardo di V, solitamente cos freddo e calmo, era vitreo. Butch... oh, mio Dio. Butch... la
morte. La morte... Il sangue sul davanti della mia maglietta. Una delle mie magliette...
Okay, tranquillo. Adesso ci calmiamo, bello. Butch gli infil una mano sotto l'ascella destra e
lo iss sul divano. Il poveretto si afflosci contro i cuscini di cuoio come una bambola di pezza. Vado
a prenderti qualcosa da bere.
Butch and nel cucinino, prese un bicchiere passabilmente pulito dal piano di lavoro e lo
sciacqu. Poi lo riemp d'acqua fredda, anche se V di sicuro avrebbe preferito due dita di Goose.
Quando torn in soggiorno, Vishous si stava accendendo una sigaretta; le mani sembravano due
bandiere al vento.
Vuoi qualcosa di pi forte? chiese Butch.
Naaa. Va bene cos, rispose V prendendo il bicchiere. Grazie, amico.
Butch si mise a sedere all'altro capo del divano. V, penso sia giunto il momento di fare
qualcosa per questi incubi.
Non mi va di parlarne. V inspir a fondo dalla sigaretta e sbuff fuori il fumo neanche fosse
una ciminiera. E poi ho buone notizie. Pi o meno.
Butch avrebbe preferito restare nel mondo dei sogni di V, ma a quanto pareva non era possibile.
Parla, allora. Avresti dovuto svegliarmi appena...
Ci ho provato, ma dormivi come un sasso. Ad ogni modo... Soffi fuori un'altra boccata di
fumo. Questa volta pi normale. Sai che ho guardato nel tuo passato, vero?
L'avevo immaginato.
Dovevo sapere cosa aspettarmi, se dovevi vivere con me... con noi. Ho seguito le tracce del
tuo sangue fino in Irlanda. Tra i tuoi antenati c' una sfilza di mangiapatate bianchicci, sbirro.
Butch rimase come paralizzato. Hai scoperto... qualcos'altro?
Non quando ho cercato nove mesi fa, e neanche quando ci ho riprovato un'ora fa.
Ah. Mannaggia. Anche se, Cristo, cosa credeva? Non era mica un vampiro.
Allora perch ne stiamo parlando?
Sei sicuro che non ci siano storie strane nella tua famiglia? Specialmente ai tempi in cui
vivevate in Europa? Sai, qualche antenata rapita nottetempo? Magari una gravidanza inaspettata? Tipo
la figlia di qualcuno che a un certo punto  sparita e poi magari  rispuntata con un marmocchio?
Per la verit gli O'Neal non si erano tramandati molto folclore familiare. Per i primi dodici anni
della vita di Butch, sua madre era stata tutta presa a tirar su sei bambini e a lavorare come infermiera.
Poi, dopo l'omicidio di Janie, Odell era troppo sconvolta per raccontare storie di famiglia. E suo padre?
S, buonanotte.
Sgobbare dalle nove alle cinque per la compagnia telefonica e poi fare il turno di notte come
guardia giurata non lasciava molto tempo libero da dedicare ai ragazzini come dovrebbe fare ogni buon
padre di famiglia: quando Eddie O'Neal era a casa, o beveva oppure dormiva.
Non mi risulta.
Be', mettiamola cos, Butch. V aspir una boccata di fumo e poi, soffiandolo fuori, disse,
Voglio vedere se hai qualche traccia di noi vampiri dentro di te.
Vermi tutti. Ma tu conosci gi l'albero genealogico della mia famiglia, giusto?
E poi i miei esami del sangue, alla clinica, o anche prima, non avrebbero evidenziato
qualcosa?
Non necessariamente, e comunque io ho un sistema per appurarlo con sicurezza. Si chiama
regressione ancestrale. V alz la mano sfavillante e la strinse a pugno. Maledizione, la odio. Ma 
questa che dobbiamo usare.
Butch guard il tavolino bruciacchiato. Mi accenderai come un fiammifero?
Sar in grado di canalizzare l'energia in funzione dell'obiettivo. Non sto dicendo che sar uno
spasso, ma non dovrebbe mandarti all'altro mondo. Ci sono alcuni indizi che mi lasciano ben sperare.
La tua ossessione di nutrire Marissa e il modo in cui hai reagito sapendo che doveva bere il sangue di
un altro. Il fatto che, almeno a sentire te, quando le stai vicino sprigioni l'odore tipico dei vampiri
innamorati. E in pi, Dio solo sa se non sei aggressivo. Chiss cosa potremmo scoprire.
Qualcosa di caldo si agit nel petto di Butch. Qualcosa di simile alla speranza.
E se salta fuori che sono imparentato con qualche vampiro?
Allora forse potremmo... V diede un gran tiro alla sigaretta rollata a mano.
Potremmo riuscire a trasformarti.
Porca. Miseria. Credevo che non fosse possibile.
V accenn col capo all'alta pila di volumi rilegati in pelle vicino ai computer.
C' qualcosa nelle Cronache. Se nelle tue vene scorre un po' del nostro sangue si pu fare un
tentativo. E molto rischioso, ma si pu provare.
Cavolo, Butch era assolutamente entusiasta di quel piano. Facciamo questa regressione.
Subito.
Impossibile. Sempre ammesso che tu abbia il DNA giusto, dobbiamo ottenere il via libera
dalla Vergine Scriba prima di poter avviare qualsiasi tipo di cambiamento. Queste cose non vanno
affrontate con leggerezza, senza contare l'ulteriore complicazione di quello che ti hanno fatto i lesser.
Se la Vergine Scriba non ci autorizza a procedere, il fatto che tu abbia o meno dei parenti con le zanne
sar ininfluente, e io non voglio sottoporti inutilmente a una regressione ancestrale.
Tra quanto tempo potremo saperlo?
Wrath ha detto che le avrebbe parlato stanotte.
Ges, V. Spero...
Voglio che tu ti prenda un po' di tempo per riflettere. La regressione  una mazzata mica da
ridere. Il tuo cervello sar sottoposto a uno sforzo tale da rischiare un ictus, e so per certo che il dolore
non sar uno scherzo. Magari vorrai parlarne con Marissa, anche.
Butch pens a lei. Oh, ne uscir vivo. Non preoccuparti.
Non far tanto il gradasso...
No. Solo che questa cosa deve funzionare.
Potrebbe anche non funzionare, per. V fiss la punta incandescente della sigaretta.
Supponendo che superi illeso la regressione e che troviamo un tuo parente in vita da utilizzare per
innescare la metamorfosi, potresti schiattare nel corso della transizione. Le probabilit di sopravvivenza
sono minime.
Io voglio farlo lo stesso.
V scoppi in una risata secca. Non riesco a capire se hai due palle grosse cos o se invece 
solo una pulsione suicida.
Non sottovalutare mai l'odio verso se stessi, V.  una motivazione pazzesca.
E poi sappiamo tutti e due quale sarebbe l'unica alternativa.
Quando i loro sguardi si incontrarono, Butch cap che stavano pensando la stessa cosa:
malgrado tutti i rischi, qualunque cosa era meglio che costringere Vishous ad ammazzarlo l sui due
piedi per impedirgli di andarsene.
Adesso vado da Marissa.
Un attimo prima di imboccare il tunnel, Butch si ferm. Sei sicuro che non si possa fare niente
per quei tuoi incubi?
Hai gi abbastanza cose a cui pensare.
Il multitasking  il mio forte, bello, sono bravo a lavorare in contemporanea su pi fronti.
Vai dalla tua femmina, sbirro. Non preoccuparti per me.
Sei proprio un gran rompipalle.
Disse la Sig alla Glock.
Con un'imprecazione, Butch imbocc il tunnel cercando di non gasarsi troppo.
Giunto alla grande casa, sal al primo piano e, passando davanti allo studio di Wrath, d'impulso
buss allo stipite della porta. Il re lo fece entrare e lui si trattenne una decina di minuti prima di andare
da Marissa.
Stava per bussare quando qualcuno disse, Non c'.
Butch si volt di scatto e vide Beth uscire dal soggiorno in fondo al corridoio con un vaso di
fiori in mano.
Dov'? chiese Butch.
 andata con Rhage a dare un'occhiata alla sua nuova casa.
Quale nuova casa?
Ha affittato una casa tutta per s. A una dozzina di chilometri da qui.
Merda. Marissa stava per traslocare. E non gli aveva detto niente. Dove, esattamente?
Dopo che Beth gli ebbe dato l'indirizzo assicurandogli che era un posto, sicuro, il suo primo
impulso fu di precipitarsi l, ma accanton subito l'idea. Wrath stava giusto per andare dalla Vergine
Scriba. Forse potevano levarsi subito il pensiero della regressione, cos dopo avrebbe avuto una bella
notizia da condividere con Marissa.
Stanotte torna, vero? Dio, quanto avrebbe voluto essere al corrente di quel trasloco.
Sicuramente. Wrath vuole chiedere a Vishous di controllare il sistema di sicurezza, fino ad
allora Marissa rester qui. Beth si accigli. Ehi... hai l'aria un po' sbattuta. Perch non scendi a
mangiare un boccone insieme a me?
Butch annu, anche se non aveva neanche sentito cosa gli aveva detto. Tu sai che la amo,
vero? disse di slancio, senza sapere perch.
S, lo so. E lei ama te.
Allora perch non voleva parlargli?
Gi, perch lui l'aveva aiutata a farlo, ultimamente, vero? Aveva dato in escandescenze alla
notizia che si era nutrita da Rehvenge, l'aveva deflorata mentre era ubriaco e, non contento, le aveva
anche fatto male. Cristo.
Non ho fame, disse. Ma ti far compagnia lo stesso.
Nel frattempo, alla Tana, Vishous usc dalla doccia e si mise a strillare come una femminuccia
andando a sbattere contro la parete di marmo. In bagno c'era Wrath, un gigante vestito di pelle grosso
quanto la fottuta Escalade.
Cristo, mio signore, vuoi farmi pigliare un colpo?
Nervosetto, eh, V? disse Wrath allungandogli un asciugamano. Torno adesso dalla Vergine
Scriba.
V si blocc col telo di spugna sotto il braccio. Che cosa ha detto?
Non ha voluto ricevermi.
Maledizione, e perch? chiese V legandosi l'asciugamano in vita.
"Gli ingranaggi sono in moto", una cosa cos. Chi lo sa? Ho visto una delle Elette. Wrath
irrigid la mascella al punto che fu un miracolo se riusc a parlare.
In ogni caso ci torno domani sera. Detto tra noi, non ci spero molto.
Sopraffatto dalla frustrazione, V sent scattare il tic alla palpebra. Merda.
Gi. Ci fu una pausa. E visto che siamo in argomento, parliamo un po' di te.
Di me?
Sei teso come una corda di violino e hai un tic all'occhio.
Perch mi hai appena fatto prendere una strizza della madonna, ribatt V
spingendolo da parte per passare in camera da letto.
Mentre si infilava il guanto, il re si appoggi allo stipite della porta. Ascolta, Vishous...
Oh, no, non aveva nessuna voglia di affrontare quella conversazione. Sto bene.
Come no. Dunque, ecco come faremo. Ti do fino alla fine della settimana: se per allora non ti
sarai ripreso, ti toglier dalla rotazione.
Che cosa?
 ora di andare in vacanza. Prendersi un po' di riposo, staccare, sai cosa significa, fratello?
Sei fuori? Ti rendi conto, vero, che siamo rimasti in quattro adesso che Tohr  sparito? Non
puoi permetterti di...
Perdere anche te. S, lo so. Proprio per questo non ti farai ammazzare per quello che succede in
quella tua testaccia. O per quello che non succede pi, come nel tuo caso.
Senti, abbiamo tutti i nervi a fior di pelle, un po' per...
Butch  passato da me, poco fa. Mi ha detto del tuo incubo ricorrente.
Che stronzo. Dio, avrebbe gonfiato quella lingualunga del suo coinquilino, gliene avrebbe
date tante, ma tante da piantarlo per terra come un palo.
Ha fatto bene a dirmelo. Avresti dovuto dirmelo tu.
V and al cassettone dove teneva le cartine e il tabacco. Si arrotol in fretta una sigaretta; aveva
bisogno di infilarsi qualcosa in bocca. O se la tappava o non l'avrebbe pi finita di bestemmiare.
Devi farti vedere, V.
Da chi? Da Havers? Nessuna TAC o analisi di laboratorio  in grado di dirmi cosa c' che non
va, perch non  una cosa fisica. Senti, vedr di capirci qualcosa. Guard il re da sopra la spalla
sbuffando fuori il fumo. Io sono quello sveglio, ricordi? Trover una soluzione.
Wrath abbass gli occhiali avvolgenti, gli occhi verde pallido brillavano come due torce al
neon. Hai una settimana di tempo per sistemare le cose, altrimenti dovr consultarmi con la Vergine
Scriba. Adesso vestiti. Devo parlarti di un'altra faccenda che riguarda lo sbirro.
Mentre il re si trasferiva in salotto, V aspir a fondo dalla sigaretta guardandosi intorno in cerca
del portacenere. Maledizione, l'aveva lasciato nell'altra stanza.
Stava per andare in salotto, quando si guard la mano. Portandosi alla bocca quell'incubo
rivestito di cuoio, si sfil il guanto con i denti e rimase a fissare la sua fulgida maledizione.
Merda. La luminosit diventava ogni giorno pi accecante.
Trattenendo il respiro, schiacci contro il palmo la sigaretta accesa. Quando la brace
incandescente entr in contatto con la pelle, la luce bianca divenne ancora pi forte, illuminando da
dietro i moniti tatuati fino a farli apparire tridimensionali.
La sigaretta si consum in una vampata luminosa solleticandogli le terminazioni nervose.
Vishous soffi sul piccolo mucchietto di cenere e la nuvoletta vol via disintegrandosi nel nulla.
Marissa fece il giro nella casa deserta fino a ritrovarsi al punto di partenza, in salotto. Era molto
pi grande di quanto pensasse, specie considerate le sei camere da letto con bagno sotterranee. L'aveva
affittata perch le era parsa molto pi piccola della magione di suo fratello - di Havers - ma le
dimensioni erano cos relative. Ora la villa in stile coloniale le sembrava enorme. E molto vuota.
Pens al trasloco e si rese conto che in realt non aveva mai abitato da sola.
Nella sua vecchia casa c'erano sempre i domestici, Havers, i pazienti e il personale medico. E la
grande casa della confraternita era ugualmente affollata.
Marissa? I pesanti stivali di Rhage si fermarono alle sue spalle.  ora di andare.
Non ho ancora preso le misure delle stanze.
Chiedi a Fritz di farlo.
Lei scosse la testa. Questa  casa mia. Voglio farlo io.
Allora possiamo farlo domani sera. Adesso per dobbiamo muoverci.
Dopo aver dato un'ultima occhiata in giro, Marissa and alla porta.
D'accordo. Domani.
Si smaterializzarono per tornare al quartier generale. Appena entrati nel vestibolo, Marissa sent
odore di roast beef; proveniva dalla sala da pranzo, insieme ai rumori di una conversazione. Rhage le
sorrise e cominci a togliersi le armi, slacciandosi dalle spalle il fodero con i pugnali, mentre chiamava
Mary.
Ehi.
Marissa si volt di scatto. Nella penombra della sala da biliardo, appoggiato al tavolo con in
mano un tozzo bicchiere di cristallo, c'era Butch. Indossava un bel completo elegante e una cravatta
celeste... ma lei lo rivide nudo mentre si puntellava sulle braccia sopra di lei.
L'atmosfera si caric subito di tensione erotica. Sei diversa, in pantaloni, disse lui
distogliendo lo sguardo.
Cosa... oh. Sono di Beth.
Butch bevve un sorso dal bicchiere. Ho sentito che hai affittato una casa.
S, vengo giusto da...
Me l'ha detto Beth. Per quanto ancora resterai qui? Una settimana? Meno?
Meno, probabilmente, giusto?
Probabilmente. Stavo per dirtelo, ma l'ho appena presa, e con tutto quello che  successo non
ne ho avuto il tempo. Non volevo; tenertelo nascosto o roba del genere. Vedendo che lui non diceva
niente, aggiunse, Butch? Stai... stiamo... insomma, tutto bene?
S, rispose lui guardando il suo scotch. O almeno presto sar cos.
Butch... Senti, tornando a quello che  successo...
Lo sai che non m'importa dell'incendio.
No, intendo dire... in camera da letto.
Vuoi dire quando abbiamo fatto sesso?
Marissa avvamp, abbassando gli occhi. Voglio riprovarci.
Quando lui non disse niente, lei alz lo sguardo.
Gli occhi nocciola di Butch erano serissimi. Sai cosa voglio io? Per una volta vorrei essere
abbastanza, per te. Per... una volta.
Ma tu sei...
Lui spalanc le braccia e si guard. No, cos non lo sono. Per far in modo di esserlo. Sto per
risolvere questo mio problema.
Cosa stai dicendo?
Posso accompagnarti a tavola? Quasi a voler cambiare discorso, si avvicin e le offr il
braccio. Lei non lo prese. Fidati di me, Marissa.
Alla fine lei accett quel gesto galante; almeno Butch non la stava evitando, pens. Cosa che
aveva fatto subito dopo l'incendio, ci avrebbe giurato.
Ehi, Butch. Fermati un attimo, amico.
Tutti e due si voltarono. Wrath stava uscendo dalla porta nascosta sotto lo scalone e con lui
c'era Vishous.
'Sera, Marissa, la salut il re. Sbirro, ho bisogno di te un secondo.
Butch annu. Cosa c'?
Vuoi scusarci, Marissa?
L'espressione sul volto dei due fratelli era neutra, i loro corpi rilassati per la serie: "solite cose
niente di speciale", ma lei non ci casc neanche per un attimo.
Per mica poteva fermarsi a origliare, no?
Ti aspetto a tavola, disse a Butch.
Si avvi verso la sala da pranzo, poi si volt un attimo. I tre parlottavano, vicini, i due vampiri
torreggiavano sopra l'umano. Butch fece una faccia sorpresa, inarcando le sopracciglia di scatto. Poi
annu, incrociando le braccia sul petto...
come se fosse pronto a mettersi in moto.
Marissa fu sopraffatta dalla paura. Affari della confraternita. Ne era certa.
Quando dieci minuti dopo Butch la raggiunse a tavola, gli chiese, Che cosa ti hanno detto
Wrath e V?
Lui spieg di scatto il tovagliolo damascato poggiandolo in grembo.
Vogliono che passi al setaccio la casa di Tohr come farebbe la Scientifica. Per vedere se per
caso  tornato o se ha lasciato qualche indizio su dove pu essere andato.
Oh. ... un'ottima idea.
 quello con cui mi sono guadagnato da vivere per parecchi anni.
E non dovrai fare altro?
Mentre lo servivano, Butch fin il suo scotch. No. Be'... i fratelli vogliono cominciare a
pattugliare le aree rurali, cos mi hanno chiesto di individuare il percorso migliore. Lo far con V
stasera, dopo il tramonto.
Marissa annu, dicendosi che sarebbe andato tutto bene. Finch Butch non doveva combattere.
Finch non...
Marissa, cosa c'?
Io, ehm, non voglio che tu ti faccia male, tutto qua. Voglio dire, sei umano e tutto il resto, e...
Oggi dovr fare delle ricerche.
Be', se quella non era una porta sbattuta in faccia... E se avesse insistito gli avrebbe dato
l'impressione di considerarlo irrimediabilmente debole. Ricerche su cosa?
Butch prese la forchetta. Su quello che mi  successo. V ha gi passato al vaglio le Cronache,
ma ha detto che posso fare un tentativo anch'io.
Mentre annuiva, Marissa cap che quel giorno non avrebbero dormito insieme, vicini, nel letto
di Butch. Oppure nel suo.
Bevve un sorso d'acqua, meravigliandosi di come si pu stare seduti vicino a qualcuno che in
realt  lontanissimo.
Capitolo 30
Il pomeriggio seguente John si sedette in aula, ansioso di cominciare. Lo schema del corso era il
seguente: tre giorni di lezione seguiti da uno di riposo, e lui era pronto a tornare al lavoro.
Mentre scorreva gli appunti sugli esplosivi al plastico, gli altri studenti entravano e prendevano
posto chiacchierando, scherzando e spintonandosi come al solito... finch tutti ammutolirono di colpo.
John guard in su. Sulla soglia c'era un uomo, un uomo che sembrava in equilibrio precario, o
forse era ubriaco. Ma cosa cavolo...
John fiss a bocca spalancata quel viso e quei capelli rossi. Blaylock. Era...
Blaylock, solo in meglio.
Il ragazzo abbass lo sguardo e, muovendosi goffamente, and a mettersi in fondo all'aula. In
realt pi che camminare strascicava i piedi, come se non riuscisse a controllare bene braccia e gambe.
Una volta seduto, spost le ginocchia sotto il banco fino a farcele stare, poi si pieg in avanti, curvo su
se stesso, quasi a voler apparire pi piccolo.
S, buonanotte. Ges, era... enorme.
Porca miseria. Era reduce dalla transizione.
Zsadist entr in aula, chiuse la porta e lanci un'occhiata a Blaylock. Dopo un breve cenno del
capo diede inizio alla lezione.
Oggi faremo un'introduzione alla guerra chimica. Parleremo del gas lacrimogeno, del gas
mostarda altrimenti detto iprite... Il fratello fece una pausa.
Poi imprec quando vide che nessuno lo stava ascoltando perch tutti fissavano Blay. Oh,
cazzo. Blaylock, ti spiace dire ai tuoi compagni com' andata?
Altrimenti oggi non concluderemo un bel niente.
Blaylock divenne rosso come un pomodoro e scosse la testa, stringendosi le braccia intorno al
petto.
E va bene, ragazzi, voltatevi da questa parte. Tutti guardarono Z. Volete sapere com'? Ve
lo dir io.
John si concentr al massimo. Z si mantenne sul vago, senza svelare niente di personale, ma
erano tutte informazioni utilissime. E pi il fratello parlava, pi John fremeva. Ecco, bravi, disse rivolto
al suo sangue e alle sue ossa. Prendete nota e vediamo di farlo alla svelta.
Non vedeva l'ora di diventare un uomo.
Van scese dalla Town & Country, chiuse piano la portiera dal lato del passeggero e rimase
nell'ombra. Quello che aveva sotto gli occhi, a un centinaio di metri di distanza, gli ricordava il posto
dov'era cresciuto: una casa cadente con il tetto in carta catramata e un'auto che marciva nel cortiletto
laterale. L'unica differenza era che l erano in un posto sperduto mentre il suo quartiere era pi vicino
alla citt. Ma era sempre a un passo dalla miseria.
Perlustrando la zona con lo sguardo, la prima cosa che lo colp fu uno strano rumore nel silenzio
della notte. Dei colpi ritmici... qualcuno che spaccava legna?
No... sembrava pi qualcuno che bussava. Qualcuno stava tempestando di pugni quella che con
ogni probabilit era la porta di servizio della casa che gli stava di fronte.
Questo  il tuo bersaglio per stanotte, disse Mr X mentre altri due lesser scendevano dalla
monovolume. La squadra diurna ha sorvegliato il posto per una settimana. Nessuna attivit fin dopo il
tramonto. Sbarre di ferro alle finestre. Le tende sono sempre tirate. L'obiettivo  catturarli, ma uccidili
pure se pensi che stiano per scappare...
Mr X s'interruppe, accigliandosi. Poi si guard intorno.
Van fece lo stesso, ma non vide niente di strano.
Finch una Cadillac Escalade nera non imbocc il vialetto d'accesso. Con i suoi finestrini
oscurati e i cerchioni cromati, valeva pi di quella catapecchia. Cosa diavolo ci faceva l, a casa del
diavolo?
Impugnate le armi, sibil Mr X. Subito.
Van tir fuori la sua bella Smith & Wesson quaranta, soppesandola nel palmo, pronto per lo
scontro imminente. Moriva dalla voglia di affrontare un avversario.
Mr X lo fulmin con uno sguardo severo. Tu stai indietro. Non voglio vederti combattere.
Guarda e basta.
Testa di cazzo, pens Van passandosi una mano tra i capelli scuri. Grandissima testa di cazzo.
Intesi? La faccia di Mr X era mortalmente gelida. Non intervenire.
Van chin appena il mento e dovette distogliere lo sguardo per non mettersi a imprecare ad alta
voce. Si concentr sul SUV seguendolo con gli occhi finch, giunto in fondo allo squallido vicolo
cieco, si ferm.
Sembrava una specie di pattuglia. Niente piedipiatti, per. Non umani, per lo meno.
Il motore della Escalade si spense e scesero due tizi. Uno era relativamente normale, oddio
normale, sempre che si stesse parlando di difensori di football.
L'altro invece era enorme.
Cristo santo,.. un fratello. Non poteva essere altrimenti. Aveva ragione Xavier, pens Van, non
aveva mai visto niente del genere... e s che ai suoi tempi era salito sul ring con dei figli di puttana di
dimensioni mostruose.
E tutt'a un tratto il fratello non c'era pi. Puf! svanito nel nulla. Prima che Van potesse chiedere
cosa diavolo era successo, il socio del vampiro volt la testa e guard dritto in faccia Mr X. Anche se
loro erano nascosti nell'ombra.
Oh, mio Dio... mormor Xavier.  vivo. E il padrone...  con...
Il Fore-lesser avanz barcollando e continu a camminare al chiaro di luna. In piena luce.
Proprio in mezzo alla strada.
Cosa cazzo gli saltava in mente?
Con gli occhi fissi sul lesser dai capelli bianchi emerso dalle tenebre, Butch tremava tutto. Era
quello che lo aveva torchiato, non c'erano dubbi: Butch non conservava un vero e proprio ricordo delle
torture subite, ma il suo corpo aveva riconosciuto il responsabile, la memoria era radicata nella carne
stessa, dilaniata e massacrata da quel bastardo.
Butch fremeva per avventarsi contro il Fore-lesser.
Se non che il casino scoppi prima che ne avesse la possibilit.
Da qualche parte, dietro la casa, una motosega part con un ruggito, che poi si stabilizz in un
urlo alto e stridulo. In quel preciso momento un secondo lesser coi capelli bianchi usc dai boschi,
puntando la pistola contro Butch.
Mentre la semiautomatica faceva fuoco e i proiettili fischiavano intorno alla sua testa, Butch
impugn la Glock balzando dietro la Escalade. Al riparo del SUV, ricambi la calorosa accoglienza
sparando a raffica, con la Glock che sobbalzava nel palmo, attento a tenere gli organi vitali fuori dalla
linea di tiro. Appena ci fu una pausa nella sparatoria incrociata, sbirci attraverso il vetro antiproiettile.
Il lesser che aveva premuto il grilletto era dietro una carcassa d'automobile tutta arrugginita,
sicuramente intento a ricaricare l'arma. Proprio come Butch.
Il primo lesser, invece, l'aguzzino di Butch, non aveva ancora imbracciato le armi. Se ne stava l
impalato, in mezzo alla strada, a fissare Butch.
Neanche fosse felicissimo di farsi impallinare.
Non vedendo l'ora di accontentarlo, Butch fece capolino da dietro il SUV e lo colp in pieno
petto. Con un grugnito il Fore-lesser barcoll all'indietro, ma non cadde. Infastidito, liquid l'impatto
del proiettile come fosse la puntura di un'ape.
Butch non sapeva cosa pensare. Ma non era quello il momento di chiedersi perch le sue
pallottole speciali facevano cilecca con quel lesser. Tese il braccio e ricominci a sparare; i colpi
schizzavano fuori dalla canna della pistola in rapida successione. Alla fine il lesser vol per aria
cadendo rovinosamente all'indietro...
Proprio allora, alle sue spalle, Butch sent un rumore secco, cos forte che lo scambi per lo
sparo di un'altra pistola.
Si volt di scatto stringendo la Glock con entrambe le mani per prendere meglio la mira. Oh,
merda!
Una femmina con una bambina in braccio si precipit fuori dalla casa, accecata dal panico.
Aveva tutte le ragioni di scappare, visto che un bestione con la faccia minacciosa e una motosega in
spalla la stava inseguendo. Quel pazzo stava per piombare sulle due poverette con quella lama rotante,
deciso a ucciderle.
Butch alz di un palmo la canna della pistola, mir alla testa del vampiro e premette il
grilletto...
Proprio in quel mentre, Vishous comparve alle spalle del tizio cercando di afferrare la
motosega.
Cazzo! Butch cerc di trattenere l'indice sul grilletto, ma la pistola rincul e la pallottola
part...
E qualcuno lo afferr per la gola: il secondo lesser armato di pistola si era avvicinato di
soppiatto.
Butch venne sollevato da terra e sbattuto sul cofano della Escalade come una mazza da baseball.
Nell'impatto gli sfugg di mano la Glock, che rimbalz via, metallo contro metallo.
Al diavolo. Infil la mano nella tasca del cappotto in cerca del coltello a serramanico che
portava sempre con s. Per fortuna l'arma trov subito il suo palmo come un cagnolino che corre dal
suo padrone. Butch estrasse la mano dalla tasca e, appena la lama scatt fuori, ruot il busto verso
sinistra, pugnalando al fianco il non morto che lo teneva gi.
Ululato di dolore. Stretta allentata.
Con uno spintone al petto, Butch riusc a sollevare il lesser. Nella frazione di secondo in cui
quel bastardo rest sospeso a mezz'aria, Butch tracci un arco con il coltello, sgozzandolo. Dalla gola
squarciata zampill un fiotto di sangue nero.
Con un calcio Butch gett per terra l'assassino e si volt verso la casa.
Vishous stava tenendo duro contro il tizio con la motosega, evitando la lama ruggente mentre lo
tempestava di pugni. La femmina con in braccio la bambina, invece, stava attraversando di corsa il
cortiletto laterale mentre un altro lesser la stringeva da destra.
Ho chiamato Rhage, ebbe la presenza di spirito di gridare V.
Dai che vinciamo, grid Butch partendo a razzo. Correva a pi non posso, affondando i
talloni nel terreno, sollevando le ginocchia contro il petto. Pregava di arrivare in tempo, pregava di
essere abbastanza veloce... Ti prego, solo per questa volta...
Intercett il lesser con uno spettacolare placcaggio al volo. Ruzzolando a terra insieme a lui,
url alla femmina di continuare a correre.
Da qualche parte partirono dei colpi di arma da fuoco, ma lui era troppo preso dal corpo a corpo
per curarsene. Butch e il lesser rotolarono per tutto il giardino chiazzato di neve, menando pugni e
cercando di strangolarsi a vicenda.
Butch sapeva che sarebbe crollato se fossero andati avanti cos, quindi, spinto dalla
disperazione e da una sorta di impulso irrefrenabile, smise di lottare e si lasci dominare dal non
morto... poi lo fisso negli occhi.
Quel legame, quell'orribile comunione, quel vincolo ferreo tra lui e il lesser fecero presa in un
attimo, paralizzandoli entrambi. In contemporanea Butch venne colto dal bisogno impellente di
consumare, di distruggere.
Apr la bocca e cominci a inalare.
Capitolo 31
Steso in mezzo alla strada, ridotto peggio di un colabrodo, Mr X non staccava gli occhi
dall'umano contaminato, che in teoria doveva essere morto. Il tipo se la cavava bene, specialmente
quando atterr un lesser nel cortiletto laterale, ma stava per soccombere. Come previsto, il non morto lo
rovesci sulla schiena, pronto a scannarlo...
Poi per entrambi si bloccarono di colpo e le dinamiche si rovesciarono, le regole della forza e
della debolezza vennero sovvertite. Anche se il lesser gli stava sopra, era l'umano a dominare.
Mr X trattenne il fiato. Laggi stava succedendo qualcosa... qualcosa...
Ma poi un fratello biondo si materializz dal nulla accanto ai due. Il guerriero si avvent sul
lesser strappandolo via dall'umano, spezzando il misterioso legame che si era creato tra loro...
Van emerse dall'ombra ostruendogli la visuale. Ti va di venire via di qui?
Forse era la cosa migliore, pens Mr X. Stava per svenire. S... e fai in fretta.
Venne sollevato di peso e trasportato di corsa al minivan, la testa che ballonzolava come quella
di una bambola di pezza semivuota; in quelle condizioni vide il fratello biondo disintegrare l'altro lesser
e poi inginocchiarsi per controllare l'umano.
Eroi del cazzo.
Mr X smise di guardare. E ringrazi un Dio in cui non credeva che Van Dean fosse una recluta
troppo inesperta per sapere che i lesser non portavano in salvo i compagni feriti; di solito questi ultimi
venivano lasciati sul posto e andavano incontro a una lenta decomposizione, oppure tornavano
all'Omega dopo essere stati pugnalati dai fratelli.
Van lo caric a bordo del minivan, mise in moto e part. Steso sulla schiena, Mr X si tast il
petto valutando i danni. Ce l'avrebbe fatta. Ci sarebbe voluto del tempo, ma poteva ancora riprendersi.
Van svolt bruscamente a destra e X venne scaraventato contro la portiera.
Al suo grugnito di dolore, Van si volt. Scusa.
Lascia perdere. Pensa a guidare.
Il motore diede in un rombo e Mr X chiuse gli occhi. Dio, quell'umano era vivo e vegeto! Che
casino. Che gran casino. Cosa era successo? E come mai l'Omega ignorava che l'umano fosse ancora
vivo? Specialmente perch l'amico aveva addosso l'odore del padrone.
Chiss perch. Merda. Ma la domanda pi importante era: avendo scoperto che l'umano era
vivo, doveva informare l'Omega? O quella notizia avrebbe innescato un altro cambio al vertice
condannandolo per sempre? Lui aveva giurato al padrone che i fratelli avevano liquidato l'umano. Se
fosse saltato fuori che non era vero avrebbe fatto la figura dell'idiota.
Il punto era questo: lui era vivo e sulla terra, adesso, e doveva restarci fino ad avere in pugno
Van Dean. Per cui, no... non avrebbe fatto rapporto sull'umano usato come cavallo di Troia.
Per quell'uomo era un inconveniente pericoloso. Che bisognava eliminare al pi presto.
Lungo disteso sul terreno innevato, Butch cercava di riprendere fiato, ancora turbato da quello
che era successo quando era entrato in intimit con quel lesser.
Con lo stomaco sottosopra si chiese dove fosse finito Rhage. Dopo aver spezzato il suo legame
con il lesser, uccidendo quel bastardo, Hollywood si era addentrato nei boschi per accertarsi che non ce
ne fossero altri in agguato.
Quindi forse non era una cattiva idea rimettersi in posizione verticale e ritirare fuori le armi nel
caso il nemico avesse chiamato i rinforzi.
Mentre si puntellava sulle braccia, vide la madre e la bambina in fondo al prato. Erano
rannicchiate vicino a un capanno e si tenevano strette, avvinte come l'edera. Merda.,, adesso le
riconosceva; le aveva viste alla clinica di Havers. Erano le due femmine che Marissa stava assistendo il
giorno in cui lui era uscito dalla quarantena.
S, erano proprio loro. La piccola aveva il polpaccio ingessato.
Poverette, pens. Cos accovacciate erano simili a tutte le vittime umane che aveva visto nel
corso della sua carriera in polizia, i segni del trauma trascendevano i confini tra le diverse specie: gli
occhi sbarrati della madre, il suo pallore, il tramonto delle illusioni, la scoperta che la vita poteva essere
un inferno erano esattamente quello che Butch aveva gi incontrato infinite volte.
Si alz in piedi e and lentamente verso di loro.
Sono un... Stava quasi per dire detective della polizia. Sono un amico. So chi siete e mi
prender cura di voi.
La madre alz gli occhi dai capelli scarmigliati della figlia.
Mantenendo un tono pacato e senza avvicinarsi di un altro passo, Butch indic la Escalade.
Vorrei che andaste tutte e due a sedervi in quell'auto. Vi dar le chiavi, cos potrete chiudervi dentro.
Poi dovr fare un rapido controllo con il mio socio, okay? Dopo di che andrete alla clinica di Havers.
Attese che la madre lo scrutasse, sospettosa. Le sue congetture gli erano molto familiari. Quel
tizio avrebbe fatto del male a lei o alla bambina? si stava chiedendo la vampira. Poteva ancora fidarsi di
un membro dell'altro sesso? Che alternative aveva?
Stringendo la figlia tra le braccia, la femmina si alz in piedi a fatica, poi tese la mano. Butch si
avvicin e le mise le chiavi nel palmo, sapendo che V ne aveva un altro mazzo e quindi potevano salire
comunque in macchina, all'occorrenza.
In un lampo la femmina si volt e si mise a correre, malgrado la pesante zavorra della figlia.
Butch le segu con lo sguardo; il viso di quella bambina lo avrebbe tenuto sveglio la notte. A
differenza della madre, lei era calmissima. Come se la feroce violenza cui aveva assistito fosse una
cosa normale, ordinaria amministrazione.
Con un'imprecazione corse verso la casa e grid, V, sto entrando.
La voce di Vishous gli giunse dal piano di sopra. Qui dentro non c' nessun altro. E non sono
riuscito a prendere la targa di quel minivan che  partito al volo
Butch esamin il cadavere sulla soglia. Vampiro maschio, sui trentacinque anni. Ma
sembravano tutti di quell'et finch non cominciavano a invecchiare.
Diede un colpetto col piede alla testa del tizio. Era disarticolata, ciondolava come un fiocco
sopra un regalo.
I pesanti stivali di V scesero le scale.  morto?
S. L'hai fatto secco... oh, cavolo, ti sanguina il collo. Ti ho beccato?
V si port una mano alla gola, poi guard il sangue sul palmo. Non saprei.
Ho fatto a botte con questo qui dietro la casa e lui mi ha colpito con la motosega, per cui la
ferita potrebbe venire anche da l. Dov' Rhage?
Qui, rispose Hollywood entrando. Ho controllato il bosco. Tutto libero.
Che fine hanno fatto la madre e la bambina?
Butch accenn col capo all'ingresso. Sono nella Escalade. Dovrebbero andare in clinica. La
mamma ha delle escoriazioni recenti.
Ce le portiamo noi due, disse V.  Rhage, perch invece tu non torni dai gemelli?
Perfetto. Adesso stanno andando a caccia in centro. Occhio, voi due.
Quando Rhage si smaterializz, Butch chiese, Cosa vuoi farne del cadavere?
Spostiamolo dietro la casa. Tra un paio d'ore sorge il sole, ci penser lui a fare piazza pulita.
Insieme sollevarono il vampiro, attraversarono quell'immondezzaio di casa e lo stesero vicino
allo scheletro marcescente di una poltrona reclinabile.
Butch si ferm a guardare la porta sul retro fatta a fettine. E cos l'amico prende e decide di
fare Jack Nicholson in Shining con moglie e figlia. Nel frattempo i lesser, che hanno tenuto d'occhio la
casa, scelgono di attaccare proprio stasera, pensa che culo.
Tombola.
Avete molti casi di violenza domestica come questo?
Nel Vecchio Continente di sicuro, ma qui non ho sentito di molti.
Forse  solo che non vengono denunciati.
V si stropicci l'occhio destro, che aveva ricominciato col solito tic. Pu darsi.
S... pu darsi.
Varcarono ci che restava della porta posteriore e la chiusero a chiave alla bell'e meglio.
Tornando verso l'ingresso, Butch not un peluche tutto lercio in un angolo del soggiorno, come se
qualcuno l'avesse lasciato cadere proprio l. Prese il tigrotto e si accigli. Pesava una tonnellata.
Se lo infil sotto il braccio, tir fuori il cellulare e fece due rapide chiamate mentre V
armeggiava con la porta d'ingresso per riuscire a chiuderla. Poi, insieme, si avviarono verso la
Escalade.
Butch si avvicin con cautela al lato del guidatore tendendo le mani in avanti per mostrare il
tigrotto. Vishous gir intorno al cofano con la stessa andatura rilassata, fermandosi a un metro di
distanza dalla portiera del passeggero.
Nessuno dei due si mosse.
Il vento soffi da nord, una folata fredda e umida che risvegli in Butch tutti i dolori dovuti alla
lotta.
Un attimo dopo le portiere dell'auto si sbloccarono con uno scatto secco.
John non riusciva a smettere di guardare Blaylock. Specialmente sotto la doccia. Era diventato
enorme, gli erano spuntati muscoli dappertutto: si allargavano a ventaglio dalla spina dorsale, gli
ingrossavano gambe e spalle, gli gonfiavano le braccia. E poi si era alzato almeno di una quindicina di
centimetri.
Cristo, doveva essere alto pi di un metro e novanta.
Per non sembrava affatto contento. Si muoveva impacciato, stando quasi sempre voltato verso
la parete piastrellata. E da come trasaliva in continuazione, sembrava che la saponetta gli irritasse la
pelle, o forse il problema era la pelle in s. In pi, ogni volta che s'infilava sotto il getto d'acqua, si
tirava subito indietro per regolare la temperatura.
Adesso hai intenzione di innamorarti anche di lui? I fratelli potrebbero ingelosirsi.
John guard in cagnesco Lash. Il biondino sorrideva, lavandosi il petto ossuto su cui spiccava
una grossa catena di brillanti tutta sporca di schiuma.
Ehi, Blay, attento a non far cadere la saponetta. Il nostro Johnny, qui, ti sta mangiando con gli
occhi.
Blaylock ignor la provocazione.
Ehi, Blay. Mi hai sentito? O stai sognando a occhi aperti di vedere in ginocchio il nostro bel
Johnny?
John and a piantarsi davanti a Lash nascondendogli la vista dell'altro ragazzo.
Oh, per favore, non vorrai mica proteggerlo? disse Lash lanciando un'occhiata a Blaylock.
Blay non ha nessun bisogno di protezione. Adesso  un giiiiiiiigante, vero, Blay? D un po', se John
volesse mandarti su di giri glielo lasceresti fare? Scommetto di s. Scommetto che non vedi l'ora. Voi
due farete una...
John si gett in avanti, fece cadere Lash sulle piastrelle bagnate e... lo picchi fino a lasciarlo
privo di sensi.
Andava avanti come un automa, senza riuscire a fermarsi. Continuava a colpirlo in faccia,
sull'onda della rabbia, finch il pavimento della doccia non si color di rosso vivo fino allo scarico. In
tanti lo afferrarono per le spalle, ma John li ignor continuando a tirare pugni.
Finch all'improvviso si ritrov sollevato a mezz'aria sopra Lash.
Allora lott contro chi lo tratteneva, si divincol graffiando, anche se si era accorto che il resto
della classe si era fatto da parte in preda al terrore.
Continu a lottare e a urlare senza emettere alcun suono mentre veniva trascinato fuori dalla
doccia. Fuori dallo spogliatoio. Lungo il corridoio. Continu a graffiare e a mulinare le braccia finch
venne scaraventato sul tatami azzurro della palestra e rimase senza fiato per la violenza dell'impatto.
Per un attimo non riusc a fare altro che fissare le plafoniere sul soffitto, ma quando si accorse
che qualcuno lo stava tenendo gi, ricominci a lottare. Scopr i denti e diede un morso al grosso polso
che aveva vicino alla bocca.
All'improvviso si ritrov a pancia in gi e un peso enorme gli cal sulla schiena.
Wrath! No!
Quel nome non gli disse niente. La voce della regina ancora meno. In preda a una furia cieca,
incontrollabile, continu a dimenarsi convulsamente.
Cos gli fai male!
Non ti impicciare, Beth! tuon il re. Hai finito, figliolo? O vuoi darmi un altro morso con
quei tuoi dentacci?
John continu a lottare anche se non riusciva pi a muoversi ed era allo stremo delle forze.
Wrath, per favore, lascialo andare...
Questa  una faccenda tra lui e me, leelan. Tu piuttosto vai nello spogliatoio e occupati
dell'altra met di questo pasticcio. Quel ragazzino sul pavimento va portato subito da Havers.
Si ud un'imprecazione, poi il rumore di una porta che si chiudeva.
La voce di Wrath risuon di nuovo all'orecchio di John. Credi che gonfiare di botte uno di quei
ragazzi far di te un uomo?
John cerc di scrollarsi di dosso il peso che gli gravava sulla schiena, incurante del fatto che si
trattava del re. La sola cosa che contava, la sola cosa che sentiva, era la rabbia che gli scorreva nelle
vene.
Credi che picchiare a sangue quell'idiota dalla lingua lunga ti far entrare nella confraternita?
 questo che credi?
John si divincol con rinnovata energia. Almeno finch una mano non gli cal pesantemente
sulla nuca e la sua faccia entr in comunione con il tatami.
A me non servono dei bulli. Mi servono dei soldati. Vuoi sapere qual  la differenza? I soldati
pensano. La pressione sul suo collo aument finch John non riusc pi nemmeno a battere le palpebre
tanto aveva gli occhi fuori dalle orbite. I soldati pensano.
Tutt'a un tratto la pressione si allent e John riprese fiato, ansimante, inspirando a fondo e
spingendo a forza l'aria nella gola.
Respira. Respira.
In piedi.
Vaffanculo, pens John. Ma si diede una spinta. Sfortunatamente il suo stupido corpicino era
come incatenato al pavimento. Non riusciva ad alzarsi.
In piedi.
Vaffanculo.
Che cosa hai detto? John venne sollevato di peso per le ascelle e si ritrov faccia a faccia col
re. Che era incavolato nero.
Sopraffatto dalla paura, soltanto allora John si rese conto di aver perso completamente la testa.
Wrath scopr due zanne spaventose. Ges, sono lunghe come le mie gambe, pens John. Credi
che non ti senta solo perch sei muto?
Il re lo tenne sollevato per un attimo con i piedi penzoloni, poi lo moll. Le ginocchia cedettero
sotto il suo peso e John si accasci sul tatami.
Wrath lo fisso con disprezzo.  una gran fortuna che Thor non sia qui, in questo momento.
Non  giusto, avrebbe voluto urlare John. Non  giusto.
Credi che Tohr sarebbe rimasto impressionato dal tuo comportamento?
John si tir su a fatica, malfermo sulle gambe, guardando torvo Wrath.
Non dire quel nome, articol muto, muovendo le labbra. Non dire il suo nome.
All'improvviso un dolore lancinante gli trafisse le tempie. Poi, nella mente, ud la voce di Wrath
ripetere il nome Tohrment. Si tapp le orecchie con le mani e indietreggi incespicando.
Wrath lo segu, senza dargli tregua, il nome risuonava sempre pi forte nella sua mente fino a
diventare una cantilena urlata, implacabile, martellante. Poi John vide il viso, il viso di Tohr, chiaro
come se ce l'avesse davanti. Gli occhi blu marino. I capelli scuri dal taglio militare. I lineamenti
marcati.
John apr la bocca e url. Non emise alcun suono, ma continu a urlare finch non scoppi a
piangere. Con la morte nel cuore, sconvolto dalla mancanza dell'unico padre che avesse mai
conosciuto, si copr gli occhi con le mani piegandosi su se stesso, in lacrime.
Non appena croll, tutto svan: nella sua mente scese il silenzio. La visione scomparve.
Due braccia robuste lo strinsero, lo tirarono su.
John ricominci a gridare, non pi di rabbia, per, adesso gridava in preda all'angoscia. Non
avendo nessun altro a cui rivolgersi, si aggrapp alle gigantesche spalle di Wrath. Voleva solo che
quella sofferenza cessasse... Voleva che il dolore che aveva dentro, quella cosa che cercava di
seppellire in fondo a s, sparisse. Era emotivamente distrutto da tutte le perdite e le tragedie che
avevano costellato la sua vita, da tutte quelle ferite dell'anima.
Merda... esclam Wrath cullandolo dolcemente. Va tutto bene, figliolo. Maledizione.
Capitolo 32
Marissa scese dalla Mercedes, poi infil di nuovo dentro la testa. Ti spiace aspettarmi qui,
Fritz? Dopo vorrei andare alla villa che ho preso in affitto.
Ma certo, padrona.
Marissa guard l'ingresso di servizio della clinica di Havers, chiedendosi se suo fratello
l'avrebbe fatta entrare.
Marissa.
Lei si volt. Oh, Dio... Butch. Corse verso la Escalade. Sono cos felice che tu mi abbia
chiamato. Stai bene? E loro?
S. Le stanno visitando.
E tu?
Bene. Sto bene. Per ho pensato di aspettare qua fuori perch... sai.
Gi, Havers non sarebbe stato contento di vederlo. Probabilmente non gli avrebbe fatto piacere
neanche incrociare lei.
Marissa lanci un'occhiata all'ingresso posteriore della clinica. La madre e la bambina... non
possono tornare a casa dopo quello che  successo, vero?
Nella maniera pi assoluta. I lesser conoscono la casa, quindi non sarebbero al sicuro. E poi,
francamente, non c'era molto a cui tornare comunque.
E l'hellren della madre? Che fine ha fatto?
Lo abbiamo... sistemato.
Dio, non avrebbe dovuto sentirsi cos sollevata per la morte di qualcuno, ma invece lo era.
Almeno finch non pens a Butch sul campo di battaglia.
Ti amo, disse di slancio. Ecco perch non voglio lasciarti combattere. Se ti perdessi per un
qualunque motivo la mia vita sarebbe finita.
Vedendolo sgranare gli occhi, Marissa si rese conto che non parlavano pi d'amore da
un'eternit. Ma adesso era quella per lei la regola numero uno.
Detestava passare le giornate lontana da lui, de-testava la distanza che li separava e, per parte
sua, non intendeva pi permettere che le cose andassero avanti cos.
Butch le and vicino e le prese il viso tra le mani. Cristo, Marissa... non sai cosa significa per
me sentirtelo dire. Ho bisogno di saperlo. Ho bisogno di sentirlo.
La baci teneramente sussurrando parole d'amore contro le sue labbra e, sentendola tremare, la
abbracci stretta. C'erano ancora alcune cose in sospeso tra loro, ma al momento nessuna di esse aveva
importanza. Lei aveva solo bisogno di ristabilire un contatto con lui.
Quando Butch si scost leggermente, lei disse, Adesso io entro, ma mi aspetti, per favore? Mi
piacerebbe mostrarti la mia nuova casa.
Butch fece scorrere con delicatezza la punta dell'indice sulla sua guancia.
Aveva gli occhi tristi, ma disse, S, ti aspetto. Mi farebbe molto piacere vedere dove andrai a
vivere.
Faccio in un attimo.
Lo baci di nuovo, poi si avvi verso l'ingresso della clinica. Si sentiva un'intrusa, quindi
rimase sorpresa quando la fecero entrare senza problemi; il che, tuttavia, non significava che sarebbe
filato tutto liscio. Prese l'ascensore e durante la discesa si mise a giocherellare con i capelli,
attorcigliandoli intorno alle dita. Era nervosa all'idea di rivedere Havers. Le avrebbe fatto una scenata?
Le infermiere sapevano perch era venuta: appena entrata in sala d'attesa venne subito
accompagnata fino a una stanza. Buss alla porta e si irrigid.
Havers stava parlando con la bambina ingessata; alz gli occhi e rimase come raggelato. Parve
perdere il filo del discorso, si spinse gli occhiali sul naso, poi si schiar la gola con un colpo di tosse.
Sei venuta! esclam la bambina vedendo Marissa.
Ehil, ciao, disse lei alzando una mano.
Se vuole scusarmi, mormor Havers rivolto alla madre, Vado a compilare i moduli
necessari alla dimissione. Ma, come le ho detto, non c' nessuna fretta che ve ne andiate.
Marissa fiss il fratello mentre le si avvicinava, chiedendosi se si sarebbe degnato di salutarla o
se invece avrebbe finto di non vederla, Lui la salut, per cos dire: guard di sfuggita i pantaloni che
indossava e fece una smorfia.
Marissa.
Havers.
Ti trovo... bene.
Gentile. Ma in realt voleva dire che la trovava diversa. E che non approvava.
Sto bene, infatti.
Se vuoi scusarmi.
Mentre Havers si allontanava senza attendere risposta, la collera le riboll in gola, ma si
trattenne dal dire le cattiverie che le bruciavano sulla punta della lingua. Invece and a sedersi al
capezzale della piccola. Prendendole la manina cerc di trovare qualcosa da dire, ma venne anticipata
dalla sua vocina melodiosa.
Mio padre  morto, disse la bambina in tono neutro. La mia mahmen  spaventata. Se ci
mandano via di qui non sappiamo dove andare a dormire.
Marissa chiuse gli occhi un istante, ringraziando in cuor suo la Vergine Scriba perch almeno
per uno di quei problemi aveva una soluzione.
Io so esattamente dove dovreste andare, disse guardando la madre. E vi ci porter molto
presto.
La madre cominci a scuotere la testa. Non abbiamo soldi...
Ma io posso pagare l'affitto, disse la piccola alzando il tigrotto spelacchiato.
Allent la cucitura sulla schiena del peluche, infil dentro la manina e tir fuori il piattino dei
desideri. Questo  d'oro, giusto? Quindi vale come dei soldi....
Giusto?
Marissa inspir a fondo, imponendosi di non piangere. No, questo  un regalo che io ho fatto a
te. E non c' nessun affitto da pagare. Ho una casa tutta vuota che ha bisogno di riempirsi di gente.
Guardando di nuovo la madre, aggiunse, Mi farebbe un immenso piacere se voi due veniste a stare l
con me, non appena la mia nuova casa sar pronta.
Quando John alla fine torn nello spogliatoio, dopo il suo crollo emotivo, era tutto solo, Wrath
era tornato nella grande casa, Lash era stato portato alla clinica e gli altri ragazzi erano andati a casa.
Meglio cos. In quel silenzio di tomba si fece la doccia pi lunga della sua vita, fermo sotto il
getto bollente, lasciandosi scorrere l'acqua addosso. Era tutto indolenzito. Scombussolato.
Cristo santo. Aveva davvero dato un morso al re? Picchiato un suo compagno di classe?
Si appoggi con la schiena alla parete piastrellata. Malgrado tutta l'acqua e tutto il sapone che
aveva usato, nulla era in grado di pulirlo. Sembrava ancora stranamente... sporco. Vergogna e
umiliazione, del resto, ti facevano sentire come se ti fossi rotolato in un porcile.
Imprecando, abbass gli occhi sui miseri muscoli del petto, sull'addome incavato, sulle ossa
sporgenti del bacino, spingendosi oltre il membro del tutto insignificante fino ai piccoli piedi. Poi segu
le piastrelle fino allo scarico dentro cui si era incanalato il sangue di Lash.
Avrebbe potuto ucciderlo, si rese conto allora. Aveva perso il controllo fino a quel punto.
John?
Alz la testa di scatto. Fermo sulla soglia della doccia c'era Zsadist, assolutamente impassibile.
Appena hai finito qui, sali su di sopra. Ci trovi nello studio di Wrath.
John annu e chiuse il rubinetto. Con ogni probabilit lo avrebbero sbattuto fuori dal programma
di addestramento. Forse addirittura fuori di casa. E non poteva certo biasimarli. Dio, dove sarebbe
andato?
Dopo che Z se ne fu andato, John si asciug, si vest e and in fondo al corridoio, nell'ufficio di
Tohr. Tenne gli occhi bassi mentre lo attraversava per imboccare il tunnel. Al momento non sopportava
di vedere niente che gli ricordasse Tohrment. Niente di niente.
Un paio di minuti dopo era nell'atrio della grande casa a fissare il sontuoso scalone. Sal adagio
i gradini coperti dalla passatoia rossa; si sentiva incredibilmente stanco, e la stanchezza aument ancor
di pi quando giunse in cima: la porta a due battenti dello studio di Wrath era aperta e ne uscivano delle
voci, quella del re e degli altri fratelli. Quanto gli sarebbero mancati, tutti quanti, pens.
La prima cosa che not quando mise piede nella stanza fu la poltrona di Tohr.
Quell'orrenda mostruosit verde era stata spostata l dal suo ufficio e adesso spiccava alle spalle
del trono, sulla sinistra. Strano.
John avanz e attese che si accorgessero della sua presenza.
Wrath era curvo sopra un raffinato piccolo scrittoio sepolto sotto montagne di carte, aveva in
mano una lente d'ingrandimento che all'apparenza lo aiutava a leggere. Ai due lati del re, Z e Phury
erano a loro volta chini sulla mappa che stava studiando Wrath.
Qui  dove abbiamo trovato il primo campo di tortura, disse Phury, indicando una grande
area verde. Qui  dove  stato trovato Butch. Qui  dove hanno portato me.
C' una grande distanza tra tutti questi posti, bofonchi Wrath. Un casino di chilometri.
Ci serve un aeroplano, disse Z. Una ricognizione aerea sarebbe molto pi produttiva.
Vero. Wrath scroll la testa. Per bisogner stare all'erta. Se sorvoliamo la zona a bassa
quota, ci ritroveremo addosso l'Ente Federale per l'Aviazione civile.
John si avvicin di qualche altro passo alla scrivania. Allung il collo.
Con naturalezza, Wrath spinse avanti il grande foglio di carta, come se avesse finito di
esaminarlo. O forse... per incoraggiare John a dare una sbirciatina. Ma invece della pianta topografica,
John guard il braccio del re. Il segno del morso sul polso lo mortific, facendolo indietreggiare.
Proprio in quel mentre, Beth entr con una scatola in pelle piena di rotoli di pergamena legati
con dei nastri rossi.
Okay, Wrath, cosa ne dici di una piccola riunione informativa? Ho messo tutti questi cosi in
ordine di priorit.
Wrath si appoggi all'indietro e Beth mise gi la scatola. Poi il re le prese il viso tra le mani e la
baci sulla bocca e ai due lati del collo. Grazie, leelan. E proprio il momento giusto, anche se stanno
arrivando V e Butch insieme a Marissa. Oh, a proposito, ti ho detto della brillante idea del Consiglio
dei Princeps? Sehclusion obbligatoria per tutte le femmine senza un compagno.
Vuoi prendermi in giro?
Quei pazzi non l'hanno ancora approvata, ma a sentire Rehvenge presto ci sar una votazione.
Il re guard Z e Phury. Voi due indagate sulla possibilit di utilizzare un aereo. Abbiamo nessuno in
grado di pilotare?
Phury si strinse nelle spalle. Io una volta lo facevo. E potremmo tirar dentro anche V...
Tirarmi dentro in cosa? chiese V entrando.
Wrath, che aveva davanti i due gemelli, si sporse di lato per riuscire a vederlo.
Sai cos' un Cessna, fratello?
Come no. Ci facciamo un bel volo?
Subito dietro V c'erano Butch e Marissa. Si tenevano per mano.
John si fece da parte e osserv la scena: Wrath che parlava fitto fitto con Beth mentre V, Butch
e Marissa chiacchieravano tra loro e Phury e Z si avviavano verso la porta.
Caos. Movimento. Determinazione. Quella era la monarchia, la confraternita all'opera. Si
sentiva un privilegiato a stare in quella stanza... per il poco tempo che ancora gli restava prima che lo
sbattessero in mezzo alla strada.
Sperando che si scordassero della sua presenza, cerc un posto dove mettersi e adocchi la
poltrona di Tohr. Senza farsi notare and a sedersi sul cuoio scolorito e screpolato. Da l dominava
l'intera stanza: il piano della scrivania di Wrath e tutto quello che c'era sopra, la porta da cui la gente
entrava e usciva, ogni angolo dello studio.
Rannicchi le gambe sotto di s e si protese in avanti, ascoltando Wrath e Beth che discutevano
del Consiglio dei Princeps. Accipicchia. Quei due insieme lavoravano alla grande. Lei gli dava degli
ottimi consigli e il re li accoglieva tutti.
Wrath annu a qualcosa che Beth aveva detto;  lunghi capelli neri gli scivolarono gi dalla
spalla ricadendo sulla scrivania. Lui li spinse via, poi si pieg di lato e apr un cassetto da cui estrasse
un blocco stenografico a spirale e una penna. Quindi, senza guardare, li allung dietro di s, proprio
davanti a John.
John prese il regalo con mani tremanti.
Be', leelan, ecco cosa si ottiene quando si ha a che fare con la glymera. Un gran mucchio di
stronzate. Wrath scroll la testa, poi guard V, Butch e Marissa.
Allora cosa mi dite, voi tre?
Soprappensiero, John non segu i loro discorsi; era troppo umiliato per riuscire a concentrarsi.
Dio, forse i fratelli non lo avrebbero cacciato via... forse.
Si risintonizz in tempo per sentire Marissa che diceva, Non sanno dove andare, quindi
verranno a stare nella casa che ho appena affittato. Per hanno bisogno di assistenza a lungo termine,
Wrath, e temo che ce ne siano altre nelle loro condizioni... femmine che non hanno nessuno che le
aiuti, vuoi perch i loro compagni sono stati catturati dai lesser vuoi perch sono morti per cause
naturali o, Dio non voglia, perch sono dei violenti. Vorrei tanto che esistesse un qualche tipo di
programma assistenziale...
Gi, ne abbiamo bisogno, assolutamente. Insieme ad altre diecimila cose, pi o meno. Wrath
si stropicci gli occhi sotto gli occhiali avvolgenti, poi guard di nuovo Marissa. E va bene, ti affido
questo incarico. Scopri quello che fanno gli umani per i loro simili. Cerca di capire cosa occorre alla
nostra razza. Dimmi cosa ti servirebbe in termini di finanziamenti, personale e strutture. Poi prendi e
procedi.
Marissa lo guard a bocca spalancata. Mio signore?
Beth annu.  un'idea favolosa. Sai, Mary un tempo collaborava con i servizi sociali, quando
era volontaria al Telefono Amico, la Linea diretta per la prevenzione dei suicidi. Potresti cominciare da
lei. Credo che conosca come le sue tasche il Dipartimento di previdenza sociale.
Io... s... lo far. Marissa guard Butch che, per tutta risposta, le sorrise: una lenta, virile
manifestazione di rispetto. S, io... lo far. Io... Marissa attravers lo studio, frastornata, ma sulla
porta si ferm. Un momento. Mio signore? Non ho mai fatto niente del genere in vita mia. Voglio
dire, ho lavorato alla clinica, ma...
Te la caverai a meraviglia, Marissa. E, come mi ha detto una volta un amico, chiederai aiuto
quando ne avrai bisogno. Capito?
Ehm... s, grazie.
Ti aspetta un sacco di lavoro.
S... disse lei con una riverenza, anche se era in pantaloni.
Wrath sorrise a fior di labbra; poi rivolto a Butch, che stava seguendo fuori la sua compagna,
aggiunse, Ehi, sbirro, stanotte dobbiamo vederci, tu, V e io.
Abbiamo avuto il via libera. Torna qui tra un'ora.
Butch parve impallidire. Poi per annu e alz i tacchi, seguito a ruota da Vishous.
Mentre Wrath tornava a concentrarsi sulla sua shellan, John scribacchi in fretta qualcosa sul
blocco e lo allung a Beth. Dopo che lei lo ebbe letto ad alta voce al re, Wrath inclin la testa.
Andrai avanti con la scuola, figliolo. E, s, lo so che ti dispiace. Scuse accettate. Ma d'ora in
poi dormirai qui in casa. Non m'importa se su quella poltrona o in un letto in fondo al corridoio, adesso
dormirai qui. Quando John annu, il re disse, E, un'altra cosa. Ogni notte, alle quattro in punto, ti
farai un giretto con Zsadist. John fischi su una nota ascendente.
Perch? Perch lo dico io. Ogni notte. Altrimenti sei fuori dal programma di addestramento e
anche fuori di qui. Chiaro? Fischia due volte se hai capito e se sei d'accordo. John fece come aveva
detto il re. Poi a gesti, con un certo imbarazzo, disse grazie. E usc.
Capitolo 33
Tre quarti d'ora dopo Butch, fermo sulla soglia della cucina, osservava Marissa, Mary e John. I
tre erano chini sopra un diagramma che illustrava i rapporti reciproci esistenti tra gli enti previdenziali
degli umani nello Stato di New York. Mary aveva scelto di partire da un esempio concreto per spiegare
a Marissa come funzionava il sistema nel suo complesso e John si era offerto di rappresentare il caso in
questione.
Ges, quel poveretto aveva avuto una vita d'inferno. Partorito nel bagno di una stazione degli
autobus, trovato da uno dei custodi e portato in un orfanotrofio cattolico, era stato dato in affidamento a
una famiglia che se ne era fregata altamente di lui dopo che Nostra Signora aveva tagliato i fondi per il
programma assistenziale. E il peggio doveva ancora arrivare: John aveva abbandonato la scuola a
sedici anni, era scappato dall'orfanotrofio e aveva vissuto nello squallore mantenendosi da solo con il
lavoro di lavapiatti in un locale del centro. Era fortunato a essere ancora vivo.
E Marissa era chiaramente intenzionata ad aiutare altri ragazzini come lui.
Col progredire della discussione, Butch not che la voce di Marissa era cambiata. Era diventata
pi profonda. Pi diretta. Il suo sguardo si era fatto pi penetrante e le sue domande ancora pi acute.
Era incredibilmente sveglia e avrebbe dato un'ottima prova di s.
Dio, quanto l'amava. Voleva disperatamente essere quello di cui lei aveva bisogno. Quello che
lei meritava.
Neanche a farlo apposta, ud dei passi e sent l'odore del tabacco turco di V.
Wrath ci sta aspettando, sbirro.
Butch lanci un'ultima occhiata alla sua donna. Coraggio, andiamo.
Marissa lo guard. Butch? Mi piacerebbe molto sentire il tuo parere sull'istituzione di un corpo
di polizia, disse battendo l'indice sul diagramma.
Vedo molti scenari in cui avremo bisogno di un intervento delle forze dell'ordine. Wrath dovr
prendere in considerazione l'idea di costituire un qualche tipo di guardia civile.
Tutto quello che vuol, piccola, rispose lui imprimendosi nella memoria il suo volto. Dammi
solo un po' di tempo, va bene?
Marissa annu, sorrise distrattamente e torn a concentrarsi sul suo lavoro.
Incapace di resistere, Butch si avvicin e le tocc la spalla. Quando lei alz gli occhi, la baci
sulla bocca sussurrando, Ti amo.
Lei si illumin tutta; Butch la baci di nuovo prima di voltarsi per andarsene.
Dio, sperava con tutto il cuore che quella regressione ancestrale rivelasse qualcosa di diverso
dalla solita vagonata di insulsi borghesucci irlandesi.
Insieme a Vishous sal le scale fino allo studio del re. Nella sfarzosa stanza in stile francese non
c'era nessuno a parte Wrath, in piedi davanti al fuoco, un braccio appoggiato alla mensola del camino.
Il re fissava le fiamme con l'aria stanca.
Mio signore? disse Vishous. Preferisci rimandare a un altro momento?
No, rispose Wrath facendo loro cenno di accomodarsi. A quel gesto, il diamante nero al suo
dito medio brill. Chiudi la porta.
Ti spiace se faccio venire un po' di muscoli? chiese V accennando col capo al corridoio.
Voglio chiedere a Rhage di tenere fermo lo sbirro.
D'accordo. Vishous si allontan e Wrath fiss Butch con una intensit tale che, dietro gli
occhiali avvolgenti, i suoi occhi sembravano due torce accese. Non mi aspettavo che la Vergine
Scriba ci desse il suo benestare.
Sono contento che l'abbia fatto. Molto contento.
Ti rendi conto di quello che ti aspetta? Far un male del diavolo e alla fine potresti ritrovarti
ridotto a un vegetale.
V mi ha spiegato tutto. Sono pronto.
Pensaci bene, mormor Wrath ammirando il coraggio dello sbirro. Mi sembri un po' troppo
fissato con questa cosa.
Che alternative ho per sapere chi sono i miei antenati? Nessuna. Continuare a rimuginarci
sopra non serve a niente.
La porta si chiuse con uno scatto e Butch si volt a guardare. In fondo allo studio c'era Rhage;
aveva i capelli bagnati, indossava un paio di blue jeans tutti sciupati, una felpa nera e non aveva n
scarpe n calze. Paradossalmente, Butch not che anche i suoi piedi erano bellissimi. Gi, niente peli
sulle nocche o unghiacce per Hollywood. Quel bastardo era perfetto dalla testa ai piedi.
Cavolo, sbirro, disse il fratello. Sei proprio deciso a farlo?
Quando Butch annu, Vishous si piazz di fronte a lui e cominci a togliersi il guanto. Devi
levarti la camicia, socio.
Butch butt sul divano la Turnbull & Asser restando a torso nudo. Posso tenere la croce?
S, non dovrebbe fondersi... del tutto. V si infil il guanto nella tasca di dietro, poi si sfil dai
pantaloni la cintura di pelle nera e la porse a Rhage.
Mettigliela in bocca e tienila ferma, altrimenti rischia di spaccarsi i denti. Per stai bene
attento a non toccarlo. Ti ustionerai comunque, standogli cos vicino.
Rhage and a posizionarsi alle spalle di Butch. Poi qualcuno buss alla porta interrompendo
tutto.
Da dietro i pannelli di legno giunse la voce di Marissa. Butch? Wrath? Buss di nuovo.
Sempre pi forte. Mio signore? Cosa sta succedendo?
Wrath guard Butch inarcando un sopracciglio.
Fammi parlare con lei, disse lo sbirro.
Il re apr la porta con la forza del pensiero e Marissa fece irruzione nella stanza. Vedendo la
mano senza guanto di V e il petto nudo di Butch, divenne bianca come un cadavere.
Cosa gli state facendo?
Butch le and incontro. Vogliamo scoprire se dentro di me c' qualche traccia della tua
specie.
Lei rimase a bocca spalancata. Poi si volt di scatto verso Wrath. Digli di no.
Digli che non possono farlo. Digli...
E una sua libera scelta, Marissa.
Ma morir!
Marissa, disse Butch, vale la pena di correre questo rischio per scoprire cosa sono.
Lei si gir di scatto verso di lui con due occhi di fuoco. Ci fu una pausa. Poi lo schiaffeggi in
pieno viso.
Questo  perch non te ne importa niente di morire. Senza neanche riprendere fiato, lo
schiaffeggi di nuovo e un altro colpo secco riecheggi contro il soffitto dello studio. E questo perch
non mi hai detto cosa stavi per fare.
La guancia, rossa e dolorante, pulsava al ritmo del suo cuore.
Ci concedete un minuto, ragazzi? disse piano Butch, senza staccare gli occhi dal volto pallido
di Marissa.
Quando i fratelli si dileguarono, Butch cerc di prenderle le mani, ma lei le ritrasse di scatto
stringendosi le braccia intorno al corpo.
Marissa.., questa  la sola via d'uscita che riesco a vedere.
Via d'uscita da cosa?
C' la possibilit che io possa essere quello di cui tu hai bisogno...
Quello di cui io ho bisogno,? Io ho bisogno che tu sia te stesso! E ho bisogno che tu sia vivo!
Non morir.
Oh, perch l'hai gi fatto, vero? Quindi lo sai per certo.
Sono proprio sollevata.
Devo farlo
Tu non...
Marissa, sbott lui. Prova un po' a metterti nei miei panni. Prova per un attimo a pensare che
mi ami, ma che devi rassegnarti al fatto che io stia con un'altra, che la mia vita dipenda da un' altra e
che tu non puoi farci niente, mese dopo mese, anno dopo anno. Prova a immaginare cosa significa
sapere che morirai per prima, lasciandomi solo. Prova a pensare di essere una cittadina di serie B nel
mondo in cui vivo io. Ti piacerebbe?
In sostanza stai dicendo che preferisci morire piuttosto che stare con me?
Te l'ho detto, io non mor...
Ma quale sarebbe il passo successivo, sentiamo? Credi che non lo sappia?
Mettiamo che tu scopra di avere un antenato vampiro; vuoi venirmi a dire che poi non tenterai
qualcosa di davvero stupido?
Ti amo troppo...
Maledizione! Se mi amassi veramente non ti sottoporresti a questa tortura. Se mi amassi
veramente... la voce di Marissa si incrin. Se mi amassi...
Gli occhi le si riempirono di lacrime; con un gesto brusco si copr la faccia con le mani,
tremando in modo incontrollabile.
Piccola... andr tutto bene. Grazie a Dio lei si lasci abbracciare. Piccola...
Sono cos arrabbiata con te, in questo momento, disse contro il suo petto.
Sei uno sciocco arrogante e presuntuoso che mi spezzer il cuore.
Sono un uomo che vuole prendersi cura della sua donna.
Appunto, quello che ho detto io... un maledetto sciocco. Me l'avevi, promesso, avresti smesso
di proteggermi tagliandomi fuori, cos avevi detto.
Mi dispiace tanto, volevo dirtelo alla fine di tutto. Io mi fido ciecamente di V, sul serio. Ho
deciso di mettere la mia vita nelle sue mani, ma non voglio mica ammazzarmi. Per non voglio
neanche buttare via quest'occasione. Le alz leggermente il viso asciugandole le lacrime col pollice.
Non faccio che pensare al futuro. Ho trentasette anni e ho sempre bevuto come una spugna e fumato
come un turco. Tra dieci anni potrei essere morto, chiss?
Bravo, cos se muori adesso io avr perduto anche quei dieci anni. Io voglio passare insieme a
te tutti gli anni che ti restano.
Io invece voglio passare dei secoli, dei millenni insieme a te. E voglio che tu la smetta di
nutrirti col sangue di... Rehvenge.
Marissa chiuse gli occhi e scosse la testa. Ti ho gi detto che non c' niente di romantico...
Da parte tua. Ma puoi dire in tutta onest che lui non ti desidera? Quando lei non rispose,
Butch annu. Proprio come pensavo. Non gliene faccio una colpa, ma la cosa non mi piace. Anche
se... merda, probabilmente dovresti stare con uno come lui, uno della tua stessa classe sociale.
Butch, non me ne importa pi niente della glymera. Ormai sono tagliata fuori da quella vita, da
quell'ambiente, e sai una cosa?  molto meglio cos. In realt dovrei ringraziare Havers per avermi
costretta a essere indipendente. Mi ha fatto un favore.
Gi, be', senza offesa, ma io ho sempre una gran voglia di prenderlo a calci in culo.
La strinse pi forte a s e lei sospir contro il suo petto. Cosa pensano di fare, se viene fuori
che dentro di te c' qualcosa della mia razza?
Di questo parliamone dopo.
No, disse lei spingendolo via. Non azzardarti a escludermi. Vuoi fare questa cosa per noi
due? Bene, allora anch'io ho il diritto di dire la mia, maledizione. Ne parliamo adesso.
Butch si pass una mano tra i capelli preparandosi al peggio. Proveranno a innescare il
cambiamento.
Marissa apr lentamente la bocca. Come?
V dice di poterlo fare.
Come?
Non lo so. Non ne abbiamo ancora parlato, ci sembrava prematuro.
Marissa lo fiss a lungo; stava passando in rassegna tutte le cazzate che lui aveva fatto, si disse
Butch. Hai infranto la promessa che mi avevi fatto, tenendomi fuori da tutto questo, disse lei qualche
istante dopo.
Io... S, hai ragione, ammise lui. Poi, mettendosi una mano sul cuore, aggiunse, Per ti
giuro, Marissa, che sarei venuto da te una volta scoperto se avevamo una possibilit. Non ho mai
pensato di affrontare la transizione senza prima parlarne con te. Te lo giuro.
Io non voglio perderti.
Neanch'io.
Marissa guard la porta; nello studio il silenzio si dilat al punto di diventare tangibile, Butch ci
avrebbe giurato, se lo sentiva sulla pelle come una nebbia gelida.
Se hai deciso di affrontare la regressione, voglio essere presente, disse alla fine lei.
Butch soffi fuori tutto il fiato che aveva trattenuto. Vieni qui, ho bisogno di abbracciarti per
un secondo.
L'attir a s stringendola con tutta l'anima. Lei aveva le spalle rigide, ma le sue braccia lo
cinsero all'altezza della vita. Con forza.
Butch?
S?
Non mi pento di averti preso a schiaffi,
Lui lasci andare la testa contro il suo collo, Me lo meritavo.
Premendole le labbra sulla pelle inspir a fondo, cercando di trattenere il suo odore non solo nei
polmoni, ma nel sangue. Quando si scost, guard la vena che le correva su per il collo pensando, Oh,
Dio... ti prego, fa' che io sia qualcosa di meglio di quello che sono.
Forza, leviamoci il pensiero, disse Marissa.
Butch la baci e richiam dentro Wrath, V e Rhage.
Allora, procediamo? chiese Vishous. S.
Butch chiuse la porta, poi torn con V davanti al camino.
Rhage, da dietro, gli infil la cintura tra i denti. Butch guard Marissa. Va tutto bene, piccola.
Ti amo. Poi lanci un'occhiata a Wrath. Quasi gli avesse letto nel pensiero, il re and a mettersi
accanto a Marissa. Pronto a sorreggerla.
O a trattenerla.
V era vicinissimo a Butch, talmente vicino che i loro petti quasi si toccavano.
Con cautela gli spost la croce sulla schiena. Sei pronto, sbirro?
Butch annu, sistemandosi il morso in modo da ridurre il fastidio al minimo. V alz un braccio e
lui si prepar al peggio.
Ma quando l'amico gli pos il palmo sul petto nudo, sent solo un leggero tepore. Si accigli.
Era tutto l? Era tutto l, cazzo? Aveva spaventato a morte Marissa per niente...
Guard in gi, imbestialito.
Oh, era la mano sbagliata.
Adesso voglio che ti rilassi, bello, disse V muovendo lentamente il palmo in circolo proprio
sopra il cuore di Butch. Fai dei bei respiri. Pi resti calmo meglio sar, per te.
Buffo, pens Butch. Proprio quello che aveva detto a Marissa appena prima di...
Non voleva agitarsi; scacci quel pensiero cercando di sciogliere le spalle.
Niente da fare.
Respiriamo insieme per un minuto, sbirro. Ecco, cos. Dentro e fuori. Respira con me. S,
bene. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.
Butch chiuse gli occhi, concentrandosi sulla piacevole sensazione delia mano di V che gli
massaggiava il petto. Il calore. Il movimento rotatorio.
Ecco, cos, sbirro. Bravo,  piacevole, vero? Rilassante...
Le carezze circolari divennero sempre pi lente e il respiro di Butch sempre pi profondo e
regolare. Il suo cuore cominci a rallentare prima di ogni battito, gli intervalli tra un battito e l'altro a
poco a poco si allungarono. E in sottofondo sempre la voce di V... parole pronunciate in tono pigro,
seducente, che s'insinuavano nel suo cervello facendolo cadere in trance.
Okay, Butch. Guardami. Fammi vedere gli occhi.
Butch ubbid. Aveva le palpebre pesanti e barcoll leggermente mentre guardava in faccia V.
Poi si irrigid. La pupilla destra di V si stava dilatando finch rocchio divenne tutto nero. Niente
pi bianco della sclera. Niente pi iride. Cosa caz...
Naaa, tranquillo, Butch, va tutto bene. Non preoccuparti di quello che vedi.
Guarda dentro di me. Dai, forza. Guarda dentro di me, Butch. Senti la mia mano sul tuo petto.
Bene... adesso voglio che sprofondi dentro di me. Lasciati andare.
Lasciati... cadere... dentro... di me...
Ipnotizzato da quel buco nero, Butch torn a concentrarsi sul palmo che si muoveva sopra il suo
cuore. Con la coda dell'occhio vide alzarsi la mano luminosa, ma ormai era troppo incantato per
curarsene. Stava gi precipitando dolcemente, meravigliosamente, nel bel mezzo di un viaggio nel
nulla, nel vuoto, cadendo dentro Vishous...
Affondando in una voragine...
Di tenebra...
Appena sveglio, Mr X si tast il petto in cerca di ferite. Era soddisfatto della rapidit con cui
stavano guarendo, ma era ancora ben lungi dall'essersi rimesso pienamente in forze.
Alzando la testa con cautela, guard quello che un tempo era stato l'accogliente salotto di una
famiglia nucleare. Ora che la Lessening Society occupava la casa, la stanza era ridotta a quattro mura
spoglie, una moquette scolorita e delle tende logore.
Van sbuc fuori dalla cucina, un tempo allegra e adesso completamente vuota, e si ferm di
colpo. Sei sveglio. Ges. Credevo gi di dover scavare una fossa in giardino.
Mr X tossicchi. Portami il portatile.
Van ubbid e Mr X si tir su, appoggiandosi contro il muro. Dal menu di avvio di Windows XP
entr in Lavori e apr un file di Word intitolato "Appunti Operativi". Fece scorrere il documento fino al
paragrafo contrassegnato dall'intestazione "Luglio" e diede una scorsa ad annotazioni risalenti a nove
mesi prima. Ce n'era una per ogni giorno, a partire da quando era diventato Fore-lesser per la prima
volta. Quando ancora gliene fregava qualcosa.
Continu a cercare, consapevole che Van lo stava osservando.
Abbiamo un nuovo obiettivo, tu e io, butt l distrattamente. Ah s?
Quell'umano che abbiamo visto stasera. Dobbiamo trovarlo. Mr X si sofferm sugli appunti
del diciassette del mese, ma non era l quello che cercava.
Dobbiamo trovare quell'umano e dobbiamo farlo fuori. Trovarlo... farlo fuori.
Quel tizio doveva morire in modo da trasformare in un dato di fatto l'errore commesso da Mr X
nell'interpretare la situazione. Cos l'Omega non avrebbe mai saputo che l'umano-cavallo di Troia non
era stato ucciso dai fratelli.
L'effettivo assassinio dell'uomo, tuttavia, doveva essere delegato a un altro lesser. Dopo la resa
dei conti di quella sera, infatti, Mr X aveva deciso di sottrarsi al confronto diretto. Non poteva correre
nuovamente il rischio di rimanere ferito gravemente.
Luglio... luglio... forse era il mese sbagliato, anche se avrebbe giurato che pi o meno in quel
periodo un piedipiatti molto somigliante a quell'umano si era presentato alla Accademia di Arti
Marziali di Caldwell, l'ex quartier generale della Societ... ah, s, ecco. Tenere in ordine gli archivi era
utilissimo. Cos come aver chiesto a quel tizio di mostrargli il distintivo.
Si chiama Brian O'Neal, disse ad alta voce. Distintivo numero 852 del Dipartimento di
Polizia di Caldwell. Abitava ai Cornwell Apartments, ma sono sicuro che ha traslocato. Nato al Boston
Hospital for Women, Massachusetts, da Edward e Odell O'Neal. Mr X guard Van con un mezzo
sorriso. Cosa scommetti che i suoi genitori sono ancora a Boston?
Capitolo 34
La pioggia cadeva sulla faccia di Butch. Era all'aperto? Per forza.
Dio... doveva essere svenuto dopo aver fatto bisboccia o roba simile perch era lungo disteso
stalla schiena, aveva il cervello ridotto in pappa e aprire gli occhi gli sembrava al di sopra delle sue
forze.
Forse doveva solo starsene l sdraiato ad aspettare ancora un pochino. Gi...
doveva solo dormire un po'...
Per, cavolo, quella pioggia era fastidiosa. Gli cadeva sulle guance e scivolava gi per il collo
facendogli il solletico. Alz un braccio per ripararsi la faccia.
Sta rinvenendo.
Di chi era quella voce profonda? Di V... s, e V era... il suo coinquilino? Una cosa cos. S...
coinquilino. V gli stava proprio simpatico.
Butch? Una donna. Una donna molto spaventata. Butch, mi senti?
Oh, la conosceva bene. Lei era... l'amore della sua vita... Marissa.
Butch apr gli occhi a fatica, ma non riusciva ancora a distinguere tra realt e assurde
allucinazioni. Finch non vide il viso della sua donna.
Marissa era china sopra di lui e lui le teneva la testa poggiata in grembo.
Erano le sue lacrime quelle che gli cadevano sulla faccia. E V... V era vicino a lei, accovacciato
sui talloni, la bocca una linea sottile tra baffi e pizzetto.
Butch si sforz di parlare, ma aveva qualcosa in bocca. Cerc di tirarla fuori e Marissa fece per
aiutarlo.
No, non ancora, disse V. Credo che gliene manchino ancora un paio.
Ancora un paio di cosa?
All'improvviso sent come uno strusciare di piedi.
Alz un poco la testa e si sorprese nel vedere che era lui stesso a fare quel rumore. Le sue
scarpe andavano su e gi e lui rimase a guardare gli spasmi risalire lungo le gambe. Cerc di respingere
quell'avanzata, ma la crisi convulsiva ebbe la meglio, diffondendosi ai fianchi e al busto, facendogli
agitare le braccia e sbattere la schiena sul pavimento.
Cavalc l'onda meglio che pot, cercando di restare aggrappato alla lucidit finch si rivel
un'impresa impossibile.
Quando riprese i sensi era tutto intontito.
Questa volta non  durato molto, disse Marissa lisciandogli i capelli all'indietro. Butch, mi
senti?
Lui annu e cerc di alzare un braccio verso di lei. Ma poi i suoi piedi ricominciarono a ballare
peggio di Fred Astaire.
Altri tre giri di giostra nel luna park delle convulsioni e finalmente gli tolsero la cintura dalla
bocca. Mentre cercava di parlare, cap quanto era sbronzo. Il cervello faticava a rimettersi in moto tanto
era fuori fase. Solo che... un momento... non ricordava di essersi attaccato alla bottiglia.
Marissa, biascic, prendendole la mano. Non voglio vederti bere tanto.
No, un momento, non era quello che voleva dire. Ehm... tu non devi vedere me che bevo cos
tanto... voglio.
S, buonanotte. Dio com'era confuso.
V gli sorrise, ma era tutta una finta, come quando i dottori sorridono ai pazienti che stanno per
vomitare. Ha bisogno di prendere qualcosa di zuccherato. Rhage, per caso hai un leccalecca?
Butch si volt e vide un biondo di una bellezza incredibile che s inginocchiava. Io ti
conosco, disse Butch. Ehi... amico.
Ehi, bello. Rhage frug nella tasca della felpa e tir fuori un Tootsie Pop.
Dopo averlo scartato, glielo mise in bocca.
Butch gemette. Cavolo, era la cosa pi buona che avesse mai assaggiato in tutta la sua vita. Al
gusto d'uva. Dolce. Ahhh...
Gli sta venendo un altro attacco? chiese Marissa.
No, credo che gli piaccia, mormor Rhage. Dico bene, sbirro?
Butch annu e nel farlo quasi si lasci sfuggire il leccalecca di bocca, ma Rhage afferr
prontamente il bastoncino e lo tenne fermo.
Dio, com'erano buoni con lui. Marissa gli accarezzava i capelli e gli teneva la mano. Il palmo di
V era un peso caldo sulla gamba. Rhage gli reggeva il Tootsie Pop stando attento a non farlo cadere...
Tutt'a un tratto le facolt mentali superiori e la memoria a breve termine tornarono di colpo,
come se qualcuno gli avesse rimesso il cervello dentro il cranio. Non era ubriaco. La regressione. La
regressione ancestrale. La mano di V
sul petto. La tenebra.
Qual  stato il risultato? chiese, in preda al panico. V... che cosa hai scoperto? Che cosa...
Tutti quelli che gli stavano intorno trassero un sospiro di sollievo e qualcuno farfugli, Grazie a
Dio  tornato per davvero.
A quel punto due stivali con la punta rinforzata in acciaio si avvicinarono da destra. Gli occhi di
Butch si appuntarono su di essi, poi risalirono lungo un paio di gambe fasciate di pelle fino a un busto
gigantesco.
Wrath torreggiava sopra tutti loro.
Il re si tolse gli occhiali avvolgenti, rivelando un paio di occhi verde pallido luminosi e
scintillanti. Le pupille erano quasi invisibili, quindi quando ti guardava sembrava di essere sotto un
paio di riflettori.
Come va,.. cugino, disse Wrath con un sorriso radioso che mise in mostra le sue zanne
bianchissime.
Butch aggrott la fronte. Cosa...?
Abbiamo lo stesso sangue, sbirro. Wrath continu a sorridere mentre si rimetteva gli occhiali
da sole. Naturalmente ho sempre saputo che eri un grande.
Solo pensavo che fossi un "grande rompiscatole" e basta.
Dici... sul serio?
Wrath annu. Appartieni alla mia stessa stirpe, Butch, la stirpe reale. Sei uno di famiglia.
Butch sent una stretta al petto e si prepar a un altro attacco.  cos tutti gli altri: Rhage gli
tolse il leccalecca di bocca e afferr la cintura, Marissa e V si irrigidirono.
Ma ci che lo travolse, invece, fu una convulsione di riso. Una ridicola, fragorosa, irrefrenabile,
stupidissima ondata di allegra isteria.
Butch rideva e rideva, non riusciva pi a smettere. A un certo punto baci la mano di Marissa.
Poi ricominci a ridere.
Marissa sent vibrare tutta la soddisfazione e l'eccitazione di Butch in quella risata liberatoria.
Ma quando lui la guard, raggiante, non riusc a condividere la sua gioia.
Piccola, andr tutto bene, disse Butch perdendo il suo sorriso.
Vishous si alz in piedi. Vi lasciamo un minuto da soli, ragazzi.
Grazie, disse Marissa.
Quando i fratelli uscirono, Butch si rizz a sedere. Questa  la nostra grande opportunit...
Se te lo chiedessi, rinunceresti alla transizione?
Lui rimase impietrito. Come se lo avesse schiaffeggiato di nuovo. Marissa...
Lo faresti?
Perch non vuoi che stia con te?
S che lo voglio. Ma preferisco mille volte il futuro che abbiamo adesso piuttosto che un
ipotetico avvenire di secoli basato solo su un azzardo. Come fai a non capirlo?
Lui fece un grosso sospiro, irrigidendo la mascella. Cristo, io ti amo.
E va bene, era chiaro che la sua logica non lo entusiasmava, pens Marissa.
Butch, se te lo chiedessi rinunceresti a farlo?
Quando lui non rispose, lei si copr gli occhi, anche se non aveva pi lacrime.
Io ti amo, ripet Butch. Perci, s... se tu mi chiedessi di rinunciare, lascerei perdere.
Marissa abbass la mano, trattenendo il respiro. Giuralo. Subito.
Giuro su mia madre.
Grazie..., disse lei attirandolo tra le sue braccia. Oh, Dio... grazie. Possiamo trovare una
soluzione per il... problema del nutrimento. Mary e Rhage ci sono riusciti.  solo che io... Butch, noi
due possiamo avere un bel futuro insieme.
Rimasero in silenzio per qualche minuto, seduti l per terra. Poi di punto in bianco lui disse, con
voce roca, Ho tre fratelli e una sorella.
Come, scusa?
Non ti ho mai parlato della mia famiglia. Ho tre fratelli e una sorella. Be', in realt le femmine
erano due, ma una  mancata.
Oh. Marissa si appoggi contro il muro; il tono di Butch era molto strano.
E la sua voce sepolcrale le fece venire la pelle d'oca quando disse, Il primo ricordo che ho  di
mia sorella Joyce che torna a casa dall'ospedale, appena nata.
Io volevo vederla e sono corso alla culla, ma mio padre mi ha spinto via per permettere a mio
fratello e a mia sorella pi grandi di guardarla. Mentre io andavo a sbattere contro il muro, pap ha
preso in braccio mio fratello per fargliela toccare. Non dimenticher mai la voce di mio padre... Butch
cambi accento, allungando le vocali per imitare la parlata irlandese del padre. Questa qui  la tua
sorellina, Teddy. Devi volerle bene e prenderti cura di lei. E io? Ho pensato. Mi sarebbe piaciuto tanto
volerle bene e prendermi cura di lei. Pap, ho detto, voglio aiutare anch'io. Ma lui non mi ha neanche
guardato.
Marissa si rese conto che gli aveva preso la mano e rischiava di stritolargliela, ma Butch
sembrava non accorgersene. E lei non riusc ad allentare la stretta.
Dopo quella volta, prosegu lui, ho cominciato a osservare mio padre e mia madre, a notare
com'erano diversi con gli altri figli. Soprattutto il venerd e il sabato sera. Mio padre aveva il vizio di
bere e veniva sempre da me quando sentiva il bisogno di sfogarsi picchiando qualcuno. Marissa
soffoc un'esclamazione inorridita, ma Butch scosse la testa con la massima indifferenza.
No, non fare cos.  stato un bene. Ho imparato a incassare i pugni come niente, grazie a lui, e,
fidati, alla fine mi  venuto utile. Comunque sia, un Quattro di Luglio... Avevo quasi dodici anni,
all'epoca... Si gratt la mascella, l'ombra di barba che gli era cresciuta nel frattempo era ruvida. S,
era la festa dell'indipendenza e tutta la famiglia si era riunita a casa di mio zio, a Cape Cod.
Mio fratello frega qualche birra dal frigo portatile e insieme ai suoi amici va a scolarsele dietro
il garage. Io mi ero nascosto in mezzo ai cespugli perch volevo che mi invitassero. Sai... speravo che
mio fratello... Si schiar la gola. Quando mio padre  andato a cercarli, gli altri ragazzi se la sono
svignata e mio fratello quasi se l' fatta sotto dalla fifa. Mio padre per si  fatto solo una gran risata.
Ha detto a Teddy di non farlo mai sapere alla mamma. Poi mi ha visto accovacciato nella sterpaglia. 
venuto da me, mi ha preso per il colletto e mi ha mollato un manrovescio talmente forte da farmi
sputare sangue.
Butch sorrise amaramente e Marissa guard il bordo scheggiato del suo incisivo.
Mi ha detto che me l'aveva dato perch ero uno spione. Io gli ho giurato che stavo solo
guardando, che non volevo dirlo a nessuno. Lui mi ha mollato un altro sganassone dicendo che ero un
pervertito. Mio fratello... gi, mio fratello  rimasto l a guardare tutta la scena senza fiatare. E quando
sono passato davanti a mia madre con il labbro spaccato e il dente rotto, lei si  limitata ad abbracciare
pi forte mia sorella Joyce, voltandosi dall'altra parte. Butch scroll lentamente la testa. Su in casa,
sono corso in bagno a pulirmi, poi sono andato nella stanza che mi avevano dato. Non me ne importava
niente di Dio, ma mi sono messo in ginocchio, ho unito le mani e pregato come dovrebbe fare ogni
buon cattolico.
Ho pregato Dio che quella non fosse la mia vera famiglia. Ti prego, fa' che questa non sia la mia
famiglia. Ti prego, fa' che possa andare in qualche altro posto...
Marissa ebbe la sensazione che Butch non si fosse accorto di essere passato al tempo presente
n di avere afferrato la croce d'oro massiccio che aveva al collo, stringendola come se ne andasse della
sua stessa vita.
Dio per deve aver capito che non avevo una gran fede, prosegu Butch con un mezzo
sorriso, perch non  successo niente. Poi quell'autunno mia sorella Janie  stata assassinata. Marissa
trattenne il respiro; Butch indic la propria schiena. Ecco perch ho quel tatuaggio. Tengo il conto
degli anni da quando lei se n' andata. Sono stato l'ultimo a vederla viva, prima che salisse in macchina
con quei ragazzi che poi... profanarono la sua innocenza dietro il nostro liceo.
Marissa lo tocc. Butch, mi dispia...
No, lasciami finire, okay? Questa merda  come un treno, una volta partito non posso pi
fermarlo. Lasci andare la croce e si pass una mano tra i capelli.
Dopo la scomparsa di Janie e il ritrovamento del suo cadavere, mio padre non mi ha pi
toccato. Evitava di venirmi vicino. Evitava di guardarmi. Non mi parlava nemmeno pi. Dopo un po'
mia madre  impazzita e hanno dovuto rinchiuderla in un reparto psichiatrico. E stato pi o meno allora
che ho cominciato a bere. Vagavo per le strade. Mi drogavo. Facevo a botte con tutti. La famiglia,
intanto, tirava avanti alla meno peggio. Io, per, non riuscivo a capire l'improvviso cambiamento di
mio padre. S, insomma... per anni mi aveva menato e poi... pi niente.
Sono felice che abbia smesso di picchiarti.
Per me non faceva differenza. Aspettare di buscarle era brutto quanto prenderle per davvero. E
senza sapere il perch, poi... ma alla fine l'ho scoperto.
All'addio al celibato di mio fratello maggiore. Ormai ero sui vent'anni e avevo lasciato
Southie... ehm... South Boston per venire a stare qui perch ero agli inizi della mia carriera nella polizia
di Caldwell. Ad ogni modo, ero tornato a casa per la festa. Eravamo a casa di un tizio con un mucchio
di spogliarelliste. Mio padre ci dava dentro di brutto con la birra. Io sniffavo piste su piste di cocaina e
bevevo come una spugna. La festa arriva alla fine e io sono completamente sballato.
Avevo esagerato con la coca... cavolo, ero strafatto quella sera. Dunque... Pap se ne stava
andando... aveva chiesto a qualcuno un passaggio fino a casa e tutt'a un tratto mi  venuta voglia di
dirgliene quattro a quel figlio di puttana.
Finisco col corrergli dietro per strada, ma lui fa finta di non vedermi. Cos, davanti a tutti, lo
afferro. Ero incazzato nero, anzi di pi. Ho cominciato a insultarlo, dicendogli che per me era stato un
padre di merda, che non capivo perch avesse smesso di pestarmi visto che gli piaceva cos tanto. Sono
andato avanti cos finch alla fine il mio vecchio mi ha guardato dritto in faccia. E io di colpo mi sono
bloccato. C'era... il terrore nei suoi occhi. Era spaventato a morte da me. Poi mi dice, Ti ho lasciato
stare perch non potevo permetterti di ammazzare un altro dei miei figli, come avrei potuto ? Io non
capivo... Ma che cazzo sta dicendo? pensavo. Lui scoppia a piangere e dice, Sapevi che lei era la mia
preferita... lo sapevi, ecco perch l'hai messa su quella macchina con quei ragazzi. Sei stato tu, e sapevi
cosa sarebbe successo. Butch scosse la testa. Dio, l'hanno sentito tutti. Tutti i ragazzi. E anche mio
fratello pi grande... Mio padre era veramente convinto che io avessi fatto assassinare mia sorella per
ripicca nei suoi confronti.
Marissa fece per abbracciarlo, ma di nuovo lui la allontan. Trasse un profondo respiro.
Adesso non torno pi a casa. Mai. L'ultima volta che li ho sentiti, mamma e pap passavano un
periodo in Florida ogni anno, ma per il resto abitavano ancora nella casa in cui sono cresciuto io. Tipo,
prendi mia sorella Joyce, suo figlio  appena stato battezzato, e l'unico motivo per cui lo so  che suo
marito mi ha chiamato perch si sentiva in colpa.
Quindi, mettiamola cos, Marissa. Per tutta la vita mi  mancato qualcosa.
Sono sempre stato diverso dagli altri, non solo nella mia famiglia, ma anche quando lavoravo
nella polizia di qui. Mi sono sempre sentito fuori posto... finch non ho conosciuto la confraternita.
Finch non ho conosciuto la tua gente... e, merda, adesso so anche il perch. Ero un estraneo tra gli
umani. Imprec sottovoce. Volevo affrontare il cambiamento non solo per te, ma anche per me.
Perch cos mi sembrava di... poter essere quello che sono veramente, Voglio dire,  tutta la vita
che me ne sto ai margini. In un certo senso volevo sapere com' vivere sul serio.
Con una spinta si tir su dal pavimento. Ecco perch voglio... perch volevo fare questa cosa.
Non era solo per te.
And a una delle finestre e spinse da parte la tenda di velluto azzurro pallido.
Mentre guardava fuori nella notte, la luce di una lampada sulla scrivania gli illumin i tratti del
volto, le spalle possenti, i pettorali scolpiti. E la croce d'oro che aveva sul cuore.
Dio, che brama gli covava dentro mentre guardava fuori da quella finestra.
Una brama talmente feroce che gli occhi quasi ardevano come due fiammelle.
Marissa pens a come lo aveva visto la notte in cui era andata da Rehvenge per nutrirsi. Triste,
avvilito, paralizzato dalla biologia.
Butch si strinse nelle spalle. Ma... sai, non si pu sempre avere ci che si vuole. Cos te ne fai
una ragione e vai avanti. Si volt a guardarla. Come ho detto, se non vuoi che lo faccia, non lo far.
Capitolo 35
Butch distolse lo sguardo da Marissa tornando a fissare le tenebre fuori dalla finestra. Sullo
sfondo nero della notte rivide, come su uno schermo, immagini della sua famiglia, spezzoni che gli
fecero salire le lacrime agli occhi. Porca miseria, era la prima volta che raccontava tutta la storia. Non
avrebbe mai pensato di farlo.
Tutt'altro che un bel quadretto, nel complesso.
Che poi era un altro dei motivi per cui aveva deciso di affrontare la transizione. Avrebbe
approfittato volentieri di un'altra possibilit, nella vita, e quel cambiamento sarebbe stato come una
rinascita, no? Un nuovo inizio, dove lui poteva essere qualcosa di diverso, qualcosa di... migliore. E
poteva uscirne purificato, anche. Una sorta di battesimo col sangue.
Dio, aveva una gran voglia di fare piazza pulita di tutto quanto: le sue vicende familiari, le cose
che aveva fatto da adulto, quello schifo con l'Omega e i lesser.
Fece una smorfia; c'era mancato un pelo. Allora... ehm, vado a dire a Wrath e agli altri che
non...
Butch, io...
Lui la interruppe andando ad aprire la porta. Mentre guardava il re e V, fuori in corridoio, gli
bruciava il petto. Mi spiace, ragazzi. C' stato un cambiamento di programma...
Che cosa gli farete? la voce di Marissa, alta e tagliente, fendette l'aria.
Butch la guard da sopra la spalla. In fondo allo studio, Marissa stava da cani, proprio come lui.
Allora? li incalz lei. Che cosa gli farete?
Vishous, fece Wrath con un cenno del capo alla sua sinistra, a questo  meglio che risponda
tu.
La risposta di V fu molto concreta, diretta. Terrificante.
Che diamine, un piano che si concludeva con "e poi speriamo bene" non era propriamente una
gita a Disneyland.
Dove pensavate di farlo? chiese Marissa.
Gi al centro di addestramento, rispose V. Nel deposito attrezzi c' una zona a parte,
attrezzata per il pronto soccorso e i trattamenti fisioterapici.
Ci fu un lungo silenzio, durante il quale Butch continu a fissare Marissa. No, non poteva aver
cambiato...
Va bene, disse lei. Va bene... quando lo facciamo?
Butch la guard esterrefatto. Piccola...
Lei aveva gli occhi fissi su Vishous. Quando?
Domani sera. Avr pi possibilit di farcela se gli lasciamo un po' di tempo per riprendersi
dalla regressione.
Domani sera, allora, disse Marissa stringendosi le braccia intorno al corpo.
V annu, poi guard Butch. Immagino che voi due abbiate voglia di starvene per conto vostro,
oggi. Io dormir qui, cos avrete la Tana tutta per voi.
Butch era talmente stordito che non capiva pi niente. Marissa, sei...
S, sono sicura. E sono terrorizzata. Gli pass davanti diretta alla porta.
Adesso vorrei andare a casa, se non ti dispiace.
Butch raccolse la camicia e la segu.
Lungo la strada la prese per il gomito... ma ebbe la sensazione che fosse lei a guidarlo.
Butch non sapeva come interpretare l'umore di Marissa. Era taciturna, ma aveva attraversato il
cortile come un soldato, a passo di carica, tutta forza e determinazione.
Gradirei un drink, gli disse mentre lui chiudeva la porta della Tana.
Va bene. Fin l poteva arrivarci. Sempre ammesso che in casa avessero qualcos'altro oltre ai
superalcolici.
And in cucina e apr il frigo. Oh, cribbio... sacchetti ammuffiti di Taco Hell e Arby's. Bustine
di senape. Due dita di latte ormai allo stato solido. Non so cosa abbiamo. Uhm... acqua...
No, voglio un drink.
Butch le lanci un'occhiata da sopra lo sportello del freezer. Va... bene. Ci sono scotch e
vodka.
Prover la vodka.
Mentre versava la Grey Goose sui cubetti di ghiaccio, Butch la osservava camminare per la
stanza. Marissa diede uno sguardo ai computer di V, al tavolo da calcetto, al televisore al plasma.
Butch le and vicino. Aveva voglia di abbracciarla; le porse il bicchiere.
Lei lo port alle labbra, reclin la testa all'indietro, bevve una lunga sorsata...
e scoppi a tossire convulsamente, fino alle lacrime. Butch la guid verso il divano e si sedette
accanto a lei.
Marissa,..
Taci.
Okaaay, Si strinse le mani con forza mentre lei combatteva con la Goose.
Dopo essere riuscita a buttar gi un dito di vodka, Marissa poggi il bicchiere sul tavolino con
una smorfia.
Gli salt addosso cos in fretta che Butch fu colto alla sprovvista. Un attimo prima si fissava le
dita intrecciate in grembo e un attimo dopo era schiacciato sul divano, con Marissa che montava a
cavalcioni sopra di lui e... oh, Dio, gli infilava la lingua in bocca.
Era bellissimo, ma l'atmosfera era tutta sbagliata. La disperazione, la rabbia e la paura non
erano la musica di sottofondo adatta. Se non si fermavano subito rischiavano di allontanarsi ancora di
pi.
Butch la tenne indietro, anche se il suo uccello protestava a gran voce.
Marissa...
Voglio fare sesso.
Butch chiuse gli occhi. Cristo, anche lui. Per tutta la notte. Ma non cos.
Inspir a fondo cercando di trovare le parole giuste... quando apr gli occhi, Marissa si era gi
tolta il dolcevita e stava armeggiando con il gancetto di un reggiseno nero che lo mise letteralmente
KO.
La strinse per la vita mentre le coppe di raso del reggiseno cadevano e i capezzoli si
inturgidivano a contatto con l'aria fredda. Si sporse in avanti, pronto a posare le labbra sul primo punto
che gli capitava a tiro, ma poi di colpo si ferm. Non voleva prenderla cos. C'era troppa tensione tra
loro.
Le afferr le mani che gi gli stavano slacciando i calzoni. Marissa.,. no.
Non dire di no.
Butch si tir su, allontanandola. Io ti amo.
Allora non fermarmi.
Lui scosse la testa. Non voglio farlo. Non nello stato in cui siamo.
Lei lo guard, incredula. Poi, bruscamente, liber i polsi dalla sua stretta voltandosi dall'altra
parte.
Marissa...
Lei si divincol, spingendogli via le mani. Non riesco a crederci. La nostra unica notte insieme
e tu dici di no.
Lascia... oh, Cristo... lasciati abbracciare. Dai, Marissa.
Lei si stropicci gli occhi. Sono destinata ad andare alla tomba vergine, eh?, disse con una
risatina amareggiata. Certo, tecnicamente non lo sono pi, ma...
Non ho detto che non ho voglia di stare con te. Lei lo guard, le lacrime luccicavano fra le
sue ciglia. Solo... Non con tutta questa rabbia. Sciuperebbe tutto. Voglio che sia.., speciale.
Si, okay, l'ultima frase sembrava uscita dal diario di un liceale, e allora? Era la verit.
Piccola, perch non andiamo in camera mia a sdraiarci al buio. Cos dicendo, le allung il
dolcevita e lei si copr i seni. Se anche alla fine non faremo niente, a parte fissare il soffitto per tutta la
notte, almeno staremo insieme. E se invece dovesse succedere qualcos'altro non sar perch dobbiamo
sfogare tutta l'incazzatura e la frustrazione che abbiamo dentro. Okay?
Marissa si asciug le due lacrime che le rigavano le guance. Si rimise il maglione. Guard la
vodka che aveva provato a bere.
Butch si alz in piedi e le tese la mano. Vieni con me.
Dopo un lungo momento, lei gli diede la mano, lui la tir su dal divano e la port in camera da
letto. Quando chiuse la porta, la stanza piomb nel buio pi totale; Butch accese la piccola abat-jour sul
cassettone. La lampadina a risparmio energetico diffondeva una luce che ricordava le braci di un
camino.
Vieni qui, disse attirandola verso il letto; la fece sdraiare sulla schiena e si stese su un fianco
accanto a lei.
Mentre le accarezzava i capelli, allargandoli sul cuscino, Marissa chiuse gli occhi con un
sospiro tremante, A poco a poco la tensione nel suo corpo si allent.
Hai ragione. Non avrebbe funzionato.
Non  che non ti voglio, disse Butch baciandole la spalla; lei volt la faccia verso la sua
mano premendo le labbra contro il palmo.
Sei spaventato? chiese. Per quello che ti succeder domani?
No. L'unica cosa che lo preoccupava era lei. Non voleva che lo vedesse morire. Pregava che
non si arrivasse a tanto.
Butch... a proposito della tua famiglia. Vuoi che li avvertiamo se.. .
No, non c' bisogno di avvertirli di niente. E non parlare cos. Non mi succeder niente. Ti
prego, Dio, fa' che lei non mi veda morire.
Ma sei proprio sicuro che a loro non importi? Quando Butch scosse la testa, lei assunse
un'aria triste. Dovresti essere pianto dai tuoi consanguinei.
Lo sar. Dai fratelli. Le vennero i lucciconi e lui la baci. Adesso basta parlare di pianti e di
lutti. Non fa parte del programma. Non pensarci.
Io...
Shh. Non parliamone pi. Concentriamoci solo su noi due, in questa stanza.
Poggi la testa vicino alla sua, continuando a far scorrere le dita tra i suoi magnifici capelli
biondi. Quando il respiro di Marissa si fece pi profondo e regolare, Butch si avvicin leggermente, la
attir contro il proprio petto nudo e chiuse gli occhi.
Doveva essersi assopito anche lui perch poco dopo si svegli. Nel migliore dei modi.
La stava baciando sul collo mentre con la mano risaliva lungo il suo corpo, verso il seno. Aveva
buttato una gamba sopra quelle di lei e premeva contro il suo fianco con l'erezione. Si tir indietro
imprecando, ma lei lo segu, fino a ritrovarci per met addosso di lui.
Oh... Marissa apr gli occhi di scatto.
Butch le prese il volto tra le mani, tirandole indietro i capelli. I loro occhi si incontrarono.
Alzando la testa dal cuscino, la baci teneramente sulla bocca. Una volta. Due volte. E...
ancora.
Sta... succedendo qualcosa? sussurr lei.
Gi. Credo proprio che stia succedendo qualcosa.
La baci di nuovo, poi la penetr con la lingua, sfregandola contro la sua.
Mentre la baciava, i loro corpi cominciarono a muoversi all'unisono, mimando l'atto sessuale;
lui avanzava e si ritraeva coi fianchi, lei lo assecondava strusciandosi contro il suo inguine.
Non c'era nessuna fretta e lui se la prese con calma, spogliandola con cautela.
Quando fu nuda, Butch si scost leggermente per guardarla.
Oh... Dio. Quella pelle vellutata. I seni perfetti con i capezzoli ritti. I suoi segreti pi intimi. Ma
il viso era la cosa pi bella di tutte: non mostrava traccia di paura, solo erotica trepidazione.
Il che significava che sarebbe arrivato fino in fondo. Se negli occhi di lei avesse colto anche
solo l'ombra del dubbio, si sarebbe limitato a farla godere e la cosa sarebbe finita l. Ma lei voleva
quello che voleva lui, ed era certo che questa volta non avrebbe sofferto.
Si alz e si sfil i mocassini Gucci, che caddero a terra uno dopo l'altro con un tonfo sordo.
Marissa rimase a guardarlo a occhi spalancati mentre si portava le mani alla cintola per slacciare il
bottone dei pantaloni; poi tir gi la cerniera. I boxer finirono sul pavimento insieme ai calzoni e
l'erezione si protese in avanti.
Butch si copr con la mano, piegando il pene contro il ventre per non innervosirla.
Quando si sdrai, Marissa rotol contro di lui.
Oh, Dio, sussurr Butch quando furono pelle contro pelle.
Sei tutto nudo sussurr lei contro la sua spalla.
Butch sorrise contro i suoi capelli. Anche tu.
Marissa fece scorrere le mani su e gi lungo i suoi fianchi e lui sent montare l'eccitazione con
la potenza di un'esplosione nucleare, specie quando lei insinu un braccio tra i loro corpi facendo
scivolare il palmo verso il basso. Appena gli sfior il sesso, l'erezione palpit per il disperato bisogno
di essere toccata, di essere accarezzata, di essere stretta fino a esplodere.
Butch per la prese per il polso, allontanandole la mano. Marissa, voglio che tu faccia una
cosa per me.
Cosa?
Lasciati guidare, okay? Questa volta voglio pensare esclusivamente a te.
Prima che lei potesse protestare, le copr la bocca con la sua.
Butch la trattava con un'attenzione davvero squisita, pens Marissa. E con assoluto
autocontrollo. Ogni carezza era leggera e delicata, ogni bacio lento e dolce. Anche quando le infilava la
lingua in bocca e la mano tra le gambe facendola impazzire, era padrone di s.
Per questo, quando rotol sopra di lei allargandole le gambe con la coscia, Marissa non trasal
n esit. Era pronta ad accoglierlo dentro di s. Lo capiva da come era bagnata. Le dita di lui erano
viscide, quando l'aveva toccata. Lo capiva anche da come desiderava sentire il suo sesso.
Butch cerc di gravare il meno possibile sopra di lei e quella splendida parte del suo corpo la
sfior, infiammandola tutta. Aiutandosi con una mano, trov il punto d'accesso alla sua intimit.
Poi si puntell sulle braccia e, guardandola negli occhi, diede inizio a quel leggero avanti e
indietro che lei ricordava dall'altra volta. Marissa si impose di rilassarsi, cercando di abbandonarsi il
pi possibile, anche se adesso era un po' nervosa.
Sei cos bella, gemette lui. Stai bene?
Lei fece scorrere le mani sulle sue costole, sentendo la solida ossatura sottopelle. S.
Avanti e indietro, avanti e indietro, ogni volta un po' pi a fondo. Marissa chiuse gli occhi; lo
sentiva muoversi sopra di s, dentro di s. Questa volta il modo in cui il suo corpo cedette sotto quelle
spinte, dilatandosi, lasciandosi invadere completamente, le parve delizioso; non era pi spaventata.
D'istinto si inarc e, quando abbass i fianchi, si accorse che i loro inguini si erano uniti.
Alz la testa e guard in gi. Era entrato tutto dentro di lei.
Come va? Stai bene? La voce di Butch era aspra; i muscoli guizzavano sotto la pelle sudata.
Poi l'erezione ebbe un fremito.
Un piacere intenso si accese in fondo a lei, strappandole un mugolio. Beata Vergine del Fado...
fallo di nuovo. Ti sento quando lo fai.
Ho un'idea migliore.
Quando tir indietro i fianchi, Marissa lo afferr per le spalle per bloccare quella ritirata. No,
non fermarti...
Butch si spinse in avanti affondando di nuovo dentro di lei, riempiendola ancora una volta.
Marissa sgran gli occhi, rabbrividendo, specialmente quando lui ricominci a muoversi avanti e
indietro.
S... disse. Meglio. Cos  ancora meglio.
Rimase a guardarlo mentre la penetrava con estrema cautela, i pettorali e le braccia tesi fino allo
spasimo, gli addominali che si contraevano e si distendevano accompagnando il movimento dei fianchi.
Oh... Butch. Vederlo, sentirlo. Chiuse gli occhi per concentrarsi su ogni minimo particolare.
Non si aspettava che il sesso potesse avere una colonna sonora cos erotica. A occhi chiusi
sentiva il respiro affannoso di Butch, il sommesso scricchiolio del letto, il fruscio delle lenzuola quando
lui spost una delle braccia.
Ogni volta che entrava e usciva dal suo corpo, l'eccitazione aumentava per entrambi. Butch
aveva la pelle sudata, infuocata, quasi fosse febbricitante, e in breve cominci ad ansimare.
Marissa?
S... sospir lei.
Sent la mano di lui insinuarsi tra i loro corpi avvinti. Vieni per me, piccola.
Voglio sentirti venire.
Cominci a titillarla con delicatezza, senza smettere di pompare lentamente.
Nel giro di pochi istanti un lampo si condens dentro di lei ed esplose, investendola con una
potenza inaudita; l'orgasmo la spinse ad avvinghiarsi a lui, scossa da una serie di contrazioni.
Oh... s, sussurr lui con voce roca. Aggrappati a me.  cos che mi piace... merda
Quando alla fine lei si plac, priva di forze, apr gli occhi frastornata e vide che Butch la
guardava adorante... e non poco preoccupato.
Ti  piaciuto? chiese.
 stato stupefacente. Il sollievo che si dipinse sul suo volto la commosse. Poi, per, le venne
in mente una cosa. Aspetta... e tu?
Butch deglut a fatica. Mi piacerebbe venire dentro di te.
Allora fallo.
Non ci vorr molto, disse in un sussurro.
Quando ricominci a muoversi, Marissa rimase ferma a godersi quella sensazione.
Piccola? disse aspro Butch. Tutto bene? Sei cos immobile.
Voglio sapere com' per te.
 divino, le bisbigli all'orecchio lui. Con te,  come stare in paradiso.
Si lasci andare sulle braccia, il corpo pesante e granitico mentre cominciava a dimenarsi sopra
di lei. Marissa spalanc le gambe il pi possibile, la testa che sobbalzava su e gi sul cuscino tale era
l'impeto con cui Butch pompava dentro di lei. Dio, com'era forte.
Con sensuale eleganza, lei fece scorrere le mani sulle sue spalle curve, poi lungo la spina
dorsale inarcata, fino al punto incardinato dentro di lei. Cap subito quando stava per arrivare il
momento cruciale. Il ritmo delle spinte divenne frenetico, l'intervallo tra l'una e l'altra diminu mentre
la velocit aument. Butch si irrigid senza smettere di pompare avanti e indietro, era impossibile
fermarsi, ormai.
Il fiato usciva a scatti dalla sua bocca, sfiorandole la spalla, e il sudore che gli imperlava la pelle
la bagnava. Quando le afferr i capelli stringendoli nel pugno, Marissa sent una fitta di dolore, ma non
se ne cur. Soprattutto quando lui alz il viso, serrando con forza le palpebre come in preda a una
dolcissima agonia.
Poi smise del tutto di respirare. Ai lati del collo le vene si gonfiarono, mentre con un ruggito
gettava la testa all'indietro. Dentro di s Marissa sent fremere l'erezione, sent un fiotto di liquido caldo
sprizzare fuori, sull'onda degli spasmi che lo scuotevano.
Butch croll sopra di lei, madido di sudore, sovreccitato, ansimante. I muscoli contratti in tutto
il corpo.
Lei lo cinse tra le braccia, poi anche tra le gambe, tenendolo stretto dentro di s e cullandolo
con delicatezza.
Che bello, pens. Com'era bello lui. Com'era bello... tutto questo.
Capitolo 36
Marissa fu svegliata dal rumore delle tapparelle che si alzavano per la notte e da due mani che
le accarezzavano il ventre, i seni, il collo. Era sdraiata su un fianco, con Butch attaccato alla schiena...
che muoveva i fianchi a un ritmo erotico.
Il suo sesso la cercava, premendo contro la fessura tra le natiche, impaziente di penetrarla.
Marissa pieg il braccio dietro di s, affondandogli le dita nel fianco, incoraggiandolo a continuare, e
lui colse la palla al balzo. Senza parlare, rotol sulla sua schiena spingendola a faccia in gi contro i
cuscini. Lei li spinse via per riuscire a respirare, mentre Butch le allargava le gambe con le ginocchia.
Marissa gemette. Cosa che evidentemente lo svegli.
Si tir indietro di scatto, puntando i pugni contro il materasso. Marissa... io...
ehm, non volevo...
Fece per ritrarsi, ma lei si sollev sulle ginocchia cercando di mantenere il contatto. Non
fermarti.
Ci fu un attimo di pausa. Sarai dolorante.
Niente affatto. Rimettiti sopra di me. Per favore.
La voce di lui si fece ancora pi roca e cavernosa. Ges... speravo proprio che avessi voglia di
farlo di nuovo. Ci andr piano, lo giuro.
Dio, che bella quella voce ruvida, appena sveglia.
Butch le accarezz la schiena, posando le labbra sulla sommit del fianco, poi sull'osso sacro,
poi ancora pi gi, sulle natiche. Sei bellissima, cos. Voglio prenderti cos.
Lei sgran gli occhi. Ma si pu?
Oh, s. Mi spinger pi a fondo. Vuoi provare?
S...
Le sollev i fianchi ancora di pi, facendola mettere carponi; il letto cigol mentre cambiavano
posizione. Quando Butch si piazz dietro di lei, Marissa guard gi, attraverso le gambe. Vedeva solo
le sue cosce robuste, i grossi testicoli e il membro in erezione. Era tutta bagnata, come se il suo corpo
sapesse esattamente cosa stava per accadere. Butch si appoggi col petto alla sua schiena, piantando un
pugno nel materasso - Marissa vide comparire la sua mano vicino alla testa. Le vene dell'avambraccio
si gonfiarono quando lui lo flette, piegandosi di lato per avvicinare l'erezione alla pelle delicatissima in
mezzo alle sue gambe.
Cominci a muoversi avanti e indietro, strusciandosi in modo sensuale contro di lei. Nel farlo
guardava il suo sesso, Marissa lo sapeva.
Da come tremava, quella vista doveva piacergli parecchio.
Marissa... voglio... S'interruppe bruscamente con una imprecazione indistinta.
Cosa? chiese lei, girandosi leggermente per poterlo guardare.
Lui la stava fissando; nei suoi occhi c'era quella luce intensa che li illuminava sempre quando si
eccitava, ma anche qualcos'altro, un bisogno impellente che non aveva nulla a che fare con i loro corpi.
Invece di spiegarsi, Butch piant anche l'altra mano sul letto, si accomod meglio sopra la sua schiena
e spinse i fianchi in avanti, senza penetrarla. Con un ansito lei lasci cadere la testa e vide il pene in
erezione spuntare con forza tra le sue gambe. La sommit le arrivava quasi all'ombelico.
Dio, adesso capiva perch a Butch piaceva guardarla. Perch... s, anche a lei piaceva vederlo
cos eccitato.
Cosa stavi dicendo? gemette.
Piccola... Lei sentiva sul collo il suo fiato caldo, la sua voce una richiesta erotica, incalzante,
all'orecchio. Ahh, merda, non posso chiedertelo cos.
Pos la bocca sulla sua spalla premendo i denti contro la sua pelle. Lei grid piegandosi sui
gomiti, ma lui l'afferr prima che si accasciasse sul materasso, sostenendola con un braccio tra i suoi
seni.
Chiedimelo... ansim lei.
Lo farei... se riuscissi a fermarmi... ma oh, Dio...
Si ritrasse e poi la penetr, affondando dentro di lei come aveva detto; sotto quella spinta
vigorosa, Marissa inarc la schiena gridando il suo nome. Butch cominci a muoversi con quel ritmo
che la faceva impazzire, ma sempre con delicatezza, tenendo a freno la propria potenza.
Lei si stava godendo quella sensazione, quell'invasione, quello scivolare dentro e fuori, quando
le torn in mente che nel giro di qualche ora avrebbero cominciato a lavorare sul suo corpo.
E se fosse stata la loro ultima volta insieme?
Non riusc a trattenersi. Le lacrime le inumidirono le ciglia, accecandola. E quando lui le volt
il mento per poterla baciare, se ne accorse.
Non pensarci, sussurr contro la sua bocca. Stai con me in questo momento. Stai qui con
me.
Ricordati di questo momento. Ricordati di lui, qui...
Butch usc da lei, la fece voltare e la penetr faccia a faccia, accarezzandole le guance e
baciandola senza mai fermarsi. Vennero nello stesso momento; il piacere fu cos grande che lui lasci
ciondolare la testa sul collo come se non ce la facesse pi a tenerla diritta.
Dopo, rotol su un fianco attirandola contro il petto. Ascoltando il battito frenetico del suo
cuore, Marissa preg che fosse forte come sembrava.
Cosa stavi per dire, prima? sussurr nella penombra.
Vuoi diventare mia moglie?
Lei alz la testa. Gli occhi nocciola di Butch erano serissimi. Marissa ebbe la sensazione che
stessero pensando tutti e due la stessa cosa: perch avevano aspettato tanto?
La risposta le usc in un sospiro. S...
Butch la baci teneramente. Voglio sposarti in tutti e due i modi. Prima secondo il vostro rito e
poi in una chiesa cattolica. Ci stai?
Lei tocc la croce che aveva al collo. Assolutamente s.
Vorrei che ci fosse il tempo di...
La sveglia cominci a suonare. Con una manata rabbiosa, lui la mise a tacere.
Credo sia ora di alzarsi, disse lei, scostandosi leggermente.
Non arriv molto lontano. Butch la tir di nuovo gi sul letto, bloccandola col proprio corpo e
infilandole una mano tra le gambe.
Butch...
Lui la baci con trasporto. Un'altra volta, per te, disse contro la sua bocca.
Un'altra volta, Marissa.
Al tocco esperto delle sue dita, lei si sciolse tutta. Butch pos la bocca sul suo seno prendendo il
capezzolo tra le labbra. In pochi minuti le fece perdere il controllo finch, rossa e ansimante, si inarc
contro di lui, soggiogata.
Una smania irrefrenabile, elettrica, mont a poco a poco per poi liberarsi, repentina, in una
fiammata. Con premurosa sollecitudine, Butch l'aiut a cavalcare l'orgasmo. Come quelle pietre lisce e
piatte che rimbalzano sul pelo dell'acqua, Marissa colpiva per un attimo la superficie del piacere prima
di alzarsi di nuovo in volo, atterrando e sollevandosi un'altra volta.
Per tutto il tempo Butch rimase sopra di lei, guardandola con quegli occhi nocciola che
l'avrebbero ossessionata per il resto della sua vita.
Quella notte sarebbe morto, pens Marissa. Lo sapeva con assoluta certezza.
In fondo all'aula deserta, nell'angolo pi lontano, John se ne stava seduto per conto suo al solito
banco. La scuola di norma cominciava alle quattro, ma Zsadist aveva spedito a tutti una e-mail per
avvertire che le lezioni quel giorno sarebbero iniziate con tre ore di ritardo. Nessun problema per John,
anzi, cos aveva avuto la possibilit di osservare pi a lungo Wrath in azione.
Qualche minuto prima delle sette arrivarono gli altri studenti. Blaylock entr per ultimo. Si
muoveva ancora con lentezza, ma in compenso faceva meno fatica a parlare, quasi si stesse abituando
al nuovo se stesso. Scelse un posto in prima fila, spostando di lato le lunghe gambe per riuscire a
infilarsi nel banco.
All'improvviso John si accorse che mancava qualcuno. Dov'era Lash? Dio santo... che fosse
morto? No, impossibile... una notizia del genere sarebbe gi circolata.
Al primo banco Blaylock rise guardando uno dei compagni, poi si chin per posare lo zaino per
terra. Nel rialzarsi, incroci gli occhi di John, in fondo all'aula.
Arrossendo, John distolse lo sguardo.
Ehi, John, lo chiam Blaylock, vuoi venire a sederti qui vicino a me?
Tutta la classe ammutol. John alz timidamente gli occhi.
Da qui si vede meglio, insistette Blaylock, accennando alla lavagna.
Segu un lungo silenzio. Del tipo che nella testa di tutti fa scattare la colonna sonora di qualche
thriller.
Non sapendo cos'altro fare, John prese i libri e and a mettersi al posto libero in prima fila.
Mentre si sistemava, ricominci il solito baccano, tra chiacchiere, libri che atterravano sui banchi e
fogli che frusciavano.
Le lancette dell'orologio alla parete scattarono in avanti segnando le sette in punto. Di Zsadist
neanche l'ombra; il vociare nell'aula si fece ancora pi assordante e i ragazzi si scatenarono per
davvero.
Imbarazzato da morire, John scarabocchiava, tracciando cerchi con la penna su un foglio
bianco, chiedendosi cosa diavolo ci facesse l in prima fila. Era vittima di qualche scherzo? Merda,
avrebbe dovuto restare...
Grazie, disse piano Blaylock. Per avermi difeso, ieri.
Ehi, un momento... forse non era uno scherzo.
John fece scivolare furtivo sul banco il bloc notes, in modo che Blaylock potesse vederlo. Poi
scrisse, Non volevo conciarlo in quel modo.
Lo so. E non sar pi necessario. Voglio dire, so come tenerlo a bada.
John lo guard con intenzione e scrisse. Non ho dubbi.
Dalla fila a sinistra uno dei ragazzi cominci a canticchiare a bocca chiusa la sigla di Star Trek,
Dio solo sapeva perch. Altri si unirono a lui. Qualcuno attacc con l'imitazione di William Shatner:
Non so... perch mi viene... da parlare cos, Spock.
Nel mezzo di tutta quella baraonda, si ud un gran frastuono di stivali in avvicinamento.
Sembrava che in corridoio ci fosse un esercito. Accigliandosi, John alz gli occhi e vide Wrath passare
davanti alla porta dell'aula. Seguito da Butch e Marissa. E infine da Vishous.
Perch erano cos tetri? si chiese.
Blaylock si schiar la gola. Senti, John, stasera ti va di stare un po' con me e Qhuinn?
Pensavamo di rilassarci un po' a casa mia. Fard qualche birra. Niente di speciale.
John volt la testa di scatto, poi tent di camuffare la propria sorpresa.
Accipicchia. Era la prima volta che qualcuno gli lanciava l'idea di vedersi dopo la scuola.
Fico, scrisse, proprio mentre Zsadist entrava in classe e chiudeva la porta.
Alla stazione di polizia di Caldwell, Van Dean sorrise all'agente che gli stava davanti. Sono un
vecchio amico di Brian O'Neal, ecco chi sono, disse, attento a fare una faccia rilassata della serie:
"niente di che".
Il detective della Omicidi Jos de la Cruz lo scrut con due acuti occhi castani.
Come ha detto che si chiama?
Bob. Bobby O'Connor. Sono cresciuto a Southie con Brian. Lui a un certo punto si  trasferito.
Dopo anch'io sono venuto via. Poi, di recente, sono tornato a est e qualcuno mi ha detto che faceva il
poliziotto qui a Caldwell, cos ho pensato di fare un salto a salutarlo. Ma quando ho chiamato, al
centralino mi hanno detto che al Dipartimento non c' nessun Brian O'Neal. "Non lavora qui", hanno
detto, per mi  sembrata pi una scusa per liquidarmi.
Cosa le fa pensare che presentarsi qui di persona possa cambiare la risposta?
Speravo che qualcuno potesse dirmi che fine ha fatto. Ho chiamato i suoi, a Southie. Suo padre
ha detto che non lo sente da una vita, ma l'ultima volta suo figlio lavorava ancora nella polizia. Senti,
amico, non ho mica dei secondi fini.
Cerco solo delle risposte.
De la Cruz bevve una lunga sorsata di caff nero dal suo tazzone. O'Neal  stato messo in
licenza amministrativa nel luglio scorso. Non  pi rientrato nel corpo di polizia.
Tutto qua?
Perch non mi lascia il suo numero di telefono? Se dovesse tornarmi in mente qualcos'altro, la
chiamer.
Va bene, Van disse dei numeri a caso, che de la Cruz appunt su un foglio.
Grazie, mi farebbe proprio un gran favore. Ehi, lei era in squadra con lui, gusto?
L'altro scosse la testa. No.
Oh,  quello che aveva detto il tizio al centralino
De la Cruz prese un fascicolo dalla scrivania coperta di scartoffie e lo apr.
Abbiamo finito.
Van abbozz un sorriso. Ma certo. Grazie ancora, detective.
Era quasi fuori dalla porta quando de la Cruz disse, A proposito, so che hai raccontato un
sacco di balle.
Come, scusi?
Se fossi veramente un suo amico avresti chiesto di lui chiamandolo Butch.
Adesso sparisci dal mio ufficio e prega che io sia troppo occupato per indagare su di te
Merda. Beccato. I nomi cambiano, detective.
Non il suo. Addio, Bobby O'Connor. O chiunque tu sia
Van usc dall'ufficio. Meno male che non potevano arrestarlo solo per aver fatto delle domande
su qualcuno. Perch, poco ma sicuro, de la Cruz lo avrebbe sbattuto dentro, se solo avesse potuto.
Tutte palle, quei due erano stati in squadra insieme eccome. Van aveva letto di loro in un
articolo del Caldwell Courier Journal Ma se anche de la Cruz sapeva che fine aveva fatto Brian...
Butch... vattelapesca O'Neal, era evidente che Van non poteva contare sul suo aiuto. Sulla pista delle
informazioni quel detective era un vicolo cieco. Se non peggio.
Van usc di volata dalla stazione di polizia sotto una fastidiosa pioggerellina di marzo e corse
fino alla monovolume. Aveva dovuto scarpinare parecchio, ma alla fine si era fatto un'idea piuttosto
precisa di quello che era successo a O'Neal negli ultimi nove mesi. L'ultimo indirizzo conosciuto era un
monolocale in un palazzone anonimo a un paio di isolati di distanza. L'amministratore aveva detto che,
vedendo che la posta si accumulava e l'affitto non veniva pi pagato, erano entrati nell'appartamento. Il
posto era ancora ammobiliato e pieno di roba, ma era chiaro che nessuno ci abitava pi da tempo. Il
poco cibo rimasto era andato a male, la TV via cavo e il telefono erano stati staccati per mancato
pagamento. Era come se una mattina O'Neal fosse uscito di casa per andare al lavoro, come al solito... e
non fosse mai rientrato.
Perch era incappato nel mondo dei vampiri.
Doveva essere un po' come arruolarsi nella Lessening Society, pens Van mettendo in moto la
Town & Country. Una volta entrato dovevi tagliare tutti i ponti. E non potevi pi tornare indietro.
Per l'amico era ancora a Caldwell.
Il che significava che presto o tardi O'Neal sarebbe stato eliminato, e voleva essere lui a farlo.
Si sentiva pronto per un bell'omicidio inaugurale e quell'ex piedipiatti andava bene come chiunque altro
con un cuore che batteva ancora.
Proprio come aveva detto Mr X. Trovalo. Fallo fuori.
Fermo a un semaforo rosso si accigli; quella smania omicida avrebbe dovuto turbarlo. Ma da
quando era entrato nella Societ sembrava aver perso un po'
della sua... umanit. E ogni giorno che passava ne perdeva sempre di pi. Non sentiva neanche
pi la mancanza di suo fratello.
Anche questo avrebbe dovuto turbarlo, no? Invece lo lasciava del tutto indifferente.
Perch sentiva crescere dentro di s una sorta di potere oscuro che occupava lo spazio lasciato
libero dalla sua anima. Diventava ogni giorno pi... potente.
Capitolo 37
Alle spalle di Wrath e V, Butch, aggrappato alla mano di Marissa, attravers la palestra coperta
dai tatami azzurro vivo diretto a una porta d'acciaio contrassegnata dalla targa DEPOSITO ATTREZZI.
Avrebbe voluto dirle due parole di incoraggiamento, ma lei era troppo intelligente per il solito
discorsetto della serie: "andr tutto bene". Nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto, questa era la verit, e
cercare di rassicurarla falsamente era come accendere un riflettore sul salto nel vuoto che lui stava per
fare.
In fondo alla palestra, V fece scattare la serratura della porta rinforzata e in fila attraversarono la
giungla di attrezzi da ginnastica e armi custodite dentro appositi armadietti, puntando verso la saletta
adibita alla fisioterapia e al pronto soccorso. V li fece entrare e accese le luci, tubi fluorescenti presero
vita tremolando in un coro di ronzii.
Il posto sembrava uscito da un episodio di ER - Medici in prima linea, tutto piastrelle bianche e
armadietti d'acciaio inossidabile con lo sportello di vetro pieni di fiale e scorte medicinali. Nell'angolo
c'era una vasca idromassaggio, un lettino per massaggi e un carrello chirurgico completo di
defibrillatore. Butch li guard senza farci troppo caso, interessato principalmente al centro della stanza,
dove avrebbe avuto luogo lo spettacolo: l, come un palco in attesa di Shakespeare, c'era un lettino su
ruote sovrastato da una specie di lampadario high-tech. Sul pavimento sotto di esso... uno scarico.
Butch cerc di immaginarsi steso sopra il lettino, sotto quelle luci. E si sent soffocare.
Wrath chiuse la porta. Dovremmo farlo alla clinica di Havers, disse Marissa con voce piatta.
V scosse la testa. Senza offesa, ma non lo porterei mai da tuo fratello, neanche per un banale
taglietto. E poi, meno gente sa di questa cosa meglio .
And alla lettiga e controll che il freno fosse tirato. E poi io sono un ottimo medico. Butch,
levati i vestiti che cominciamo. Butch rimase in boxer. Aveva la pelle d'oca su tutto il corpo. Si pu
fare qualcosa per la temperatura, in questa cella frigorifera?
Certo, rispose V andando alla parete. Per tutta la prima parte possiamo stare al caldo, poi
metter il condizionatore al massimo. Vedrai che mi ringrazierai.
Butch and a sedersi sul lettino. Sent un sibilo e fu investito da un flusso d'aria calda che
scendeva dal soffitto. Tese le braccia verso Marissa. Dopo aver chiuso brevemente gli occhi, lei gli
and vicino e lui si rifugi nel calore del suo corpo, stringendola forte. Le lacrime di Marissa erano
lente e silenziose; quando Butch fece per parlare, lei scosse la testa.
Volete celebrare oggi la vostra unione?
Tutti nella stanza si voltarono di scatto.
Nell'angolo era apparsa dal nulla una figuretta minuta vestita di nero.
La Vergine Scriba.
Il cuore di Butch batteva a mille. L'aveva vista solo in un'altra occasione, al matrimonio di
Wrath e Beth; era identica a come se la ricordava: una presenza che incuteva timore e rispetto,
l'incarnazione del potere, una forza della natura.
Finalmente realizz quello che gli aveva chiesto. Per me va bene, s...
Marissa?
Marissa abbass le mani, quasi a raccogliere i panneggi di un abito che non aveva. Poi lasci
ricadere le braccia, imbarazzata, ma si pieg comunque in un inchino profondo e aggraziato. Sempre
china disse, Se non  troppo disturbo, saremmo infinitamente onorati di essere uniti in matrimonio da
Vostra Santit.
La Vergine Scriba avanz con una risatina soffocata. Posando la mano luminosa sul capo chino
di Marissa, disse, Come sei beneducata, bambina. La tua stirpe ha sempre avuto dei modi impeccabili.
Ora alzati e guardami. Marissa si raddrizz e la guard. Butch avrebbe giurato che la Vergine Scriba
si fosse lasciata sfuggire un leggero sospiro. Bellissima. Proprio bellissima. Hai forme davvero
squisite.
Poi la Vergine Scriba guard Butch. Aveva il viso coperto da un velo nero, ma il suo sguardo lo
mise in allarme. Come se un fulmine stesse per incenerirlo.
Qua!  il nome di tuo padre, umano?
Eddie. Edward. O'Neal. Ma se non le spiace, preferirei tenerlo fuori da questa faccenda,
okay?
Tutti nella stanza si irrigidirono e V farfugli, Vacci piano con le domande, sbirro. Molto
piano.
E per quale motivo, umano? chiese la Vergine Scriba pronunciando la parola umano alla
stregua di pezzo di merda.
Butch si strinse nelle spalle. Lui non conta niente per me.
Gli umani sono sempre cos sprezzanti verso i loro genitori?
Mio padre e io non abbiamo niente in comune, tutto qua.
Dunque i vincoli di sangue non significano nulla, per te,  cos?
No, pens Butch lanciando un'occhiata a Wrath. I vincoli di sangue erano tutto.
Tornando a guardare la Vergine Scriba, disse, Ha idea di quanto mi sia sentito sollevato...
Mentre Marissa tratteneva un'esclamazione atterrita, V fece un passo avanti tappandogli la
bocca con la mano guantata; poi gli tir indietro la testa sibilandogli all'orecchio, Vuoi finire arrostito
come un uovo al tegamino, bello?
Niente domande...
Lascialo andare, guerriero, intim la Vergine Scriba. Desidero ascoltare cos'ha da dire.
V fece scivolare via la mano dalla faccia dell'amico. Occhio.
Mi scuso per le domande, disse Butch alla lunga veste nera.  solo che...
sarei contento di sapere cos'ho nelle vene. E sinceramente, se oggi dovessi morire, sarei felice
di sapere che cosa sono. Prese la mano di Marissa. E chi amo. Se  qui che mi ha condotto la vita,
dopo tutti questi anni di smarrimento, direi che il mio tempo sulla terra non  andato sprecato.
Ci fu un lungo silenzio. Poi la Vergine Scriba disse, Ti dispiace abbandonare la tua famiglia
umana?
No. La mia famiglia  questa. Qui con me, adesso, e nel resto del quartier generale. Perch mai
dovrei sentire il bisogno di qualcos'altro? Le imprecazioni nella stanza gli fecero capire che gli era
scappata un'altra domanda. S... ehm, chiedo scusa...
Da sotto la tunica si lev una sommessa risatina femminile. Sei alquanto intrepido, umano.
Si potrebbe anche dire che sono stupido, disse Butch; Wrath rimase a bocca aperta. Butch si
sfreg la faccia. Insomma, questo  un salto nel buio. Nel vero senso della parola. Sa, con tutto il
rispetto.
La mano, umano.
Butch tese la mano sinistra, quella libera.
Palmo all'ins, abbai Wrath.
Butch rovesci la mano di scatto.
Dimmi, umano, disse la Vergine Scriba, se ti chiedessi la mano con cui stringi quella di
questa femmina, me la daresti?
S. Ma allungherei l'altra per continuare a stringerla. Nel sentire di nuovo quella risatina,
Butch disse, Sa, quando ridacchia cos mi fa pensare agli uccellini che cinguettano.  bello.
Sulla sinistra, Vishous si prese la testa tra le mani.
Ci fu un lungo silenzio.
Butch sospir. Forse ho sbagliato a dirlo.
La Vergine Scriba lentamente si sollev il velo dal volto.
Ges... Cristo... vedendo quello che c'era sotto, Butch strinse forte la mano di Marissa.
Lei  un angelo, mormor.
Due labbra perfette si incresparono in un sorriso. No. Io sono Me Stessa.
 bellissima.
Lo so. Poi torn al consueto tono autoritario. Il palmo destro, Butch O'Neal, disceso da
Wrath figlio di Wrath.
Butch lasci andare Marissa, ma le diede la mano sinistra prima di tendere la destra alla
Vergine Scriba. Il suo tocco lo fece trasalire. Non gli stritol le ossa, ma s'intuiva in lei una forza
impressionante. Poteva ridurlo in polvere anche solo per capriccio.
La Vergine Scriba si volse verso Marissa. Dammi la tua adesso, bambina.
Nell'attimo in cui si stabil il contatto, Butch venne pervaso da una corrente calda. All'inizio
pens che fosse il riscaldamento troppo alto, ma poi si rese conto che quella vampata era sotto pelle.
Ah, s. Questa  un'ottima unione, dichiar la Vergine Scriba. Avete il mio permesso di
unirvi per tutto il tempo che vi resta da vivere insieme. Lasci andare le mani di Butch e Marissa e
guard Wrath. La presentazione al mio cospetto  conclusa. Se l'umano sopravvivr, porterai a
termine la cerimonia non appena si sar ripreso.
Il re chin il capo. Cos sia.
La Vergine Scriba torn a voltarsi verso Butch. Ora vedremo quanto sei forte.
Un momento, disse Butch, pensando alla glymera. Adesso Marissa  sposata, giusto? Voglio
dire, anche se muoio avr avuto un compagno, dico bene?
Pulsione suicida, mormor V. Qui abbiamo un fottutissimo esperto nel campo.
La Vergine Scriba rimase allibita. Adesso dovrei ucciderti.
Mi dispiace, ma  molto importante. Non voglio che Marissa venga colpita dalla sehclusion.
Voglio che sia la mia vedova, cos non dovr preoccuparsi che altri possano decidere della sua vita.
Umano, tu sei incredibilmente arrogante, sbott la Vergine Scriba. Ma poi sorrise. E
assolutamente incorreggibile, giusto?
Non voglio essere scortese, giuro. Ho solo bisogno di sapere che la lascio in buone mani.
Hai goduto del suo corpo? L'hai posseduta come fanno i maschi?
S. Marissa, rossa come un pomodoro, nascose il viso contro la spalla di Butch. E l'ho
fatto... s, insomma, con amore.
Poi Butch sussurr qualcosa a Marissa nel tentativo di tranquillizzarla. La Vergine Scriba parve
colpita. Allora sar la tua vedova, come hai detto tu, disse in tono quasi gentile, e non ricadr sotto
alcun provvedimento che riguardi le femmine nubili.
Con un sospiro di sollievo, Butch accarezz la schiena di Marissa. Sia ringraziato il cielo.
Sai, umano, se imparassi le buone maniere noi due andremmo molto d'accordo.
Se prometto di impegnarmi, mi aiuter a superare quello che sto per affrontare?
La Vergine Scriba gett la testa all'indietro, scoppiando in una fragorosa risata.
No, non ti aiuter. Per ti auguro ogni bene, umano. Ogni bene, davvero. Poi guard truce
Wrath, che sorrideva scrollando la testa. Non illuderti che altri siano autorizzati a prendersi certe
libert con l'etichetta in mia presenza.
Wrath torn subito serio. So perfettamente come ci si deve comportare, e cos anche i miei
fratelli.
Bene. Il velo torn al suo posto da solo, senza l'aiuto delle mani. Un attimo prima che le
coprisse il volto, la Vergine Scriba aggiunse, Farai meglio a chiamare la regina in questa stanza, prima
di incominciare.
Poi la Vergine Scriba scomparve.
Vishous fischi sottovoce passandosi l'avambraccio sulla fronte. Cavolo, Butch, non sai
quanto sei fortunato, Le sei piaciuto, hai visto?
Wrath apr il cellulare e inizi a comporre un numero, Merda, credevo che ti avremmo perso
ancora prima di cominciare... Beth? Ehi, leelan, potresti venire gi in palestra?
Vishous prese un carrello d'acciaio inossidabile e lo spinse vicino a un armadietto da cui
cominci a estrarre delle cose avvolte in confezioni sterili. Nel frattempo, Butch tir su le gambe e si
sdrai sulla lettiga.
Se non dovesse funzionare ti aspetto nel Fado, disse guardando Marissa, non perch ci
credesse, ma perch voleva rassicurarla.
Lei si chin a baciarlo; rimasero guancia a guancia finch V si schiar la gola con discrezione.
Marissa fece un passo indietro e cominci a mormorare nell'Antico Idioma; un fiume sommesso di
parole disperate, una preghiera pi sussurrata che recitata.
V si avvicin col carrello piazzandosi ai piedi del lettino. Aveva qualcosa in mano, ma stava
attento a non farla vedere. Ci fu un rumore metallico e il lettino si inclin. Nel caldo della stanza, Butch
sent il sangue affluire alla testa.
Sei pronto? chiese V.
Butch guard Marissa. Adesso mi sembra che succeda tutto cos in fretta.
La porta si apr ed entr Beth. La regina salut sottovoce e and a mettersi vicino a Wrath, che
la circond con le braccia attirandola a s.
Butch riport Io sguardo su Marissa, le cui preghiere, sempre pi concitate, si erano trasformate
in un farfuglio indistinto. Ti amo, disse. Poi guard V.
Comincia pure.
Vishous alz la mano. Nel pugno stringeva un bisturi e, prima che Butch se ne accorgesse, gli
affond la lama in uno dei polsi. Due volte. Il sangue sprizz fuori, di un rosso vivo, brillante, e nel
vederlo gocciolare gi dal braccio, Butch fu colto da un senso di nausea.
Altri due tagli vennero praticati sull'altro polso.
Oh... Ges. Col battito cardiaco alle stelle, il sangue scorreva sempre pi veloce.
Sopraffatto dalla paura, Butch dovette aprire la bocca per riuscire a respirare.
In lontananza sentiva delle voci, ma erano indistinte. Anche la stanza sembrava allontanarsi.
Mentre la realt si distorceva e si deformava, lui teneva gli occhi fissi sul volto di Marissa, sui suoi
occhi celesti e sui capelli biondissimi.
Fece del suo meglio per soffocare il panico, per non spaventarla. Va tutto bene, disse. Va
tutto bene... va bene. Sto bene...
Qualcuno lo afferr per le caviglie facendolo sobbalzare per la sorpresa... ma era solo Wrath. Il
re lo teneva fermo mentre V inclinava ancor di pi il lettino per accelerare il deflusso del sangue. Poi
Vishous, con delicatezza, gli abbass le braccia, lasciandole a penzolare gi dal lettino. Pi vicino allo
scarico.
V? disse Butch. Non andartene, okay?
Mai, disse V accarezzandogli i capelli sulla fronte con una tenerezza quasi fuori luogo in un
maschio.
Poi tutto divenne spaventoso. Spinto dall'istinto di sopravvivenza, Butch cominci a
divincolarsi, ma V lo tenne fermo appoggiandosi con tutto il peso sulle sue spalle.
Tranquillo, sbirro. Siamo tutti qui con te. Rilassati...
Il tempo parve dilatarsi all'infinito. Il tempo... Dio, il tempo non aveva smesso di scorrere, no?
Continuavano a parlargli, ma la voce tremula di Marissa era l'unica che sentiva veramente... anche se
non capiva cosa dicesse nelle sue preghiere.
Alz la testa e guard in gi, ma non riusciva a vedere i polsi, non capiva cosa...
Tutt'a un tratto cominci a tremare in modo incontrollabile. Ho f-freddo.
V annu. Lo so. Alza ancora un po' il riscaldamento, Beth, ti spiace?
Butch guard Marissa con un senso di impotenza. Sto g-ge-lando.
Lei smise di pregare. Senti la mia mano sul tuo braccio? Lui annu. Senti com' calda?
Bene... immagina che questo caldo ti avvolga completamente. Io ti tengo stretto... ti abbraccio forte. Tu
sei contro di me. Io sono contro di te.
Butch sorrise. Gli piaceva l'idea.
Poi per cominci a battere le palpebre in modo frenetico, Marissa divenne un'immagine
tremolante, come quelle dei film sul grande schermo quando il proiettore  rotto.
Freddo... alzate il riscaldamento. Sentiva prurito dappertutto. Al posto dello stomaco gli
sembrava di avere un pallone di piombo. Aveva l'impressione che il cuore si fosse fermato.
Freddo... Batteva i denti; era un rumore assordante, ma poi non sent pi niente. Ti... amo.
Marissa guardava la pozza rosso vivo del sangue di Butch allargarsi intorno allo scarico finch
non arriv a toccarle i piedi. Oh, Dio... era bianco come un cadavere. Sembrava aver smesso di
respirare.
V si avvicin con uno stetoscopio e glielo appoggi sul petto. Ci siamo quasi.
Beth, vieni qui. Ho bisogno di te. Porse lo stetoscopio alla regina. Ascolta il suo cuore e
dimmi quando non senti pi niente per almeno dieci secondi. Indic l'orologio a muro. Regolati con
la lancetta dei secondi lass. Marissa, vai a tenere le caviglie del tuo ragazzo, okay? Tra poco Wrath
avr da fare.
Vedendola esitare, V scosse la testa. Ci serve qualcuno che lo tenga fermo sul lettino; io e
Wrath saremo occupati. Tanto sarai sempre qui con lui, puoi parlargli anche da l.
Marissa si chin, baci Butch sulle labbra e gli disse che lo amava. Poi sostitu Wrath nel
compito di evitare che Butch scivolasse per terra.
Butch? lo chiam. Sono qui, nallum. Mi senti? Strinse con forza la pelle ghiacciata delle
caviglie. Sono qui.
Continu a parlargli con calma, anche se era terrorizzata da quanto stava per accadere.
Specialmente quando Vishous torn con il carrello chirurgico.
Sei pronto, Wrath? chiese il fratello.
Dove devo mettermi?
Qui, vicino al suo petto. Vishous prese una confezione sterile lunga e sottile e strapp via
l'involucro. L'ago all'interno era lungo una quindicina di centimetri e spesso come una penna. Come
andiamo con il battito, Beth?
Sta rallentando. Dio,  debolissimo.
Marissa? Devo chiederti di stare in silenzio, cos Beth pu sentire meglio, d'accordo?
Marissa chiuse la bocca e continu a pregare mentalmente.
Col passare dei minuti divennero una sorta di tableau vivant, immobili com'erano intorno a
Butch. L'unica cosa che si muoveva, nella stanza, era il suo sangue che gocciolava dalle profonde ferite
ai polsi, scorrendo gi nello scarico.
Quel sommesso glug, glug, glug sul pavimento le faceva venire voglia di urlare, pens Marissa.
Batte ancora, sussurr Beth.
Ecco cosa succeder, spieg Vishous, guardandoli tutti al di sopra del corpo di Butch.
Quando Beth mi dar il segnale, io raddrizzer il lettino. Mentre sar impegnato con Wrath, voglio
che voi due richiudiate i polsi di Butch. E fondamentale essere veloci. Dovete far cicatrizzare in fretta
quelle ferite, intesi?
Tutte e due annuirono.
Sta rallentando, disse Beth socchiudendo gli occhi blu sull'orologio a muro e alzando una
mano per spingere meglio dentro l'orecchio l'olivetta dello stetoscopio. Rallenta ancora...
I secondi all'improvviso si dilatarono all'infinito e Marissa inser il pilota automatico,
seppellendo paura e panico sotto una concentrazione spuntata dal nulla.
Beth si accigli, chinandosi ancora di pi sopra il petto di Butch, come se questo potesse
servire. Adesso!
V rimise in piano il lettino, Marissa corse subito a uno dei polsi di Butch e Beth si chin
sull'altro. Mentre le due femmine succhiavano le ferite fino a rimarginarle, V infil il grosso ago
nell'incavo del braccio di Wrath.
Tutti indietro, grid V estraendolo dalla vena del re.
Cambi presa sulla siringa, stringendola nel pugno, e si chin sopra Butch. In fretta tast lo
sterno con la punta delle dita, poi gli piant l'ago dritto nel cuore.
Nel vedere lo stantuffo che si abbassava, Marissa barcoll all'indietro.
Qualcuno si precipit a sorreggerla. Wrath.
Vishous estrasse l'ago, gettando la siringa sul tavolo. Poi afferr le piastre del defibrillatore; dal
macchinario si lev un rumore simile a un risucchio.
Libera! grid V, premendo le piastre metalliche sul petto di Butch.
Il torso di Butch ebbe un sobbalzo e Vishous appoggi le dita sulla sua giugulare.
Libera! grid di nuovo, ripetendo l'operazione.
Marissa si accasci tra le braccia di Wrath. Vishous gett le piastre sul carrello del
defibrillatore, strinse le narici di Butch e gli soffi in bocca due volte. Poi cominci a comprimergli il
petto in un massaggio cardiaco. Intanto che procedeva con la rianimazione cardiorespiratoria ringhiava,
scoprendo le zanne, quasi fosse incazzato a morte con Butch.
La cui pelle adesso stava diventando grigia.
... tre... quattro... cinque...
Mentre V continuava a contare, Marissa riusc a liberarsi. Butch? Butch... non andartene...
resta qui con noi. Resta qui con me.
... nove... dieci, V si tir indietro, soffi due volte nella bocca di Buch, poi gli appoggi le
dita sulla gola.
Ti prego, Butch, implor Marissa.
V afferr lo stetoscopio. Mosse la testina sul torace, alla disperata ricerca del battito. Niente.
'Fanculo.
Capitolo 38
Due minuti dopo, V interruppe la rianimazione cardiorespiratoria. Non puoi smettere! grid
Marissa afferrandolo per la spalla.
Non ci penso nemmeno. Dammi il braccio. Quando lei lo fece, Vishous le incise la pelle del
polso. Sulla sua bocca. Subito.
Marissa corse vicino alla testa di Butch, gli apr a forza i denti e avvicin il taglio alle sue
labbra mentre Vishous riprendeva il massaggio cardiaco. Col fiato sospeso preg che Butch
cominciasse a bere, sperando che parte della sua linfa vitale penetrasse dentro di lui, aiutandolo a
riprendersi.
Ma invece no... Butch era morto... Butch era morto...
Qualcuno stava gemendo. Lei. S, era lei a fare quel rumore.
Vishous fece una pausa per tastare il polso dell'amico. Poi afferr lo stetoscopio. Stava per
auscultarlo, quando Marissa ebbe l'impressione che il petto di Butch si fosse mosso. O forse no.
Butch? chiam.
Sento qualcosa, disse Vishous riposizionando la testina dello stetoscopio.
S... sento qualcosa...
Butch inspir con forza dal naso, dilatando il torace. Poi premette la bocca contro il polso di
Marissa.
Lei spost il braccio per far aderire meglio la ferita alle labbra. Butch?
Il suo petto si gonfi ancora di pi, la bocca si stacc dalla vena per riempire d'aria i polmoni.
Ci fu una pausa, seguita da un altro respiro. Ancora pi profondo...
Butch? Riesci a...
Butch spalanc gli occhi. E Marissa rimase raggelata.
L'uomo che lei amava non era in quello sguardo. Non c'era niente in quello sguardo. Solo fame
allo stato puro.
Con un ruggito, Butch le agguant il braccio in una stretta cos forte da farla ansimare. Non ci
fu nulla da fare. Si attacc alla vena e cominci a succhiare avidamente. Torcendosi sul lettino, le
strazi il polso con gli occhi di un ossesso, di un animale, mentre respirava a fondo e beveva a grandi
sorsate.
Oltre al dolore, Marissa fu sopraffatta da una paura terribile, incontrollata.
Dimmi che ci sei ancora tu dentro quel corpo, preg. Dimmi che sei ancora qui con noi...
Nel giro di pochi minuti, cominci a sentirsi stordita.
Sta bevendo troppo, disse Vishous in tono concitato.
All'improvviso Marissa sent un odore nella stanza, un odore penetrante... s, l'odore tipico dei
vampiri innamorati. Veniva da Wrath. Ma perch il re sentiva il bisogno di marcare il territorio proprio
adesso?
Si sent mancare e Vishous l'afferr saldamente per il braccio. Marissa, basta, devi smettere.
Ma Butch stava morendo di fame, la fame lo faceva impazzire. No! No...
Ti do il cambio io.
Marissa spost gli occhi su Beth... poi mise a fuoco Wrath. Fermo di fianco alla sua shellan, il
re aveva il volto teso, minaccioso, quasi stesse per avventarsi contro qualcuno.
Marissa? Posso nutrirlo al posto tuo? ripet Beth.
Marissa guard la regina. Dio, quelle parole, le stesse che lei aveva pronunciato a luglio...
quando Wrath era in bilico tra la vita e la morte e il suo sangue lo aveva salvato.
Posso, Marissa?
Marissa annu, frastornata. Wrath si mise a ringhiare, scoprendo le zanne che si allungarono
fino a diventare due candidi coltelli.
Oh, Signore, quella era una situazione molto pericolosa. I vampiri innamorati non
condividevano le loro femmine. Mai. Anzi, erano pronti a combattere fino alla morte pur di impedire a
un rivale di avvicinarle per nutrirsi.
Beth alz gli occhi sul suo hellren. V, porta qui le chiappe e tienimi indietro, sibil Wrath a
denti stretti prima che lei potesse dire qualcosa.
Vishous si avvicin al re, rimpiangendo di non poter contare sull'aiuto di Rhage.
Merda... che casino. Un vampiro purosangue innamorato in procinto di vedere la sua shellan
che nutriva un altro. Porco diavolo, quando la Vergine Scriba aveva suggerito di chiamare Beth, V
aveva pensato che fosse per motivi cerimoniali, non per mettere a disposizione la sua vena. D'altra
parte, che alternative aveva? Butch rischiava di dissanguare Marissa senza per questo riuscire a
sfamarsi e in casa non c'era nessun'altra femmina in grado di assolvere quel compito: Mary era una
umana e Bella era incinta.
E se al posto di Wrath ci fossero stati Rhage o Z la situazione non sarebbe certo migliorata. Per
la bestia avrebbero avuto bisogno di una pistola spara-tranquillanti grossa come un cannone e Z... be',
cazzo.
Beth accarezz il viso del suo hellren. Forse non dovresti stare a guardare.
Wrath l'afferr per la gola baciandola con trasporto. Poi le sollev il polso e le incise la carne,
aprendole la vena.
Vai da lui. Subito, ordin spingendola via, poi indietreggi andando a sbattere con la schiena
contro il muro. Vishous, farai meglio a tenermi fermo, cazzo. Altrimenti qui si mette male.
Il corpo gigantesco di Wrath era scosso dai tremiti, i muscoli contratti, la pelle madida di
sudore. Dietro gli occhiali scuri, gli occhi brillavano di una luce cos intesa che la si vedeva
chiaramente.
V si gett sul suo re e subito incontr una strenua resistenza. Misericordia, era come tenere a
bada un toro.
Perch non... te ne vai? grugn mentre si sforzava di tenerlo fermo.
Per arrivare... alla porta... dovrei... passare accanto a loro due... Impossibile.
V si volt a guardare il lettino.
Ges, Marissa sarebbe stramazzata al suolo se non si fosse liberata subito di Butch, ma lo sbirro
si sarebbe ribellato con tutte le forze vedendosi sottrarre quella fonte di nutrimento.
Beth! grid continuando a lottare contro Wrath. Stringi il naso dello sbirro.
Tappagli le narici e tienigli gi la fronte.  l'unico modo per costringerlo a mollare Marissa.
Quando Beth lo afferr per il naso, Butch fece un verso disumano, quasi avesse intuito cosa
volevano fargli. Sgropp sul lettino, pronto a combattere chiunque si azzardasse a togliergli il
nutrimento.
Oh, Cristo, ti prego, fa' che non attacchi Beth, pens V. Wrath era gi cos carico che rischiava
di liberarsi e uccidere Butch. Ti prego...
Le due femmine se la cavarono egregiamente. Marissa allontan il polso di scatto e
immobilizzo Butch tenendolo gi per le spalle mentre Beth gli avvicinava il polso alla bocca. Butch si
attacc subito alla nuova vena, succhiando come un poppante e mugolando estasiato.
Cosa che, naturalmente, fece imbestialire Wrath.
Il re fece un balzo verso il lettino, trascinandosi dietro Vishous.
Marissa! V cambi presa, trattenendo Wrath per la vita come una fusciacca.
Mi serve aiuto, qui!
Marissa si volt verso Wrath... e fu bravissima... accidenti se fu brava.
Soffocando il desiderio di stare vicino a Butch, scatt in avanti buttandosi con tutto il peso
addosso a Wrath, che stava per liberarsi dalla stretta di V. Il re incespic all'indietro e V cambi di
nuovo posizione; adesso aveva la testa piegata in modo scomodissimo, ma in compenso le braccia
erano a posto: una stretta intorno al collo di Wrath e l'altra intorno alla sua vita.
Per sicurezza pieg anche una gamba intorno alle cosce di Wrath, in modo da farlo inciampare
se si fosse scagliato di nuovo in avanti.
Neanche a farlo apposta, Marissa fece altrettanto, bloccando le gambe del re con una delle sue e
trattenendolo con un braccio sul torace.
Oh... merda. Il suo polso sanguinava tantissimo.
Marissa... sposta il braccio verso di me... disse V ansimando, i muscoli tesi fino allo spasimo.
Marissa...
Lei sembrava non sentirlo. Era troppo presa a osservare quello che succedeva sul lettino.
Marissa... ti stai dissanguando. Abbassa quel maledetto polso.
Lei spost il gomito, lasciando ricadere il braccio, ma era completamente distratta.
Finch V non pos le labbra sulla sua pelle. Allora guard in gi, soffocando un'esclamazione.
A quel punto i loro occhi si incontrarono. Quelli di lei erano sbarrati.
Solo per fermare l'emorragia, disse V contro il suo polso.
Butch fece un verso e Marissa si volt verso di lui.
E a un tratto per V il tempo si ferm, malgrado lo sforzo estremo di trattenere Wrath. Fissando
il profilo perfetto di Marissa, le leccava il polso martoriato, cicatrizzando le ferite, alleviando il suo
dolore, avviando il processo di guarigione. Spinto da qualcosa che non voleva nominare, faceva
scorrere la lingua sulla sua pelle, incapace di fermarsi e assaporando sia il suo sangue sia... la bocca di
Butch.
Continu a leccarla pi a lungo del necessario. E l'ultima volta, quando sapeva di doversi
fermare perch aveva superato il limite, quando sapeva che se non stava attento rischiava di lasciarsi
sfuggire Wrath, l'ultima volta si volt verso Butch. E premette le labbra sulla pelle di Marissa in un
bacio.
Ebbe la stranissima sensazione di dire addio al suo compagno.
Butch si svegli come in un tornado. In un vortice. In un... frullatore.
C'era come un ruggito in tutto il suo corpo, qualcosa che faceva contrarre ogni suo muscolo.
Stava... bevendo qualcosa. Qualcosa di cos buono che gli faceva venire le lacrime agli occhi...
qualcosa di pastoso, che gli lasciava sulla lingua un sapore squisito. Un vino rosso. Senza smettere di
bere, ricord vagamente di aver gi assaggiato qualcosa di simile. Non proprio la stessa annata, ma...
Spalanc gli occhi e fu l li per svenire.
Porco diavolo, era vivo, aveva superato la transizione e...
Un momento, ma quella non era Marissa. Marissa non aveva i capelli neri.
Stacc la bocca di scatto. Marissa?
Quando lei gli rispose, si volt seguendo il suono della sua voce. Ma subito si ritrasse.
Misericordia... divina. Non era esattamente quello che si aspettava di vedere e non era neanche
un buon viatico per la sua nuova vita. Proprio per niente.
Wrath sembrava uscito da un film dell'orrore, un vampiro gigantesco, un mostro ringhiarne, con
le zanne scoperte e gli occhi fiammeggianti. E ce l'aveva con lui, Butch.
La buona notizia era che Vishous e Marissa lo stavano trattenendo. Quella cattiva era che
sembravano sul punto di lasciarselo scappare.
Butch guard Beth; si stava succhiando il polso per rimarginare la ferita. Oh...
cazzo. Aveva bevuto da lei, allora? Oh... cazzo.
Lasci ricadere la testa sul lettino. Wrath lo avrebbe accoppato. Di sicuro.
Quando quei due lo avrebbero lasciato andare, il re lo avrebbe usato come uno straccio per
pulire il pavimento.
Imprecando, cerc di calcolare la distanza che lo separava dalla porta quando Beth si avvicin
al terzetto.
Wrath? Poi, abbassando la voce, disse, Continuate a tenerlo.
Butch si volt su un fianco e incroci lo sguardo di Marissa, pregando di non morire proprio
adesso. Era impaziente di andare da lei, ma la situazione richiedeva la massima cautela.
Wrath? ripet Beth.
Wrath era cos fuori di s che fu costretta a parlargli a lungo prima di riuscire ad attirare la sua
attenzione distogliendola da Butch.
 finita, okay? Disse toccandogli il viso.  fatta,  finita.
Con un gemito disperato, Wrath premette le labbra sul suo palmo, poi serr con forza le
palpebre, straziato. D loro... d loro di lasciarmi andare lentamente.
E Beth... Beth, adesso vengo da te. Non posso... farne a meno. Ma sar sempre meglio che
uccidere lui...
S... molto meglio, concord Beth.
La regina fece un passo indietro, preparandosi al peggio. Lasciatelo andare.
Fu come liberare una tigre. Marissa si chin scansandosi in tutta fretta mentre Wrath
scaraventava via Vishous, mandandolo a sbattere con violenza contro uno degli armadietti.
Con perfetta coordinazione, il re si lanci su Beth addentandola alla gola.
Mentre con un ansito lei si abbandonava all'estasi, Wrath si volt di scatto incenerendo Butch
con uno sguardo assassino. Era evidente che adesso beveva non per nutrirsi, ma per marchiare la sua
propriet, per rivendicare il possesso sulla sua femmina, e il suo odore era un chiaro avvertimento che
satur la stanza.
Non appena sent di aver riaffermato il proprio dominio, prese in braccio la sua shellan e usc.
Era ovvio dove la stava portando: nella pi vicina stanza dotata di una porta per poterla possedere con
un minimo di intimit.
Butch tese le braccia verso Marissa e lei rispose al suo invito. Fu come ritrovare la speranza che
si crede perduta per sempre: un sole fulgido e caldo, la promessa di un futuro degno di essere vissuto,
una benedizione divina. Si chin sopra di lui abbracciandolo stretto e Butch la baci teneramente
dicendo un mucchio di sciocchezze; le parole gli uscirono di getto, in uno slancio incontrollato.
Quando si scostarono leggermente per respirare, Butch guard Vishous. Il Fratello se ne stava l
impalato, vicino alla porta aperta, a disagio, gli occhi fissi a terra, il fisico massiccio scosso da un
tremito quasi impercettibile. V?
Vishous alz gli occhi di diamante, battendo convulsamente le palpebre. Ehi, socio. Butch gli
tese la mano, ma Vishous scosse la testa. Sono contento che tu sia tornato tra noi, sbirro.
Vaffanculo, vieni qui. V... muovi le chiappe e vieni qui.
V si infil le mani in tasca e lentamente si avvicin al lettino. Fu Marissa a metterli in contatto;
alz il braccio di V e lo tir in avanti per permettere a Butch di afferrare il palmo dell'amico.
Stai bene? chiese Butch, stringendogli forte la mano.
Per una frazione di secondo, V ricambi la stretta. Poi batt un piede per terra, come un cavallo
imbizzarrito, e interruppe il contatto. S. Bene.
Grazie.
S.
V era cos nervoso che Butch, impietosito, cambi discorso. Allora  finita?
Dico bene?
V si accarezz il pizzetto lanciando un'occhiata all'orologio a muro. Poi guard Butch.
Aspettiamo altri dieci minuti.
Okay, bene. Butch trascorse quei dieci minuti accarezzando le braccia di Marissa. E le spalle. E
il viso. E i capelli.
Credo che sia fatta, mormor alla fine V.
C'era una strana delusione nella sua voce, ma Butch sorrise radioso. Be', non  stato poi cos
tragico. Se escludiamo la parte in cui sono quasi morto, naturalmente. Non  stato... Lasci la frase in
sospeso, accigliandosi.
Cosa c'? chiese Marissa.
Non so. Io... Stava succedendo qualcosa... qualcosa dentro le sue viscere...
Vishous si avvicin al lettino. Cosa succede, sbirro?
Io... Il dolore lo sommerse come un'ondata travolgente, un diluvio di unghiate che lo
trafiggevano da ogni parte, avvolgendolo come un sudario. Sotto quell'assalto furibondo, Butch
ansim, la vista che andava e veniva. Oh, cazzo. Sto morendo...
Gli comparve davanti la faccia di Vishous. Quel bastardo sorrideva... un ghigno sornione e
compiaciuto.  il cambiamento, amico mio. Adesso s che ti stai trasformando.
Ma che caz... Non riusc a terminare la frase. In preda a un dolore atroce, si ripieg in se
stesso, smarrendosi in quella tortura straziante. Quando l'agonia peggior, sper di perdere i sensi.
Niente da fare.
Dopo centocinquant'anni luce di sofferenza, ebbe inizio la metamorfosi vera e propria: le ossa
delle cosce furono le prime a espandersi, strappandogli un ululato di dolore, ma non ci fu il tempo di
soffermarsi su quello perch subito seguirono le braccia. Poi le spalle. La spina dorsale... i polpacci... le
mani... i piedi... il cranio urlavano di dolore e la mascella gli faceva un male cane. Rotol su se
stesso... sput fuori due denti...
Per tutta la durata di quell'uragano, Marissa rimase al suo fianco, continuando a parlargli. Butch
si aggrapp mentalmente alla sua voce e alla sua immagine, l'unica cosa stabile in quel mondo di
sofferenza.
Capitolo 39
Dall'altra parte della citt, in una casa molto carina e molto isolata, John fin la sua prima birra.
Poi la seconda. E la terza. Era sorpreso che il suo stomaco le reggesse, ma andavano gi che era un
piacere senza dargli nessun fastidio.
Seduti per terra davanti al letto, Blaylock e Qhuinn erano incollati a un televisore con lo
schermo al plasma a giocare a sKillerz, quel videogioco tostissimo che ormai imperversava
dappertutto. Per uno scherzo del destino John li aveva battuti entrambi, quindi si stavano contendendo
il secondo posto.
Sdraiandosi sul piumone di Blaylock, John si port alle labbra la bottiglia di Corona, si accorse
che era vuota e lanci un'occhiata all'orologio a muro. Tra una ventina di minuti Fritz sarebbe passato a
prenderlo e poteva essere un problema.
Era sbronzo. Da far schifo.
Dio, che bello.
Ridendo, Blaylock si butt sul pavimento. Mi hai battuto, bastardo.
Incredibile.
Qhuinn recuper la sua birra e con la bottiglia diede un colpetto alla gamba di Blay. Scusa
tanto, bello, ma sei proprio una schiappa.
John appoggi la testa sulla mano, godendosi quel piacevole senso di leggera euforia e
abbandono. Era incazzato da cos tanto tempo che non sapeva neanche pi cosa volesse dire sentirsi
rilassati.
Blay lo guard sogghignando. Naturalmente il vero trionfatore  Mister Tutto d'un Pezzo,
lass in cima, il Duro di Poche Parole che ci ha stracciato senza piet. Ti odio, lo sai?
John sorrise, mostrandogli il dito medio. Mentre i due ragazzi sul pavimento ridevano, suon un
BlackBerry.
Qhuinn rispose e, dopo una sfilza di Uh-huh, riattacc. Merda... Lash star assente per un bel
po'. Sembra che tu, e guard John, gli abbia fatto prendere una strizza della madonna.
Quello  sempre stato una gran testa di cazzo, comment Blay.
Parole sante.
Rimasero in silenzio per qualche minuto ad ascoltare "Nasty" di Too Short. Poi Qhuinn si fece
serio.
Socchiuse gli occhi, uno azzurro e l'altro verde. Ehi, Blay... allora, com' stato?
Blay alz gli occhi al cielo. Cosa, perdere a sKillerz contro di te? Una vera goduria, grazie
mille.
Lo sai che non parlavo di quello.
Con un'imprecazione, Blay apr un piccolo frigorifero, tir fuori un'altra birra e la stapp. Se
n'era gi scolate sette e sembrava perfettamente sobrio. Certo, si era anche fatto fuori quattro Big Mac
di McDonald's, due maxi confezioni di patatine fritte, un frapp al cioccolato e due torte di ciliegie. Pi
un sacchetto di patatine Ruffes.
Blay? Dai... cosa  successo?
Blaylock bevve un goccio di birra e deglut sonoramente. Niente.
Vaffanculo v.
E va bene Blay butt gi un altro sorso. Io... ehm, volevo morire, okay?
Ero convinto di morire. Poi... s, insomma... Si schiar la gola. Mi... mi sono attaccato alla sua
vena. E dopo  stato anche peggio. Un casino peggio.
La vena di chi?
Di Jasim.
Porca miseria. Quella  uno schianto.
Se lo dici tu. Blay si pieg di lato, afferr una felpa e se la tir sull'inguine.
Come se avesse qualcosa da nascondere.
La cosa non sfugg a Qhuinn. E neanche a John.
Te la sei fatta, Blay?
No! Credimi, durante la transizione il sesso  l'ultimo dei tuoi pensieri.
Ma ho sentito che dopo...
No, non l'abbiamo fatto.
Okay, non c' problema. Ma chiaramente Qhuinn pensava che l'amico fosse suonato. E il
cambiamento? Com' stato?
Mi... mi sono rotto e poi ho rimesso insieme i pezzi, rispose Blay bevendo una lunga sorsata.
Tutto qua.
Qhuinn flett le piccole mani, poi le strinse a pugno. Ti senti diverso?
S.
In che senso?
Cristo, Qhuinn...
Che cos'hai da nascondere? Dobbiamo passarci tutti. Voglio dire... merda, John, sarai curioso
di saperlo anche tu, no?
John guard Blay e annu, sperando che gli altri due continuassero a parlare.
Nel silenzio che segu, Blaylock allung le gambe. Sotto i blue jeans nuovi, i poderosi muscoli
delle cosce si contrassero e poi si rilassarono.
Allora, come ti senti adesso? lo incalz Qhuinn.
Mi sento me stesso. Solo... non so, molto pi forte.
Fiiiiico, esclam Qhuinn ridendo Non vedo l'ora.
Blaylock lo guard. Non  qualcosa da aspettare con ansia. Fidati.
Qhuinn scosse la testa. Ti sbagli di grosso. Ci fu una pausa. Ti viene duro spesso, adesso?
Blay divenne rosso come un peperone. Cosa?
E dai, dovevi aspettartela questa domanda. Allora? Il silenzio si protrasse.
Pronto? Blay? Rispondi. Allora?
Blay si sfreg la faccia. Uhm... s.
Spesso?
S.
Te lo smanetti, giusto? Voglio dire... per forza. Allora, com'?
Ma sei fuori di testa, cazzo? Non ho intenzione...
E dai diccelo. Una volta sola. Poi non te lo chiediamo pi. Giuro. Vero, John?
John annu lentamente, consapevole di trattenere il respiro. Aveva fatto dei sogni, dei sogni
erotici, ma non era lo stesso che viverlo per davvero, o sentirselo raccontare di prima mano.
Purtroppo sembrava che Blay si fosse chiuso a riccio.
Cristo, Blay... com'? Ti prego.  tutta la vita che aspetto quello che stai vivendo tu. Non
posso chiederlo a nessun altro... cio, mica posso andare a chiederlo a mio padre, ti pare? Dai, sputa il
rospo. Cosa si prova a venire?
Blay giocherellava con l'etichetta della sua birra. Un senso di potenza, ecco cosa. C' questa...
potenza che ti cresce dentro... e poi... esplodi e ti sembra di volare.
Qhuinn chiuse gli occhi. Fischia, voglio provarlo anch'io. Voglio diventare un vero maschio.
Dio, era esattamente quello per cui smaniava anche lui, pens John.
Blay tracann d'un fiato la sua Corona, poi si pul la bocca con la mano.
Chiaro che adesso... adesso ho voglia di farlo con qualcuno.
Qhuinn fece uno dei suoi sorrisetti. Che ne dici di Jasim?
Naaa. Non  il mio tipo. E con questo abbiamo chiuso. La conversazione  finita.
John gett uno sguardo all'orologio, poi si spost a fatica fino al bordo del letto. Scribacchi in
fretta qualcosa sul bloc-notes e lo mostr agli altri due. Blay e Qhuinn annuirono.
Va bene, disse Blay.
Ci stai a vederci ancora domani sera? chiese Qhuinn.
John annu e si alz in piedi... ma subito perse l'equilibrio e dovette aggrapparsi al materasso.
Qhuinn scoppi a ridere. Ma guardati, scemo. Non ti reggi neanche in piedi, sei sbronzo.
Con una scrollata di spalle, John si concentr sull'impresa di arrivare fino alla porta. Quando
l'apr, Blay disse, Ehi, J?
John si volt a guardarlo inarcando un sopracciglio.
Dove possiamo imparare la lingua dei segni?
Qhuinn annu, stappando un'altra birra. Gi, dove?
John batt le palpebre. Poi sul blocco scrisse, Internet. Cercate Lingua americana dei segni.
Okay. Per tu ci darai una mano, giusto?
John annu.
Gli altri due tornarono alla TV e ricominciarono a giocare. Nel chiudere la porta, John li sent
sghignazzare e non riusc a trattenere un sorriso. Subito dopo, per, si sent in colpa.
Tohr e Wellsie erano morti. Non aveva il diritto di... divertirsi. Un vero uomo non si sarebbe
lasciato distrarre dal suo obiettivo, dai suoi nemici, per una cosa tanto frivola come la compagnia di un
paio di amici.
Procedeva zigzagando lungo il corridoio, tendendo un braccio in fuori per non perdere
l'equilibrio.
Per, cavolo... era cos bello stare insieme agli altri. Aveva sempre desiderato degli amici. Mica
tanti. Solo pochi, fidati, cari... amici.
Del tipo su cui si pu contare fino alla morte. Come fratelli.
Marissa non capiva come Butch fosse sopravvissuto a ci che era successo al suo corpo. Le
sembrava assolutamente impossibile. Ma a quanto pareva, era quello che toccava a tutti i vampiri
maschi, in particolare ai guerrieri. E visto che Butch apparteneva alla stessa stirpe di Wrath, nelle sue
vene scorreva lo stesso sangue purissimo, da guerriero.
Al termine della transizione, molte ore dopo, Butch rimase sdraiato sul lettino nella stanza
ormai gelida, respirando e basta. Aveva la pelle cerea e madida di sudore, come dopo aver corso una
dozzina di maratone. I piedi spuntavano fuori dal lettino, le spalle erano quasi il doppio di prima, e i
boxer erano tesi sulle cosce.
Il suo viso, in compenso, era confortante. Era identico a prima, proporzionato al suo nuovo
fisico, ma identico. E quando apr gli occhi, Marissa vide che erano dello stesso color nocciola che
conosceva tanto bene, con dentro quella luce cos tipica di Butch.
Era troppo frastornato per parlare, ma tremava dal freddo, quindi Marissa and a prendere una
coperta e gliela stese sopra. Appena entr in contatto con quel peso leggerissimo, Butch trasal, come
se la sua pelle fosse ipersensibile, ma poi senza parlare form con le labbra le parole Ti amo e
sprofond nel sonno.
Tutt'a un tratto Marissa si sent stanchissima, come non si era mai sentita in vita sua.
Vishous fin di pulire il sangue dal pavimento con un atomizzatore e disse,
Andiamo a mangiare.
Non voglio lasciarlo qui da solo.
Lo so. Ho chiesto a Fritz di portarci gi qualcosa. Ci ha lasciato il vassoio fuori dalla porta.
Marissa lo segu fuori dal deposito attrezzi e insieme si sedettero sulle lunghe panche fissate
alla parete. Mangiarono i tramezzini preparati da Fritz in mezzo a rastrelliere piene di nunchaku,
pugnali, spade e pistole utilizzati negli allenamenti.
I panini erano buoni, cos come il succo di mela e i biscotti d'avena.
Dopo un po', Vishous si accese una sigaretta appoggiandosi all'indietro. Star bene, sai.
Non capisco come ce l'abbia fatta.
La mia  stata uguale.
Marissa, che stava per addentare il secondo panino al prosciutto, si blocc.
Veramente?
Peggio, in realt. Ero pi mingherlino di lui, quando  successo.
Dentro per  rimasto lo stesso, vero?
S,  sempre il tuo ragazzo.
Finito di mangiare, Marissa sollev le gambe sulla panca appoggiandosi con la schiena al muro.
Grazie.
E di che?
Di avermi chiuso le ferite, rispose lei mostrando i polsi.
Vishous distolse subito gli occhi di diamante. Non c' di che.
Nel silenzio che segu, le si chiusero gli occhi e dovette riscuotersi per non addormentarsi.
Naa, lasciati andare, mormor Vishous. Gli do un occhio io. Ti avverto appena si sveglia.
Dai... sdraiati.
Marissa si stese sulla panca, raggomitolandosi su un fianco. Non pensava di riuscire a dormire,
ma chiuse gli occhi lo stesso.
Alza la testa, disse Vishous. Lei lo fece e V le fece scivolare sotto l'orecchio un asciugamano
arrotolato. Cos  meglio per il collo.
Sei molto gentile.
Scherzi? Lo sbirro mi prenderebbe a calci in culo se sapesse che ti ho fatto dormire scomoda.
Marissa avrebbe giurato che Vishous le aveva accarezzato i capelli con la mano, ma poi pens
che doveva esserselo immaginato.
E tu? chiese piano quando il guerriero torn a sedersi sull'altra panca. Dio, doveva essere
stanco quanto lei.
Non preoccuparti per me, femmina, disse lui con un sorriso distante. Dormi e basta.
Incredibile ma vero, Marissa si addorment.
V guard Marissa cedere alla stanchezza. Poi diede una sbirciatina dentro la saletta del pronto
soccorso. Da quell'angolatura vedeva la pianta dei piedi dello sbirro. Ora erano molto pi grandi...
adesso era proprio uno di loro. Un guerriero patentato, un vampiro con tanto di zanne, alto qualcosa
come un metro e novantotto o forse anche due metri. Nelle sue vene scorreva il sangue della stirpe di
Wrath. Decisamente... e V si chiese se avrebbero mai scoperto il perch.
La porta del deposito attrezzi si spalanc ed entr Z, seguito a ruota da Phury.
Cos' successo? chiesero all'unisono i due gemelli.
Shhh, fece V accennando col capo a Marissa. Poi, sottovoce, disse,
Guardate coi vostri occhi.  l dentro.
I gemelli andarono a fermarsi sulla soglia della stanza dove dormiva Butch.
Porca miseria.... esclam Phury con un filo di voce.
E bello grosso, bofonchi Z. Poi fiut l'aria. Come mai si sente l'odore di Wrath... o sono
io?
V si alz in piedi. Venite, andiamo in palestra. Non voglio svegliarli.
I tre vampiri uscirono sul tatami e V accost la porta alle loro spalle.
Allora, dov' Wrath? chiese Phury quando si sedettero. Credevo fosse qui ad assistere.
Ha da fare, rispose V. Poco ma sicuro.
Z fissava la porta. Certo che  grosso, lo sbirro, V.  proprio grosso.
Lo so. V si allung sulla schiena dando un tiro alla sigaretta. Quando soffi fuori il fumo,
evit di guardare i gemelli.
V,  proprio grosso.
Non insistere. Non mi va di parlarne.  troppo presto per sapere come diventer.
Z si pass una mano sul cranio rapato a zero. Sto solo dicendo che ...
Lo so.
E ha il sangue di Wrath nelle vene.
Lo so. Per dammi retta, Z,  troppo presto.  ancora troppo presto. E poi sua madre non  una
Eletta.
Gli occhi gialli di Z manifestarono tutta la sua insofferenza.
Stupidissima regola del cazzo, se volete il mio parere.
Capitolo 40
Butch si svegli sul lettino nel mezzo di un profondo respiro. Sentiva... un odore. Un odore
molto piacevole. Un odore che lo riemp di un senso di potere. Mia, disse una voce nella sua testa.
Cerc di scacciare quella parola, ma essa divenne ancora pi assordante. A ogni nuovo respiro,
quella singola sillaba si ripeteva nel suo cervello fino a diventare come il battito del suo cuore:
involontaria. La fonte della sua stessa vita. La sede della sua anima.
Con un gemito si rizz a sedere, ma si sbilanci e per poco non cadde per terra. Si raddrizz e si
guard le braccia. Ma cosa cav... no, impossibile. Quelle non erano le sue braccia.., e... cazzo, neanche
le sue gambe. Aveva due cosce enormi.
Questo non sono io, pens.
Mia, disse di nuovo la voce.
Butch si guard intorno. Cavolo, tutto in quella specie di ambulatorio era nitidissimo, come se i
suoi occhi fossero due finestre lustrate alla perfezione. E le sue orecchie... guard le luci fluorescenti
sul soffitto. Sentiva distintamente l'elettricit che scorreva nei tubi.
Mia.
Inspir di nuovo. Marissa. Quello era l'odore di Marissa. Lei era l vicino...
Senza volerlo, apr la bocca ed emise un verso gutturale, ritmico, simile alle fusa di un gatto,
che si concluse con un ringhio: Mia.
Col cuore che batteva all'impazzata, si rese conto che la torre di controllo nella sua testa era
stata completamente soppiantata. Non pi soggetto alla logica, adesso era governato da un istinto
possessivo al cui confronto ci che aveva provato per Marissa prima della transizione era un capriccio
passeggero.
Mia!
Guard in gi e si fece un'idea di quello che stava succedendo nei boxer, ormai pi che
striminziti. L'uccello era cresciuto insieme a tutto il resto e adesso prendeva a pugni il cotone
tiratissimo. Sotto il suo sguardo il pisello ebbe un fremito, quasi a voler attirare la sua attenzione.
Oh Dio. Il suo corpo smaniava per accoppiarsi con Marissa. Subito.
Quasi in risposta al suo richiamo, lei comparve sulla soglia. Butch?
Senza preavviso, Butch si trasform in un siluro puntato su di lei. Attravers la stanza in un
lampo, la butt a terra baciandola con foga e le mont sopra, abbassandole la cerniera dei pantaloni.
Grugnendo esagitato, le sfil i calzoni, le allarg le cosce senza il minimo riguardo e affond la faccia
nel suo sesso.
Neanche fosse affetto da uno sdoppiamento della personalit, si osservava dall'esterno, vedeva
le proprie mani tirarle su la camicetta e stringerle i seni mentre la leccava. Poi vide se stesso nell'atto di
chinarsi in avanti scoprendo le zanne, che, chiss come, sapeva usare, e addentare il reggiseno.
Malgrado tutti i suoi sforzi per trattenersi, era come prigioniero di una forza centrifuga e Marissa... era
l'asse intorno a cui ruotava vorticosamente.
Dall'occhio del ciclone gemette, Scusa... oh Dio... non riesco a fermarmi...
Marissa gli prese il viso tra le mani e di colpo lui si immobilizz. Incredibile, pens Butch, non
capiva come ci fosse riuscita, solo... si era bloccato completamente. Il che gli fece capire che Marissa
esercitava uno stranissimo controllo su di lui. Se gli diceva di no, lui si sarebbe fermato. All'istante.
Punto.
Lei per non aveva tirato il freno. I suoi occhi brillavano di una luce erotica.
Prendimi. Fammi diventare la tua femmina.
Alz il bacino verso di lui e subito Butch fu ripreso dalla frenesia. Sollevandosi leggermente,
strapp di netto l'elastico dei boxer e si spinse con forza dentro di lei. La penetr fino in fondo,
dilatandola al massimo. Gli sembrava che lei lo calzasse come un guanto.
Marissa grid, affondandogli le unghie nelle natiche, e lui cominci a darci dentro a pi non
posso, a un ritmo forsennato. E mentre si scatenava, sent che le due met di lui si congiungevano.
Mentre pompava selvaggiamente, la sua voce di sempre e questa nuova voce divennero una cosa sola.
Venne guardando in faccia Marissa. Non c'era paragone col passato. Le eiaculazioni erano pi
decise, pi potenti, e non finivano mai, quasi avesse una riserva illimitata del seme con cui la stava
inondando. Marissa ne era estasiata, la testa reclinata all'indietro in preda al piacere, lo stringeva tra le
gambe divorando tutto quello che aveva da darle.
Alla fine Butch croll sopra di lei, privo di forze, ansimante, sudato, frastornato. Soltanto allora
not che adesso il rapporto tra i loro corpi era cambiato: ora la sovrastava di tutta la testa, l'inguine
reclamava uno spazio maggiore tra le sue cosce, le sue mani erano pi grandi vicino al viso di lei.
Marissa gli baci la spalla. La lecc. Mmmm... hai anche un buon odore.
S, era vero. L'aroma penetrante sprigionatosi dal suo corpo aveva saturato la stanza. E quel
marchio impregnava completamente la pelle e i capelli di Marissa...
ed era anche dentro di lei.
Pi che giusto. Lei era sua.
Rotol via da lei. Piccola... non so bene perch, ma dovevo farlo. Be', una met di lui non
sapeva bene perch, ma l'altra met voleva rifarlo subito.
Sono felice che tu l'abbia fatto, disse lei con un sorriso radioso, splendente come il sole a
mezzogiorno.
Nel vederlo, Butch si rese conto con soddisfazione che anche lui era il suo uomo: quella era una
strada a doppio senso. Si appartenevano a vicenda.
Ti amo, piccola.
Lei ripet le stesse parole, ma poi il suo sorriso svan. Avevo tanta paura che morissi.
Ma non sono morto. Adesso  tutto finito. Ce l'ho fatta, sono vivo e sono qui con te.
Non ce la farei a riviverlo un'altra volta.
Non sar necessario.
Marissa si rilass leggermente e gli accarezz il viso. Poi si accigli. Fa un po'
freddo qui dentro, non trovi?
Ti aiuto a vestirti, cos poi ce ne torniamo su in casa. Fece per abbassarle la camicetta... e gli
occhi gli caddero sui seni, con i loro capezzoli rosa, perfetti.
Si eccit di nuovo. Gli sembrava di scoppiare. Moriva dal desiderio di rifarlo.
Torna sopra di me, nallum, lo incit Marissa con quel suo sorriso sensuale.
Lascia che ti faccia godere col mio corpo.
Lui non se lo fece ripetere due volte.
Fuori dal deposito attrezzi, V, Phury e Zsadist smisero di parlare mettendosi in ascolto. A
giudicare dai rumori soffocati provenienti dall'interno, Butch era bello sveglio e... indaffarato.
Scoppiarono tutti a ridere e V chiuse bene la porta. Era molto felice per quei due l dentro. Molto
felice.
Continu a cazzeggiare con i gemelli, accendendosi una sigaretta ogni tanto e usando come
portacenere la bottiglia di Aquafina. Un'ora dopo la porta si apr e sulla soglia comparvero i due
amanti. Marissa era in ji, la tenuta di chi pratica arti marziali, mentre Butch si era legato in vita un
asciugamano. Entrambi erano avvolti dall'odore tipico dei vampiri innamorati. Avevano l'aria sfinita e
molto, molto appagata.
Uhm... ehil, ragazzi, li salut lo sbirro, arrossendo. Aveva una bella cera, ma si muoveva
con difficolt, usando Marissa a mo' di stampella.
Sembri pi alto, disse V con un mezzo sorriso.
S, io... ehm, faccio fatica a camminare.  normale?
Phury annu. Assolutamente. Io ci ho messo un sacco ad abituarmi al nuovo corpo. Tra un paio
di giorni andr meglio, ma per un po' ti sembrer strano.
Butch avanzava malfermo sulle gambe, quasi cercasse di non gravare troppo su Marissa, la
quale appariva comunque schiacciata sotto il suo peso.
Vuoi una mano per tornare alla Tana?, si offr V alzandosi in piedi.
Butch annu. Sarebbe fantastico. Sto per caderle addosso.
V lo affianc dall'altra parte, tirandolo su. A casa, Jarvis?
Dio, s. Muoio dalla voglia di fare una doccia.
Butch prese per mano Marissa e tutti e tre si avviarono lentamente verso la Tana.
Il tragitto lungo il tunnel si svolse in perfetto silenzio, fatta eccezione per il passo strascicato di
Butch. Lungo la strada, Vishous ramment com'era uscito dalla sua transizione. Si era svegliato con
tutti quei moniti tatuati sulla faccia, sulla mano e sui genitali. Butch almeno era al sicuro, e aveva
qualcuno che lo proteggeva mentre recuperava le forze.
Lui invece era stato dato per morto e abbandonato nei boschi ai margini di un accampamento di
guerrieri.
Butch aveva anche un altro elemento a suo vantaggio: una femmina di valore che lo amava.
Marissa era letteralmente raggiante, al suo fianco. Malgrado tutti i suoi sforzi, V non riusciva a
staccarle gli occhi di dosso. Con quanto affetto guardava Butch. Proprio tanto.
Chiss cosa si provava a essere guardati cos.
Quando giunsero alla Tana, Butch tir un grosso sospiro di sollievo. Ormai era a corto di
energie, aveva la fronte imperlata di sudore e lottava per reggersi in piedi.
Ti porto a letto, cosa ne dici? propose V.
No... doccia. Ho bisogno di fare una doccia.
Hai fame? chiese Marissa.
S... oh, Dio, s. Ho voglia di... pancetta affumicata. Pancetta affumicata e...
Cioccolato, sugger sornione V mentre lo trascinava in camera sua.
Oh... cioccolato. Cazzo, ucciderei per un po' di cioccolato. Butch si accigli.
Solo che a me il cioccolato non piace.
Adesso s. V spalanc la porta del bagno con un calcio e Marissa s'infil dentro per aprire il
rubinetto della doccia.
Nient'altro?
Frittelle. E cialde con sciroppo e burro. E uova...
V le scocc un'occhiata. Porta tutto quello che c' di commestibile. A questo punto si
mangerebbe anche le scarpe.
... e poi gelato e tacchino farcito...
Marissa baci Butch sulle labbra. Torno subit...
Butch l'afferr per la testa, premendola contro la sua bocca con un gemito.
Mentre dal suo corpo si levava di nuovo l'effluvio tipico del desiderio, la dirott contro il muro
schiacciandosi addosso a lei, palpandola dappertutto, spingendo l'inguine in avanti.
Eh, s, pens V. Ecco il vampiro maschio appena uscito dalla transizione, Per qualche tempo
Butch sarebbe andato in fregola ogni quarto d'ora.
Marissa rideva, assolutamente deliziata. Aspetta. Prima devi mangiare.
Butch si tir subito indietro: Marissa aveva richiamato all'ordine la sua lussuria e quest'ultima,
come un cagnolino ubbidiente, aveva deciso di comportarsi bene.
Quando Marissa usc, Butch la segu con occhi pieni di desiderio e adorazione.
V scosse la testa. Ti sei proprio rimbecillito.
Dio, se prima pensavo di amarla...
Essere un vampiro innamorato  una roba potente, comment V togliendogli l'asciugamano e
spingendolo sotto la doccia. O almeno cos ho sentito.
Ahia, esclam Butch guardando in cagnesco il getto d'acqua. Mi fa male.
Avrai la pelle ipersensibile per una settimana, pi o meno. Fammi un fischio se hai bisogno di
me.
V era gi a met del corridoio quando ud un grido. Torn indietro di corsa, spalancando la
porta del bagno. Cosa c'? Cos'...
Mi sto spelacchiando tutto!
V tir indietro la tenda della doccia e si accigli. Ma cosa dici? Mica hai perso i capelli...
Non in testa, idiota! Sul corpo! Mi sto spelacchiando tutto!
Vishous guard in gi. Il busto e le gambe di Butch stavano perdendo i peli e una pozza di
peluria bruna si era raccolta intorno allo scarico.
V scoppi a ridere. Cerca di vedere il lato positivo. Cos non dovrai pi preoccuparti di raderti
la schiena quando sarai vecchio, no? Basta peli superflui.
Non fu sorpreso nel vedersi arrivare addosso una saponetta.
Capitolo 41
Una settimana dopo, Van impar qualcosa di importante su se stesso.
La sua umanit era sparita.
Mentre un gemito riecheggiava nel seminterrato vuoto, lanci un'occhiata al vampiro civile
legato al tavolo. Mr X lo stava torturando e lui stava l a guardare.
Come se niente fosse, neanche quello fosse dal parrucchiere a farsi tagliare i capelli.
Avrebbe dovuto pensare che era sbagliato. In tutti i suoi anni di combattimenti sul ring aveva
inflitto non poco dolore agli avversari, ma aveva sempre evitato di far del male agli innocenti e
disprezzato chi se la prendeva con i pi deboli. Adesso, invece, la sua reazione a quella vile
manifestazione di crudelt era un senso di fastidio e basta... perch non stava funzionando. L'unica cosa
che avevano appreso sul conto di O'Neal era che un umano corrispondente alla sua descrizione era stato
visto in compagnia di vampiri sospettati di essere fratelli in alcuni club del centro, Screamer's e
Zero-Sum in particolare. Ma tutto questo lo sapevano gi.
Van cominciava a sospettare che a quel punto il Fore-lesser stesse sfogando la sua frustrazione.
Il che era una gran perdita di tempo. Lui voleva andare a caccia di vampiri, non assistere con le mani in
mano a una scena come quella.
Merda, finora non aveva avuto la minima possibilit di uccidere uno di quei succhiasangue.
Poteva ringraziare Mr X, che aveva deciso di tenerlo in panchina.
Da quando era entrato nella Lessening Society, gli unici che aveva fatto fuori erano altri lesser
del cazzo. Ogni santo giorno Mr X lo obbligava ad affrontarne un altro. Ogni santo giorno Van
picchiava l'avversario fino a costringerlo alla resa e poi lo pugnalava. E ogni santo giorno Mr X era
sempre pi nervoso. Sembrava che il Fore-lesser fosse deluso da Van anche se, di fronte a un record di
sette a zero, era difficile capire il perch.
Mentre nell'aria satura dell'odore di sangue aleggiavano gorgoglii soffocati, Van imprec
sottovoce.
Cos', ti sto annoiando? sbott Mr X.
No, macch.  una vera goduria stare qui a guardare.
Ci fu un breve silenzio. Poi un sibilo disgustato. Sei proprio una mezza sega.
Pensi quello che vuole. Io sono un lottatore, amico, questi pestaggi ai prigionieri non mi
appassionano, specialmente quando non portano a niente.
Gli occhi slavati, inespressivi del Fore-lesser fiammeggiarono. Vai di pattuglia con qualcuno
degli altri, allora. Se mi stai davanti ancora un po', rischi di ritrovarti steso su questo tavolo.
Era ora, disse Van avviandosi verso le scale.
Quando i suoi anfibi toccarono il primo gradino, Mr X sibil, sprezzante, 
una vergogna che tu sia cosi debole di stomaco.
Il problema, qui, non  il mio stomaco, dia retta, ribatt Van senza fermarsi.
In palestra, Butch scese dal tapis roulant e si asciug il sudore dalla faccia con la maglietta.
Aveva appena corso per diciassette chilometri. In cinquanta minuti.
Il che equivaleva a una media di oltre un chilometro e mezzo ogni cinque minuti.
Porca vacca!
Come ti senti? chiese V dalla panca piana.
Come Lee Majors, cazzo, un fottuto uomo bionico.
Ci fu un gran clangore quando trecento e passa chili di metallo atterrarono sull'apposito
sostegno. Il riferimento all'Uomo da sei milioni di dollari tradisce la tua et, sbirro.
Sono cresciuto negli anni Settanta, e allora? Mica posso ammazzarmi. Butch bevve un sorso
d'acqua, poi si volt di scatto verso la porta. Trattenne il respiro e una frazione di secondo dopo entr
Marissa.
Dio, era magnifica in pantaloni neri e giacca color panna stile "donna in carriera" e, tuttavia, era
anche molto femminile. I suoi occhi chiari brillavano.
Ho pensato di fare un salto prima di uscire, disse.
Mi fa molto piacere, piccola, disse Butch andandole incontro; fece del suo meglio per
detergersi con l'asciugamano, ma lei non sembrava infastidita dal fatto che fosse tutto sudato. Neanche
un po'. Gli strinse il mento nel palmo mentre lui si chinava a dirle ciao contro la bocca.
Sembri in forma, sussurr, facendogli scorrere la mano sul collo e sui pettorali nudi. Poi, con
la punta delle dita, sfior la croce. In gran forma.
Sul serio? Fece lui sorridendo mentre gli veniva duro nei pantaloncini da corsa; solo un'ora e
mezzo prima l'aveva svegliata per fare l'amore. Be', mai quanto te.
Se ne potrebbe discutere, scherz Marissa. Butch soffi come un gatto mentre lei gli si
strusciava contro.
Con un mugolio, lui pass in rassegna mentalmente la struttura del centro di addestramento.
Dove potevano appartarsi per una decina di minuti? Uhm... s, l vicino c'era un'aula con una serratura
bella robusta. Perfetto.
Guard V, pronto a lanciargli un Torno subito, ma con grande sorpresa not che il fratello li
stava fissando con un'espressione impenetrabile, a palpebre socchiuse. Vishous si affrett a distogliere
lo sguardo.
Adesso devo proprio andare, disse Marissa arretrando di un passo. E una nottata
importante.
Non puoi fermarti ancora un pochino? Cinque minuti?
Mi piacerebbe molto, ma... no, non posso.
Un momento, pens Butch. C'era qualcosa di diverso nel modo in cui Marissa lo guardava.
Aveva gli occhi fissi sul suo collo e la bocca leggermente socchiusa.
Poi spinse fuori la lingua leccandosi repentina il labbro inferiore, quasi stesse assaporando
qualcosa di buono. O forse volesse assaporare qualcosa.
Butch venne colto da un desiderio incontrollabile.
Piccola? disse brusco. Hai bisogno di qualcosa da me?
S... rispose lei, poi si alz in punta di piedi per bisbigliargli all'orecchio, Ti ho dato tanto di
quel sangue durante la transizione che mi sento un po' debole.
Ho bisogno della tua vena.
Porca miseria... proprio quello che lui aspettava da sempre, ha possibilit di nutrirla.
Butch l'afferr per la vita, la sollev di peso da terra e corse con lei verso la porta, come se la
sala dei pesi stesse andando a fuoco.
Non adesso, Butch, protest Marissa ridendo. Mettimi gi. Non  passata neanche una
settimana dalla transizione.
No.
Butch, mettimi gi.
Il suo corpo obbed al comando, anche se la sua mente non era per niente d'accordo. Allora
quando?
Presto.
Ma io mi sento in forze.
Posso aspettare ancora un paio di giorni.  meglio se facciamo cos.
Lo baci e poi controll l'orologio. Veniva dalla collezione di Butch, era il suo preferito, il
Patek Philippe con il cinturino in coccodrillo nero. Gli piaceva l'idea che Marissa lo avesse con s
ovunque andava.
Sar al Porto Sicuro per tutta la notte, disse lei. Sono in arrivo un'altra madre e due piccoli e
voglio essere l ad accoglierli. Ho anche indetto la prima riunione del personale. Viene anche Mary,
cos la facciamo insieme.  probabile che non sia di ritorno prima dell'alba.
Mi troverai qui. La trattenne mentre lei si girava per andarsene e la fece voltare tra le sue
braccia. Stai attenta, l fuori.
Va bene.
La baci con trasporto, stringendo il suo corpo snello. Dio, non vedeva l'ora che tornasse.
Appena Marissa usc, ne sent subito la mancanza.
Mi sono proprio rimbecillito, disse quando la porta si chiuse.
Te l'avevo detto, comment V, scendendo dalla panca piana per andare a prendere un paio di
manubri. I vampiri innamorati sono una cosa molto particolare.
Butch scosse la testa, cercando di concentrarsi di nuovo su quello che voleva fare in palestra
quella sera. Negli ultimi sette giorni, quando Marissa usciva per andare al suo nuovo lavoro, lui era
rimasto al quartier generale cercando di prendere confidenza con il suo nuovo corpo. Non era impresa
facile, la curva di apprendimento era parecchio ripida. All'inizio aveva dovuto imparare da capo anche
le funzioni pi elementari, come mangiare e scrivere. Adesso stava cercando di farsi un'idea dei suoi
limiti fisici per vedere quando... se?... sarebbe crollato. La bella notizia era che finora tutto funzionava.
Be', quasi tutto. Una delle mani era un filo menomata, anche se non in modo grave.
E le zanne erano favolose.
Cos come la forza e la resistenza di cui adesso era dotato. Per quanto cercasse di sfiancarsi in
palestra, il suo fisico rispondeva sempre con prontezza e senza mostrare il minimo segno di cedimento.
Ai pasti si rimpinzava come Rhage e Z, ingurgitando cinquemila calorie al giorno, e malgrado ci era
sempre affamato.
Pi che logico: si stava gonfiando di muscoli neanche si imbottisse di steroidi.
Restavano due domande ancora senza risposta. Era in grado di smaterializzarsi? E poteva
esporsi alla luce del sole? V aveva suggerito di lasciarle in sospeso ancora per un mesetto e Butch non
aveva niente in contrario. Aveva gi abbastanza di cui preoccuparsi.
Non starai mica mollando? chiese V, alzando gli occhi dagli esercizi per irrobustire i bicipiti.
In ogni mano stringeva un peso di una trentina di chili.
Adesso anche Butch riusciva a sollevare manubri altrettanto pesanti.
Naa, sono ancora pieno di energie, ribatt salendo su uno strano macchinario per fare un po'
di stretching alle gambe.
Dannazione, a proposito di energie... era allupato come un mandrillo. In continuazione. Era
praticamente un maniaco. Marissa si era trasferita in camera sua, alla Tana, e lui non riusciva a lasciarla
in pace, non c'era verso. La cosa lo metteva parecchio a disagio e aveva cercato di nasconderle quella
fissa, ma invariabilmente Marissa capiva quando lui la voleva e non gli diceva mai di no, anche solo
per una sveltina.
Sembrava sinceramente estasiata del controllo sessuale che esercitava su di lui.
E lo stesso valeva per Butch.
Dio, gli tirava anche adesso. Gli bastava pensare a Marissa per essere subito pronto, anche se
quel giorno lo avevano fatto gi quattro o cinque volte. La cosa piacevole, nella sua fame di sesso, era
che non si limitava a soddisfare un bisogno fisico. Al centro di tutto c'era Marissa. Voleva stare con lei,
dentro di lei, tutto intorno a lei: non era sesso fine a se stesso, ma... be'... era fare l'amore. Con lei.
Dio, si era proprio rimbecillito.
Ma poi, perch avrebbe dovuto fingere? Quella era stata la settimana pi bella di tutta la sua
miserabile vita. Lui e Marissa stavano cosi bene insieme... e non solo a letto. Quando non si allenava in
palestra, Butch aveva passato molto tempo ad aiutarla con il suo progetto nei servizi sociali, e
quell'obiettivo comune li aveva avvicinati ancora di pi.
Il Porto Sicuro, come Marissa aveva battezzato il centro di accoglienza, ormai era pronto ad
aprire i battenti. V aveva provveduto a installare i migliori sistemi di sicurezza nella villa in stile
coloniale e, anche se restava ancora molto da fare, almeno potevano cominciare ad accogliere i primi
ospiti. Per il momento c'erano solo la madre e la bambina con la gamba ingessata, ma tutto lasciava
prevedere che presto sarebbe arrivata molta altra gente.
In tutto - tutti i cambiamenti, tutte le novit, tutte le sfide - Marissa era sempre stata fantastica.
Intelligente. Capace. Disponibile. Butch era giunto alla conclusione che la sua natura vampiresca, per
cos dire, quella parte di lui rimasta a lungo sepolta, aveva scelto con grande saggezza la sua compagna.
Anche se si sentiva ancora un po' in colpa per averla fatta sua. Continuava a pensare a tutto
quello che Marissa si era lasciata alle spalle... suo fratello, la sua vecchia vita, tutto lo sfarzo legato alla
glymera. Lui si era sempre sentito come un orfano dopo aver abbandonato la famiglia e il posto in cui
era cresciuto, e non le augurava certo la stessa cosa. Ma non aveva intenzione di rinunciare a lei.
Con un po' di fortuna, presto avrebbero celebrato la cerimonia nuziale. V gli aveva sconsigliato
di sottoporsi a ulteriori stress fisici nel corso della prima settimana dopo la transizione - nella tradizione
della confraternita, infatti, il nome della sposa veniva inciso nella viva carne dello sposo da parte dei
fratelli.
Butch aveva acconsentito a rimandare, ma intendeva procedere appena possibile.
Poi avrebbe portato Marissa all'altare, sposandola anche secondo il rito cattolico.
Buffo, aveva cominciato ad andare regolarmente alla messa di mezzanotte.
Tutte le settimane, con il suo berrettino dei Sox, si se deva a testa china in fondo alla chiesa di
Nostra Signora, raccogliendosi in se stesso nel tentativo di ristabilire un contatto con Dio e con la
Chiesa. Le funzioni religiose gli recavano un conforto incommensurabile, come nient'altro al mondo.
Perch la tenebra era ancora dentro di lui, una presenza estranea che non lo lasciava mai solo.
Dentro di lui c'era un'ombra, qualcosa in agguato tra una costola e l'altra e tra le vertebre della
sua spina dorsale. Lui la sentiva sempre, in ogni momento, che si agitava, si muoveva, lo osservava. A
volte, addirittura, quella "cosa" guardava all'esterno attraverso i suoi occhi, e quelli erano i momenti in
cui Butch aveva pi paura di se stesso.
Ma andare in chiesa gli era di grande aiuto. Gli piaceva pensare che la bont che si respirava
nell'aria in quel luogo sacro filtrasse dentro di lui. Gli piaceva credere che Dio lo ascoltasse. Aveva
bisogno di sapere che esisteva una forza esterna che lo avrebbe aiutato a non smarrire la sua umanit e
la sua anima.
Perch in caso contrario sarebbe stato come morto, anche se il suo cuore avesse continuato a
battere.
Ehi, sbirro?
Senza interrompere gli esercizi di stretching, Butch si volt verso la porta della sala pesi. Fermo
sulla soglia c'era Phury, coi suoi incredibili capelli rossi, gialli e marroni che brillavano sotto le luci
fluorescenti.
Cosa c', Phury?
Il fratello entr zoppicando leggermente. Wrath vuole che tu venga alla riunione che facciamo
stasera prima di uscire.
Butch guard V, il quale continuava a sollevare i suoi pesi evitando deliberatamente di alzare
gli occhi dai materassini. Perch?
Ha detto solo che ti vuole alla riunione.
Okay.
V, per caso sai cos' questa storia? chiese Butch dopo che Phury se ne fu andato.
Il suo coinquilino si strinse nelle spalle. Vieni alle riunioni e basta.
Riunion-i? Nel senso di tutte le sere?
Vishous continuava a pompare, le vene dei bicipiti gonfie fin quasi a scoppiare sotto tutto quel
peso. S. Tutte le sere.
Tre ore dopo, Butch e Rhage uscivano dal quartier generale a bordo della Escalade... e Butch si
chiedeva cosa diavolo fosse successo. Era in perfetta tenuta da combattimento: giaccone di pelle nera,
una Glock sotto ogni ascella e alla cintola un coltello da caccia con la lama lunga una ventina di
centimetri.
Quella sera sarebbe sceso in campo a combattere.
Era solo una prova e doveva ancora parlarne con Marissa, ma sperava che funzionasse. Lui
voleva combattere... s, lo voleva. E anche i fratelli lo volevano.
Ne avevano discusso a lungo tutti insieme, quella sera, sviscerando soprattutto il problema del
suo lato oscuro. Il succo era il seguente: lui era in grado di uccidere i lesser e aveva voglia di farlo, e in
quella guerra la confraternita aveva bisogno di rinforzi. Per cui avevano deciso di fare quel tentativo.
Mentre Rhage guidava verso il centro, Butch guardava fuori dal finestrino.
Avrebbe preferito che V non fosse stato a riposo, quella sera. Gli sarebbe piaciuto averlo al suo
fianco per quella specie di battesimo del fuoco. Per lo meno Vishous era in panchina perch toccava a
lui in base alla tabella di rotazione, e non perch stava andando fuori di testa. Anzi, sul fronte degli
incubi sembrava molto migliorato: non c'erano pi state grida nel cuore della notte.
Sei pronto a scendere in campo? chiese Rhage.
S. In effetti il suo corpo scalpitava per essere sfruttato, e sfruttato specificamente in quel
modo, in battaglia.
Una quindicina di minuti dopo, Rhage parcheggi dietro Screamer's. Mentre si dirigevano verso
la Decima Strada, Butch si ferm a met del vicolo voltandosi verso l'edificio.
Butch?
Ripensando alla propria storia, Butch allung una mano per toccare ancora una volta la traccia
annerita dell'esplosione, nel punto in cui l'automobile di Darius era saltata in aria. Gi... tutto era
cominciato l, l'estate precedente... in quel punto preciso. Eppure, mentre sentiva sotto il palmo i
mattoni umidi e rugosi, sapeva che il vero inizio era adesso. Adesso che la sua vera natura era venuta
allo scoperto. Adesso che... lui era quello che doveva essere.
Tutto bene, socio?
Il cerchio si chiude, Hollywood, disse Butch voltandosi verso il compagno,
Il cerchio si chiude. Il fratello butt l un Eh? Come hai detto? Butch sorrise e riprese a
camminare.
Allora, come funziona di solito? chiese quando sbucarono sulla Decima.
In media in una nottata normale copriamo due volte un raggio di venticinque isolati.  un po'
come la pesca a traina, in effetti. I lesser cercano noi e noi cerchiamo loro. Ci scontriamo non appena.
..
Butch si blocc e volt automaticamente la testa, scoprendo in un ringhio le magnifiche zanne
nuove.
Rhage, disse sottovoce.
Il fratello si lasci sfuggire una risatina soddisfatta. Dove sono, sbirro?
Butch part a razzo verso il segnale che aveva captato, sempre pi consapevole della propria
forza bruta. Il suo nuovo corpo era come un'auto con un motore da competizione, non pi una Ford ma
una Ferrari. E lui gli lasci briglia sciolta, sfrecciando lungo la strada buia con Rhage alle calcagna. I
due vampiri si muovevano all'unisono.
Si muovevano come due killer.
A sei isolati di distanza, trovarono tre lesser che confabulavano tra loro all'imbocco di un
vicolo. I non morti voltarono la testa in contemporanea e, nell'istante in cui incroci il loro sguardo,
Butch sent quell'orribile guizzo di riconoscimento. La reazione era sempre la stessa, immutabile:
timore da parte di Butch e confusione da parte dei lesser, i quali parvero intuire che lui era a un tempo
uno di loro, ma era anche un vampiro.
Nel lurido vicolo immerso nell'oscurit, la battaglia scoppi come un temporale estivo, la
violenza si condens prima di esplodere in una raffica di calci e pugni. Butch venne colpito alla testa e
al corpo, ma pareva non accorgersene, come se la sua pelle fosse un'armatura e i muscoli fossero
d'acciaio.
Alla fine sbatt a terra uno dei non morti, gli mont sopra e fece per afferrare il coltello che
aveva alla cintola. Ma poi si blocc, sopraffatto da un bisogno irresistibile. Lasciando il coltello
dov'era, si chin sopra il lesser, faccia a faccia, e assunse il controllo grazie allo sguardo. Quando
Butch apr la bocca, il lesser sgran gli occhi, terrorizzato.
La voce di Rhage gli giunse come da molto lontano. Butch? Cosa stai facendo? Io ho
neutralizzato gli altri due, per cui devi solo pugnalarlo.
Butch? Pugnalalo.
Butch indugiava sopra le labbra del lesser, pervaso da un senso di potenza che non aveva nulla a
che fare con il suo fisico mentre aveva tutto a che fare con il suo lato oscuro. Cominci molto
lentamente, inalando in modo quasi impercettibile... e and avanti per un tempo che parve infinito, con
un'inspirazione continua, senza interruzioni e sempre pi profonda, finch la tenebra pass dal lesser a
Butch, trasferendo la vera essenza del male, la natura stessa dell'Omega. Via via che Butch inghiottiva
quel ripugnante flusso nero sentendolo sedimentare nel sangue e nelle ossa, il lesser si dissolveva in un
pulviscolo grigio.
Ma cosa cazzo... ? esclam Rhage a fior di labbra.
Van smise di correre all'ingresso del vicolo, seguendo un istinto che gli diceva di restare
nell'ombra. Era arrivato pronto a combattere, chiamato da un lesser che aveva riferito di un corpo a
corpo in corso con due fratelli. Appena giunto sul posto, per, vide una cosa che non quadrava.
Un vampiro terrificante se ne stava seduto a cavallo di uno dei lesser, occhi negli occhi...
risucchiandolo nel nulla, cazzo.
Mentre una pioggia di cenere ricadeva fluttuando sull'asfalto sudicio, il fratello biondo che
aveva assistito alla scena esclam; Ma cosa cazzo...?
In quel momento l'altro vampiro alz la testa, guardando dritto in faccia Van in fondo al vicolo,
anche se le tenebre avrebbero dovuto nascondere la sua presenza.
Porca miseria.,. era un tizio che stavano cercando. Il poliziotto. Van aveva visto la sua foto su
Internet, in quegli articoli tratti dal Caldwell Courier Journal. Solo che all'epoca era un umano, mentre
adesso non lo era proprio per niente.
Ce n' un altro, disse il vampiro con voce roca, incrinata, alzando debolmente un braccio per
indicare Van. Laggi in fondo.
Van ricominci a correre; non aveva nessuna intenzione di farsi fumare come uno spinello.
Era il dannato momento di informare Mr X.
Capitolo 42
A meno di un chilometro di distanza, nell'attico affacciato sul fiume, Vishous and a prendere
un'altra bottiglia di Grey Goose e la apr. Versandosi un altro bicchiere di vodka, guard il paio di
bottiglie da litro vuote posate sul bancone.
Stavano per farsi una nuova amica. Molto presto.
Su un sottofondo martellante di musica rap, prese il bicchiere di cristallo e la bottiglia appena
aperta e si avvi con passo malfermo alla vetrata scorrevole, spalancandola dopo aver fatto scattare la
serratura con la forza del pensiero.
Fu investito da una folata gelida e ridendo usc sul terrazzo, dove scrut il cielo notturno
bevendo una generosa sorsata di Goose.
Che gran bugiardo era. Che grandissimo bugiardo.
Tutti pensavano che stesse bene perch era riuscito a camuffare i suoi problemini. Portava
sempre un berretto dei Sox per nascondere il tic all'occhio.
Puntava la sveglia dell'orologio da polso in modo che scattasse ogni mezz'ora per fregare sul
tempo il suo sogno ricorrente. Mangiava anche se non aveva fame.
Rideva anche se non c'era proprio niente da ridere.
E fumava sempre come un turco.
Era arrivato addirittura a mentire spudoratamente a Wrath. Quando il re gli aveva chiesto come
stava, lo aveva guardato dritto in faccia e in tono pensoso e riflessivo aveva detto che, pur continuando
a "lottare" contro l'impulso di addormentarsi, l'incubo era "sparito" e lui si sentiva molto pi "stabile".
Balle. Era un vetro con un milione di incrinature. Bastava un niente per mandarlo in frantumi.
Il potenziale di rottura non dipendeva solo dalla mancanza di visioni o dal suo incubo calibro
dodici. Certo, tutto ci non faceva che peggiorare le cose, ma lui sapeva che si sarebbe trovato nella
stessa situazione anche senza quel carico supplementare.
Vedere Butch insieme a Marissa lo stava uccidendo.
Non li invidiava per la loro felicit, anzi. Era contentissimo che le cose si fossero sistemate, e
cominciava anche a provare una certa simpatia per Marissa.
Solo soffriva a stare vicino a loro.
Il punto era che... pur essendo una cosa assolutamente inopportuna e raccapricciante, lui
considerava Butch come... suo. Aveva introdotto lui quell'uomo nel loro mondo. Ci aveva convissuto
per dei mesi. Era andato a recuperarlo dopo che i lesser lo avevano ridotto in fin di vita. E lo aveva
guarito.
Ed erano state le sue mani a trasformarlo in vampiro.
Imprecando, si avvicin con passo incerto al muretto alto poco pi di un metro che correva
intorno al terrazzo dell'attico. Mise gi la bottiglia di Goose, producendo un raschio soffocato, e
barcoll quando si port il bicchiere alle labbra. Oh... dannazione, era vuoto. Prese la vodka e nel
versarla ne rovesci qualche goccia. Poi la pos di nuovo sul parapetto con quel leggero raschio.
Se la scol tutta, poi si sporse in fuori a guardare la strada, trenta piani pi sotto. Le vertigini lo
colsero a partire dalla testa, scuotendolo con violenza finch il mondo non cominci a girare
vorticosamente e da quel turbinio sfrenato usc il termine adatto a definire il suo particolare tipo di
sofferenza. Aveva il cuore infranto.
Merda... che casino.
Senza un briciolo di allegria, scoppi a ridere di se stesso, un suono aspro che venne risucchiato
dalle raffiche taglienti del vento di marzo.
Era scalzo. Sal con un piede sulla pietra gelida. Mentre si aggrappava per non perdere
l'equilibrio, lanci un'occhiata alla mano a cui aveva tolto il guanto. E rimase impietrito dal terrore.
Oh... Ges... no...
Mr X fiss a lungo Van. Poi scosse lentamente la testa, Che cosa hai detto?
Erano fermi in un angolo buio tra la Commerce e la Quarta e Mr X era molto lieto che fossero
soli. Perch non riusciva a credere alle sue orecchie e non voleva mostrare il suo sconcerto davanti agli
altri lesser.
Van si strinse nelle spalle.  un vampiro.  identico a un vampiro. Si comporta come un
vampiro. E mi ha riconosciuto subito, anche se non so proprio come abbia fatto a vedermi. E il lesser
che ha eliminato? Vede,  questa la cosa strana. Quel tizio si  come... nebulizzato. Non come quando
uno di noi viene pugnalato. Anche il fratello biondo era letteralmente scioccato. Roba del genere capita
spesso?
Niente del genere capitava spesso. Specialmente la parte in cui uno prima era un umano e poi si
ritrovava con un bel paio di zanne, almeno a sentire Van.
Quella roba era contro natura, cos come la storia dell'inalazione.
E ti hanno lasciato andare via cos? chiese Mr X. Il biondo era tutto preoccupato per il suo
compare. La lealt. Cristo. Sempre la solita lealt tra fratelli. Hai notato nient'altro, per quanto
riguarda O'Neal? A parte il fatto che sembra essersi trasformato in un vampiro? Forse Van aveva solo
equivocato...
Uhm... aveva una mano conciata male. Non la muoveva bene. Mr X fu scosso da un fremito,
vibrava come una campana. Cos'aveva che non andava, di preciso? chiese, mantenendo un tono
deliberatamente calmo.
Van alz una mano e pieg il mignolo fino a toccare il palmo.  tipo cos. Il mignolo  tutto
rigido e anchilosato, come se non riuscisse a muoverlo.
Che mano ?
Ehm... la destra. S, la mano destra.
Come in trance, Mr X si appoggi con la schiena al palazzo che ospitava la Lavasecco Valurite
Dry Cleaners. E gli torn in mente la profezia: E un giorno verr qualcuno a portare la fine prima del
padrone, un lottatore dei tempi moderni scoperto nel settimo del ventunesimo, e lo riconoscerete dai
numeri che reca:
Uno pi della bussola lui percepisce,
Bench solo quattro punti segni alla sua destra,
Tre vite avr,
Due marchi sul davanti, e con un singolo occhio nero, in un pozzo nascer e morir.
La pelle gli tirava tutta. Merda. Merda.
Se O'Neal era in grado di avvertire la presenza dei lesser, forse era a questo che si riferiva la
profezia quando diceva: Uno pi della bussola lui percepisce. Anche la storia della mano quadrava, se
non poteva indicare col dito mignolo. Ma la cicatrice supplementare?... un momento... il taglio
attraverso cui l'Omega aveva introdotto una parte di s dentro O'Neal... se si contava anche l'ombelico,
facevano due marchi. E forse il segno nero rimasto era l'occhio menzionato nelle Pergamene. Quanto
all'essere nato e morto nello stesso luogo, O'Neal era venuto al mondo come vampiro proprio l a
Caldwell ed era probabile che a un certo punto vi avrebbe trovato la morte.
Tutto tornava, come un'equazione matematica, ma la cosa sensazionale non era quello: era che
nessuno, ma proprio nessuno, aveva mai sentito parlare di un lesser eliminato come aveva detto Van.
Mr X si concentr su Van: ora s che i tasselli erano tutti al posto giusto. Non sei tu quello che
cercavo.
Avresti dovuto lasciarmi, disse Butch mentre Rhage fermava la Escalade davanti al palazzo
di V. Lasciarmi andare a prendere quell'altro lesser.
S, bravo. Eri mezzo morto e c'erano altri assassini in arrivo, te lo garantisco.
Rhage scosse la testa mentre entrambi scendevano dal SUV. Vuoi che ti accompagni di sopra?
Hai ancora quel bel colorito cadaverico.
S, s, fai lo spiritoso. Tornatene l fuori a combattere contro quelle teste di cazzo, va'.
Mi piace da pazzi quando mi dici cose cos sexy, disse Rhage con un mezzo sorriso, poi torn
serio. Senti, a proposito di quello che  sue...
 il motivo per cui voglio parlare con V.
Bene. V sa sempre tutto. Rhage gli mise in mano le chiavi della Escalade e gli diede una
stretta alla spalla. Chiamami se hai bisogno di me.
Dopo che il fratello fu svanito nel nulla, Butch entr nell'atrio del palazzo, salut con un cenno
della mano la guardia giurata e prese uno degli ascensori. La salita fino in cima al grattacielo dur
un'eternit e lui pass il tempo a sentire il male che gli scorreva nelle vene. Il suo sangue era tornato
nero. Ne era certo. E
aveva addosso quella puzza di borotalco della malora.
Si sentiva come un lebbroso. Uscito sul pianerottolo, fu investito da una musica martellante.
"Chicken N Beer" di Ludacris pompava a manetta.
Buss con forza alla porta. V?
Nessuna risposta. Cavolo. Gi una volta era entrato senza bussare e lo aveva sorpreso mentre...
Per qualche motivo la serratura scatt e la porta si socchiuse appena. Butch la apr con una
spinta; il suo vecchio istinto da poliziotto lo mise in allarme mentre il rap aumentava di volume.
Vishous? Quando entr, una ventata gelida spazz l'attico; arrivava da una vetrata spalancata.
Ehil... V?
Butch lanci un'occhiata al mobile bar. Sul bancone di marmo c'erano due bottiglie vuote di
Goose e tre tappi a vite. Qualcuno aveva fatto baldoria.
Usc sul terrazzo, aspettandosi di trovare V svenuto su una sedia a sdraio.
Invece si trov davanti una scena da far rizzare i capelli: in piedi sul muretto che correva
intorno all'edificio, Vishous ondeggiava nel vento, nudo e...
scintillante come un albero di natale.
Ges Cristo... V.
Il fratello si volt di scatto, poi spalanc le braccia sfavillanti. Con un sorriso da squilibrato,
gir lentamente su se stesso. Bello, eh? Adesso ce l'ho dappertutto. Si port alle labbra la bottiglia di
Goose e bevve una lunga sorsata.
Ehi, pensi che adesso vorranno legarmi e tatuarmi ogni centimetro di pelle?
Butch attravers adagio la terrazza. V, bello... cosa ne dici di scendere gi da l?
E perch? Scommetto che riesco a volare, tanto sono intelligente, ribatt Vishous guardando
il baratro di trenta piani che si spalancava sotto di lui. Mentre ondeggiava avanti e indietro nel vento, il
suo corpo illuminato era straordinariamente bello. Gi, sono cos intelligente, cazzo, che so battere la
forza di gravit, ci scommetto. Vuoi vedere?
V... Merda. V, amico mio, vieni gi di l.
Vishous lo guard e all'improvviso parve tornare in s. Puzzi come un lesser, socio, disse
aggrottando la fronte.
Lo so.
Come mai?
Te lo dico se scendi.
Ricatti, ricatti... V bevve un'altra sorsata di Goose. Non voglio scendere, Butch. Voglio
volare... volare via. Reclin il capo all'indietro per guardare il cielo e perse l'equilibrio... poi,
all'ultimo momento, riusc a raddrizzarsi agitando la bottiglia. Oops, Ancora un po' e cado.
Vishous... Ges Cristo...
E cos, sbirro... l'Omega  tornato dentro di te. Il sangue nelle tue vene  nero. V si scost i
capelli dagli occhi, lasciando intravedere i tatuaggi neri sulla tempia, evidenziati dal chiarore sottopelle.
Eppure tu non sei intrinsecamente cattivo. Com' che ha detto la Vergine Scriba? Ah... s... il male si
annida nell'animo. E tu.., tu, Butch O'Neal, hai un animo buono. Migliore del mio.
Vishous, scendi. Subito...
Tu mi sei piaciuto subito, sbirro. Dal primo momento che ti ho visto. Anzi no... non proprio
dal primo momento. La prima volta che ti ho visto volevo ucciderti. Poi per mi sei diventato
simpatico. Molto. Dio, pens Butch, V aveva un'espressione che non gli aveva mai visto prima.
Triste... affettuosa... ma soprattutto... divorata da una brama misteriosa. Ti ho guardato quand'eri con
lei, Butch. Ti ho guardato... mentre facevi l'amore con lei.
Cosa?
Marissa. Ti ho visto, sopra di lei, alla clinica. V spazz l'aria avanti e indietro con la mano
incandescente. Ho sbagliato, lo so, e mi dispiace molto... ma non riuscivo a staccarvi gli occhi di
dosso. Voi due eravate cos belli, insieme, e anch'io volevo... merda, la stessa cosa, qualunque cosa
fosse. Volevo provare anch'io la stessa cosa. S, almeno per una volta... Volevo sapere com' fare sesso
in modo normale, amare la persona con cui si va a letto. Scoppi in una risata raccapricciante. Be',
quello che voglio non  esattamente normale, eh? Riuscirai mai a perdonare la mia perversione? A
perdonare la mia imbarazzante e vergognosa depravazione? Cazzo... com' degradante, per tutti e
due...
Butch era pronto a dire qualunque cosa pur di tirar gi l'amico da quel parapetto, ma aveva la
netta sensazione che V fosse inorridito da se stesso. E non era proprio il caso. Non si possono scegliere
i propri sentimenti, non ci si pu fare niente, e lui non si sentiva minacciato da quella rivelazione. Per
certi versi non ne era neanche sorpreso.
V, bello, noi due insieme stiamo alla grande. Io e te... stiamo da Dio.
V perse quell'espressione struggente. Il suo viso si trasform in una maschera gelida,
assolutamente spaventosa data la situazione. Tu eri l'unico amico che avevo. Un'altra risata
agghiacciante. Anche se avevo i miei fratelli, tu eri il solo a cui mi sentivo davvero vicino. Non sono
bravo nei rapporti interpersonali, lo sai. Per con te era diverso.
Lo stesso vale anche per me, V. Ma perch adesso non sce...
Tu non eri come quegli altri, a te non  mai importato che fossi diverso. Gli altri... mi odiavano
perch ero diverso. Non che abbia qualche importanza. Sono tutti morti, ormai. Morti, morti...
Butch non capiva cosa accidenti stesse dicendo, non ne aveva la pi pallida idea, ma poco
importava cosa dicesse. Il problema era che Vishous stava parlando al passato.
Io sono ancora tuo amico. Sar sempre tuo amico.
Sempre... che buffa parola, sempre. V cominci a piegare le ginocchia, sempre pi in bilico
via via che si accucciava.
Butch fece un passo avanti.
No, non farlo, sbirro. Fermati l. V mise gi la vodka, facendo scorrere leggermente i
polpastrelli sul collo della bottiglia. Questa roba si  presa cura di me.
Perch non ce ne facciamo un goccio insieme?
Naa. Per puoi bere quella che  avanzata. Vishous alz gli occhi di diamante e nel sinistro la
pupilla cominci a dilatarsi fino a divorare tutta la parte bianca. Ci fu una lunga pausa, poi V rise. Sai,
non riesco a vedere niente... anche quando mi apro completamente, anche quando mi offro
spontaneamente di farlo, sono cieco. Sono una specie di non vedente, la mia capacit di prevedere il
futuro  svanita. Si guard. Per sono sempre una gran bella abat-jour. Sembro una di quelle lucette
per bambini, hai capito quali? Quelle che si infilano direttamente nella presa e restano accese tutta la
notte.
V...
Tu sei un buon irlandese, giusto? Quando Butch annu, Vishous disse,
Irlandese, irlandese... fammi pensare. S... La sua vista si snebbi e con voce rotta disse, Che
la strada ti venga incontro. Che tu abbia sempre il vento in poppa. Che il sole splenda sul tuo viso e la
pioggia cada lieve sui tuoi campi. E, mio carissimo amico, finch non ci incontreremo di nuovo, che il
Signore ti tenga nel palmo della sua mano
Prese lo slancio e si tuff all'indietro nel vuoto.
Capitolo 43
John, ho bisogno di parlarti.
I Seduto sulla poltrona di Thor, John guard in su e vide Wrath entrare nello studio e chiudere
la porta. A giudicare dal volto cupo del re doveva trattarsi di una cosa seria, qualunque cosa fosse.
Mettendo da parte la sua lezione di Antico Idioma, John si prepar al peggio.
Oh, Dio, e se era la notizia che ogni giorno, negli ultimi tre mesi, aveva temuto di sentire?
Wrath fece il giro della scrivania e spost il trono in modo da fronteggiare John. Poi si sedette
con un profondo sospiro.
S,  cos Tohr  morto e hanno trovato il suo cadavere.
Sento l'odore della tua paura e della tua tristezza, figliolo, disse il re, accigliandosi. E posso
capirle entrambe, data la situazione. Il funerale verr celebrato tra tre giorni.
John deglut, stringendosi le braccia intorno alle spalle. Aveva la sensazione di essere
nell'occhio di un tenebroso ciclone che spazzava via il mondo intero.
La famiglia del tuo compagno ha chiesto che tutti gli studenti siano presenti.
John alz la testa di scatto. Cosa? chiese in silenzio, muovendo solo le labbra.
Il tuo compagno di classe. Hhurt. Non ce l'ha fatta a superare la transizione.
 morto la notte scorsa.
Allora Tohr non era morto?
John cerc disperatamente di tirarsi indietro dall'orlo del baratro, solo per ritrovarsi a guardare
in fondo a un altro baratro. Uno dei suoi compagni era morto a causa della transizione?
Credevo che lo sapessi.
John scosse la testa e pens a Hhurt. Non lo conosceva quasi per niente, ma comunque...
A volte capita, John. Ma non voglio che ti preoccupi. Ci prenderemo molta cura di te.
Qualcuno era morto durante la transizione? Oh, cazzo...
Ci fu un lungo silenzio. Poi Wrath punt i gomiti sulle ginocchia e si sporse in avanti, I lunghi
capelli neri gli scivolarono gi dalla spalla, sfiorandogli le cosce fasciate di pelle. Senti, John,
dobbiamo cominciare a pensare a chi ti assister al momento della transizione. Sai, chi ti nutrir.
John pens con una stretta al cuore a Sarelle, che i lesser avevano catturato e ucciso insieme a
Wellsie. Avrebbe dovuto essere lei la prescelta.
Ci sono due possibilit, figliolo. Possiamo provare a far venire qualcuno da fuori. Tra le
conoscenze di Bella ci sono delle famiglie con delle figlie e una di loro... s, insomma, una di loro
potrebbe anche rivelarsi una buona compagna, per te. John si irrigid. In tutta onest, per... riprese
Wrath, questa soluzione non mi entusiasma. Potrebbe essere difficile farla arrivare qui in tempo. Fritz
dovrebbe andare a prenderla e in quella situazione anche i minuti sono di cruciale importanza. Per se
vuoi...
John pos la mano sull'avambraccio tatuato di Wrath e scosse la testa. Non sapeva cos'altro gli
avrebbe proposto il re, ma era sicurissimo di non volere una femmina disponibile. Senza neanche
pensarci, disse a gesti, Niente compagna.
Che alternativa ho?
Potremmo utilizzare una delle Elette.
John pieg la testa di lato.
Sono le femmine che fanno parte della cerchia pi ristretta della Vergine Scriba e vivono
nell'altra dimensione. Rhage ne utilizza una, Layla, per nutrirsi perch non pu vivere del sangue di
Mary. Layla  sicura e potrebbe arrivare qui in un batter d'occhio.
John batt sul braccio di Wrath annuendo.
Ti va bene lei?
S, chiunque fosse questa Layla.
Okay. Bene. Ottimo, figliolo. Il sangue di Layla  purissimo, il che non guasta.
John si appoggi allo schienale della poltrona di Tohr, sentendo il sommesso scricchiolio del
cuoio tutto consumato. Pens a Blaylock e a Butch, entrambi sopravvissuti al cambiamento... pens in
particolar modo a Butch. Lo sbirro era cos felice, adesso. E grosso. E forte.
Valeva la pena di rischiare per la transizione, si disse. E poi in ogni caso... non aveva altra
scelta, no?
Wrath riprese a parlare. Chieder alla direttrice delle Elette, ma  una pura formalit. Buffo,
era cos che funzionava, un tempo: i guerrieri venivano aiutati ad acquisire tutta la loro potenza proprio
da quelle femmine. Accidenti, le Elette saranno al settimo cielo. Wrath si pass una mano tra i capelli,
scostandoli dalla fronte. Avrai voglia di conoscerla, naturalmente.
John annu. Poi divenne nervoso.
Oh, non preoccuparti. Le piacerai. Dopo ti permetter anche di possederla, se vorrai. Le Elette
sono bravissime a iniziare i maschi in questo modo. Alcune di loro, come Layla, sono addestrate a
farlo.
Non star mica parlando di sesso? si chiese John. Sapeva di avere un'aria stupida.
S, sto proprio parlando di sesso, conferm Wrath ridacchiando sornione.
Potresti aver voglia di farlo subito, dipende da quanto sar pesante il cambiamento. Chiedi un
po' a Butch.
Per tutta risposta, John fiss il re battendo le palpebre convulsamente.
Allora siamo intesi. Wrath si alz in piedi e, senza il minimo sforzo spost l'enorme trono
rimettendolo a posto accanto alla scrivania. Poi si accigli. Cosa credevi che volessi dirti?
John abbass la testa e, soprappensiero, accarezz il bracciolo della poltrona di Tohr.
Pensavi che si trattasse di Tohrment?
A John bast sentire quel nome per avere gli occhi rossi. Quando Wrath sospir, evit di
guardarlo.
Credevi che fossi venuto a dirti che era morto?
John si strinse nelle spalle.
Be'... io non credo che sia nel Fado.
John alz subito lo sguardo verso gli occhiali da sole del re.
Sento ancora come un'eco nel mio sangue, ed  lui. Quando abbiamo perso Darius non lo
sentivo pi nelle vene. Per cui, s, sono convinto che Tohr sia ancora vivo.
John prov come una fitta di sollievo, poi per riprese ad accarezzare il bracciolo della
poltrona.
Credi che non gliene importi niente di te perch non ha chiamato e non  tornato?
John annu.
Senti, figliolo, quando un vampiro innamorato perde la sua compagna...
perde se stesso.  la separazione pi difficile che si possa immaginare... pi difficile, cos ho
sentito, che perdere un figlio per un padre. La tua compagna  la tua vita. Beth  la mia. Se le
succedesse qualcosa... s, come ho detto una volta a Tohr, non riesco neanche a ipotizzarlo. Wrath
mise una mano sulla spalla di John. Ti dir una cosa. Se Tohr torner, lo far per te. Ti vedeva come
un figlio.
Forse potrebbe anche lasciare la confraternita, ma non sarebbe mai capace di abbandonare te. Ti
do la mia parola.
John aveva gli occhi gonfi, ma non voleva piangere al cospetto del re.
Raddrizz la schiena e strinse i denti, ricacciando indietro le lacrime. Wrath annu in segno di
approvazione.
Sei un maschio di valore, John, e Tohr sar fiero di te. Adesso vado a informarmi per Layla.
Il re and alla porta, poi si volt a guardare John da sopra la spalla. Z mi ha detto che voi due
uscite tutte le sere. Bene. Voglio che continui a farlo.
Quando Wrath usc, John si appoggi all'indietro, nella poltrona. Cavolo, quelle passeggiate con
Z erano cos strane. Con addosso i loro parka, e senza mai dire niente, vagavano per i boschi appena
prima dell'alba. John si aspettava che il fratello gli rivolgesse delle domande, si mettesse a stuzzicarlo,
cercasse di capire quello che gli frullava per la testa, ma finora non era successo niente di tutto ci.
Tutto si riduceva a loro due che camminavano in silenzio sotto gli alti pini.
Buffo, per... aveva finito col fare affidamento su quelle piccole escursioni. E dopo aver parlato
di Tohr, quella notte ne sentiva proprio un gran bisogno.
Gridando a squarciagola, Butch si precipit verso il parapetto. Si gett contro il cornicione e
guard gi, ma non riusc a vedere niente perch era troppo in alto e quel lato del grattacielo non era
illuminato. E il tonfo di un corpo che si sfracellava al suolo? Butch urlava troppo forte per sentirlo, a
quella distanza.
Vishous!
Oh, Dio... forse se scendeva abbastanza in fretta poteva... cazzo, portarlo da Havers... o
qualcos'altro... qualunque cosa. Si volt di scatto per correre all'ascensore...
Vishous gli comparve davanti come uno spettro sfavillante, un riflesso perfetto di ci che era
stato in vita, una visione eterea dell'unico vero amico di Butch.
Il quale incespic con un gemito patetico. V...
Non ce l'ho fatta, disse lo spettro.
Butch si accigli. V?
Per quanto odi me stesso... non voglio morire.
Butch rimase raggelato. Poi si accese di una rabbia al calor bianco, incandescente come il corpo
del suo coinquilino.
Brutto bastardo! Senza pensare si scagli in avanti, afferrando Vishous per la gola. Brutto...
bastardo! Mi hai spaventato a morte!
Tir indietro il braccio e gli sferr un pugno in faccia, colpendolo alla mascella. Poi, livido, si
prepar a essere colpito a propria volta. Invece di contrattaccare, tuttavia, V lo strinse tra le braccia,
chin il capo e... croll.
Tremava. Tremava in modo incontrollabile.
Imprecando con violenza contro l'amico, Butch lo sorresse, stringendo forte il suo corpo nudo e
luminoso mentre il vento gelido turbinava intorno a loro.
Esauriti gli improperi, gli bisbigli all'orecchio, Fammi ancora uno scherzetto del genere e ti
ammazzo con queste mani. Ci siamo capiti?
Sto perdendo il lume della ragione, disse V contro il collo dell'amico.
L'unica cosa che mi ha sempre salvato e la sto perdendo... l'ho persa... sono finito.  l'unica
cosa che mi ha salvato e adesso non mi resta pi niente...
Butch lo strinse ancora pi forte e subito prov una sensazione piacevole, un senso di sollievo e
benessere. Ma non ebbe il tempo di indugiarvi perch qualcosa di caldo e bagnato gli col gi nel
colletto. Aveva il sospetto che fossero lacrime, ma non voleva darci troppo peso. V doveva essere
inorridito da quella manifestazione di debolezza, sempre ammesso che stesse piangendo.
Butch gli mise la mano sulla nuca mormorando, Penser io a salvarti finch non ritroverai il
lume della ragione, cosa ne dici? Ti aiuter io.
Quando Vishous alla fine annu, Butch si rese conto all'improvviso di una cosa.
Merda... era attaccato al bagliore, a tutto quel bagliore incandescente, ma non stava andando a
fuoco e non sentiva dolore. Anzi, tutt'altro... sentiva la tenebra che aveva dentro uscire dalla pelle e
dalle ossa e filtrare dentro la luce bianca in cui si era trasformato Vishous: era quello il sollievo che
aveva avvertito poco prima.
Ma come mai non stava bruciando?
D'un tratto una voce femminile disse, Perch cos sar, la luce e il buio insieme, due met che
diventano un tutt'uno.
Butch e V si guardarono intorno. La Vergine Scriba fluttuava sopra la terrazza, la veste nera
immota malgrado le gelide raffiche di vento che soffiavano tutt'intorno.
Per questo non ti sei ridotto in cenere, disse la Vergine Scriba. E per questo lui ti ha visto
sin dall'inizio. Poi abbozz un sorriso, anche se Butch non sapeva come facesse a saperlo, visto che la
Vergine Scriba aveva il volto coperto. 
questo il motivo per cui il destino ti ha condotto da noi, Butch, disceso da Wrath figlio di
Wrath. Il Distruttore  arrivato e sei tu.
Adesso ha inizio la nuova era della guerra.
Capitolo 44
Marissa annu spostando il cellulare vicino all'altro orecchio e scorrendo la lista delle
ordinazioni sulla scrivania. Esatto. Ci serve una cucina a gas, modello industriale, sei fuochi minimo.
Avvertendo la presenza di qualcuno sulla soglia, alz lo sguardo e and in confusione. Posso...
ehm, posso richiamarla? Senza attendere una risposta, premette il tasto che chiudeva la
comunicazione. Havers. Come hai fatto a trovarci?
Suo fratello la salut chinando il capo. Era vestito come al solito, soprabito sportivo Burberry,
pantaloni grigi e papillon. Gli occhiali con la montatura di corno erano diversi da quelli con cui era
abitata a vederlo, ma alla fine erano sempre i soliti.
Le infermiere alla clinica mi hanno detto dov'eri.
Marissa si alz dalla sedia e incroci le braccia sul petto. E perch sei venuto?
Invece di rispondere, lui si guard intorno. Era facile intuire che non sarebbe rimasto bene
impressionato, pens Marissa. Il suo ufficio si riduceva a una scrivania, una sedia, un computer
portatile e uno spoglio pavimento di legno.
Be'... e un migliaio di fogli e foglietti su cui aveva appuntato quello che le serviva.
Lo studio di Havers, al contrario, era una sorta di santuario della cultura e della signorilit del
Vecchio Mondo, coi pavimenti coperti di tappeti Aubusson e le pareti tappezzate dei diplomi che aveva
conseguito alla Harvard Medicai School, nonch da una parte della sua collezione di paesaggi della
Scuola del Fiume Hudson.
Havers?
Hai sistemato in modo egregio questa struttura.
Siamo solo agli inizi; ed  una casa, non una struttura. Allora, come mai sei qui?
Lui si schiar la gola. Sono venuto su richiesta del Consiglio dei Princeps. Nel corso della
prossima riunione voteremo la mozione di sehclusion e il leahdyre dice che  tutta la settimana che
cerca di mettersi in contatto con te.
Non lo hai mai richiamato.
Ho da fare, come vedi.
Ma non possono votare se non sono presenti tutti i membri.
Allora dovrebbero rimuovermi. In effetti mi sorprende che non abbiano ancora trovato il modo
di farlo.
Tu appartieni a una delle sei dinastie fondatrici. Non puoi essere rimossa n esentata, per come
stanno le cose.
Ah, be', bella seccatura, per loro. Tuttavia quella sera non sono disponibile, sono certa che
capirai.
Non ti ho ancora detto la data.
Come ho gi detto, non sono disponibile.
Marissa, se non sei d'accordo con la mozione puoi chiarire il tuo punto di vista durante la fase
testimoniale della riunione. Puoi farti ascoltare.
Quindi voi che avete il diritto di voto siete tutti a favore?
 importante proteggere le femmine della razza.
Il che non ti ha impedito di cacciarmi dall'unica casa che avevo mezz'ora prima dell'alba,
ribatt gelida Marissa. Significa che non ti senti pi in dovere di difendere il mio sesso? O  perch
non mi consideri una femmina?
Havers ebbe il buon gusto di arrossire. Ero molto agitato, in quel momento.
A me sembravi calmissimo.
Marissa, mi dispiace...
Lei lo interruppe con un gesto brusco della mano. Basta. Non voglio pi starti a sentire.
Come vuoi. Per non dovresti boicottare il Consiglio per ripicca nei miei confronti.
Mentre Havers giocherellava nervosamente con il farfallino, Marissa vide l'anello di famiglia
con il sigillo che portava al mignolo. Dio.... Com'erano arrivati a quel punto? Ricordava ancora quando
era nato e lei aveva guardato il fratellino in braccio alla loro madre. Era un bambino cos dolce. Cos...
All'improvviso le venne in mente una cosa. Si affrett subito a celare lo shock che doveva esser
trapelato sul suo viso. E va bene. Verr alla riunione.
Havers si rilass, la tensione che gli irrigidiva le spalle si sciolse. Grazie, disse dopo averla
informata dei dettagli dell'incontro. Ti ringrazio di avere accettato.
Prego, non c' di che, disse lei con un sorriso gelido.
Segu un lungo silenzio, durante il quale Havers scrut i pantaloni e il maglione della sorella e
la sua scrivania sommersa da una montagna di carte.
Sembri molto diversa.
Lo sono.
Dall'espressione tesa e imbarazzata sul volto del fratello, cap che Havers invece era rimasto lo
stesso. Avrebbe preferito che lei si lasciasse plasmare sul modello della glymera: una raffinata padrona
di casa alla testa di una famiglia distinta. Be', peggio per lui. Adesso era tutta concentrata sulla sua
regola numero uno: giuste o sbagliate che fossero, era lei a compiere le scelte decisive della sua vita.
Lei e nessun altro.
Prese il telefono. Ora, se vuoi scusarmi...
Vorrei offrirti i miei servizi. Quelli della clinica, intendo dire. A titolo gratuito, disse Havers
spingendosi gli occhiali sul naso aristocratico. Le madri e i bambini che stanno qui avranno bisogno di
assistenza medica.
Grazie. Ti ringrazio... dell'offerta.
Avvertir anche il personale della clinica di stare all'erta e segnalare eventuali segni di
maltrattamento. Ti invieremo tutti i casi sospetti.
Te ne sarei davvero grata.
Siamo lieti di poterci rendere utili, disse Havers inclinando il capo.
Il cellulare suon e lei disse, Addio, Havers.
Lui sgran gli occhi e Marissa si rese conto che, per la prima volta in vita sua, era lei a
congedarlo.
Ma i cambiamenti erano una cosa positiva e Havers avrebbe fatto meglio ad abituarsi al nuovo
ordine del mondo.
Il telefono squill di nuovo. Chiudi la porta quando esci, se non ti dispiace.
Dopo che suo fratello fu uscito, Marissa controll il display del cellulare e tir un sospiro di
sollievo: era Butch, grazie al cielo. Aveva un gran bisogno di sentire la sua voce.
Ciao, disse. Non ci crederai mai, ma sai chi  appena...
Puoi tornare a casa? Subito?
Marissa strinse con forza il telefonino. Cosa  successo? Sei ferito...
No, sto bene, disse Butch. La sua voce era troppo controllata. Tutta calma apparente. Ho
solo bisogno che tu venga a casa. Immediatamente.
Esco subito.
Afferr il cappotto, si infil in tasca il cellulare e and a cercare l'unico membro del suo staff.
Devo andare, disse all'anziana doggen.
Sembra turbata, padrona. Posso fare qualcosa?
No, grazie. Torner pi tardi.
Penser a tutto io.
Marissa le strinse forte la mano e si precipit fuori. Ferma nel giardino anteriore, nella fredda
serata primaverile, cerc di calmarsi quel tanto che bastava a smaterializzarsi. Dopo qualche istante
pens di chiamare Fritz per farsi dare un passaggio: non solo era preoccupata, aveva anche bisogno di
nutrirsi, quindi era possibile che non ce la facesse.
Poi per sent che cominciava a funzionare. Appena si materializz davanti alla Tana, entr a
precipizio nel vestibolo. La serratura interna scatt prima ancora che mostrasse il viso alla telecamera;
dall'altra parte dei pesanti pannelli di legno e acciaio c'era Wrath.
Dov' Butch? chiese Marissa.
Sono qui, rispose lui facendosi vedere, ma senza avvicinarsi.
Nel silenzio di tomba che segu, Marissa entr lentamente; aveva l'impressione che l'aria si
fosse trasformata in una fanghiglia in cui faticava a farsi strada.
Frastornata, sent Wrath chiudere la porta e con la coda dell'occhio vide Vishous alzarsi da
dietro i suoi computer. V gir intorno alla scrivania e i tre vampiri si scambiarono delle occhiate.
Vieni qui, Marissa, disse Butch tendendo la mano.
Quando lei afferr il suo palmo, Butch la guid verso i computer e indic uno dei monitor.
Sullo schermo c'era... un testo. Un testo fittissimo. Per la precisione c'erano due sezioni di documenti, il
video era tagliato a met.
Che cos'? chiese Marissa.
Butch la fece accomodare con delicatezza sulla sedia e rimase in piedi dietro di lei, posandole la
mani sulle spalle. Leggi il brano in corsivo.
Da che parte?
 indifferente. Sono identici.
Accigliandosi, Marissa diede una scorsa a qualcosa che assomigliava a una poesia:
E un giorno verr qualcuno a portare la fine prima del padrone, un lottatore dei tempi moderni
scoperto nel settimo del ventunesimo, e lo riconoscerete dai numeri che reca:
Uno pi della bussola lui percepisce,
Bench solo quattro punti segni alla sua destra,
Tre vite avr,
Due marchi sul davanti,
e con un singolo occhio nero, in un pozzo nascer e morir.
Confusa, fece scorrere la schermata per vedere cosa veniva prima e dopo quel testo e gli occhi
le caddero su espressioni terribili: "Lessening Society",
"Affiliazione", "Padrone". Guard l'intestazione della pagina e rabbrivid.
Misericordia, ma qui si parla dei... lesser.
Cogliendo il terror panico nella sua voce, Butch si inginocchi accanto a lei.
Marissa,..
Di cosa diavolo si parla in questo brano?
Gi, come rispondere a quella domanda? Lui stesso faticava ancora a capacitarsene. Sembra
che... io sia questo. Cos dicendo, batt la punta dell'indice sullo schermo e poi si guard il mignolo
deformato, quello appiattito contro il palmo... quello che non riusciva a stendere... e con cui non
riusciva a indicare.
Marissa si scost da lui, guardinga. E questo cosa... sarebbe?
Grazie a Dio fu V a prendere la parola. Quelle che stai guardando sono due diverse versioni
delle Pergamene della Lessening Society. Una ce l'avevamo gi, l'altra viene da un portatile che ho
preso a casa di un lesser una decina di giorni fa. Le Pergamene sono il manuale della Societ e la
sezione che hai sotto gli occhi  quella che noi chiamiamo Profezia del Distruttore. La conosciamo da
generazioni, da quando siamo entrati in possesso della prima copia delle Pergamene.
Marissa si port una mano alla gola; aveva intuito il succo del discorso.
Cominci a scuotere la testa. Ma  scritto per enigmi. Non pu...
Butch presenta tutti i segni caratteristici, disse V accendendosi una sigaretta e soffiando fuori
il fumo. Avverte la presenza dei lesser, il che significa che percepisce qualcosa in pi dei semplici
punti cardinali: nord, sud, est e ovest. Il suo mignolo  deforme da dopo la transizione, quindi pu
indicare solo con quattro dita. Ha avuto tre vite, l'infanzia, la maturit e l'attuale vita da vampiro, e si
potrebbe dire che  nato qui a Caldwell quando lo abbiamo trasformato da uomo a vampiro. Ma
l'indizio pi rivelatore  la cicatrice sull'addome. E quello l'occhio nero e uno dei due marchi sul
davanti di cui parla la profezia.
Supponendo che il primo sia l'ombelico.
Marissa guard Wrath. E questo cosa significa?
Il re sospir. Significa che Butch  la nostra arma migliore nella guerra contro i lesser.
Ma come... Marissa non riusc a concludere la frase.
Butch  in grado di accelerare il ritorno dei lesser all'Omega. Vedi, durante l'iniziazione
l'Omega condivide una parte di s con ogni nuovo membro della Societ e quella parte torna a lui
quando il lesser viene ucciso. Dato che l'Omega  un essere finito, quel ritorno  fondamentale. Lui ha
bisogno di recuperare ci che ha introdotto dentro di loro se vuole continuare a popolare il suo
esercito.
Wrath accenn col capo a Butch. Lo sbirro riesce a interrompere questa parte del ciclo. Quindi
pi lesserriesce a consumare, pi l'Omega si indebolir, finch di lui non rester letteralmente pi
niente.  un po' come sgretolare un masso enorme un pezzetto alla volta.
Marissa riport gli occhi su Butch. "Consumare" come, esattamente?
Oh, cavolo, questa parte non le sarebbe piaciuta per niente. Io... li inspir. Li prendo dentro di
me.
Il terrore negli occhi di Marissa lo fece morire. Ma cos non rischi di diventare uno di loro?
Che cosa ti impedisce di soccombere?
Non lo so, rispose Butch piegandosi sui talloni, terrorizzato all'idea che Marissa potesse
scappare. Non che potesse biasimarla. Per Vishous mi aiuta.
Come mi ha gi aiutato a guarire con la sua mano.
Quante volte hai fatto... quella roba ai tesseri
Tre volte. Compresa stanotte.
Marissa serr con forza le palpebre. E quand' stata la prima volta?
Un paio di settimane fa, pi o meno.
Quindi nessuno di voi conosce gli effetti a lungo termine di questa cosa, giusto?
Ma io sto bene...
Marissa balz su dalla sedia e usc da dietro la scrivania, gli occhi fissi a terra, le braccia strette
intorno al corpo. Poi si ferm di fronte a Wrath e lo guard torva. E tu vorresti usarlo?
 in gioco la sopravvivenza stessa della specie.
E alla sua non ci pensi?
Butch si alz in piedi. Io voglio essere usato, Marissa.
Lei lo guard dura. Posso ricordarti che sei quasi morto a causa della contaminazione
dell'Omega?
Quello era diverso.
Ah, davvero? Se stai pensando di introdurre sempre pi male dentro il tuo organismo, in che
cosa sarebbe diverso?
Te l'ho detto, V mi aiuta a riciclarlo. Il male non resta dentro di me. Marissa non disse pi
nulla; immobile, in mezzo alla stanza, si chiuse in se stessa. Butch non sapeva come raggiungerla.
Marissa... stiamo parlando di avere uno scopo.
Uno scopo nella vita.
Buffo, stamattina a letto mi hai detto che ero io la tua vita.
E lo sei, infatti. Ma questo  diverso.
Ah, certo, tutto  diverso quando a te conviene che lo sia, ribatt lei. Poi scroll la testa.
Non sei riuscito a salvare tua sorella, ma adesso... adesso hai l'occasione di salvare migliaia di
vampiri. Il tuo complesso dell'eroe far i salti di gioia.
Butch strinse i denti. Questo  un colpo basso.
Ma  la verit. Tutt'a un tratto sembrava stanchissima. Sai, non ne posso pi di violenza, di
combattimenti, di feriti. E poi mi avevi promesso che non ti saresti immischiato in questa guerra.
Ero un umano, ai tempi...
Oh, per favore...
Marissa, hai visto anche tu di cosa sono capaci quei lesser. Eri alla clinica di tuo fratello
quando portavano il i cadaveri dei tuoi. Come faccio a rifiutarmi di combattere?
Ma tu non stai parlando solo di combattimenti corpo a corpo. La stai mettendo su un piano
completamente diverso. Consumare i non morti. Come fai a essere sicuro che non ti trasformerai in uno
di loro?
All'improvviso Butch venne sopraffatto dalla paura e, da come lo scrutava Marissa, cap di non
essere riuscito a dissimulare l'ansia abbastanza in fretta.
Lei scosse la testa. Sei preoccupato anche tu, vero? Non hai la certezza che non ti trasformerai
in uno di loro.
Non  vero. Io non mi perder. Ne sono sicuro.
Ah, davvero? Allora perch ti aggrappi alla tua croce, Butch?
Lui guard in gi. Merda, aveva la mano serrata sul crocifisso, al punto che le nocche erano
bianche e la maglietta tutta stropicciata. Si impose di abbassare il braccio.
Abbiamo bisogno di lui, Marissa, intervenne Wrath. La razza ha bisogno di lui.
E la sua sicurezza? grid lei senza riuscire a trattenere un singhiozzo. Poi subito si riprese.
Mi dispiace, ma non... non ce la faccio a sorridere e dire
"Andate a prenderli". Ho passato giorni interi in quarantena con lui... Si volt di scatto verso
Butch. Con te in fin di vita. Mi sembrava di morire. Il punto, per,  che allora non era una tua scelta,
mentre questa... questa invece  una tua scelta, Butch.
Non aveva tutti i torti. Ma lui non poteva tirarsi indietro. Era quello che era, e doveva credere di
essere abbastanza forte da non sprofondare nelle tenebre. Io non voglio vivere come un cagnolino,
Marissa. Voglio avere uno scopo...
Ma tu ce l'hai uno sco...
... e il mio scopo non  starmene seduto a casa ad aspettare che tu torni dalla tua vita. Sono un
uomo, non un mobile o un animale da compagnia. Lei lo fissava in silenzio. Non posso starmene con
le mani in mano quando so di poter fare qualcosa per aiutare la razza... la mia razza. Cos dicendo le si
avvicin.
Marissa...
Non posso... non posso accettarlo, disse lei allontanando le mani dalla sua portata e
indietreggiando. Ti ho visto troppe volte in punto di morte. Non voglio... non posso accettarlo, Butch.
Non posso vivere cos. Mi dispiace, ma sarai solo. Non me ne star a guardare mentre ti autodistruggi.
Detto questo, si volt e usc dalla Tana.
Su nella grande casa, John attendeva in biblioteca con i nervi a fior di pelle.
Quando la pendola batt le ore, abbass lo sguardo sul torace rachitico e sulla cravatta che gli
pendeva dal collo. Voleva fare bella figura, ma invece sembrava pi in posa per una foto scolastica.
Sentendo dei passi che si avvicinavano lesti, alz gli occhi sulla porta aperta.
Vide passare Marissa diretta allo scalone con aria desolata. Butch la tallonava da vicino, ancora
pi affranto.
Oh, no... Sperava tanto che facessero la pace. Gli stavano molto simpatici, tutti e due.
Quando al piano di sopra una porta sbatt con grande fragore, John and alle finestre a guardare
fuori. Pos la mano sul vetro a losanghe, ripensando a ci che aveva detto Wrath... che Tohr era vivo,
da qualche parte.
Avrebbe tanto voluto crederci.
Padrone? Nel sentire la voce di Fritz si volt e l'anziano maggiordomo sorrise. La sua ospite
 arrivata. Posso farla accomodare?
John deglut. Due volte. Poi annu. Fritz si dilegu e un istante dopo sulla soglia comparve una
donna. Senza guardarlo si inchin e rimase cos, piegata in due, in posizione supplice. Era molto alta,
pi di un metro e ottanta, e indossava una specie di toga bianca. Era bionda, coi capelli raccolti in uno
chignon, e anche se adesso John non riusciva a vederla in faccia, gli era bastata un'occhiata veloce per
rimanere colpito.
Era molto pi che bella. Praticamente un angelo.
Ci fu un lungo silenzio, durante il quale John non riusc a far altro che fissarla.
Vostra grazia, disse piano lei. Posso alzare gli occhi?
John apr la bocca. Poi cominci ad annuire freneticamente.
Solo che lei non si mosse. Be', per forza, non poteva vederlo. Merda.
Vostra grazia? Adesso la sua voce tremava leggermente. Forse... desiderate un'altra Eletta?
John le si avvicin e alz una mano per sfiorarla. Uhm, s, ma dove? Quella specie di toga era
scollata, con degli spacchi sulle maniche e sul davanti della gonna... Dio, che buon profumo aveva.
Imbarazzato, John le diede un colpetto sulla spalla e Layla si lasci sfuggire un ansito, colta alla
sprovvista.
Vostra grazia?
Con una leggera pressione del braccio lui la fece raddrizzare. Accipicchia. .. aveva due occhi
verdissimi. Come l'uva d'estate. O come l'interno di un lime.
John indic la propria gola e poi fece un gesto trasversale con la mano, come a tagliarla.
Layla reclin di lato il volto perfetto. Non parlate, vostra grazia?
Lui scosse la testa, leggermente sorpreso. Wrath non l'aveva avvertita.
D'altronde il re aveva un mucchio di altre cose a cui pensare.
Per tutta risposta gli occhi di Layla brillarono nel vero senso della parola e, quando sorrise, lo
mise KO. Aveva una dentatura perfetta e le zanne erano...
incredibilmente belle. Vostra grazia, il voto del silenzio  encomiabile. Richiede una ferrea
autodisciplina. Diventerete un guerriero molto potente, voi che discendete dalla stirpe di Darius, figlio
di Marklon.
Dio. Era sinceramente impressionata. Che diamine, se voleva credere che avesse fatto un voto, a
lui andava benissimo. Non c'era motivo di svelarle il suo difetto.
Forse gradite conoscermi? prosegu lei. Per essere certo di avere ci che desiderate quando
ne avrete bisogno?
John annu e lanci un'occhiata al divano, lieto di aver portato con s un bloc-notes. Forse
potevano sedersi un momento l e fare conoscenza...
Quando si volt, lei era nuda, in tutto il suo splendore, e quella specie di toga giaceva ai suoi
piedi.
John sent gli occhi schizzare fuori dalle orbite. Porca ...miseria.
Vostra grazia mi trova di suo gradimento?
Ges, Giuseppe e Maria... Anche se avesse avuto una laringe in perfetto stato sarebbe rimasto
senza parole.
Vostra grazia?
John annu. Cavolo, pens, aspetta che io racconti a Blaylock e a Qhuinn.
Capitolo 45
La sera dopo, Marissa emerse dalle stanze al seminterrato del Porto Sicuro cercando di fingere
che il mondo non le fosse crollato addosso. Mastimon vuole parlarti, disse una vocina.
Marissa si volt e vide la bambina con la gamba ingessata. Sforzandosi di sorridere, si accucci
per poter guardare il tigrotto di peluche dritto negli occhi.
Veramente?
S. Dice che non devi essere triste perch c' qui lui a proteggerci. E vuole abbracciarti forte
forte.
Marissa prese il peluche tutto spelacchiato e se lo strinse al collo.  feroce e gentile insieme.
 vero. E per ora dovresti tenerlo con te, dichiar la piccola con aria indaffarata. Io devo
aiutare mahmen a preparare il Primo Pasto.
Allora ci star attenta io.
Annuendo con aria solenne, la piccola si allontan, puntellandosi sulle piccole stampelle.
Col tigrotto stretto al collo, Marissa ripens alla sera prima, quando aveva messo in valigia le
sue poche cose e lasciato la Tana. Butch aveva cercato di dissuaderla, ma era fermo nella sua decisione,
glielo si leggeva negli occhi, quindi le sue parole non facevano alcuna differenza.
La verit era che l'amore di Marissa non aveva guarito la sua pulsione di morte o la sua
propensione a correre troppi rischi. Per quanto separarsi fosse doloroso, se restava con lui la situazione
sarebbe stata insostenibile: aspettare, una notte dopo l'altra, di ricevere la telefonata che le comunicava
la sua morte o, ancora peggio, la sua trasformazione in un'entit malefica.
E poi, pi ci pensava pi era convinta che Butch non avrebbe fatto nulla per proteggersi. Non si
fidava pi delle sue promesse, non dopo il suo tentativo di suicidio, alla clinica. E la regressione cui si
era sottoposto volontariamente. E la transizione che aveva voluto tentare a tutti i costi. E adesso quella
smania di combattere... di "consumare" i lesser. S, finora i risultati erano stati positivi, ma la tendenza
era tutt'altro che confortante: l'unica certezza era un consolidato schema autolesionistico che, presto o
tardi, ne era pi che sicura, lo avrebbe danneggiato gravemente.
Lo amava troppo per restare a guardarlo mentre si uccideva.
Si asciug gli occhi, lo sguardo perso nel vuoto. Dopo qualche minuto un barlume di pensiero,
una sorta di eco, si accese in un angolo della sua mente. Ma, qualunque cosa fosse, svan quasi subito.
Marissa si alz in piedi a fatica e per un attimo si sent persa. Non ricordava assolutamente cosa
stesse facendo o perch fosse l in corridoio. Alla fine and nel suo ufficio perch l c'era sempre
qualcosa da fare.
Uno dei tratti tipici dell'essere un ex poliziotto era che non perdevi mai il radar che ti
permetteva di captare gli idioti.
Butch si ferm dietro lo Zero-Sum. In fondo al vicolo, davanti all'uscita di emergenza, c'era
quella mezza cartuccia, quel biondino tutto fumo e niente arrosto, il fichetto che la settimana prima
aveva fatto tanto casino con la cameriera. Insieme a lui c'era uno di quei coglioni palestrati dei suoi
guardaspalle; i due si stavano accendendo una sigaretta.
Anche se non aveva molto senso che fossero andati a fumare l fuori al freddo.
Butch rimase nell'ombra a osservarli. Il che, naturalmente, gli diede modo di pensare. Bello
schifo, come al solito. Dio, tutte le volte che c'era un momento di calma, rivedeva Marissa che saliva a
bordo della Mercedes di Fritz e poi la S600 che spariva oltre il cancello.
Con un'imprecazione si massaggi lo sterno, sperando con tutto il cuore di trovare un lesser.
Aveva bisogno di menare le mani per alleviare almeno in parte quel dolore costante. Subito.
Da Trade Street un'auto svolt nel vicolo a velocit sostenuta e gli sfrecci davanti inchiodando
davanti all'ingresso laterale del club. L'Infiniti nera era tutta un luccichio di cromature, tanto da
sembrare una di quelle scintillanti sfere a specchi che girano sui soffitti delle discoteche. E - sorpresa! -
Il Biondino Testa di Cazzo si avvicin alla macchina con aria disinvolta, come se si trattasse di un
incontro combinato.
Il biondino e l'uomo al volante confabularono per un po' e alla fine si diedero una vigorosa
stretta di mano. Butch non sapeva di preciso cosa stesse succedendo, ma una cosa era certa: non si
stavano scambiando le ricette per i biscotti.
Quando la Infiniti fece retromarcia per uscire dal vicolo, Butch emerse dall'ombra. C'era un solo
modo per scoprire se la sua intuizione era giusta: supporre di averci azzeccato e vedere cosa saltava
fuori. Non dirmi che hai intenzione di spacciare quella roba qui dentro. Il Reverendo odia i freelance.
Il biondino si volt di scatto, inviperito. E tu chi cazzo se... le parole gli morirono in gola.
Un momento, io ti ho gi visto... solo che...
Gi, ho fatto revisionare il telaio. Adesso corro meglio. Molto meglio. Allora, cosa stai...
Butch si blocc di colpo, all'erta.
Lesser. L vicino. Merda.
Ragazzi, disse con calma. Dovete alzare i tacchi. E non potete rientrare da quella porta.
Testa di Cazzo riprese subito il suo solito atteggiamento. Chi ti credi di essere?
Fidati e datti una mossa. Subito.
Vaffanculo, possiamo starcene qui anche tutta la notte se... il fichetto rimase impietrito, poi
sbianc mentre un odore dolciastro fluttuava fino a loro sulle ali di una leggera brezza. Oh, Dio
mio...
Hmmm, e cos il Biondino Testa di Cazzo era un vampiro in fase di pre-transizione, non un
umano. Gi. Come ho gi detto, smamma, moccioso.
I due se la diedero a gambe, ma non furono abbastanza veloci. Un trio di lesser comparve
all'imbocco del vicolo, tagliando loro la strada.
Grandioso. Proprio fantastico.
Butch attiv il suo nuovissimo orologio da polso, inviando un segnale completo di coordinate.
Nel giro di qualche secondo V e Rhage si materializzarono al suo fianco.
Seguite la strategia che abbiamo concordato, mormor Butch. Poi penso io a fare pulizia.
Gli altri due vampiri annuirono mentre i lesser si avvicinavano sempre pi.
Rehvenge si alz dalla scrivania e si infil il suo cappotto di zibellino. Devo scappare, Xhex.
Ho la riunione al Consiglio dei Princeps. Mi smaterializzo cos posso fare a meno della macchina.
Spero di essere di ritorno tra un'ora. Prima di andare, per, aggiornami sull'ultimo caso di overdose.
 al pronto soccorso del Saint Francis. Dovrebbe farcela.
E quel bastardo dello spacciatore?
Xhex gli apr la porta, quasi incoraggiandolo a uscire. Non l'ho ancora beccato.
Rehv imprec, afferr il bastone e si avvicin a Xhex. Non sono per niente soddisfatto.
Ma va'?, borbott lei. E io che credevo tutto il contrario.
Rehvenge la fulmin con lo sguardo. Non prendermi per il culo.
Me ne guardo bene, capo, ribatt secca lei. Stiamo facendo tutto il possibile. Credi che mi
piaccia chiamare il 911 per questi imbecilli?
Rehvenge inspir a fondo cercando di calmarsi. Dio, era stata una settimana da schifo, al club.
Tutti e due erano sempre sul punto di esplodere e mancava poco che il resto del personale s'impiccasse
in bagno per la tensione.
Scusa, disse. Sono nervoso.
Xhex si pass una mano tra i capelli cortissimi. S... anch'io.
E tu cosa mi dici?
Non si aspettava una risposta, invece lei lo stup. Hai sentito di quell'umano?
O'Neal?
S.  uno di noi. Chi l'avrebbe detto, eh? Rehv non l'aveva ancora visto a quattr'occhi, ma
Vishous aveva chiamato per avvertirlo del miracolo.
Sinceramente Rehv augurava ogni bene allo sbirro. Gli stava simpatico quel chiacchierone di un
uomo... ehm, vampiro. Ma era anche consapevole che i suoi giorni con Marissa erano finiti, cos come
ogni speranza di fare di lei la sua compagna. E la cosa gli bruciava, eccome se gli bruciava, anche se
legarsi a lei sarebbe stata una pessima idea.
 vero? chiese Xhex. Di lui e Marissa?
S, non  pi un uomo libero.
Sul viso di Xhex si dipinse un'espressione stranissima... tristezza? S, ne aveva tutta l'aria.
Rehv si accigli. Non sapevo che ti stesse tanto a cuore.
Immediatamente lei torn la stessa di sempre: sguardo tagliente, volto impenetrabile, un vero
osso duro. Solo perch mi piaceva sbattermelo, non significa che lo volessi come compagno.
Okay, certo. Se lo dici tu.
Ti sembro il tipo che ha bisogno di un maschio? fece lei mostrando le zanne.
No, grazie al cielo. L'idea di te che ti innamori perdutamente di qualcuno  contro il naturale
ordine delle cose. Senza contare che sei l'unica da cui possa nutrirmi, per cui mi servi libera da legami
sentimentali. Le pass davanti dicendo,
Ci vediamo tra un paio d'ore al massimo.
Rehvenge. Quando lui si volt a guardarla, Xhex disse, Anch'io ho bisogno che tu resti
single.
Rimasero a fissarsi per qualche secondo. Dio, che coppia erano. Due impostori che vivevano in
mezzo ai Normali... due serpi insidiose, due pericoli sempre in agguato.
Non preoccuparti, mormor. Io non avr mai una shellan. Marissa era... qualcosa che mi
andava di assaggiare. Non avrebbe mai funzionato, alla lunga.
Xhex annu, quasi a suggellare di nuovo il patto tra loro, e Rehv usc.
Attravers l'area VIP mantenendosi nell'ombra. Non gli piaceva farsi vedere col bastone; se
proprio doveva usarlo, voleva far credere a tutti che fosse un vezzo, quindi cercava di non
appoggiarcisi troppo. Il che era un tantino pericoloso, considerata la sua mancanza di equilibrio.
Giunto all'uscita laterale, disattiv come per magia il sistema d'allarme e abbass il maniglione
antipanico. Usc, pensando che...
Porca miseria! Nel vicolo c'era una cazzo di rissa. Lesser. Fratelli. E, in mezzo, due civili
rannicchiati e tremanti. E il terribile Butch O'Neal.
Quando la porta si richiuse con un clic alle sue spalle, Rehv divaric le gambe chiedendosi
come mai le telecamere di sicurezza non avessero... ah, gi, il mhis. Erano avvolti da una coltre di
mhis. Bella mossa.
Rimase in disparte a osservare lo scontro, i tonfi sordi dei corpi che cozzavano contro altri
corpi, i grugniti, le lame che si incrociavano, il sudore e il sangue della sua razza che si mescolava
all'aroma dolciastro di talco per neonati dei non morti.
Accidenti, voleva giocare anche lui. Non vedeva proprio perch non avrebbe dovuto.
Quando un lesser incespic, barcollando verso di lui, lo agguant, lo sbatt contro il muro e,
sorridendo, lo guard dritto in quei suoi occhi slavati. Era passata un'eternit da quando aveva ucciso
qualcuno e il suo lato oscuro aveva nostalgia di quell'esperienza, smaniava per ripeterla. Dio, vedere
una vita che si spegneva, il suo lato malefico era assetato di cose come questa.
Avrebbe nutrito la bestia che c'era dentro di lui. L. Subito.
Malgrado la dopamina che aveva in corpo, le sue doti di symphath giunsero in suo soccorso
sull'onda dell'aggressivit, facendogli vedere tutto rosso.
Scoprendo le zanne in un sorriso, cedette alla sua met pi sinistra con il piacere estatico di un
tossico in crisi di astinenza.
Con mani invisibili si insinu nel cervello del lesser, rovistando in giro e innescando ogni sorta
di buffi ricordi, Fu come stappare delle bottiglie di soda; ci che sprizz fuori debilit la sua preda,
destabilizzandola al punto di renderla inerme. Dio, che orrori nella testa di quel bastardo... quel lesser
in particolare era dotato di un'autentica vena sadica. Mentre ogni singolo misfatto e spaventosa
violenza di cui si era macchiato gli annebbiava l'occhio della mente, il non morto si mise a urlare,
tappandosi le orecchie e stramazzando al suolo.
Rehv alz il bastone da passeggio e, dall'interno, sfil una lunga lama d'acciaio, rossa come la
sua visione bidimensionale. Stava per trafiggere il lesser, quando Butch lo afferr per un braccio.
Qui entro in gioco io.
Rehv lo guard in cagnesco. Col cazzo, questo qui lo faccio fuori io...
No. Butch si inginocchi accanto al lesser e...
Rehv chiuse la bocca di scatto, contemplando affascinato Butch che, chino sopra al non morto,
risucchiava qualcosa fuori dal suo corpo. Era una scena degna di un episodio della serie Ai confini
della realt. Purtroppo non ebbe il tempo di godersela perch un altro lesser si avvent contro Butch.
Rehv dovette balzare all'indietro per consentire a Rhage di placcarlo.
Sentendo sopraggiungere altri passi, Rehv si volt per affrontare l'ennesimo lesser. Ottimo.
Questo lo avrebbe sistemato lui, pens sogghignando.
Cavolo, i symphath andavano matti per le risse, altro che. E lui non faceva eccezione.
Mr X corse in fondo al vicolo dove era in corso il pestaggio. Non riusc a vedere o a sentire
niente, ma avvert la presenza di una cortina protettiva intorno alla scena, per cui cap di essere nel
posto giusto.
Alle sue spalle, Van imprec. Cos' 'sta roba? Sento che stanno lottando..,
Stiamo per penetrare nel mhis. Preparati.
Continuando a correre, colpirono una sorta di muro d'acqua ghiacciata.
Oltrepassata la barriera, videro la lotta: due fratelli. Sei lesser. Un paio di civili rannicchiati per
terra. Un vampiro gigantesco con una pelliccia lunga fino ai piedi... e Butch O'Neal.
L'ex poliziotto si stava sollevando proprio allora da terra; stava malissimo, ma risplendeva
dell'impronta dell'Omega. Quando incroci il suo sguardo, il Fore-lesser si ferm di colpo, sopraffatto
da un senso di intesa.
Ironia della sorte, proprio nell'istante in cui si stabil quel contatto, nell'attimo preciso di quel
reciproco riconoscimento, dall'altra dimensione lo chiam l'Omega.
Coincidenza? Poco importava. Mr X ignor la convocazione e il corrispondente formicolio
sottopelle. Van, disse sottovoce,  giunto il momento di far vedere quello che sai fare. Vai a
prendere O'Neal.
Era ora, cazzo, esclam Van lanciandosi verso il neonato vampiro. I due s fronteggiarono,
girando in circolo alla maniera dei lottatori. Almeno finch Van smise di muoversi, trasformandosi in
una statua di sale.
Perch cos aveva voluto Mr X.
Il quale non pot fare a meno di sorridere nel vedere il panico sui viso di Van, Gi, perdere il
controllo di tutte quelle impressionanti masse muscolari avrebbe fatto prendere una bella strizza a
chiunque.
Anche O'Neal era sorpreso. Si avvicin con cautela, guardingo, ma prontissimo ad approfittare
del fermo immagine che Mr X stava imponendo al suo sottoposto. Il placcaggio fu rapido. Con una
mossa repentina, O'Neal strinse il braccio intorno al collo di Van, lo rovesci e lo schiacci a terra.
A Mr X non importava un accidente di sacrificare uno come Van. Aveva bisogno di sapere cosa
succedeva quando... Cristo santo!
O'Neal... O'Neal aveva aperto la bocca e cominciato a inalare... Van Dean venne risucchiato nel
nulla, assorbito, inghiottito, posseduto. Ridotto in polvere.
Mr X fu pervaso da un profondo senso di sollievo. S... s, la profezia si era avverata. La
profezia si era incarnata in un irlandese trasformatosi in vampiro. Dio, ti ringrazio.
Spinto dalla disperazione, Mr X fece un passo avanti, esitante. Adesso... adesso avrebbe
finalmente trovato la pace che cercava, la tanto agognata via di scampo, la libert. Era O'Neal il
lottatore della profezia.
Se non che venne intercettato da un fratello col pizzetto e dei tatuaggi sulla faccia. Quel gran
bastardo sbuc dal nulla, come un meteorite piovuto dal cielo, e lo colp con tale violenza da farlo
piegare sulle ginocchia. I due cominciarono a lottare, ma Mr X era terrorizzato all'idea di essere
pugnalato invece che consumato da O'Neal. Cos, quando un altro lesser si gett nella mischia
afferrando il fratello, Mr X si sganci ritirandosi ai margini della scena.
Il richiamo dell'Omega ormai era un ordine perentorio, quel dannato formicolio sottopelle era
diventato insopportabile, ma lui non aveva intenzione di rispondere. Quella notte si sarebbe fatto
ammazzare. Ma lo avrebbe fatto nel modo giusto.
Butch alz la testa dal mucchietto di cenere della sua ultima vittima e cominci a dare di
stomaco, scosso da conati violentissimi. Gli sembrava di essere tornato indietro nel tempo, al momento
in cui si era risvegliato in clinica.
Contaminato. Macchiato. Sporco in modo irreparabile.
Dio... forse stavolta aveva esagerato? Aveva incamerato troppo male? Aveva raggiunto il punto
di non ritorno?
Sempre vomitando, sent avvicinarsi V. Con uno sforzo estremo, riusc ad alzare la testa
grugnendo, Aiutami...
Stavo per farlo, trahyner. Dammi la mano. Butch ubbid, in preda alla disperazione; Vishous
si sfil il guanto e gliela strinse con forza. La sua energia, quella bellissima luce bianca, si rivers
lungo il braccio di Butch pervadendolo da capo a piedi in un lampo, purificandolo, rinnovandolo.
Uniti da quella stretta di mano, i due amici divennero di nuovo le due met di una cosa sola. La
luce e il buio. Il Distruttore e il Salvatore. Un intero.
Butch prese tutto quello che Vishous aveva da dare. Alla fine non voleva pi lasciarlo andare
per timore che, se avesse interrotto quel contatto, in qualche modo il male sarebbe riuscito a tornare.
Stai bene? chiese piano V.
Adesso s. Dio, che voce roca. Tutta colpa dell'inalazione. Ma forse c'entrava anche la
gratitudine.
V lo aiut a rimettersi in piedi con uno strattone. Lasciandosi andare all'indietro contro al muro
di mattoni del vicolo, Butch scopr che lo scontro era finito.
Bel lavoro per un civile, comment Rhage.
Butch guard a sinistra, convinto che il fratello stesse parlando con lui; fu allora che vide
Rehvenge. Il vampiro si stava chinando lentamente a raccogliere da terra un fodero. Con mossa
elegante prese in mano la spada dalla lama rossa, facendola scivolare tutta al suo interno, fino al pomo.
Ah... quel bastone da passeggio era anche un'arma.
Grazie, disse Rehv. Poi spost su Butch gli occhi color ametista.
Mentre si fissavano, Butch si rese conto che non si erano pi visti dalla notte in cui Marissa si
era nutrita del suo sangue.
Ehi, amico, disse tendendogli la mano.
Rehvenge si avvicin, appoggiandosi pesantemente al bastone. Si strinsero la mano con un gran
sospiro di sollievo.
Allora, sbirro, disse Rehv, ti spiace se ti chiedo cosa stavi facendo a quei lesser?
Un gemito lamentoso li indusse a voltarsi verso il cassonetto dell'immondizia, dall'altra parte
della strada.
Potete uscire, ragazzi, disse Rhage. Via libera.
Quel pallone gonfiato del biondino in fase di pre-transizione e il suo degno compare si
trascinarono fin sotto la luce del lampione. Sembravano appena usciti da una lavastoviglie: grondanti di
sudore malgrado il freddo, coi capelli ritti in piedi e i vestiti tutti in disordine.
Sul volto duro di Rehvenge si dipinse un'espressione di sorpresa. Lash, come mai non sei a
scuola? A tuo padre piglier un colpo quando verr a sapere che eri qui invece che...
Si sta prendendo una pausa dalle lezioni, bofonchi asciutto Rhage.
Per spacciare droga, aggiunse Butch. Guardagli in tasca.
Rhage lo perquis; Lash era troppo scioccato per protestare. Il risultato fu un grosso rotolo di
banconote e una manciata di bustine di cellophane piene di polvere bianca.
Gli occhi viola di Rehv ardevano di rabbia. Dammi quella roba, Hollywood... la neve, non i
verdoni. Quando Rhage gliela allung, Rehv apr una delle bustine, si lecc il mignolo e lo infil
dentro. Poi si pass il dito sulla lingua e sput con una smorfia. Non farti mai pi vedere da queste
parti, disse puntando il bastone contro il ragazzo.
A quell'intimazione, Lash parve riscuotersi dal suo torpore. Perch no?
Questo  un paese libero.
Prima di tutto questa  casa mia, ecco perch. Secondariamente, anche se non ti devo altre
spiegazioni, la droga nelle bustine  contaminata e sono pronto a scommettere che sei tu il responsabile
dell'ondata di overdose che c' stata ultimamente. Perci, come ho gi detto, non farti pi vedere da
queste parti.
Non voglio che dei bulletti come te mi rovinino gli affari. Rehv si infil le bustine nella tasca
del cappotto e, guardando Rhage, chiese, Cosa avevi in mente di fargli?
Pensavo di accompagnarlo a casa.
Rehv sorrise gelido. Molto pratico, per tutti noi.
All'improvviso, Lash si mise a piagnucolare. Per non direte a mio padre...
Tutto, lo interruppe brusco Rehvenge. Fidati, il tuo paparino sapr proprio tutto.
Quello sbruffone di Lash si pieg sulle ginocchia. Poi croll a terra, svenuto.
Marissa fece il suo ingresso alla riunione del Consiglio dei Princeps, incurante del fatto che per
una volta tutti gli occhi fossero puntati su di lei.
D'altra parte non l'avevano mai vista in pantaloni o con i capelli raccolti in una coda di cavallo.
Che sorpresa!
And a sedersi, apr la cartella portadocumenti nuova di zecca e si mise a sfogliare le domande
di assunzione per il ruolo di assistente-custode. Anche se... in realt non vedeva niente. Era esausta,
non solo per il lavoro o per lo stress, ma perch doveva assolutamente nutrirsi. Al pi presto.
Oh, Dio. Al solo pensiero fu presa da una tristezza infinita e ricominci a pensare a Butch. Le
sembrava di vederlo, e intanto quell'eco nebulosa e persistente in un angolo della sua mente torn a
farsi sentire, come un campanello che suonava per rammentarle... che cosa?
Una mano si pos sulla sua spalla, facendola trasalire. Rehv si sedette accanto a lei.
Tranquilla, sono io. I suoi occhi color ametista indugiarono sul suo viso e sui suoi capelli. 
bello rivederti.
Anche per me, disse lei con un sorriso a fior di labbra, poi distolse lo sguardo chiedendosi se
sarebbe stata costretta ad attaccarsi di nuovo alla sua vena. Ah... diamine. Per forza.
Cosa c', tahlly? Tutto bene? chiese mellifluo Rehvenge. La domanda sembrava buttata l
quasi per caso e Marissa ebbe la strana sensazione che Rehv sapesse esattamente quanto era turbata e
perch. Era sempre stata un libro aperto, per lui.
Fece per rispondere, ma proprio allora il leahdyre del Consiglio batt il martelletto sul tavolo
lustro come uno specchio. Vorrei dare inizio alla riunione.
Le voci nella biblioteca si spensero quasi subito; Rehv si appoggi allo schienale della sedia,
un'espressione annoiata sul volto dai lineamenti duri. Con gesti sicuri ed eleganti, raccolse il cappotto
di ermellino intorno alle gambe, stringendoselo addosso come se la stanza fosse sottozero invece che
alla piacevole temperatura di 21 gradi.
Marissa chiuse la cartella e si mise comoda, in una posa simile a quella di Rehvenge, not con
sorpresa, fatta eccezione per la pelliccia. Santo cielo, pens. Come sono cambiate le cose. Un tempo
era terrorizzata da quei vampiri. In totale soggezione. Adesso, mentre volgeva lo sguardo sulle
femmine dalle toilette di gran classe e sui maschi in abito da cerimonia, era solo... annoiata. Quella sera
la glymera e il Consiglio dei Princeps le sembravano solo un antiquato incubo sociale ormai del tutto
irrilevante nella sua vita. Grazie al cielo.
Il leahdyre sorrise e rivolse un cenno del capo a un doggen, il quale avanz nella stanza. Il
domestico stringeva tra le mani un foglio di pergamena allargato su una tavoletta d'ebano. Dal
documento pendevano lunghi nastri di seta variopinti, ciascun colore corrispondeva a una delle
famiglie che avevano dato origine alla razza. Il lignaggio di Marissa era contrassegnato dall'azzurro
pallido.
Il leahdyre volse lo sguardo intorno al tavolo, saltando di proposito Marissa.
Ora che abbiamo qui riunito il Consiglio al gran completo, gradirei affrontare il primo punto
all'ordine del giorno, ovverosia la raccomandazione al re in merito alla sehclusion obbligatoria per tutte
le femmine nubili. Per prima cosa, come impone la procedura, daremo spazio ai commenti da parte dei
qui presenti membri non votanti.
Segu un rapido assenso da parte di ciascuno... eccetto Rehvenge. Il quale disse senza mezzi
termini come la pensava.
Nella pausa che segu il suo netto rifiuto della mozione, Marissa sent su di s lo sguardo di
Havers. Tenne la bocca chiusa.
Molto bene, disse il leahdyre. Ora chiamer uno a uno i sei princeps con diritto di voto.
Alla lettura di ciascun nome, il princeps in questione, maschio o femmina che fosse, si alz in piedi,
espresse il consenso in nome del suo lignaggio e lo sigl apponendo sulla pergamena il sigillo
dell'anello di famiglia. La scena si ripet cinque volte, senza il minimo intoppo. Poi venne letto l'ultimo
nome.
Havers, figlio di Wallen, nipote di...
Mentre suo fratello si alzava in piedi, Marissa batt le nocche sul tavolo. Tutti gli sguardi si
appuntarono su di lei. Il nome non  quello giusto.
Il leahdyre sgran gli occhi al punto che, Marissa ne era certa, poteva vedere anche alle sue
spalle. Era talmente sbigottito da quell'interruzione che rimase senza parole mentre lei, sorridendo
appena, lanciava un'occhiata ad Havers dicendo, Pu accomodarsi, dottore.
Chiedo scusa?, balbett il leahdyre.
Marissa si alz in piedi.  passato molto tempo dall'ultima volta che abbiamo votato... non
l'abbiamo pi fatto dopo la morte del padre di Wrath. Si pieg sulle mani incenerendo il leahdyre con
lo sguardo. A quei tempi, secoli fa, mio padre era ancora in vita ed era lui a votare in nome della
famiglia. Ovviamente  per questo che lei si  confuso.
In preda al panico, il leahdyre guard Havers. Forse  il caso che informi sua sorella che non
ha il diritto di...
Non sono pi sua sorella, lo interruppe Marissa. O almeno cos mi ha detto lui. Sebbene
possiamo tutti convenire, credo, che i vincoli di sangue sono immutabili. Cos come la data di nascita.
Sorrise gelida. Si d il caso che io sia nata undici anni prima di Havers. Il che significa che sono pi
vecchia di lui. Il che significa che lui pu tornare a sedersi perch, in qualit di membro pi anziano
della famiglia, spetta a me esprimere il voto per conto del mio lignaggio. Positivo o negativo che sia. E
in questo caso  decisamente un... no.
A quel punto si scaten il finimondo. Un autentico pandemonio.
Nel bel mezzo del quale Rhev scoppi a ridere, applaudendo con entusiasmo.
Porca miseria, ragazza. Sei proprio un fenomeno.
Per Marissa quella dimostrazione di forza fu una ben misera soddisfazione; pi che altro si sent
sollevata. Il voto doveva essere unanime, altrimenti quella stupida mozione sarebbe finita in niente. E
grazie a lei sarebbe finita in un niente grosso come una casa.
Oh... mio Dio, esclam qualcuno.
Come se al centro del pavimento si fosse aperto uno scarico, tutto il frastuono venne risucchiato
fuori dalla stanza. Marissa si volt.
Sulla soglia della biblioteca c'era Rhage che teneva per la collottola un giovane vampiro
prossimo alla transizione. Alle sue spalle c'erano Vishous... e Butch.
Capitolo 46
Fermo sotto l'ingresso ad arco della biblioteca, Butch fece del suo meglio per non fissare
spudoratamente Marissa, ma fu dura. Soprattutto perch lei era seduta vicino a Rehvenge.
Cerc di distrarsi guardandosi intorno. La riunione a cui Marissa stava partecipando era piena di
pezzi grossi. Cristo, sembrava un vertice politico, a parte il fatto che erano tutti in ghingheri,
specialmente le signore. Accidenti, il portagioielli di Elizabeth Taylor faceva un baffo a quelle
pollastre.
Poi scoppi la bomba.
Il tizio seduto a capotavola guard dalla loro parte, vide Lash e divenne cadaverico. Si alz
adagio. Sembrava aver perso la voce, cos come il resto dei presenti.
Dobbiamo parlare, signore, disse Rhage dando una scrollata a Lash. Delle attivit
extrascolastiche di suo figlio.
Altro che, disse Rehvenge, alzandosi a sua volta.
Quel gesto sciolse di fatto la riunione. Il padre di Lash, profondamente mortificato, si fiond
fuori dalla biblioteca dirottando in tutta fretta verso un salottino Rhage, Rehvenge e il ragazzo. Nel
frattempo gli elegantoni si alzarono dal tavolo e cominciarono a gironzolare per la stanza. Sembravano
tutti abbacchiati e molti lanciavano occhiate severe in direzione di Marissa, not Butch.
Il che gli fece venire voglia di insegnar loro un po' di rispetto. S, gli avrebbe dato una bella
lezione, di quelle che non si dimenticano.
Serr i pugni e dilat le narici, isolando, in mezzo alla folla dei presenti, l'odore di Marissa e
assorbendolo da tutti i pori. Naturalmente il suo corpo and subito in tilt, accendendosi di un desiderio
ingovernabile. Merda, fu gi tanto riuscire a tenere ferme braccia e gambe, specie quando si accorse
che lei lo stava guardando.
Una brezza fresca s'insinu nella casa e Butch si rese conto che l'enorme portone d'ingresso era
rimasto spalancato da quando erano entrati con il biondino. Guardando fuori, nella notte, cap che era
meglio per lui andare via.
Sarebbe stato pi dignitoso. Pi elegante. Meno pericoloso, anche, vista la voglia che aveva di
gonfiare di botte quegli snob per la freddezza con cui trattavano Marissa.
Usc a fare un giro in giardino, passeggiando per un po' sul fangoso terreno primaverile prima di
tornare verso la grande casa. Giunto all'altezza della Escalade, si ferm perch si era accorto di non
essere pi solo.
Da dietro il SUV spunt fuori Marissa. Ciao, Butch.
Ges, com'era bella. Soprattutto cos da vicino.
Ehi, Marissa. S'infil le mani nelle tasche del giaccone di pelle, Pens a quanto sentiva la sua
mancanza. A quanto la voleva. La bramava. E non solo per il sesso.
Butch... io...
All'improvviso Butch si irrigid, cogliendo con la coda dell'occhio qualcosa che attraversava il
prato. Un uomo... un uomo con i capelli bianchi... un lesser.
Merda, sibil. In un lampo afferr Marissa trascinandola verso la casa.
Cosa stai facendo... Non appena vide il lesser, Marissa smise di divincolarsi.
Scappa, ordin lui. Corri a dire a Rhage e a V di venire subito qui. E chiudi bene quel
maledetto portone. Le diede una spinta e si volt di scatto, trattenendo il respiro finch non sent il
tonfo della porta che sbatteva e poi veniva sprangata.
Be', chi l'avrebbe mai immaginato? Il Fore-lesser in persona stava venendo verso di lui.
Dio, sperava proprio che nessuno lo vedesse. Perch prima di ucciderlo voleva vendicarsi
facendolo a pezzi. Occhio per occhio, per cos dire.
Continuando ad avvicinarsi, quel bastardo alz le mani in segno di resa, ma Butch non abbocc
all'amo. E non si bevve neanche la messinscena del cavaliere solitario. Lasci briglia sciolta all'istinto,
aspettandosi di scoprire un'intera legione di assassini. Sorprendentemente, per, non c'era nessuno.
Tuttavia si sent pi al sicuro quando Rhage e V si materializzarono alle sue spalle, provocando
uno spostamento d'aria.
Credo che sia da solo, mormor Butch, ansioso di menare le mani. Non c' bisogno che ve
lo dica... ma lui  mio.
Intanto quello continuava ad avvicinarsi e Butch era pronto a balzare in avanti. Poi per le cose
presero una strana piega. Porca miseria... doveva essere la sua immaginazione. Non era possibile che il
lesser avesse le guance rigate di lacrime, no?
Con voce angosciata, il Fore-lesser disse, Ehi, tu, sbirro. Prendimi... finiscimi.
Ti prego...
Non fidarti, disse Rhage da sinistra.
Il lesser spost gli occhi sul fratello, poi li riport su Butch. Voglio solo mettere fine a tutto
questo. Sono in trappola... Ti prego, uccidimi. Devi essere tu a farlo, per. Non loro.
Con immenso piacere, cazzo, ringhi Butch.
Si avvent contro il lesser aspettandosi una reazione violenta, ma quel bastardo non oppose
nessuna resistenza e atterr sulla schiena come un sacco di patate.
Grazie... grazie... Quella bizzarra gratitudine gli usciva dalla bocca in un fiume inarrestabile,
segnata da un sollievo struggente.
Sopraffatto dal bisogno di inalarlo, Butch lo tenne stretto per il collo spalancando la bocca, ben
consapevole di avere addosso gli occhi di tutta la glymera, appostata dietro le finestre della dimora in
stile Tudor. Quando cominci ad aspirare, il suo unico pensiero fu rivolto a Marissa. Non voleva che
vedesse il seguito.
Se non che... non accadde nulla. Non ci fu nessuno scambio. Una specie di blocco impediva al
male di essere trasferito.
Il Fore-lesser sgran gli occhi, in preda al panico. Ha funzionato... con gli altri. Ha funzionato!
Ti ho visto...
Butch continu a inalare finch apparve chiaro che per qualche ragione non sarebbe riuscito a
consumare quel non morto. Forse perch era il Fore-lesser? Chi cazzo se ne fregava.
Con gli altri... farfugliava il lesser. Con gli altri, ha funzionato...
A quanto pare, con te no. Butch sfoder il pugnale che portava alla cintola.
Meno male che c' un altro modo, disse sollevando la lama sopra la testa.
Con un urlo, il lesser cominci ad agitarsi convulsamente. No! Lui mi torturer! Nooo...
L'urlo si spense di colpo, quando il non morto si incener, dopo uno schiocco e un sibilo.
Butch sospir, sollevato, lieto di aver portato a termine l'impresa...
Ma subito venne travolto da un'ondata di malvagit, bruciante come gli estremi di freddo e
caldo combinati, che lo lasci boccheggiante. Una risata satanica gorgogli dal nulla lacerando il
silenzio della notte, il genere di suono disincarnato che fa accapponare la pelle.
L'Omega.
Butch afferr la croce sotto la maglietta e balz in piedi proprio mentre il Male gli compariva
davanti: un'apparizione fatta di elettricit statica. Il suo corpo lottava per fuggire, ma lui non
indietreggi di un passo. Vagamente sent Rhage e V stringersi a lui, affiancandolo, proteggendolo.
Cosa c', sbirro? mormor V. Cosa stai guardando?
Merda, loro non riuscivano a vedere l'Omega.
Prima che Butch potesse spiegarsi, la voce cos caratteristica del Male riecheggi nel vento,
nella sua testa. E cos sei proprio tu? Mio... figlio, per cos dire.
No, questo mai.
Butch? Con chi stai parlando? chiese V.
Non ti ho forse generato io? L'Omega rise ancora. Non ti ho forse donato parte di me
stesso? S che l'ho fatto. E tu sai cosa dicono di me, vero?
Non voglio saperlo.
Dovresti, invece. L'Omega allung una mano spettrale e, pur non coprendo nessuna distanza,
Butch se la sent sulla faccia, Io mi riprendo sempre ci che  mio. Figliolo.
Spiacente, ma io ho gi un Padre.
Butch tir fuori la croce, lasciandola penzolare dalla catenina. Sent V imprecare, come se
avesse finalmente intuito cosa stava accadendo, ma tutta la sua attenzione era concentrata su ci che gli
stava di fronte.
L'Omega guard il pesante ciondolo d'oro. Poi spost lo sguardo su Rhage, V e la casa alle loro
spalle. I ninnoli non mi fanno n caldo n freddo. E neanche i fratelli, le serrature o le porte, per
quanto robuste.
Io s, per.
L'Omega volt la testa di scatto.
Dietro di lui si materializz la Vergine Scriba; si era tolta la tunica e splendeva come una
supernova.
L'Omega si trasfigur subito, diventando un foro nel tessuto della realt, non pi un'apparizione
ma un pozzo nero e fumoso.
Oh, merda, esclam V, come se lui e Rhage adesso fossero in grado di vedere tutta la scena.
La voce dell'Omega emerse dai suoi tenebrosi abissi. Sorella, come stai stanotte?
Ti ordino di tornare nel Dhunhd. Vattene, subito. Lo splendore della Vergine Scriba si
intensific fino a inglobare il pozzo nero dell'Omega.
Un ringhio feroce si lev nell'aria. Credi forse che questa messa al bando possa liberarti dalla
mia presenza? Come sei ingenua.
Vattene, subito. La Vergine Scriba liber nella notte un fiume di parole che Butch non riusc
a comprendere, non erano nell'Antico Idioma n in nessuna delle altre lingue che conosceva.
Appena prima che l'Omega sparisse, Butch sent su di s gli occhi penetranti del Male, mentre
quella voce orribile riecheggiava di nuovo. Guarda quanto mi ispiri, figlio mio. E lasciami dire che
faresti meglio a cercare il tuo stesso sangue. Le famiglie dovrebbero riunirsi.
Poi l'Omega scomparve in un lampo accecante. Cos come la Vergine Scriba.
Spariti. Entrambi. Di loro non rest pi nulla, a parte un vento gelido che spazz via le nubi nel
cielo, come tendaggi strappati da una mano violenta.
Rhage si schiar la gola. Okay... io non dormir per la prossima settimana e mezzo. E voi
due?
Stai bene? chiese V a Butch. S. No.
Ges Cristo... lui non era il figlio dell'Omega. Vero?
No, disse V. Non sei suo figlio. Lui vuole credere che sia cos. E vuole fartelo credere. Ma
ci non significa che sia vero.
Ci fu un lungo silenzio. Poi Butch sent sulla spalla la mano di Rhage. E poi non gli assomigli
neanche un po', non vedi? S, insomma. .. tu sei questo bel fustaccione irlandese mentre lui ... uno
schifo, peggio dei gas di scarico degli autobus.
Butch guard Hollywood. Tu sei tarato, lo sai, vero?
S, per ti sto simpatico, giusto? E dai, lo so che hai un debole per me.
Butch fu il primo a mettersi a ridacchiare, subito imitato dagli altri due; il peso della scena
madre cui avevano appena assistito, incredibile nella sua potenza, si stemper leggermente.
Mentre le risate si spegnevano, Butch si port una mano allo stomaco.
Si volt verso la grande dimora signorile, scrutando i volti pallidi e atterriti dietro le finestre.
Marissa era proprio l di fronte, gli splendidi capelli biondi che brillavano al chiaro di luna.
Butch chiuse gli occhi e si gir. Voglio riportare indietro la Escalade. Da solo.
Se non se ne fosse stato un po' per conto suo, si sarebbe messo a urlare. Ma come ci regoliamo
con la glymera e tutto quello che hanno visto?
Si faranno di sicuro sentire con Wrath, bofonchi V. Per quanto mi riguarda, che si
arrangino. Tanto pi che possono permettersi di pagare tutti gli psichiatri che vogliono per superare il
trauma. Tranquillizzarli non  compito nostro.
Dopo che Rhage e V si furono smaterializzati per tornare al quartier generale, Butch and alla
Escalade. Stava disattivando l'allarme antifurto, quando ud qualcuno attraversare il prato di corsa.
Butch! Aspetta!
Si volt a guardare da sopra la spalla. Marissa stava correndo verso di lui.
Quando si ferm, era cos vicina che Butch poteva sentire il sangue scorrere nei ventricoli del
suo cuore.
Sei ferito? chiese lei, scrutandolo con attenzione da capo a piedi. No.
Sei sicuro?
S.
Era l'Omega?
S.
Marissa inspir a fondo, lacerata tra la voglia di saperne di pi e la consapevolezza che lui non
avrebbe mai parlato di quanto era successo con il Male. Non per come stavano le cose tra loro. Ehm,
prima che arrivasse l'Omega ti ho visto uccidere quel lesser. Quella. .. quella esplosione luminosa, 
quella la cosa che tu...
No.
Oh. Marissa abbass gli occhi sulle mani di Butch. No... stava guardando il pugnale alla sua
cintola. Eri fuori a combattere, prima di venire qui.
Gi.
E hai salvato quel ragazzo.,. Lash, giusto?
Butch guard il SUV, Era a un pelo dal gettarsi addosso a lei, stringerla forte e implorarla di
tornare a casa con lui. Come un maledettissimo idiota. Senti, io adesso vado, Marissa. Starami...
bene.
Fece il giro della macchina e sal al posto di guida. Quando vide che lei lo seguiva, chiuse la
portiera, ma senza mettere in moto.
Merda, malgrado la corazza di vetro e acciaio della Escalade la sentiva come se fosse stretta al
suo petto.
Butch... Il suono del suo nome gli giunse soffocato. Voglio chiederti scusa per una cosa che
ti ho detto.
Lui strinse con forza il volante, guardando fisso fuori dal parabrezza. Poi, da quel fesso che era,
apr la portiera. Perch?
Mi dispiace di averti rinfacciato la storia di voler salvare tua sorella. Sai, l alla Tana.  stato
crudele.
Io... Merda, non avevi tutti i torti.  tutta la vita che cerco di salvare la gente per via di Janie.
Quindi non sentirti in colpa.
Ci fu una lunga pausa; poi Butch sent qualcosa di forte emanare da lei, qualcosa... ah, s, il suo
bisogno di nutrirsi. Marissa moriva dalla voglia di attaccarsi a una vena.
E lui era pronto a offrirle tutte le vene che aveva in corpo. Naturalmente.
Per non scendere da quella maledetta Escalade, si allacci la cintura di sicurezza, poi lanci
un'ultima occhiata al volto di Marissa. Era tirato per la tensione e... la fame. Lei cercava disperatamente
di contrastare la sua sete di sangue, di nasconderla, per poter parlare con lui.
Devo andare, disse Butch. Sottinteso subito.
S... anch'io. Arrossendo, fece un passo indietro; incroci per un attimo gli occhi di Butch e
subito distolse lo sguardo. Comunque, ci vediamo. Prima o poi.
Si volt e a passo svelto s'incammin verso la grande villa. E chi apparve sulla soglia ad
accoglierla? Indovinato. Proprio lui, Rehvenge.
Rehv... cos forte... cos potente... cos perfettamente in grado di sfamarla.
Prima che Marissa facesse un altro passo, Butch era gi schizzato fuori dal SUV, l'aveva
afferrata per la vita e trascinata verso la macchina. Non che lei si fosse ribellata. Proprio per niente,
anzi.
Butch apr il portellone della Escalade e in pratica la scaravent dentro. Prima di salire a sua
volta, lanci un'occhiata a Rehvenge. Gli occhi viola del vampiro brillavano, quasi avesse una mezza
idea di immischiarsi, ma Butch lo guard dritto negli occhi puntando l'indice contro il suo petto, il
segnale universale per dire: "fermo l amico se ci tieni a non restare senza denti". Rehv mosse le labbra
in una imprecazione, poi chin il capo e si smaterializz.
Butch balz dentro il SUV e chiuse il portellone posteriore. Era sopra Marissa prima ancora che
la lucetta sul soffitto si spegnesse. C'era poco spazio, l dietro, aveva le gambe piegate in modo strano e
la spalla premuta contro qualcosa, un sedile o chiss cos'altro. Non gliene poteva fregare di meno, e
cos pure a Marissa, che gli stava avvinghiata addosso, le gambe strette intorno ai suoi fianchi,
spalancando la bocca al suo bacio brutale.
Butch rotol su se stesso in modo da trovarsi sotto di lei, la prese per i capelli e la tir gi verso
la gola. Mordi! ringhi.
E lei lo fece. Altro che se lo fece.
Butch sent una fitta lancinante quando Marissa gli affond le zanne nel collo; a quella
penetrazione cominci ad agitarsi selvaggiamente, lacerando ancora di pi la carne intorno alla ferita.
Oh, ma era bello. Bellissimo. Marissa succhiava voracemente e la soddisfazione di nutrirla era
inebriante.
Spingendo una mano tra i loro corpi avvinti, strinse nel palmo il fuoco che lei aveva tra le
gambe, sfregandola in quel punto. Quando Marissa emise un gemito di piacere, le tir su la camicetta
con l'altra mano. Per fortuna lei si stacc dal suo collo il tempo necessario per sfilarsela e sbarazzarsi
del reggiseno.
Le mutandine, disse lui con voce roca. Levati le mutandine.
Mentre lei si spogliava goffamente in quello spazio angusto, Butch abbass la cerniera dei
calzoni liberando l'erezione. Non osava toccarla tanto era prossimo all'orgasmo.
Marissa gli mont sopra, completamente nuda, gli occhi celesti che ardevano, infuocati,
nell'oscurit. Aveva le labbra macchiate del suo sangue e Butch si tir su per baciarla sulla bocca, poi si
spost in modo tale che, quando lei si sedette, lo colp proprio nel punto giusto. Quando si unirono,
Butch gett la testa all'indietro e lei lo morse all'altro lato del collo. Poi lui cominci a pompare con
forza e Marissa si sollev sulle ginocchia per non perdere l'equilibrio mentre beveva. L'orgasmo fu
devastante.
Ma nell'attimo stesso in cui fin, Butch era pronto a ricominciare.
E cos fece.
Capitolo 47
Sazia e appagata, Marissa si stacc da Butch stendendosi accanto a lui che, supino, fissava il
soffitto della Escalade, una mano sul petto, il fiato corto, i vestiti tutti sgualciti e in disordine, la
maglietta sollevata sui pettorali. Il membro, lucido e sgonfio, giaceva sull'addome muscoloso e le ferite
al collo erano ancora aperte, malgrado lei le avesse leccate.
Lo aveva usato con una ferocia di cui non si credeva capace, pens Marissa, i suoi bisogni
avevano spinto entrambi a una frenesia assoluta e primitiva. Ora, con le palpebre pesanti, sentiva che il
suo corpo cominciava ad assimilare ci che Butch le aveva dato.
Bravo. Era stato bravissimo.
Mi userai ancora? la voce di Butch, da sempre cavernosa, era quasi andata.
Marissa chiuse gli occhi, il petto le faceva talmente male che faticava a respirare.
Perch voglio che usi me invece di lui, disse Butch.
Oh... allora era questo: un atto di aggressione contro Rehvenge, non il desiderio di nutrirla.
Avrebbe dovuto saperlo. Aveva notato l'occhiata che Butch aveva lanciato a Rehv appena prima di
salire in macchina. Evidentemente serbava ancora rancore nei suoi confronti.
Lascia perdere, disse Butch sistemandosi i calzoni e tirandosi su la lampo.
Non sono affari miei.
Lei non aveva una risposta, ma lui non sembrava aspettarsela. Le allung i vestiti senza
guardarla mentre se li metteva e, non appena ebbe coperto la sua nudit, apr il portellone.
L'aria fredda invase subito l'abitacolo... fu allora che Marissa si accorse di una cosa. L'interno
dell'auto odorava di sangue e passione... fragranze forti, inebrianti, irresistibili. Ma non c'era traccia
dell'odore tipico dei vampiri innamorati.
Neanche l'ombra.
Non si volt a guardarlo mentre si allontanava. Non ci riusc.
Era quasi l'alba quando Butch entr nel cortile del quartier generale.
Parcheggi la Escalade tra la GTO viola di Rhage e la Audi station wagon di Beth e si avvi
verso la Tana.
Dopo aver lasciato Marissa, aveva guidato per ore in giro per la citt, lungo strade che non gli
dicevano niente, passando davanti a case insignificanti, fermandosi ai semafori quando si ricordava di
farlo. Era tornato a casa solo perch a momenti sarebbe sorto il sole e gli era parsa la cosa pi sensata
da fare.
Guard a est, dove gi si scorgevano i primi bagliori dell'alba.
Seduto sul bordo della vasca di marmo della fontana al centro del cortile, guard le tapparelle
che si abbassavano sulle finestre della grande casa e della Tana. Batt leggermente le palpebre al
chiarore nel cielo. Poi le batt sempre pi in fretta.
Con gli occhi che cominciavano a bruciare, pens a Marissa richiamando alla memoria ogni
minimo particolare, dalla forma del viso al modo in cui i capelli le ricadevano sulla schiena, dal timbro
della voce all'odore della sua pelle. L, lontano da occhi indiscreti, diede sfogo ai suoi sentimenti,
abbandonandosi all'amore struggente e all'odiosa bramosia che non la smettevano di tormentarlo.
E l'odore tipico dei vampiri innamorati si fece risentire. Che sorpresa, eh? In presenza di
Marissa era riuscito in qualche modo a sopprimerlo, convinto che non fosse giusto marchiarla. Ma l,
da solo, non c'era motivo di nascondersi.
Via via che il sole si alzava all'orizzonte, le guance gli dolevano come dopo una scottatura e il
corpo vibrava, in allarme. Si impose di restare fermo perch sentiva il bisogno di vedere il sole, ma le
sue gambe fremevano per scappare via e non sarebbe riuscito a trattenerle ancora per molto.
Merda... non sarebbe mai pi riuscito a vedere la luce del giorno, giusto? E ora che Marissa era
uscita dalla sua vita, non ci sarebbe pi stato nessun sole per lui. Mai pi.
Lui apparteneva alle tenebre, no?
Sblocc il freno che aveva imposto a se stesso perch non aveva altra scelta e, immediatamente,
le gambe lo portarono dall'altra parte del cortile. Attravers di volata il vestibolo della Tana sbattendosi
alle spalle la porta pi interna, senza fiato.
Mancava il solito sottofondo di musica rap, ma il giaccone di pelle di V era buttato sulla sedia
dietro ai computer, il che significava che lui era l in giro.
Probabilmente ancora nell'edificio principale a fare rapporto a Wrath sull'accaduto.
Da solo, in soggiorno, venne assalito dal consueto bisogno di bere e non vide perch non
assecondarlo. Si sbarazz del soprabito e delle armi, and in cucina a prendere lo scotch, se ne vers un
bel bicchierone e si tir dietro la bottiglia.
Andando al suo divano preferito, si port il bicchiere alle labbra e, mentre beveva, gli cadde
l'occhio sull'ultimo numero di Sports Illustrateci. In copertina c'era la foto di un giocatore di baseball e,
vicino alla sua testa, a caratteri cubitali gialli, c'era una sola parola:EROE.
Marissa aveva ragione. Lui aveva il complesso dell'eroe, s. Ma il delirio di onnipotenza non
c'entrava niente. Forse se avesse salvato abbastanza persone, avrebbe potuto essere... perdonato.
Ecco cosa cercava, in fondo in fondo: l'assoluzione.
Flashback di quand'era molto pi giovane cominciarono a scorrere nella sua mente, come uno di
quei programmi a pagamento via cavo. Peccato che lui un film del genere non lo avrebbe mai ordinato.
Proprio per niente. Nel bel mezzo della visione gli cadde sotto gli occhi il telefono. C'era una sola
persona in grado di alleviare il suo senso di colpa, e dubitava che lo avrebbe fatto. Ma, che diamine, se
fosse riuscito a parlare con sua madre e a farle dire, almeno una volta, che lo perdonava per aver
permesso a Janie di salire su quella macchina...
Si sedette sul divano di pelle e mise da parte lo scotch.
Attese per ore finch l'orologio segn le nove. Poi prese il telefono e fece un numero che
iniziava con il prefisso 617. Rispose suo padre.
La conversazione fu terribile, proprio come aveva temuto. Ma ancora peggio furono le notizie
da casa.
Quando mise gi il cordless vide che la chiamata, contando anche i sei squilli iniziali, era durata
un minuto e trentaquattro secondi. E con ogni probabilit quella era l'ultima volta che avrebbe parlato
con Edelie O'Neal.
Cosa c', sbirro?
Butch trasal e alz la testa. Era Vishous. Non c'era ragione di mentire. Mia madre  malata.
Da due anni a questa parte, a quanto pare. Ha l'Alzheimer. 
grave. Naturalmente nessuno ha pensato di avvertirmi. E non lo avrei mai saputo se non avessi
appena telefonato.
Merda... V si avvicin e si mise a sedere. Vuoi andare a trovarla?
No. Butch scosse la testa e prese il suo scotch. Non ce n' motivo. Quella gente non mi
riguarda pi.
Capitolo 48
La sera seguente Marissa strinse la mano alla nuova direttrice del centro di accoglienza. La
vampira era perfetta per quel ruolo. Sveglia, gentile, con un voce dolce e una specializzazione nel
campo della sanit pubblica conseguita presso la New York University... corsi serali, naturalmente.
Quando vuole che cominci?
Che ne dice di questa sera? rispose Marissa. Quando ricevette un entusiastico cenno di
assenso, sorrise a fior di labbra. Fantastico. .. Le mostro il suo ufficio.
Tornata dalla camera da letto al piano di sopra che aveva assegnato alla direttrice, Marissa and
al portatile, entr nel sito degli annunci immobiliari di Caldwell e si mise a cercare qualche altra
propriet in vendita in zona.
Ben presto, per, si rese conto che non riusciva a concentrarsi. Butch era una stretta costante al
petto, un peso invisibile che quasi le toglieva il respiro. Quando non aveva da fare era assillata dal
ricordo dei momenti passati con lui.
Padrona?
Era la doggen del Porto Sicuro. S, Phillipa?
Havers ci ha segnalato un caso. Una madre e suo figlio verranno accompagnati qui domani,
dopo che il bambino si sar stabilizzato, ma entro un'ora le invieranno via e-mail l'anamnesi raccolta
dall'infermiera della clinica.
Grazie. Ti spiace preparare una stanza per loro al piano di sotto?
Subito, padrona, rispose la doggen allontanandosi con un inchino.
E cos Havers era stato di parola, eh?
Marissa si accigli, nuovamente assalita dalla sensazione che le sfuggisse qualcosa. Per qualche
motivo le torn in mente un'immagine di Havers, un'immagine che non voleva pi andarsene... e fu
questo a portare aa luce quel pensiero recondito.
All'improvviso risent la propria voce che diceva a Butch: Non me ne star a guardare mentre ti
autodistruggi. Dio del cielo. Le stesse identiche parole che suo fratello aveva detto a lei quando l'aveva
cacciata di casa. Oh, santissima Vergine Scriba, stava facendo a Butch proprio quello che Havers aveva
fatto a lei: lo stava allontanando dietro la nobile parvenza di una prudente disapprovazione. Ma la
verit non era forse che si sentiva spaventata e fuori controllo perch lo amava e, cos facendo, pensava
di salvarsi?
Ma che dire della sua pulsione autodistruttiva?
Lo rivide mentre affrontava quel lesser, sul prato del leahdyre: Butch era stato cauto in quella
circostanza. Attento. Per nulla avventato. E si era mosso con grande maestria, non nel modo scomposto
di chi si abbandona a una furia cieca.
Oh... diamine. Forse si era sbagliata. Forse Butch era in grado di combattere.
Forse avrebbe dovuto combattere.
Ma il Male? L'Omega?
Be', la Vergine Scriba aveva interceduto per proteggere Butch e lui era sempre... Butch, anche
dopo che l'Omega era svanito. E se...
Qualcuno buss alla porta facendola balzare in piedi. Mia regina!
Beth le sorrise dalla soglia, alzando una mano. Salve.
Ancora assorta nei propri pensieri, Marissa si pieg in una riverenza, al che Beth ridacchi,
scuotendo la testa.
Non riuscir proprio mai a farti smettere?
Credo proprio di no...  il fardello della mia educazione. Marissa si sforz di concentrarsi.
Sei venuta... ehm, sei venuta a vedere cosa abbiamo fatto qui negli ultimi...
Alle spalle della regina comparvero Bella e Mary.
Vogliamo parlarti, disse Beth. Si tratta di Butch.
Butch si stiracchi nel letto. Socchiuse un occhio e imprec nel vedere l'orologio. Aveva
dormito troppo, forse perch la sera prima aveva esagerato.
Tre lesser erano troppi in una sola nottata? O forse era perch aveva nutrito...
Oh, diamine, no. Non voleva neanche pensarci. Non voleva ricordarselo.
Rotol sulla schiena...
E cadde gi dal materasso. Oh... cazzo!
Cinque figure in tunica nera con cappuccio circondavano il letto.
Ud la voce di Wrath parlare prima nell'Antico Idioma e poi in inglese: La domanda che ti
verr rivolta questa notte non ammette ripensamenti. Ti verr fatta una volta sola e la tua risposta varr
per il resto della vita. Sei pronto a sentire di cosa si tratta?
La confraternita. Santa Maria, madre di Dio.
S, rispose con un filo di voce, stringendo la croce appesa alla catenina.
Allora te la porr senza indugio: Butch O'Neal, discendente dei mio stesso sangue e del sangue
di mio padre, vuoi unirti a noi?
Oh merda. Era tutto vero? O era un sogno?
Butch guard una dopo l'altra le figure incappucciate. S. S, voglio unirmi a voi.
Gli gettarono una tunica nera. Indossala e mettiti il cappuccio. Non parlare se non sei
interrogato. Tieni gli occhi bassi. Unisci le mani dietro la schiena. Il tuo ardimento e l'onore del
lignaggio che condividiamo si manifester in ogni tuo gesto.
Butch si alz in piedi e si infil la tunica. Avrebbe tanto voluto fare un salto al gabinetto...
Hai il permesso di liberare le viscere. Fallo subito.
Uscito dal bagno, Butch si assicur di tenere la testa china e le mani dietro la schiena.
Qualcuno gli pos una mano sulla spalla; cap che era Rhage. Nessun altro aveva un palmo cos
pesante.
Ora seguici, ordin Wrath.
Butch venne condotto fuori dalla Tana e subito dopo sal a bordo della Escalade; il SUV era
parcheggiato praticamente nel vestibolo, come se volessero mantenere il segreto su ci che stava
accadendo.
Butch scivol sul sedile di dietro, il motore della Escalade venne avviato e le portiere chiuse.
Con un sobbalzo avanzarono adagio per quello che immaginava fosse il cortile, finch cominciarono a
procedere a scossoni, come se si stessero inoltrando nei boschi oltre il prato posteriore. Nessuno
parlava e, nel silenzio, Butch non pot fare a meno di chiedersi cosa diavolo stessero per fargli. Di
sicuro non sarebbe stata una passeggiata.
Alla fine la macchina si ferm e tutti scesero. Sforzandosi di rispettare le regole, Butch si fece
da parte senza alzare lo sguardo, in attesa che qualcuno lo guidasse. E qualcuno in effetti giunse in suo
soccorso, mentre la Escalade si allontanava.
Prese ad arrancare strascicando i piedi. La luna illuminava il cammino, ma poi
improvvisamente la luce spar e sprofondarono nelle tenebre. Erano in una grotta? S... esatto. L'odore
di terriccio umido gli riemp le narici e sotto i piedi nudi sentiva delle pietruzze appuntite.
Una quarantina di passi pi avanti venne fermato di colpo. Ud come un fruscio, poi riprese a
camminare, stavolta in discesa. Un'altra fermata. Altri rumori ovattati, come di un cancello bene oliato
che venisse aperto.
Poi calore e luce. E un lustro pavimento di... marmo. Marmo nero, lucido come uno specchio.
Mentre avanzavano, ebbe la sensazione di procedere all'interno di un luogo dal soffitto molto alto
perch ogni minimo rumore rimbalzava verso l'alto producendo un'eco. Ci fu un'altra pausa, seguita da
un gran fruscio di stoffa... i fratelli si stavano spogliando, pens Butch.
Una mano lo prese per la nuca e il ringhio profondo di Wrath gli risuon all'orecchio. Sei
indegno di entrare qui dentro, cos come sei. Fai di s con la testa.
Butch annu.
D che sei indegno.
Sono indegno.
Le voci dei fratelli si levarono all'improvviso nell'Antico Idioma, in un alto grido di protesta.
Pur non essendo degno, riprese Wrath, desideri diventarlo, stanotte. Fai di s con la testa.
Butch annu.
D che desideri diventare degno.
Desidero diventare degno.
Un altro grido nell'Antico Idioma, stavolta di incoraggiamento.
C' un solo modo per diventare degno, prosegu Wrath, ed  il modo buono e giusto. Carne
della nostra carne. Fai di s con la testa.
Butch annu.
D che desideri diventare carne della nostra carne.
Desidero diventare carne della vostra carne.
Venne intonata una sommessa cantilena e Butch ebbe l'impressione che, davanti e dietro di lui,
si fosse formata una fila. Senza preavviso cominciarono a muoversi avanti e indietro, seguendo la
cadenza delle potenti voci maschili. Butch faticava a tenere il ritmo, sbatacchiato tra il fratello davanti -
che, a giudicare dal lieve aroma di fumo rosso, doveva essere Phury - e quello dietro, che era Vishous.
Come faceva a sapere che fosse V? Lo sapeva e basta. Merda, stava facendo un gran casino...
E poi accadde. Il suo corpo trov il ritmo giusto. Adesso si muoveva all'unisono con gli altri...
s, erano tutti una cosa sola nelle movenze e nel canto, avanti e indietro, ondeggiando a destra e poi a
sinistra. .. erano le voci, pi che i muscoli delle gambe, a far avanzare i piedi.
All'improvviso ci fu un'esplosione acustica, i suoni del canto si frammentarono per poi
riformarsi in mille direzioni diverse: erano entrati in uno spazio molto ampio.
Una mano sulla spalla gli fece capire che doveva fermarsi.
La cantilena si interruppe di colpo, come se qualcuno avesse staccato la spina, le note
riecheggiarono ancora per qualche istante prima di spegnersi in lontananza.
Qualcuno lo prese per un braccio, facendolo avanzare.
Al suo fianco, Vishous disse a bassa voce: Scale.
Butch incespic leggermente, poi trov i gradini. Giunto in cima, venne posizionato da V col
corpo... dove doveva stare. Fermo in posizione, ebbe l'impressione di trovarsi davanti a qualcosa di
grosso, le dita dei piedi toccavano quello che sembrava un muro.
Nel silenzio che segu, una goccia di sudore gli rotol gi dal naso atterrando proprio in mezzo
ai piedi, sul pavimento lucidissimo.
V gli strinse la spalla in un gesto rassicurante. Poi si fece da parte.
Chi propone questo candidato? chiese la Vergine Scriba.
Io, Vishous, figlio del guerriero della confraternita del Pugnale Nero noto come il Carnefice.
Chi respinge questo candidato? Nessuno parl. Grazie a Dio.
Allora la voce della Vergine Scriba assunse proporzioni epiche, riempiendo lo spazio
circostante e la testa di Butch, finch quest'ultimo non sent altro che il suono delle sue parole, In base
alla testimonianza di Wrath figlio di Wrath, e su proposta di Vishous, figlio del guerriero della
confraternita del Pugnale Nero noto come il Carnefice, giudico il qui presente Butch O'Neal, disceso da
Wrath figlio di Wrath, un candidato idoneo a entrare nella confraternita del Pugnale Nero. In base al
mio potere discrezionale, oltre che nell'interesse della razza, in questo caso ho ritenuto di derogare al
requisito della matrilinearit. Procedete pure.
Fu Wrath a prendere la parola. Voltatelo. Spogliatelo.
Butch venne riposizionato in modo da guardare verso l'esterno e Vishous gli tolse la tunica
nera. Prima di allontanarsi, il fratello gli spost sulla schiena la croce d'oro.
Alza gli occhi, ordin Wrath.
Trattenendo il respiro, Butch guard in su.
Si trovava su una pedana di marmo nero e davanti a lui si apriva una grotta sotterranea
illuminata da centinaia di candele nere. Di fronte aveva un altare costituito da un enorme piano di pietra
sorretto da due tozzi pilastri, in cima al quale era posato un antichissimo teschio. Al di l dell'altare era
schierata la confraternita in tutto il suo splendore, cinque vampiri guerrieri dai volti solenni e dal fisico
possente.
Wrath ruppe i ranghi avanzando verso l'altare. Indietreggia contro il muro e aggrappati ai
pioli.
Butch fece come gli era stato ordinato; sent una pietra liscia e fredda contro le spalle e il
fondoschiena e due solidi sostegni all'altezza delle mani.
Wrath alz il pugno. Era... merda, era coperto da un antico guanto d'argento con delle punte
uncinate in corrispondenza delle nocche e stringeva il manico di un pugnale nero.
Il re stese il braccio, si tagli il polso e tenne la ferita sospesa sopra il teschio, sulla sommit del
quale era montata una coppa d'argento. Il sangue che gocciolava dalla vena di Wrath si raccolse nella
coppa, una pozza di un rosso lucido che rifletteva la luce delle candele.
La mia carne, disse Wrath. Poi lecc la ferita, rimarginandola, pos il pugnale e si avvicin a
Butch.
Butch deglut a fatica.
Wrath lo afferr per la mascella, gli tir indietro la testa e lo morse sul collo, con forza. Scosso
dagli spasmi, Butch digrignava i denti per non gridare e si aggrapp convulsamente ai sostegni, tanto
da temere di spezzarsi i polsi. Poi Wrath fece un passo indietro e si pul la bocca.
La tua carne, disse con un sorriso feroce.
Il re strinse il pugno all'interno del guanto argentato, tir indietro il braccio e colp Butch in
pieno petto. Gli uncini lo trafissero mentre l'aria gli fuoriusciva dai polmoni con un suono aspro che
riecheggi per tutta la caverna.
Il tempo di riprendere fiato e si fece avanti Rhage, il quale prese il guanto e ripet lo stesso
rituale di Wrath: si tagli il polso e lo tenne sospeso sopra il teschio pronunciando le stesse tre parole.
Dopo aver richiuso la ferita si avvicin a Butch e, ripetute le altre tre parole, gli affond nella gola le
sue zanne terrificanti, al di sotto del morso di Wrath. Quindi, repentino e micidiale, sferr un pugno
nello stesso punto gi centrato da Wrath, sul pettorale sinistro.
Poi tocc a Phury. Seguito da Zsadist.
Alla fine, Butch temette che la testa gli rotolasse via dalle spalle e rimbalzasse gi dai gradini,
tanto si sentiva il collo molle. In pi era stordito per i pugni al petto e dalla ferita il sangue gli colava
sullo stomaco e fin sulle cosce.
Fu poi il turno di V.
Vishous sal sulla pedana tenendo gli occhi bassi. Prese il guanto d'argento dalle mani di Z e lo
infil sopra quello di pelle nera che gi gli copriva la mano.
Quindi si tagli il polso facendo balenare per un attimo la lama nera e fiss il teschio mentre il
suo sangue gocciolava nella coppa, mescolandosi a quello degli altri.
La mia carne, sussurr.
Prima di voltarsi verso Butch parve esitare, poi ruot su se stesso e i loro occhi si incontrarono.
Quando la tremolante luce delle candele guizz sui duri lineamenti del Fratello riflettendosi nelle sue
iridi di diamante, Butch rimase senza fiato: in quel momento il suo coinquilino era potente come un
dio... e forse anche altrettanto bello.
Vishous si fece avanti facendo scivolare la mano dalla spalla alla nuca di Butch. La tua carne,
disse in un soffio. Poi fece una pausa, in una sorta di silenziosa richiesta.
Senza pensarci, Butch alz il mento, consapevole che cos si stava offrendo, consapevole che...
oh, cazzo. Scacci subito quei pensieri, completamente stranito dalle vibrazioni saltate fuori da chiss
dove.
Al rallentatore, Vishous chin la testa bruna e Butch sent come una carezza vellutata quando il
pizzetto gli sfior la gola. Con precisione millimetrica ,V premette le zanne contro la vena che saliva
dal cuore dell'amico, poi lentamente, inesorabilmente, lo trafisse. I loro petti si toccarono.
Butch chiuse gli occhi assaporando quella sensazione, il calore dovuto alla vicinanza fisica, la
morbidezza dei capelli di V sulla mascella, la potenza del braccio virile che gli scivolava intorno alla
vita. Quasi animate da volont propria, le sue mani si staccarono dai pioli posandosi sui fianchi di V,
stringendo con forza quella carne soda, unendo i loro corpi dalla testa ai piedi. Un fremito percorse uno
dei due. O forse... merda, forse erano rabbrividiti entrambi.
E poi basta. Chiuso. Finito. Da non ripetersi mai pi.
Nessuno dei due guard l'altro mentre V si scioglieva dall'abbraccio in una separazione
completa e irrevocabile. Una strada da non percorrere. Mai.
V colp Butch al petto; l'impatto fu pi violento di tutti gli altri, compreso il pugno di Rhage, e
lasci Butch senza fiato. Vishous torn in fila con gli altri membri della confraternita.
Un istante dopo, Wrath and all'altare e sollev in alto il teschio, mostrandolo ai fratelli.
Questo  il primo di tutti noi. Salute a lui, il guerriero che ha dato origine alla confraternita.
I fratelli lanciarono un grido di guerra che riecheggi in tutta la grotta e Wrath si volse verso
Butch.
Bevi e unisciti a noi.
Butch accolse l'invito con entusiasmo; afferr il teschio, reclin il capo all'indietro e si vers in
gola il sangue. Mentre beveva, i fratelli ripresero a cantare, le loro voci divennero sempre pi alte,
risuonando con forza. Butch assapor ciascuno di loro. La potenza assoluta e la maest di Wrath. La
forza sovrumana di Rhage. La lealt ardente, protettiva di Phury. La gelida ferocia di Zsadist. La
perspicace scaltrezza di Vishous.
Poi gli tolsero il teschio di mano e lo spinsero di nuovo contro il muro.
Farai meglio a tenerti forte a quei pioli, gli consigli Wrath con un sorriso enigmatico.
Butch si aggrapp proprio mentre veniva investito da una violenta ondata di energia. Si morse
le labbra per non mettersi a urlare, vagamente consapevole dei mormorii di approvazione dei fratelli.
Mentre il ruggito cresceva, cominci a sgroppare contro i sostegni, neanche avesse pippato un chilo di
coca. Poi tutto parve esplodere, ogni singolo neurone del suo cervello and in tilt, ogni vaso sanguigno
e capillare si dilat. Col cuore che batteva all'impazzata, la testa che girava, il corpo in tensione lui...
Butch si svegli in cima all'altare, nudo e raggomitolato su un fianco. Aveva un senso di
bruciore al petto e quando vi pos la mano, sent qualcosa di granuloso. Sale?
Battendo le palpebre si guard intorno e vide che si trovava di fronte a un muro di marmo nero
con sopra quelli che dovevano essere dei nomi nell'Antico Idioma. Dio, ce n'erano a centinaia.
Sconcertato da quella vista, si rizz a sedere e poi si alz faticosamente in piedi. Incespic in avanti,
ma in qualche modo riusc a ritrovare l'equilibrio prima di toccare quello che sapeva essere sacro.
Osservando quei nomi, cap che tutti, dal primo all'ultimo, erano stati incisi dalla stessa mano
perch ogni carattere presentava la stessa, identica eleganza.
Era opera di Vishous. Non sapeva da dove gli derivasse quella certezza... no, lo sapeva invece.
Adesso nella sua testa c'erano come degli echi... echi delle vite dei suoi... fratelli? S... e tutti i vampiri
di cui stava leggendo i nomi erano suoi fratelli. Ora, in qualche modo, conosceva ognuno di loro.
A occhi sgranati, segu le colonne incise fino a... ecco... eccolo l, nell'angolo in basso a destra.
Quello in fondo alla fila. L'ultimo. Era il suo nome?
Ud un applauso e si volt a guardare da sopra la spalla. I fratelli si erano rimessi le tuniche, ma
i cappucci erano abbassati. Ed erano raggianti.
Assolutamente raggianti, compreso Z.
Quello sei tu, disse Wrath. Il guerriero della confraternita del Pugnale Nero chiamato
Dhestroyer, disceso da Wrath figlio di Wrath.
Ma per noi resterai sempre Butch, intervenne Rhage. O anche palla al piede, pallone
gonfiato, rompipalle. Sai, a seconda dei casi. Finch c' una "palla"
credo che possa andare.
Che ne dici di palloso?, sugger Z.
Bello. Mi piace.
Scoppiarono tutti a ridere e Butch si vide comparire davanti la tunica, stretta nella mano
guantata di Vishous.
Ecco, disse V senza guardarlo negli occhi.
Butch prese la tunica, ma non voleva che l'amico scappasse via subito. V? disse con una certa
urgenza nella voce. Vishous inarc le sopracciglia, sempre evitando di guardarlo. Vishous? E dai,
amico. Prima o poi dovrai pur guardarmi. V...?
Il petto di Vishous si dilat... e i suoi occhi di diamante lentamente si posarono su Butch. Dopo
un attimo di grande intensit, allung una mano per risistemargli la croce sul petto. Sei stato bravo,
sbirro. Congratulazioni, okay?
Grazie per aver proposto la mia candidatura... trahyner. Vedendo il guizzo nello sguardo di
V, Butch aggiunse, S, ho controllato cosa voleva dire. "Amico caro" ti si addice alla perfezione, per
quanto mi riguarda.
V arross. Si schiar la gola. Bene, sbirro. Molto... bene.
Mentre Vishous si allontanava, Butch si infil la tunica e si guard il petto. La cicatrice
circolare sul pettorale sinistro spiccava sulla pelle come un marchio a fuoco permanente, identico a
quello di tutti gli altri fratelli. Un simbolo del vincolo che li legava.
Fece scorrere la punta dell'indice sulla cicatrice e alcuni granelli di sale caddero sul pavimento
lucido. Poi guard il muro e avanz verso di esso.
Accovacciandosi, avvicin la mano fin quasi a sfiorare il suo nome. Il suo nuovo nome.
Ora sono nato per davvero, pens. Dhestroyer, disceso da Wrath figlio di Wrath.
Gli si annebbi la vista; Butch batt frenetico le palpebre, ma non riusc a trattenersi. Le lacrime
gli rotolavano sulle guance e lui se le asciug in fretta con la manica. Fu allora che sent le mani sulle
spalle. I fratelli - i suoi fratelli - lo avevano circondato e adesso li sentiva, li... percepiva veramente.
Carne della sua carne. Come lui era carne della loro carne.
Wrath si schiar la gola, ma aveva la voce ancora leggermente roca quando disse, Sei la prima
recluta da settantacinque anni a questa parte. E sei... sei degno del sangue che tu e io condividiamo.
Butch della mia stessa stirpe.
Butch abbandon la testa sul petto e pianse senza ritegno... anche se non di gioia, come
dovevano aver pensato i fratelli.
Piangeva per il senso di vuoto che provava.
Perch per quanto tutto ci fosse meraviglioso, a lui sembrava vuoto.
Senza una compagna con cui condividere la vita, lui era solo uno schermo che gli eventi e le
circostanze avrebbero attraversato senza lasciare traccia. Non era neanche vuoto, perch non era in
grado di contenere niente, neanche un soffio d'aria.
Viveva, anche se non era veramente vivo.
Capitolo 49
Sulla via del ritorno, a bordo della Escalade, erano tutti sovreccitati e non la finivano pi di
parlare di quanto era appena successo. Rhage le sparava grosse come al solito. Wrath lo prendeva in
giro. Poi ci si mise anche V e nel giro di pochi minuti tutti malignavano e si punzecchiavano a vicenda.
Come capita tra fratelli.
Butch si sistem in silenzio sul sedile ribaltabile, consapevole che quel viaggio, al pari della
cerimonia che lo aveva preceduto, era un momento di grande gioia per i membri della confraternita. Pur
non riuscendo a condividerla, era sinceramente felice per loro.
Parcheggiarono davanti alla grande casa. Quando Butch scese dall'auto, le porte del vestibolo si
spalancarono e i fratelli formarono un semicerchio alle sue spalle intonando di nuovo quella sorta di
cantilena mentre entravano nell'atrio variopinto, accolti da un fragoroso applauso. Tutti e venti i
doggen li stavano aspettando. Davanti alla servit, le tre femmine d quartier generale sfoggiavano
toilette mozzafiato: Beth si era messa il vestito rosso sangue con cui si era sposata, Mary era in blu
scuro e Bella aveva uno sfavillante abito color argento.
Butch non riusc neanche a guardare le tre shellan talmente grande era il suo desiderio di vedere
Marissa. Con la morte nel cuore, stava per correre a rifugiarsi nella Tana, disperato come una
donnicciola, quando quel mare di corpi si apr e...
Comparve Marissa con indosso un abito color pesca. Era una tonalit cos bella e luminosa che
veniva da chiedersi se il sole non si fosse condensato nella sua stessa silhouette. Il canto si interruppe di
colpo quando la giovane avanz.
Confuso, incapace di capire il motivo della sua presenza, Butch tese le braccia verso di lei.
Marissa si inginocchi ai suoi piedi; l'abito si allarg intorno a lei in ampie onde di raso.
Chin il capo, e con voce carica di emozione, disse, Vorrei offrirti, guerriero, questo
portafortuna per quando andrai a combattere. Alz le mani e nei palmi uniti c'era una grossa treccia
dei suoi capelli legata a entrambe le estremit da due nastri celesti. Sarebbe motivo di orgoglio, per
me, sapere che lo porterai in battaglia. Sarebbe motivo di orgoglio, per me, sapere che il mio... hellren
serve la nostra razza. Sempre che tu... mi voglia ancora.
Annientato da quel gesto, Butch si accucci sul pavimento e le sollev il mento tremante.
Asciugandole le lacrime col pollice, prese la treccia e se la strinse al cuore, Certo che ti voglio,
mormor. Ma cosa  cambiato?
Marissa si volt a guardare le tre femmine della casa nei loro splendidi abiti.
Poi con un fil di voce disse, Ho parlato con certe amiche. O meglio, loro hanno parlato con
me.
Marissa... Butch non riusc a dire altro.
La sua voce sembrava essersi prosciugata; baci Marissa e, mentre si abbracciavano, un coro di
acclamazioni si lev nel grande atrio.
Mi spiace tanto di essere stata debole, gli sussurr all'orecchio Marissa. Beth, Mary e Bella
sono venute a trovarmi. Non sar mai tranquilla con tutti i pericoli che dovrai affrontare in quanto
membro della confraternita. Star in ansia tutte le notti. Ma loro tre si fidano dei loro compagni, sanno
che faranno attenzione e io... io credo che tu mi ami. Credo che non mi lasceresti mai, potendo evitarlo.
Io... io credo che sarai prudente e che ti fermerai in tempo se il male dovesse minacciare di
sopraffarti. Se loro possono sopportare la paura della perdita, posso farlo anch'io.
Butch la strinse ancora pi forte. Sar prudente, te lo giuro. Te lo giuro.
Rimasero l, sul pavimento, avvinti per qualche altro minuto. Poi Butch alz la testa e guard
Wrath, che nel frattempo aveva abbracciato Beth.
Allora, fratello, disse Butch. Hai un coltello e del sale?  giunto il momento di celebrare per
intero un certo matrimonio, non so se mi spiego.
Noi siamo pronti, amico mio.
Fritz avanz con una caraffa e una ciotola di Morton's best, le stesse gi utilizzate durante la
cerimonia nuziale di Wrath e Beth, quella di Rhage e Mary e infine quella di Zsadist e Bella.
La tenebra non mi avr mai..., dichiar Butch guardando in fondo agli occhi la sua shellan,
perch io ho te. Luce della mia vita, Marissa. Ecco cosa sei.
Capitolo 50
La sera successiva, Marissa alz gli occhi dalla scrivania e sorrise. Butch era fermo sulla soglia
del suo ufficio e la ostruiva tutta, tanto era grosso.
Il collo non gli era ancora guarito del tutto, dopo la cerimonia di affiliazione ma, santo cielo,
aveva un aspetto magnifico. Forte. Vigoroso. Era il suo compagno.
Ciao, la salut lui, lasciando intravedere l'incisivo scheggiato. E le zanne.
Marissa sorrise. Sei in anticipo.
Non ce la facevo pi a starti lontano. Entr e chiuse la porta... e quando con discrezione tir il
chiavistello, lei si infiamm tutta.
Butch gir intorno alla scrivania e fece ruotare la poltroncina girevole in modo da averla di
fronte, poi si inginocchi sul pavimento. Le spalanc le gambe infilandosi tra le sue cosce, il pi vicino
possibile, e si mise a sfregare il naso contro il suo sterno. L'odore tipico dei vampiri innamorati
saturava l'aria. Con un sospiro, Marissa cinse tra le braccia quelle spalle poderose baciandolo dietro
l'orecchio, dove la pelle  pi sensibile e delicata.
Come va, hellren?
Meglio, adesso, moglie.
Tenendolo stretto, Marissa spost lo sguardo sulla scrivania. L, in mezzo ai fogli, alle cartelline
e alle penne, c'era una figurina bianca di squisita fattura. Era una statuetta di marmo raffigurante una
vampira seduta a gambe incrociate con un pugnale in una mano e un barbagianni appollaiato sul polso
dell'altra.
Le aveva commissionate Beth. Una per Mary, una per Bella e una per Marissa.
La regina ne aveva tenuta una anche per s. Il significato del pugnale era ovvio. Il barbagianni
rimandava alla Vergine Scriba ed era il simbolo delle preghiere a lei rivolte per invocare la sua
protezione sui loro compagni guerrieri.
La confraternita era forte, unita, una potenza formidabile nel mondo dei vampiri, per sempre. E
cos erano le compagne dei suoi membri. Forti. Unite.
Una potenza formidabile per sempre nel loro mondo. Legate in modo indissolubile come i loro
guerrieri.
Butch alz la testa e guard Marissa in assoluta adorazione. Ora che la cerimonia nuziale era
stata completata e che aveva il nome della sua shellan inciso sulla schiena, Marissa esercitava un vero e
proprio dominio sul suo corpo, sia per legge che per istinto, un controllo che lui le cedeva ben
volentieri, che le cedeva con amore. Lei era libera di comandarlo a suo piacimento e, come aveva
sempre sostenuto la glymera, era bellissimo essere sposati a tutti gli effetti.
La sola cosa su cui quegli sciocchi non si erano sbagliati.
Marissa, voglio farti conoscere una persona, okay?
Ma certo. Subito?
No, domani all'imbrunire.
Va bene. Chi...
Lui la baci. Lo vedrai.
Marissa guard in fondo ai suoi occhi nocciola, accarezzandogli i folti capelli scuri. Poi gli
pass i pollici sulle sopracciglia. Fece scorrere la punta dell'indice lungo il suo naso da pugile, rovinato
dalle troppe fratture. Picchiett leggermente il dito sul dente scheggiato.
Sono un filo segnato dalle battaglie, eh? disse Butch. Ma sai, con un po' di chirurgia plastica
e un paio di capsule, potrei avere un successone come Rhage.
Marissa guard di nuovo la statuetta e pens alla propria vita. E a quella di Butch.
Scosse la testa lentamente, chinandosi a baciarlo. Non cambierei niente, di te.
Neanche una virgola.
Epilogo
Joyce O'Neal Rafferty entr nella casa di riposo tutta trafelata e con un diavolo per capello. Il
piccolo Sean aveva vomitato tutta notte e lei aveva dovuto aspettare tre ore dal pediatra prima che il
medico riuscisse a infilarli tra un appuntamento e l'altro. Poi Mike aveva lasciato un messaggio dicendo
che avrebbe fatto tardi al lavoro, per cui non avrebbe avuto tempo di passare al supermercato prima di
rincasare.
Maledizione, in frigo e nella dispensa non c'era niente per cena.
Reggendo Sean su un fianco, corse fino in fondo al corridoio, schivando carrelli dei pasti e un
gruppo di sedie a rotelle. Per lo meno adesso Sean si era addormentato e non vomitava pi da ore.
Tenere a bada contemporaneamente un neonato malato e capriccioso e sua madre andava al di l delle
sue forze.
Specie dopo una giornata come quella.
Buss alla porta della stanza di sua madre ed entr senza attendere risposta.
Seduta a letto, Odell stava sfogliando un numero di Selezione.
Ehil, mamma, come stai? disse Joyce puntando verso la poltrona in similpelle vicino alla
finestra. Quando si sedette, il cuscino emise una sorta di gemito stridulo. E altrettanto fece Sean,
svegliandosi.
Sto bene, rispose Odell. Aveva un bel sorriso, ma gli occhi erano assenti come due biglie
scure.
Joyce controll l'orologio. Sarebbe rimasta dieci minuti, poi, tornando a casa, si sarebbe fermata
da Star Market.
Ieri sera ho avuto una visita.
Davvero, mamma? E avrebbe fatto la spesa per tutta la settimana, come minimo, poco ma
sicuro. Chi  venuto a trovarti?
Tuo fratello.
 venuto Teddy?
Butch.
Joyce rimase impietrita. Poi decise che sua madre soffriva di allucinazioni.
Che bello, mamma.
 venuto senza farsi vedere da nessuno. Era gi buio. Ha portato anche sua moglie.  cos
carina. Ha detto che si sposeranno in chiesa. S, insomma, sono gi marito e moglie, ma per il momento
si sono sposati secondo la religione di lei.
Buffo... non sono riuscita a capire di che religione . Luterana, forse?
Soffriva di allucinazioni, decisamente. Bene.
Adesso assomiglia a suo padre.
Ah, s? Credevo che fosse l'unico a non aver preso da pap.
A suo padre. Non al tuo.
Joyce si accigli. Come, scusa?
Sua madre guard fuori dalla finestra con aria trasognata. Non ti ho mai raccontato della
bufera di neve del '69?
Mamma, tornando a Butch...
Siamo rimasti tutti bloccati in ospedale, noi infermiere e anche i dottori.
Nessuno poteva entrare o uscire. Ci sono rimasta per due giorni. Dio, tuo padre era cos
arrabbiato di dover curare i bambini senza di me. All'improvviso Odell sembrava molto pi giovane e
lucidissima, anche lo sguardo si era snebbiato.
C'era un chirurgo, all'ospedale. Oh, era cos... diverso da tutti gli altri. Era il primario di
chirurgia. Era una persona molto importante. Era... bello, e diverso, e molto importante. Metteva un po'
paura, anche. I suoi occhi. Me li sogno ancora. Poi, d'un tratto, tutto quell'entusiasmo evapor e sua
madre parve sgonfiarsi. Sono stata pessima. Sono stata una pessima moglie.
Mamma... Joyce scosse la testa. Ma cosa dici?
Le lacrime cominciarono a rigare il volto rugoso di Odell. Sono andata a confessarmi, quando
sono tornata a casa. Ho pregato. Ho pregato tanto. Ma Dio mi ha punito per i miei peccati. Anche le
doglie... le doglie sono state tremende, con Butch. Ho rischiato di morire con tutto il sangue che ho
perso. Con tutti gli altri parti non ho avuto problemi, ma quando ho partorito Butch...
Joyce strinse Sean, talmente forte che il bambino cominci a dimenarsi in segno di protesta. Lei
allent la stretta cercando di calmarlo e sussurr, Vai avanti. Mamma... continua a parlare.
La morte di Janie  stata la mia punizione per essere stata infedele e per essere rimasta incinta
di un altro uomo.
Sean emise un vagito; nella testa di Joyce cominci a prendere forma il sospetto terribile,
spaventoso che quella fosse...
Oh, ma andiamo, cosa diavolo le saltava in mente? Sua madre era pazza. Non ci stava pi con la
testa.
Peccato che al momento sembrasse perfettamente lucida.
Odell cominci ad annuire, come in risposta aa domanda di qualcuno. Oh, s, io voglio bene a
Butch. In realt voglio pi bene a lui che a tutti gli altri miei figli perch lui  speciale. Per non ho mai
potuto farlo vedere. Il padre dei miei figli ha pagato anche troppo per quello che ho fatto. Favorire
Butch in un modo qualunque sarebbe stato un insulto a Eddie e io non potevo... non volevo mettere
cos in imbarazzo mio marito. Non dopo che  rimasto insieme a me.
Pap lo sa? Nel silenzio che segu, le cose cominciarono a trovare la loro giusta collocazione,
come i pezzi di un puzzle. Il quadro d'insieme era orribile.
Merda... allora era tutto vero. Ma certo che pap lo sapeva. Per questo odiava Butch.
Sua madre si era fatta malinconica. Butch sembrava cos felice con sua moglie e, oh, Maria
santissima, lei  proprio bella. Sono proprio una bella coppia, sembrano fatti l'uno per l'altra. Lei 
speciale come il padre di Butch. Come Butch.
Sono tutti molto speciali. Peccato che non abbiano potuto fermarsi. Lui ha detto... ha detto che
sarebbe passato a salutarmi.
Odell ricominci a piangere; Joyce le strinse il braccio. Mamma, dov' andato Butch?
Sua madre abbass lo sguardo sulla mano che la stava toccando. Poi si accigli leggermente.
Voglio un cracker. Posso avere un cracker?
Mamma, guardami. Dov' andato Butch? ripet Joyce. Anche se non sapeva bene perch
tutt'a un tratto le sembrasse cos importante.
Due occhi assenti vagavano per la stanza. Con il formaggio. Vorrei un cracker. Con il
formaggio.
Stavamo parlando di Butch... Mamma, concentrati.
Dio, tutta quella storia era un tale shock, e al tempo stesso non lo era per niente. Butch era
sempre stato diverso, no?
Mamma, dov' Butch?
Butch? Oh, grazie di avermelo chiesto. Sta benissimo... era cos felice. Sono cos contenta che
si sia sposato. Sua madre batt le palpebre, perplessa. Chi  lei, a proposito. Un'infermiera? Io facevo
l'infermiera...
Per un attimo, Joyce fu tentata di insistere.
Poi per, mentre sua madre continuava a parlare a vanvera, guard fuori dalla finestra con un
gran sospiro. Le chiacchiere senza senso di Odell a un tratto sembravano confortanti. S... quella storia era assurda. Assolutamente assurda.
Lascia perdere, si disse Joyce. Lascia perdere e basta.
Sean smise di piangere premendosi contro di lei e Joyce strinse al petto quel fagottino caldo.
Con in sottofondo i discorsi sconclusionati che venivano dal letto, pens a quanto voleva bene al suo bambino. A quanto gli avrebbe sempre voluto bene.
Baci la sua morbida testolina. Nella vita, in fin dei conti, la famiglia  la cosa pi importante.
Il fondamento stesso della vita.
...
.
...
FINE.